Ovvero: le tre cose che muovono il mondo!

Come ebbe infatti a dire Rudyard Kipling in tempi non sospetti: "Tre sono le cose che muovono il mondo: Donne, Cavalli e Guerra" il che, tradotto in termini moderni vuol dire: Donne, Motori e Armi da fuoco!

WELCOME TO THE MAYEM!

mercoledì 26 marzo 2014

Da Scafati con furore: l'urlo di Valentina conquista (anche) l'Occidente...


Erano eoni che il Belpaese non esprimeva una qualche... personalità nel mondo del adult entertainment a livello internazionale.


Le (già piuttosto poche) starlettes made in Italy (o presunte tali, visto che in molti casi si sono spacciate come italiane pornodive che italiane non erano, vedi Edelweiss e Brigitta Bui (ex) Bulgari per i casi più recenti) infatti è dai tempi di Moana Pozzi e delle sue colleghe Ramba/Malù e Cicciolina che non andavano al di fuori dei patri confini, come nel caso della Michelle Hunziker-lookalike Michelle Ferrari o delle più recenti Sara Tommasi e Asia Morante che di fatto non sono mai uscite dal circuito del hard nostrano.


È perciò quale fulmine a ciel sereno che ho... scoperto, diciamo così, l'ultimo fenomeno a luci rosse uscito dalle scuderie del mitologico Rocco (Siffredi) nazio(a)nale, che invece che in terra d'Ungheria o in qualche altro paese dell'est, è stato scovato nelle italiche terre di Campania, un bel boccone, succulento come una mozzarella di bufala DOP: Valentina Nappi.



Dire che sia un fenomeno sarebbe in effetti riduttivo; a nemmeno 24 anni ha già all'attivo oltre sessanta produzioni, tra video e film, realizzati per le maggiori compagnie del settore, tra cui Private, Elegant Angel, Evil Angel, Jules Jordan, Penthouse, Brazzers e altri... altro che la Ferrari, che sta in giro da quasi due lustri ed ha nel suo palma res una ventina di film a dir tanto!

 
Una lancia però devo spezzarla anche a favore delle sue colleghe contemporanee, le sunnominate Tommasi e Morante, in quanto questa... nouvelle generation di pornodive italiote in effetti non si risparmia affatto sul set: da quel che ho potuto constatare, non c'è nulla che non abbiano fatto o provato, specialmente per quanto riguarda le attività col... secondo canale, ecco, dove si mostrano tutte e tre piuttosto ardite, anche se la Salernitana batte di gran lunga la calabrese e l'umbra, rivelandosi per una vera e propria anal queen, tanto che si può finalmente dire – anche nel campo del hard – che Italians Do it Better!!!



Oddio, ripensandoci come i cervidi, non so se il fatto che gli italiani siano bravi a prenderlo in culo possa essere considerato un asset, sta di fatto però che quando queste... abilità vengono manifestate fuori dell'agone economico/politico internazionale, a maggior ragione se in un settore manifestamente... competitivo come quello del adult entertainment, non posso che essere orgoglione di essere Italiano!

giovedì 13 marzo 2014

L'efficienza Teutonica... e l'insipienza italica!

Prima parte della mattinata trascorsa come al solito a spulciare posta e annunci.
Ce ne sono due di particolare interesse: uno è l'ultimo stronzo che ancora mi doveva pagare che piange in turco perché gli tolga dalle spalle il macigno della contestazione che ho aperto contro di lui (e vorrei pure vedere: dopo una settimana ancora ti devo stare appresso? Ma chittesen'kula!?), l'altro è il sollecito della sora Nadia, la mia referente della compagnia di assicurazioni, che mi chiede come mai non abbia ancora rinnovato la polizza.

Risposta: forse perché non c'ho un centesimo in cassa?

Comunque, mi faccio un giro sui principali siti web di preventivi per le assicurazioni e – ohibò! - scopro che la migliore è quella che già ho!
A questo punto, è inutile aspettare oltre e mi accingo a risolvere i due problemi: prenotare il ritiro del pacco per il puzzone e pagare l'assicurazione grazie ai (dis)servizi di Lottomatica.

