Ovvero: le tre cose che muovono il mondo!

Come ebbe infatti a dire Rudyard Kipling in tempi non sospetti: "Tre sono le cose che muovono il mondo: Donne, Cavalli e Guerra" il che, tradotto in termini moderni vuol dire: Donne, Motori e Armi da fuoco!

WELCOME TO THE MAYEM!

domenica 20 gennaio 2013

I rimpianti del giovane Werme...


Dipenderà forse dal fatto che è troppo tempo che sono solo come un cane, sarà che anche per i maschietti l'età prima o poi comincia a farsi sentire, nel senso che si comincia a sentire l'esigenza di... metter su famiglia, prima di finire per essere considerati i nonni anziché i padri dei propri figli, fatto sta che il mio interesse per la... forma femminile, in tutte le sue connotazioni, da passione smodata (cosa che non credo sia un mistero, se seguite queste pagine) sta cominciando ad assumere i contorni di una vera e propria ossessione.
Me ne sono reso improvvisamente conto ieri sera o meglio, stamattina, visto che sono rimasto alzato fino alle quattro del mattino davanti al fottuto ordigno collegato ad internet, a spulciare tutte le novità presenti sul mercato alla categoria fotografia erotica; in pratica, mentre ero in cerca d'altro, mi è caduto l'occhio sulle anteprime di alcuni libri in vendita attualmente sul web e mi sono incantato a spulciare ogni foto possibile ed immaginabile; non riuscivo a staccare gli occhi da queste immagini che ritraggono femmine di ogni tipo, età e provenienza negli atteggiamenti più disparati e nelle mise più svariate ma tutte (o quasi) con una caratteristica di fondo che le accomunava, trattandosi giustamente di foto erotiche: erano tutte indistintamente belle, ammiccanti, disponibili ovvero trasognate, sorprese, conturbanti... e qui finisco aggettivi e sostantivi perché mi mancano sinceramente le parole.

Fosse stato per me, nello stato di (dis)grazia in cui sono in questo momento, avrei fatto una bella incartata di roba per (almeno) deliziarmi gli occhi (visto che di solleticare gusto, tatto e olfatto al momento proprio non se ne parla) ma mi sono fermato appena in tempo; come ormai sanno anche i sassi, la mia attuale situazione lavorativa e finanziaria non è delle migliori, per l'ennesima volta negli ultimi 7 anni e alla mia... tenera età sono di nuovo a spasso, ragion per cui mi tocca anche rinunciare (a malincuore) a quelle poche cose che mi considero il sale della vita senza che mi abbandonassi agli strali della depressione più nera.

Eppure anche questo dedicarmi ai miei svariati hobby di fatto non sta facendo altro che aggravare il problema perché se è vero – com'è vero – che si tratta di una (più che mai necessaria) valvola di sfogo, che tra l'altro impegna da sempre una buona parte del mio tempo e delle mie risorse, non risolve affatto il problema, semmai lo acuisce, perché è solo un palliativo, dopo di che mi ritrovo spesso e volentieri più depresso che mai perché come dice il buon Gigi Marzullo i sogni aiuteranno anche a vivere, ma – quando rimangono sempre e solo tali – diventano altrettante sonore bastonate per il morale, specie quando sei già a terra per conto tuo.

Il problema è annoso e immagino non sia sconosciuto ai più che appartengono alla mia generazione, quella che – quando era giovane – a tutto s'interessava fuorché ad accoppiarsi, per così dire, perché noi eravamo il nuovo che avanzava sulle cui spalle poggiavano i destini del mondo, noi eravamo quelli che dovevano prepararsi per il futuro... quando poi, anche per colpa degli strali dell'avversa fortuna e visti i brillanti risultati conseguiti nelle nostre... carriere d'elezione, abbiamo cominciato ad interessarci alle grazie del gentil sesso, siamo stati il più delle volte bellamente snobbati dalle nostre...amabili compagnucce che ci preferivano quelli più grandi (e più figli di mignotta) di noi ovvero, una volta raggiunta l'età adulta, quelli più piccoli (e meno stressati) di noi – la carne fresca, insomma.
In pratica, non abbiamo trovato un cane (o meglio, una cagna) che ci desse un minimo di credito o di considerazione, a meno cioè, di avere quei requisiti fondamentali che poi con gli anni '90 e l'avvento del berlusconismo più becero, sono diventati lo standard in base al quale buona parte delle donne del Belpaese, checché se ne dica, misurano un uomo: vestiti, macchina, cellulare, conto in banca.

Di fronte a questi... imprescindibili parametri, quelli come me se la possono prendere bellamente in saccoccia, perché oggi l'apparire conta molto più dell'essere e nessuna si ferma a considerare che potresti essere una persona solida, di sani principi (no, cari miei, il fatto che in privato possa essere un emerito cinghiale non esclude affatto che il sottoscritto sia una persona con una moralità a prova di bomba nei fatti anziché nelle apparenze), onesta, lavoratrice e soprattutto un compagno fedele e senza troppe pretese... tra l'altro sono anche a bassa manutenzione e non sporco!

Quindi, dal momento che per quanto mi riguarda, per me l'abbigliamento potrebbe tranquillamente ridursi ad una tuta integrale come quella degli operai o dei paracadutisti e starei comodamente bene lo stesso, possiedo un autoveicolo per uso promiscuo (nel senso che è una normale utilitaria, non che ci faccio dentro le orge, malelingue che non siete altro) perché ho sempre pensato che per certi oggetti vale più la funzione che l'estetica e che (ahimè!) il mio portafoglio è perennemente all'asciutto perché ho sempre lavorato tanto e guadagnato poco ed ho – mea culpa, inutile nascondersi – un sacco di interessi verso i quali preferisco incanalare quel che resta delle mie risorse, piuttosto che buttarle in abiti, macchine, cellulari, cene al ristorante e altre corbellerie di lusso che faranno anche tanto figo e saranno pure trendy, ma non mi danno alcuna soddisfazione, va da sé che sono tutto fuorché appetibile per buona parte dell'empireo femminile odierno.
Oddio, è anche vero che il mio giudizio si basa sulle mie personalissime esperienze pregresse ma è altrettanto vero che non ho ancora mai incontrato la mia... miss Right come direbbero gli anglofoni, ovvero l'albero che mi impicca, come suole dire la mia augusta genitrice, sicché...

Per dirla tutta, volendo potrei darmi alle prede facili, come le classiche spose (o ex spose) insoddisfatte e caccia di avventure, come hanno fatto vari tra i miei amici e conoscenti, ma a parte il fatto che parecchie di queste... gentili signore fanno parte della categoria delle cougar e sono a caccia di carne fresca per grattarsi i pruriti (e quindi il sottoscritto non rientra nei loro parametri) mi sono imposto anni fa alcune regole fondamentali e severe riguardo le... relazioni pericolose con le donne altrui quindi anche da questo punto di vista sono fuori dei giochi.

Ah, certo, ci sarebbero ancore le mie tante coetanee, quelle di cui parlavo prima, quelle che ci hanno lasciato con le palle in mano come i capponi quando eravamo giovani e ingenui e che si sono messe quasi tutte con i soliti bastardi che le hanno spremute per benino e poi le hanno mandate a pascolare e che adesso ogni tanto ricicciano e fanno anche le carine.

Peccato che adesso sia io a non essere più interessato; perché mai, dal momento che non mi interessa fare una... rimpatriata ma che ho intenzione di impegnarmi in qualcosa di più serio e stabile, come p.es. una famiglia con figli, dovrei prendermi una quarantenne di seconda mano e con ogni probabilità piena di casini e di raspe mentali a causa delle sue relazioni precedenti, quando il mondo è pieno di femmine più giovani e decisamente più allettanti?
Diobuono, non è che una donna degna di questo nome e matura quanto basta non mi vada bene, anzi; a dire il vero quando si tratta di scopare sono delle vere macchine da sesso soprattutto sono molto... aperte ad ogni tipo di esperienza e il più delle volte amano sperimentare ma, viste le mie... buone intenzioni, chi me lo fa fare?

Gallina vecchia farà anche buon brodo ma di certo – checché ne dica quello stronzo di Severino Antinori – non fa più figli: non è una fisima del sottoscritto, è una verità biologica e la cosiddetta scienza medica avrà anche permesso alle babbione di partorire a sessant'anni ma di fatto la natura dice che a tutto c'è un limite e che l'età giusta per mettere al mondo dei figli per una donna va dai 18 ai 25 anni, quando il...corredo a sua disposizione è si maturo ma fresco, visto che le femminucce – al contrario dei maschietti – non producono nuovi gameti ma adoperano quelli che hanno in dotazione alla nascita.
E pur non essendo un patito dell'eugenetica né un nazista, se finalmente mi riuscisse di... riprodurmi, vorrei caldamente evitare di mettere al mondo un infelice creatura tarata dalla nascita perché la madre ha pensato bene di farsi i cazzi suoi quando era in età riproduttiva salvo farsi venire poi le fregole una volta che ha sentito che le stava scadendo la garanzia.

venerdì 18 gennaio 2013

Quando la situazione diventa improvvisamente “calda”...



Un'immagine di casa ormai anche qui da noi: pick-up armati
e "soldati" sui generis...


… è allora che i contendenti cominciano a sudare freddo...

Argomento eminentemente tecnico, quello di oggi... si, lo so, è un bel pezzo che su questa pagina esula l'argomento gnokka e che ho lasciato parecchio spazio a cronaca, pareri ed opinioni, però, dal momento che due dei miei argomenti preferiti rimangono sempre le sparapiselli di ogni ordine e grado e i giocattoli che rullano, strisciano, nuotano o volano – possibilmente quando le due cose vanno a braccetto, come nel caso dei veicoli militari – e che, proprio in questi giorni, è assurta al (dubbio) onore delle cronache la situazione del Mali, dire che la cosa ha stuzzicato il mio interesse sarebbe riduttivo.

Il fucile d'assalto più diffuso al mondo: l'AK-47
Abbiamo per le mani una bella patata bollente che la (solita) ignavia internazio(a)nale da parte degli organi (genitali) preposti – uno a caso: l'ONU – ha trasformato in un bubbone infetto pronto a scoppiare e ad inondare di melma purulente e maleodorante il mondo intero, com'è stato ampiamente dimostrato nelle ultime 24/36 ore con il... riuscitissimo blitz delle forze di (in)sicurezza algerine contro l'ennesimo commando di integralisti islamici, con le conseguenze che ormai ben conosciamo.