Mi faccio un tour sul sito della LIS e verifico chi nel quartiere effettua il servizio... la miseria! Praticamente ci sono una 25ina di punti vendita autorizzati nel raggio di un chilometro, tra i quali alcuni a me ben noti... da quel momento finisce la mia vita ordinaria e comincia l'orrore!!!

Per farvela breve, mi sono passato una dozzina di rivendite tra cartolerie, tabaccai, bar e quant'altro, vagando da Ponzio a Pilato come un'anima in pena (o meglio, come un povero stronzo!) e la risposta è sempre la stessa: “Ah, si... ce l'ho Lottomatica ma questi servizi...” “Ah, no... faccio solo lotto e telefonini...” e via discorrendo...

A questo punto, sorge spontanea una pregunta: che cazzo siete registrati a fare nel database della Lottomatica, se poi i servizi non li erogate!?
Voglio dire: per cercare dove poter effettuare il pagamento, non sono andato così, a naso: ho selezionato sul portale della compagnia la tipologia di servizio specifica di cui avevo necessità.
Se è vero che non avete/potete/volete effettuare il summenzionato servizio, che stracazzo aspettate ad alzare quella minchia di telefono per dire a Lottomatica di cancellarvi dal suo database?
Ah, no, non si può, che siamo matti? Se no come fate a farvi pubblicità gratuita, emerite teste di minchia?
Ecco, la pubblicità ve la faccio io, ora ancorché gratis et amor dei... adesso potete stare tranquilli che nessuna rivendita di Monteverde Vecchio riceverà più le... sgradite visite da parte di questi inopportuni utOnti che pretendono di usufruire dei servizi promessi dalla LIS.

O meglio, nessuna salvo il videonoleggio sotto casa, visto che – posto tra i più improbabili – è l'unico che presta tutti i servizi previsti dal carta della LIS.
E infatti è proprio lì che ho pagato la stramaledetta polizza di assicurazione per il semovente... roba da chiodi!

Tornando a bomba, come accennavo prima, avevo prenotato il ritiro della spedizione alla DHL, direttamente per oggi a partire dall'ora di pranzo in poi... il corriere l'ultima volta m'aveva detto chiaramente che tanto loro stanno a giro tutto il santo giorno, quindi in un modo o nell'altro, se il sistema ti dice che puoi prenotare il ritiro, loro passano.

E infatti sono passati, niente meno mentre mi trovavo sotto casa nel corso delle mie migrazioni da una cattedrale ad un'altra; ho visto arrivare il tipico furgone giallo bordato di rosso che s'è fermato proprio davanti a casa... e non era nemmeno la mezza, quindi si e no ad un'ora di distanza dalla conferma della prenotazione!

All'anima dell'efficienza!

Per capire di cosa stiamo parlando, i loro concorrenti della SDA, già non passano – se non gli fa voglia – manco dopo che hai prenotato il ritiro per il giorno dopo, figuriamoci se lo prenoti in giornata (ndA cosa che – allo stato dei fatti – non puoi fare, perché il sistema non te lo permette).

Una lievissima, sottile, insignificante differenza di prestazioni... ma si sa, il DHL è il corriere espresso di Deutsche Post, mica di Poooste Iitajiaaane (musichetta)...

lunedì 17 febbraio 2014

Chi di Groupon ferisce...

A me 'sta storia dei grouponi m'ha sempre suonato storto, sarà perché viviamo in un paese che ha smarrito ogni sentimento di civile convivenza e di onestà, fatto sta che - a parte un'eccezione notevole - non sono riuscito ad utilizzarne uno che sia uno finora... tutti andati in vacca per inadempienza manifesta del "partner" ma quello che è successo oggi davvero le supera tutte!

Dopo settimane di tentativi per fissare un appuntamento per una visita medica, andati tutti regolarmente a vuoto per "impegni pregressi e improrogabili" del dottore ovvero perché non è mai in sede, oggi alla fine l'ho beccato con le braghe calate e l'ho messo con le spalle al muro... il coupon sta per scadere, checcazzo!

Risposta: "Ah, ma siamo pieni d'impegni fino a marzo (ma guarda te che incredibile coincidenza, proprio quando scade il coupon) quindi faccia così: mi invii per posta elettronica una richiesta di appuntamento con allegato il coupon con il codice di sicurezza e può stare sicuro che la contatto oggi pomeriggio quando sono in sede per..."