E questa è solo la punta dell'iceberg, visto e considerato che lo stillicidio che sta avvenendo in Mali (al pari dell'altrettanto incredibile situazione siriana) sono anni che va avanti e se non fosse per il fatto che la Francia s'è svegliata una mattina col culo girato, a quest'ora probabilmente le milizie salafite e jihadiste assieme a tutta la infame genia del fondamentalismo islamico legata ad Al Qaeda siederebbe sovrana e felice anche a Bamako, la capitale del martoriato paese sub-sahariano.

L'artiglieria portatile più diffusa tra le formazioni guerrigliere
e paramilitari di mezzo mondo: il lanciagranate a razzo RPG-7
Adesso che la cosa ha preso una decisa accelerazione verso il conflitto aperto e dichiarato, tutti gli imbelli stati occidentali stanno facendo a gara a chi le dichiara più grosse, promettendo mari e monti in appoggio alla risoluzione ONU che da (ormai) più di un anno imponeva il ripristino dello status quo ante nel paese africano dilaniato dalla guerra civile e allo sforzo militare francese.

Tornando a bomba, quello che mi ha colpito sin da subito delle immagini provenienti dal Mali è stata ancora una volta (com'è divenuto ormai consuetudine negli ultimi 20/25 anni) la presenza, massiccia e ubiquitaria, di armamenti sovietici (o russi che dir si voglia) nelle mani di rivoltosi, terroristi, guerriglieri e miliziani; ai più la cosa sarà sfuggita ma ad un occhio (ormai) esperto come quello del sottoscritto risalta come gli arsenali siano composti sempre da fucili d'assalto Kalašnikov AK-47/AKM, lanciarazzi RPG-7, mitragliatrici leggere RPK e medie PK, le pesanti DshK-38 e NSV, le pesantissime KPV da 14,5mm e chi più ne ha più ne metta... certo non tutte sono di provenienza russa/ex-sovietica, ci sono sicuramente in mezzo le innumerevoli copie che di queste armi sono state prodotte principalmente in Cina, così come in Pakistan, Iran e nella miriade di stati più o meno canaglia nel mondo che riforniscono di armi i belligeranti di buona parte del globo terracqueo, alla faccia delle tanto famigerate potenze occidentali che, invece, sono ormai decenni che si ritrovano con i depositi pieni di stock invenduti grazie alle legislazioni assolutamente garantiste e politically correct che ne impediscono di fatto la commercializzazione proprio in quei Paesi che più sarebbero disposti ad acquistarle.

OK, lasciamo perdere, sto calpestando un terreno pericoloso e poi il discorso esula dai miei intenti originari, sicché...
L'ultima versione del contraltare francese al AK-47: il FA-MAS

Dicevo dunque che quello che mi ha colpito è proprio la omogeneità degli equipaggiamenti che questi banditi sfoggiano in ogni località del mondo, segno evidente che qui c'è qualcuno che non la racconta giusta perché sarà anche vero che – a partire dalla seconda metà degli anni '50 del XX secolo – sono stati prodotti nel mondo quasi 80 milioni di Kalaŝnikov, solo per citare il pezzo più noto/diffuso ma – porco cane – è mai possibile che siano finiti tutti nelle mani di ribelli e terroristi!?

Soprattutto, come accidenti ci sono finiti sparpagliati ai quattro angoli del globo!?

La DShK-38, altro pezzo ubiquitario d'origine Sovietica/Orientale
in ogni area "calda" del mondo, specie nelle mani delle forze
insurrezionaliste e/o irregolari
Posso capire che – a partire dagli anni della decolonizzazione in poi – i sovietici prima e i cinesi poi abbiano fornito gratis et amor dei armi a tutti i vari movimenti che si rifacevano (a parole) all'ideologia marxista-leninista e/o maoista, ma in quegli anni in giro per il mondo si vedeva di tutto: dai residuati della Seconda Guerra Mondiale alle produzioni più recenti made in Belgium e/o in Germany, USA, GB, France etc. etc.... oggi gira sempre e solo roba made in Russia (e succedanei) tant'è che guerriglieri e jihadisti risultano spesse volte meglio armati ed equipaggiati in maniera più consistente ed uniforme delle stesse forze governative che gli si oppongono.

Classico esempio di Toyota "Africa-style" con tanto di
mitragliera (cinese, come al solito) e guerriglieri
Altra caratteristica (e passiamo ai motori) di questi conflitti è l'ubiquitaria presenza delle cosiddette Technicals o Tecniche che dir si voglia, quei veicoli uso militari apparse in gran numero per la prima volta in mano alle varie milizie somale nei primi anni '90, adattando pick-up e fuoristrada come mezzi da combattimento, armati di mitragliatrici pesanti, lanciarazzi e pezzi d'artiglieria leggeri come le mitragliere contraeree da 20-30mm.

In realtà, il primo, massiccio uso di questo tipo di mezzi si è verificato negli anni '80 nella famigerata guerra in Ciad (altro paese dell'area sub-sahariana, guarda un po' il caso) chiamata appunto la Guerra delle Toyota a causa del grandissimo numero di veicoli della casa giapponese (ubiquitari in gran parte dei paesi africani, mediorientali e centro-sudamericani) convertiti in piattaforme per il trasporto di armi pesanti e come mezzi trasporto truppa dai contendenti.

Il "pezzo forte" delle Forze di Dispiegamento Rapido Francesi:
la blindo ERC-90 Sagaie, un giocattolo vecchio ormai più di
30 anni... come a dire che cavallo vincente non si cambia.
Come dicevo prima, fu in Somalia che le forze armate occidentali si sono imbattute per la prima volta nelle versioni più... raffinate di questi mezzi e da allora sono diventate una... presenza di casa in tutti i conflitti di cui abbiamo notizia, in giro per il mondo ma il teatro africano resta ancora quello in cui questi mezzi sono più usati in assoluto.

Uno dei carri leggeri più diffusi nelle aree calde del Terzo Mondo:
il  Type-62 cinese con cannone da 85mm
Dall'altra parte abbiamo i francesi, che si sono portati dietro la roba con cui vanno in giro ormai da 30 anni: i clarion (al secolo i fucili d'assalto FA-MAS calibro 5,56mm) e le mitragliatrici d'impiego generate AAT... voglio sperare che non si siano limitati alle sole armi leggere, vista la quantità dell'opposizione che li aspetta e la qualità degli armamenti da questa impiegati ma in TV non è stato dato di vedere altro, mentre, udite udite, i fanti di marina francesi (caso più unico che raro nella storia francese degli ultimi 50 anni, infatti, non hanno spedito in Africa i legionari...) si sono trascinati al seguito le blindo leggere ERC 90 Sagaie armate con cannoni da 90mm e protette da circa mezzo pollice di corazzatura; contro le Tecniche impiegate dal nemico sono dei veri e propri carri armati ma da quel poco che è stato dato vedere, gli insorti apparentemente avrebbero a disposizione anche mezzi blindati e/o corazzati (chissà com'è) di fabbricazione russa/cinese... certo si tratta di carri leggeri di tipo PT-76 e Type 62 cinesi e di BMP tipo 1 e 2, piuttosto male in arnese da quel che si vede ma sempre armati e pericolosi ed in grado di fare carne di porco anche dei blindati francesi, sempre che i jihaidisti siano in grado di utilizzarli al meglio – cosa di cui dubito fortemente – anche se la mia maggiore preoccupazione non risiede in questa (dubbia) capacità dei... carristi islamisti, bensì nei summenzionati (e ubiquitari) lanciagranate con propulsione a razzo RPG-7/Type 69 l'equivalente orientale del bazooka statunitense, prodotto anch'esso in centinaia di migliaia di esemplari in tutto il blocco (ex)comunista negli anni '70 e diffuso praticamente ovunque nel mondo ci sia qualche squilibrato con idee di grandezza e la prepotenza di volerle imporre agli altri.

...e l'originale made in Russia PT-76, altra bestia nera di ogni
governo in lotta contro le guerriglie di mezzo mondo.
Sarà pure un pezzo d'antiquariato rispetto alle armi anticarro di ultima generazione ma la sua granata ha comunque, anche nelle sue versioni più vecchie, una capacità di penetrazione di 32 centimetri contro una corazzatura omogenea in acciaio; questo si che è in grado di produrre bei danni e trasformare le Sagaie in altrettante lattine bruciacchiate.


mercoledì 16 gennaio 2013

Questi hanno passato il segno...


Guarda te la madosca se non finisce che divento pacifista, oplofobo e magari pure casto e vegetariano per colpa di queste merde.
Le pile di escrementi semoventi in questione sono – ancora una volta – le lobby che fanno capo alla famigerata NRA americana, che hanno risposto alla (giusta) proposta di legge del presidente Obama – promessa all'indomani dell'atroce massacro di Newtown – per la messa al bando delle cosiddette armi d'assalto (cioè delle carabine semiautomatiche con munizionamento ad alta velocità derivate dalle armi leggere militari) e – novità assoluta – per istituire una stretta decisa sul possesso di armi da fuoco tout court da parte dei privati cittadini che – se la proposta dovesse passare – d'ora innanzi saranno sottoposti a controlli preventivi sull'idoneità della persona – fisica, legale e soprattutto psicologica – a possedere e detenere un'arma da fuoco.

Che poi, se ci pensate bene, è quello che accade in qualsiasi altro paese civile del mondo, dove sono le autorità mediche e di polizia che danno il nulla osta per il rilascio della licenza di porto d'armi e l'acquisto della relativa artiglieria.

Qual'è stata la risposta delle lobby degli armamenti ameridiote?
Un magnifico spot televisivo trasmesso su tutti i canali nazionali (immaginate quindi che razza di cifre sono in grado di sborsare questi dementi...) dove si insinua che il presidente è un ipocrita in quanto avoca la limitazione della libertà degli ameridioti di andare in giro armati come se fossero in guerra, così come tutelata dal secondo emendamento della Costituzione USA, lasciando così alla mercé di qualunque delinquente e squilibrato i poveri bambini americani, mentre le sue figlie andrebbero a scuola scortate da guardie armate.