Per rifilarmi l'ennesima, sonora, dolorosa inculata!?
No grazie, ho già (abbondantemente) dato!
Prima regola del decalogo Groupon, MAI fornire a chicchessia i coupon, men che meno i CODICI DI SICUREZZA perché è con quelli che il furfan... ahem!... il partner Groupon può riscattare il controvalore, dopodiché la prestazione si intende erogata con successo e tu non hai più nulla da far valere né puoi obbligare chicchessia ad ottemperare ai patti.

Mio fratello e gentile signora una volta si sono fidati e l'hanno fatto, chiedete a loro com'è andata a finire...

Tra l'altro, casualmente, l'indirizzo email che il cialtrone mi ha dato non corrisponde a quello registrato sul sito web della compagnia, quindi in mano che cosa ti resta, per dimostrare che ti hanno raggirato?

Risposta: una beatissima, benemerita cippa!

Ovviamente, com'è mio costume in questi casi, sono diventato estremamente accondiscendente ed ho preso nota di tutto quello che mi ha detto... rigirando poi il tutto direttamente alla compagnia!

In pratica gli ho dato corda e il tizio ci si è impiccato da solo... dopodiché mi sono messo in fiduciosa attesa di riscontro per la mia denuncia, per vedere che cosa cazzo si sarebbero inventati questa volta...

La risposta (purtroppo) non si è fatta attendere ed il tenore era il seguente: "A seguito della tua richiesta, ti informiamo che Groupon non è responsabile di accordi presi privatamente tra partner e cliente oltre il periodo di validità del coupon."

... io pensavo di parlare itajiano e anche con una certa proprietà di linguaggio, quindi quale parte della frase "questo emerito ciarlatano mi ha chiesto di inviargli il mio codice di sicurezza PRIMA di erogare la prestazione - ancora entro i termini di validità - per darmi poi un appuntamento DOPO la data di scadenza" non riesci a capire?

Ma il bello doveva ancora venire... ovviamente non è che gliel'ho mandato a dire e mi sono riattaccato al telefono (oltretutto a pagamento, mortacci loro e de chi non ce li manda di filato) per parlare con qualche altro cialtrone e fare le mie (giuste) rimostranze per esser stato trattato da idiota o peggio, come se IO mi fossi messo d'accordo con qualcuno per frodare la compagnia... dopo aver spiegato tutta la storia ex novo ed essermi magnato e ricagato l'operatrice che stava cercando - come da manuale - di rabbonirmi con l'ennesima sequela di stronzate ciclostilate, alla fine mi hanno assicurato (si, promesse di marinaio, domani ci credo) che la cosa sarebbe stata presa debitamente in considerazione e che il rimborso era in arrivo...

Come volevasi dimostrare, il rimborso non so, ma l'ennesima stronzata, quella si e pure a strettissimo giro di posta: "Ti informiamo che stiamo procedendo ad effettuare dei controlli; sarà nostra premura ricontattarti il prima possibile per comunicarti l'esito della nostra verifica."

E cosa cacchio vuoi controllare, emerito idiota? Vuoi provare a contattare il cialtrone per chiedergli perché non da appuntamento ai clienti paganti? E secondo te, cosa vuoi che ti risponda?
Prova semmai a dirgli che sei un cliente che deve riscattare un coupon e allora si che puoi verificare che quanto ho detto corrisponde al vero!

MAI PIU'... adesso mi è rimasto ancora un cacchio di coupon in ballo, che quindi provvederò a bruciare prima di subito, onde evitare ulteriori rotture di coglioni, dopodiché a me questi non mi vedono più!

venerdì 7 febbraio 2014

Piccoli, servili dittatori crescono...