Questo infame argomento per ribattere al veto presidenziale sull'introduzione di guardie armate nelle scuole dell'Unione, senza tenere presente che chiunque abbia due grammi di cervello può capire benissimo l'incongruità dell'argomentazione: sarà pure vero che le figlie di Obama vanno a scuola con la scorta ma primo: sono appunto le figlie del presidente della repubblica e di conseguenza vengono scortate come tutti i familiari delle personalità pubbliche di ogni Paese del mondo e secondo: la scorta è composta da guardie armate, specialisti della sicurezza, addestrati all'uso delle armi e – si pensa e si spera – adeguatamente selezionati, dal punto di vista fisico e psicologico, non degli scherani qualunque o dei sicari prezzolati.

Come dicevo all'inizio, è gente siffatta che ti fa mettere in dubbio anche le tue passioni, con tutto che – lo ribadisco – pur non possedendo un'arma da fuoco, sono stato da sempre un appassionato di armi da fuoco (e non solo...) ma non per questo ho mai avallato la libera diffusione delle armi tra la cittadinanza generale, dal momento che sono il primo a sapere che – specie nelle nostre città – ci sono un boato di squilibrati e che sono tutti – in generale – un po' troppo proni a menare le mani per qualunque stronzata...

immaginate cosa accadrebbe se a gente siffatta venisse permesso di armarsi come accade negli States...

martedì 15 gennaio 2013

Altro che Odissea, a me Omero me fa 'na...

Per la serie: ce ne fosse una che vada come deve andare, oggi ho vissuto l'ennesima Odissea per un adempimento puramente formale e burocratico senza il quale però non mi è possibile fare un accidenti di niente, meno che meno accedere a quel minimo di sostegno del reddito – come si chiama oggi la cara, vecchia indennità di disoccupazione tanto perché cambiano le parole ma la sostanza resta sempre la stessa - che mi permetta di sopravvivere fino a che – spero presto – non troverò un altro accidenti di lavoro.

Ordunque, dopo un travaglio durato quasi due settimane per cause varie ed eventuali e nonostante sia più dolorante dell'asino di Yo-Yo – per la cronaca: mi sono sfondato un ginocchio e il bello è che non so manco come cacchio ho fatto! - mi sono finalmente deciso a fare questo passo e recarmi al famigerato Centro per l'Impiego (anche qui, nome nuovo, concetto vecchio) per riuscire ad avere 'sto maledetto pezzo di carta col quale adire l'INPS – sperando di non fare la replica della volta scorsa, quando si sono semplicemente... persi la mia domanda e c'ho dovuto mettere di mezzo un legale, se ben vi ricordate.

Dal momento che – com'è facilmente intuibile – sono mezzo azzoppato, ho pensato bene di recarmi al mio CpI di competenza (manco a farlo apposta localizzato in quel di Acilia, zona Dragoncello, c'èst at dir fuori Roma) con i famigerati mezzi pubblici e mi sono accinto a verificare tramite (l'infame) sito del ATAC quale tregend... *ahem!*... tragitto avrei dovuto percorrere e m'è venuto un colpo.

In pratica, tanto perché cammino a fatica, mi aspettava la prospettiva di prendere tutto il campionario dei mezzi di superficie possibili e immaginabili (bus, tram, treno e ancora bus) con spostamenti pedibus di alcuni chilometri sommando tutti i tratti a piedi previsti.

Ma, porco cagnaccio infame, è mai possibile che per raggiungere un ufficio pubblico per di più ad alta frequentazione (anzi, altissima) tocchi sempre fare il giro delle sette chiese!?

Da dove vivo io, tanto per dirne una, in seconda fascia urbana (praticamente adiacente al centro storico) non c'è un Centro per l'Impiego che disti meno di 15 chilometri!
Secondo Comune, Provincia e Regione, in pratica, solo chi vive nelle periferie più estreme e degradate cerca lavoro?
Noialtri invece, siamo tutti ricchi di famiglia, quindi perché mai dovremmo avere necessità di trovare un lavoro, giusto?

Tornando a bomba, dopo aver vagliato questa specie di ritirata di Russia, mi sono rassegnato e – dopo essermi imbottito (ma non troppo) di antidolorifici – sono uscito per andare a prendere il (derelitto) semovente e farmi questa bella trasferta al mare.

Fortunatamente, il viaggio di andata si è svolto senza problemi, nonostante il traffico e sono arrivato a destino a pochi minuti dall'apertura... troppo culo e infatti sono stato accolto all'ingresso da un mer(d)aviglioso cartello che mi informava che gli abitanti della mia circoscrizione non possono più fruire dei servizi di questo ameno CpI ma che adesso è responsabile il Centro di Primavalle!?...

mapporcaputtanainfameecarogna!!!

Stiamo parlando dell'altra parte di Roma esattamente agli antipodi rispetto ad Acilia.

Mi sono fatto due conti, ho calcolato che – salvo imprevisti ed incidenti – avrei potuto arrivarci in meno di un'ora e mi sono rimesso in carreggiata.
Essendo ormai passate le tre del pomeriggio, vi lascio immaginare che cosa c'era per strada, l'apocalisse di San Giovanni... fortuna che – dovendomi spostare di periferia in periferia – ero a due passi (si fa per dire) dal Grande Raccordo Anulare e così me la sono cavata con una cavalcata di solo (si fa per dire)12 chilometri di strada a scorrimento veloce, zigzagando tra camion e impediti (avete presenti? I classici chiodi che vanno a due all'ora camminando però fissi in corsia centrale).

Sono riuscito ad arrivare in tempo utile per prelevare il modello di presentazione della domanda di (re)iscrizione al collocamento, compilarlo e mettermi di santa pazienza ad aspettare che scorresse la transumanza di utenti che riempiva letteralmente la sala d'aspetto... brutto segno, davvero brutto... ancora più brutto perché una buona parte dei presenti non erano i tanto declamati giovani disoccupati ma giovani oltre gli 'anta come il sottoscritto; anche se di quelli come noi non parla mai nessuno, e siamo la maggioranza dei... disperati che compongono la forza lavoro inutilizzata del Paese: troppo vecchi per lavorare, troppo giovani per andare in pensione.

Vabbé, lasciamo perdere le contumelie e torniamo al dunque: ho consumato un quarto di serbatoio di broda, tanto perché non c'ho un centesimo in tasca e il combustibile è a premio per fare cosa? Per dichiarare davanti ad un impiegato del (ex) collocamento che sono nuovamente a spasso e in cerca di occupazione.

Ma perché, se autocertificavo la cosa (come legge Bersani docet) che cazzo gli cambiava a questa gente, visto che hanno tutta la mia cronistoria lavorativa a terminale e del sottoscritto conoscono vita, morte e miracoli!?

Come al solito, VIVA L'ITAJIA!

sabato 5 gennaio 2013

L'importanza di essere un "figlio di mignotta"...


La "neo-mamma" ripresa all'uscita dai famigerati bagni del Mac...
Sto aspettando che un po' di gente, che mi ha dato del profeta de'noantri, mi presenti le sue scuse, anche se ammetto che avrei dato un braccio pur di avere torto, perché quando succedono certe cose, in tutta sincerità mi viene da domandarmi come accidenti abbiamo fatto a ridurci in questo stato di assoluta inciviltà, salvo poi ricordare che le madri che abbandonano – o peggio, che ammazzano – i propri figli, neonati e non, ci sono sempre state, dai tempi della Bibbia in poi, passando per i vari miti e le leggende rese immortali dalle tragedie greche.

Vi vedo un po' confusi, perciò ripartiamo dal principio.

La storia è abbastanza nota ed almeno qui a Roma ha fatto piuttosto scalpore, soprattutto perché è avvenuta a ridosso della festa dedicata ai bambini per antonomasia: il Santo Natale.

Circa otto giorni fa, le telecamere di sicurezza di un McDonald della zona Eur hanno ripreso una giovane donna bruna mentre entrava nei bagni del locale, dai quali sarebbe uscita una mezz'ora dopo.

L'immagine stessa della femminilità:
Donna e Madre... un'immagine deturpata
da notizie come questa.
All'uscita, alcuni testimoni l'hanno vista avvicinarsi al solito macchinone con dentro uno (o più, non è chiaro) tizio dalla faccia patibolare e l'accento dell'Est che se n'è andato poco dopo, mentre la giovane donna prendeva un bus – sul quale sono state poi rinvenute evidenti tracce di sangue – segno che era la stessa ragazza vista nel McDonald, probabilmente in preda ad una emorragia da parto.

Da parto, già... perché in quella mezz'ora la brunetta ha scodellato un bel frugoletto di circa 3 chili, abbandonandolo poi nel water!

È questo che ha fatto scalpore ed ha shoccato la cittadinanza, me compreso, lo ammetto.

Ma boia di un mondo cane, bisogna essere davvero delle troie senza scrupoli ovvero delle disperate alla canna del gas, per mettere al mondo un putto in questo modo barbaro, quando anche i sassi sanno che una delle poche cose buone di questo fottuto Paese è che per i bambini si fa di tutto, pur di salvarli; è per questo che esistono ancora oggi le ruote degli esposti – alcune installate anche presso ospedali ed ambulatori, specie al nord – e che ogni donna – qualunque sia la sua condizione – può partorire nella massima sicurezza ed anonimato negli ospedali pubblici, abbandonando il... frutto del peccato alle cure della società civile, se non lo vuole.

È sempre meglio avere un figlio di mignotta (vivo) in più al mondo, che l'ennesimo angioletto (morto) in una piccola bara bianca senza nome, specie in un Paese a natalità zero com'è diventato questo, dove già non si fanno figli e ci sono legioni di aspiranti genitori che non possono averne e che farebbero (e spesso fanno) carte false pur di avere un bimbo, magari proprio un neonato sano come il piccolo “figlio del Mac” per il quale, infatti, stanno fioccando le richieste.

O almeno io la penso così...