Letta spiega la sua presenza alla cerimonia inaugurale: "Esserci significa riaffermare il ruolo dell'Italia per l'estensione dei diritti". (da TGcom24)

Esserci significa riaffermare la sudditanza dell'Itajia dei nipoti in carriera che tanto piace al piccolo czar di tutte le russie - specie quelle che non gli appartengono - perfettamente incarnata dall'attuale ridicolo occupante di Palazzo Chigi, l'avallo ufficiale da parte del Belpaese del magna-magna costituito per legge e della piaggeria più becera nei confronti di un despota che regna col terrore e usa le (immani) risorse naturali del suo paese non per accrescere il benessere della sua popolazione ma come arma di ricatto nei confronti delle altre nazioni per prolungare innaturalmente la propria esistenza (almeno quella politica), come un vampiro che succhia il sangue delle sue vittime ad ogni calar del sole e che fomenta guerre e oppressioni in giro per il mondo elargendo con larghissima manica (tanto il conto questi sventurati lo pagheranno dopo) mezzi e uomini a beceri dittatori talibani.

Adesso l'unica cosa che la cosiddetta comunità internazio(a)nale è stata in grado di dire è che bisogna dire NO alla politica omofoba del monarca sovietico, frutto anche questo, del lobbysmo altrettanto becero e talibano dei potentissimi gruppi di pressione gay, quando sono ben altre le atrocità che vengono commesse in Russia e nei suoi paesi sudditi e satelliti, roba da far impallidire e rimpiangere l'epoca del Gran Maestro di Putin (zio Giuseppe, in arte Stalin), com'è stato ampiamente testimoniato dalle esponenti delle Pussy Riot "liberate" il mese scorso e dai fatti di Kiev, dove si sa benissimo che la repressione a base di Kalashnikov e manganello è farina del sacco di Janucovic ma il mugnaio sta a Mosca...

E il nipotino paraculato di Gianni Letta in tutto questo frangente che fa?
Va a rendere omaggio (porgendo così, per estensione, gli omaggi servili di tutto il Popolo Italiano) al dittatore russo, mentre tutti gli altri leader occidentali, che se ne fregano evidentemente dei diktat a base di gas e petrolio di Putin, disertano in massa l'inutile kermesse pseudo sportiva di Sochi.
E a mio modestissimo parere non dipende affatto dalla riaffermazione del ruolo italiota nell'affermazione dei diritti di chicchessia ma più semplicemente dal fatto che - sotto sotto (ma nemmeno poi tanto) - l'italica compagine politica(nte) non è poi così in disaccordo con le ultime uscite dell'autocrate russo... certo non lo diranno mai apertamente - sono troppo vigliacchi - ma resta il fatto che questi cazzo di ex (?) democristiani, di (pseudo) destra o di (pseudo) sinistra poco importa, a parole dicono una cosa ma coi fatti, possibilmente alle spalle del popolo bue, fanno l'esatto contrario, attenendosi come sempre alla mentalità imperante... no, non quella del Popolo Sovrano, ma del Vaticano.

Non per niente, l'ultimo esempio lo abbiamo avuto l'altroieri: siamo stati l'unico paese nell'orbe terracqueo che ha dato grandissimo risalto al rapporto ONU sull'ostruzionismo criminale degli alti vertici della Chiesa Cattolica nei confronti di chiunque provi ad intaccare l'omertà mafiosa che copre come una pietra tombale le porcate e i delitti commessi da una genia di preti corrotta.
Solo che i mezzi di (dis)informazione italioti l'hanno fatto per condannare il rapporto, anziché i comportamenti delinquenziali di chi - nascondendosi dietro l'abito talare - si fa beatamente i cazzi suoi ovvero abusa costantemente del potere che gli deriva dall'investitura clericale per sottomettere e plagiare chi a questo potere ci crede.

Perché è ovvio che ci sia un sacco di feccia che mangia alla greppia della Chiesa, quando, pur di reclutare nuovi "operai per la messe del Signore", si sono fatti diventare preti, frati e monache cani e porci, senza alcuna discriminazione e - peggio ancora - una volta davanti alle malefatte di questi sociopatici si è preferito occultare le prove, corrompere i testimoni e continuare come se nulla fosse successo, invece di prendere questa gente e consegnarla con la forza se necessario alle autorità civili di Polizia perché la giustizia facesse il suo corso.

Facciamoci risconoscere, come sempre...

martedì 28 gennaio 2014

La più... occidentale delle Idol giapponesi...