La versione moderna della soluzione più antica al problema dei figli
indesiderati... eppure c'è ancora chi li molla in giro...
tornando a noi, all'indomani della notizia, dissi immediatamente che – secondo me – la donna doveva essere una delle tante ragazze di strada che pascolano nella zona Eur-Torrino, mentre dal fisico e dalla fisionomia generale avevo dedotto che, con ogni probabilità, si trattava di una romena o di una moldava e che – terzo punto – delle due l'una: o era stata costretta a liberarsi del bambino da qualcuno che ha un qualche potere su di lei (mai sentito parlare di papponi e/o sfruttatori e di ragazze ridotte in schiavitù?) ovvero che voleva liberarsi di un inutile fardello in vista di un ritorno rapido ad una qualche attività... oltretutto col rischio, tutt'altro che remoto, di lasciarci la pelle per l'emorragia post-partum o qualche altra conseguenza dovuta ad un parto naturale privo di assistenza.

Tutti a prendere il sottoscritto per il culo, a chiedermi se avevo la sfera di cristallo etc... e com'è andata a finire la storia (almeno per ora)?

Guarda un po' il caso, le indagini avviate dalla Procura di Roma, hanno portato alle seguenti conclusioni: la ragazza è una prostituta romena ed è scappata in Romania, dopo che qualcuno (indovina chi?) l'ha aiutata a superare il trauma del parto.

Ma la notizia che mi ha spinto a scrivere di questa vicenda è un'altra.

Abbiamo un bambino abbandonato come un rifiuto addirittura nel cesso di un fast food, la madre è una puttana che se n'è tornata a casa sua senza guardarsi indietro e cosa fa a riguardo la famigerata italica (in)giustizia?

La cosa più bella che il buon Dio abbia mai messo
su questa terra: una giovane col pancino bene in
mostra, la promessa di una nuova vita.
La lascia al suo destino a pentirsi amaramente del suo insano gesto – se vi è stata costretta – ovvero a farsi impiccare dove meglio crede – se l'ha fatto di sua spontanea volontà?
Certo che no, che siamo matti?
Le stanno spedendo dietro i pulotti con una rogatoria internazionale per riportarla nel Belpaese per processarla per tentato infanticidio.

Eh si che stiamo scarsi a fetenti in questo cazzo di Paese; non bastavano quelli nostrani: ne abbiamo a strafottere anche d'importazione, tant'è che l'unica cosa che ci manca è solo di andarceli a riprendere a casa loro, per poi spedirli al fresco, in Italia, a spese della comunità.

A casa mia si usa dire che “a nemico che fugge, ponti d'oro...” e a meno che non abbiano ammazzato qualcuno, specie un nostro connazionale, per me questa feccia sta bene ovunque fuorché qui da noi, sicché una volta che ce li siamo tolti dai coglioni, o meglio, che si sono tolti di culo da soli, che facciamo noi, che non abbiamo più risorse nemmeno per perseguire i delinquenti nostrani?

Li riportiamo qui, a respirare la nostra aria e ad insudiciare le nostre vie.

MA ANNATEVENE A'FANCULO!!!

mercoledì 2 gennaio 2013

Anche questo è un segno di civiltà


Anno nuovo e per una volta, nessuna rogna all'orizzonte, anzi: ho appena ricevuto, complice il rilassamento di tutti i servizi di spedizione, anche quelli privati, dovuto alle recenti festività, l'ultimo incauto acquisto effettuato sul web poco prima di natale.

Niente film, questa volta, né libri, né altri gadget “strani”... un acquisto utilitaristico che più utilitarista non si può... diciamo dei consumabili (nel senso che di solito, si usano e poi si gettano, possibilmente non nel water né nel lavandino ma nell'immondizia non riciclabile) di uso non proprio quotidiano (anche se la speranza è sempre l'ultima a morire) ma che sono indispensabili per il benessere continuato di due individui che abbiano voglia di... conoscersi meglio e da vicino ma non abbiano ancora manifestato l'intenzione di vivere fianco a fianco sotto lo stesso tetto finché morte non li separi come si usava dire ai bei tempi.

Ormai penso che anche i più naif tra di voi avranno capito di cosa sto parlando; già, proprio dell'invenzione attribuita al signore della cittadina francese di Condom dalla quale l'oggetto, nella sua forma moderna, ha preso il nome.

Il profilattico o preservativo che dir si voglia, oggetto che nel Belpaese si usa (secondo me mai abbastanza) ma non si menziona, che è peccato e la gente poi chissà cosa pensa!
A parte che di quello che del sottoscritto pensa la gente non me ne può fregare di meno, ho sempre pensato che fosse meglio essere additato da bacchettoni e benpensanti come un cattivo ragazzo piuttosto che finire i miei giorni a combattere contro piacevolezze come la sifilide e la gonorrea (per non parlare della new entry più pericolosa di tutte: l'HIV) ovvero seminare figli non voluti in giro per il mondo con tutte le conseguenze del caso.

Ma si sa che viviamo in un Paese Cattolico (o presunto tale), dove più che il buonsenso impera la morale, anzi, il moralismo più becero di matrice pretesca.
Perché se davvero a questa gente importasse della moralità, intesa soprattutto come pubblica decenza, invece che delle attività... ricreative (e riproduttive) degli altri, dovrebbe preoccuparsi più e meglio di chi il popolo se lo fotte da mane a sera, intrallazzando e rubando a mani basse dalle tasche dei cittadini.

E oltretutto senza usare il preservativo, così anche al popolo si appiccicano le stesse malattie della disonestà e del malaffare.

Ma si sa che è più facile rompere i coglioni alla gente comune, quella che non ha potere, inteso come economico e/o politico, piuttosto che andare a prendere per il bavero i veri depravati che insudiciano la Nazione, sicché...

Tornando a bomba, dicevo che ho ordinato una scorta di goldoni assortiti per tutti i gusti e tutte le esigenze, non certo – care le mie malelingue – per metter su un nuovo racket di prostitute ma per mettermi al sicuro, una volta per tutte, da sguardi di disapprovazione e/o curiosità malcelata da parte di avventori e commessi di farmacie e supermercati, che ti guardano (quasi) sempre come se fossi un alieno, ogni volta che poni la fatidica richiesta.

Ci sono sempre i distributori automatici, direte voi... certo, vero.
Peccato che nemmeno quelli mettano al sicuro dalle linguacce della gentaglia, a meno di appropinquarvisi di notte come un ladro.
Ed io, fino a prova contraria, non sono un delinquente né ho nulla da nascondere: sono un adulto consapevole e vaccinato; quello che non mi va è essere esposto al pubblico indice e soprattutto pagare un prezzo spropositato per una confezione da 3 profilattici!

A parte il fatto che il preservativo è considerato un presidio medico e come tale non dico che dovrebbe essere distribuito gratis ma pagando, che so, un semplice ticket, invece, anche quando servivo la Patria, se volevo farmi una sana ciullata mi toccava aspettare la libera uscita, recarmi in farmacia e sottostare all'odiosa tiritera da parte del farmacista – che ci faceva alla grande, evidentemente era anche lui un obiettore di coscienza cattolico contrario alla contraccezione – davanti a brave signore scandalizzate e ragazzotte che avvampavano come se gli avessero dato fuoco.

Il tutto perché anche servendo lo Stato – a differenza di quanto accade in tutti gli altri paesi civili – ai militari non venivano forniti in dotazione i gommoli... che tra parentesi, in ambito militare hanno anche altri usi, specie per chi è in servizio in ambienti umidi e malsani; io ho servito in Sardegna e sapete com'è: stando in riva al mare di salsedine nell'aria ce n'è quanta ne volete e non c'era niente di meglio, quando si andava a sparare, che trovarsi la volata o l'otturatore incrostati di acqua, sabbia e sale.

Tornando a bomba, mi sono reso conto che solo in questo moralissimo Paese i profilattici hanno un costo esagerato, manco fossero ancora fatti di seta, di papiro o di budello di pecora come quelli in uso – già migliaia di anni fa – presso i cinesi, gli egizi e i romani... eppure questi antichi popoli già allora comprendevano la necessità di proteggere i partner (e proteggersi) dalle malattie sessualmente trasmissibili e dalle gravidanze indesiderate.

Guarda un po', è solo con l'avvento delle cosiddette grandi religioni monoteiste (Islam e Cristianesimo in primis) che l'uso di sistemi contraccettivi e/o profilattici viene considerato un tabù, con tutte le conseguenze che ben conosciamo, come il diffondersi – a partire dal XVI secolo – delle grandi epidemie di sifilide e gonorrea, divenute in breve tempo un flagello che mieterà migliaia (se non milioni, mancano le statistiche a conforto) di vittime in tutto il mondo occidentale (e non solo).

E tutto perché un prete o un mullah dicono che è peccato evitare di ingravidare una donna ogni volta che ci fai all'amore?
Magari quando la donna in questione non è la tua donna ma solo una conoscenza occasionale o mercenaria?

Certo, è senz'altro molto più etico lasciare che la natura faccia il suo corso, sia che si tratti di mettere al mondo l'ennesimo, infelice bastardo o meglio ancora una bella cultura di germi patogeni con la quale impestare il prossimo.

Ma andate tutti a cagare!

Scusate lo sfogo, dicevo, dunque che ho scoperto questa cosa navigando proprio dove mai mi sarei aspettato di trovare questa roba, cioè sulla puritanissima piattaforma di e-commerce nota come eBay; c'era la possibilità di acquistare lotti da 50, 100 o anche 1000 profilattici, di tutti i tipi e di tutte le misure, per un prezzo unitario risibile; ovviamente, maggiore la quantità, maggiore lo sconto.


E non parliamo di robaccia, ma di prodotti made in England secondo gli standard imposti dalle normative UNI EN ISO con tanto di marchio CE... e dal momento che il 90% del mercato è in mano proprio alle multinazionali britoni, sappiamo già di cosa stiamo parlando.
Solo che invece di pagarli 1 euro l'uno (o più) li ho pagati alla fine si e no 15 centesimi anche considerando le spese di spedizione (risibili, meno di 4 euro) e il fatto che in omaggio mi hanno dato altri 5 condom e un flacone di lubrificante a base acquosa di cui faccio largo uso durante le mie... sessioni ricreative diciamo così... e chi usa questa roba sa quanto può costare un flaconcino da 30 ml figuriamoci uno da 250...