OK, io sono sempre contento quando qualcuno che conosco o che apprezzo passa oltre, raggiungendo nuove vette professionali però, porco cane, ultimamente è in atto una vera e propria moria nell'ambito del adult entertainment con alcuni dei più bei nomi (diciamo così per carità di patria, va...) del panorama hard che stanno passando en masse al cinema mainstream.

Il primo caso (e il più noto) che ho riportato su questa pagina, qualche tempo fa se ricordate, è stato quello di Sasha Grey, passata ormai armi e bagagli al cinema di genere e ai serial TV, oggi voglio affrontare un nome forse meno famoso alle nostre latitudini ma che ha letteralmente spopolato... un po' più a oriente rispetto a noi, in Giappone, per la precisione.

La spettacolare starlette di oggi risponde al nome di Maria Ozawa, classe 1986 (poco più di una ragazzina, secondo i miei canoni attuali), ha cominciato a calcare le scene come AV Idol (lett. Adult Video Idol) nel 2005, appena diplomata, per la famigerata casa di produzione nipponica S1 dove riscuote un successo pressoché immediato grazie alla sua bellezza esotica (!?)... si, perché a differenza delle sue colleghe, Maria ha un fisico che assai poco richiama i canoni... classici della bellezza muliebre nipponica, in quanto – a differenza della collega americana di nascita ma etnicamente giapponese Asa Akira – la nostra bellezza di oggi è giapponese di nascita ma etnicamente mista, in quanto il padre è franco canadese.

È uno di quei tipici casi in cui l'ibrido è migliore del purosangue, in quanto Maria ha tutte le caratteristiche migliori di entrambe le razze, quella nipponica e quella occidentale/caucasica, con un fisico ben proporzionato e un viso dai lineamenti dolci ma con quegli occhioni da cerbiattona che, personalmente, mi fanno svalvolare.

Ora a differenza di quanto normalmente accade alle nostre latitudini, in Giappone la differenza tra un'attrice/modella mainstream ed una del adult entertainment è molto sottile e a volte confusa, tant'è che vi sono state moltissime attrici famose che sono transitate per il soft-core o per il porno tour court, così come c'è tutta una generazione di AV idols che passano tranquillamente nel mondo della TV o del cinema.

Da quelle parti, insomma, non stanno tanto a guardare il capello e aver fatto dei video hard non è qualcosa di cui vergognarsi, anzi: in molti casi è considerato un trampolino di lancio per farsi conoscere dal grande pubblico, lo stesso, cioè, che poi andrà a vedere i film al cinema o in TV... da questo punto di vista sono molto meno (falso)puritani e bigotti di noi occidentali.

Tra l'altro, se una è brava è brava e Maria Ozawa evidentemente le sue doti di attrice ce l'ha (dopotutto la sua carriera in video è cominciata in realtà nel 2002, quando – ancora studentessa – ha girato uno spot per la TV) ma ha abbracciato da subito la carriera di AV idol non per caso o perché è stata circuita da qualche vile mascalzone ma perché è stata sempre una... appassionata del genere, molto precoce, per di più: pare che amasse sollazzarsi davanti ad un bel filmetto o con qualche giornaletto... porcelloso già quando era al liceo, con le amichette ed è stata proprio una sua compagnuccia di scuola ad introdurla ai set a luci rosse (che per altro già praticava, anche se non è dato sapere chi fosse o con quale nome lavorasse).

Com'è, come non è, fatto sta che la Ozawa è passata tranquillamente dai set hard a quelli cinematografici e televisivi senza colpo ferire, dove ha guadagnato un buon successo, venendo richiesta anche all'estero, anche se proprio fuori dal Giappone ha avuto le sue belle grane, visto che gli altri paesi del sud-est asiatico non sono altrettanto tolleranti e larghi di manica, come in Indonesia (notorio feudo islamico – ed islamista – in Asia), dove la nostra ha lavorato in un film, salvo venire aggredita dall'equivalente del MOIGE nostrano per il fatto di essere una (ex) attrice porno.

Tornando a bomba, visti i suoi natali ed il fatto che (dicono) parla e scrive meglio in inglese che in giapponese, Maria ha espresso più volte il desiderio di... saltare al di là del Pacifico per... allargare i suoi orizzonti professionali, diciamo così, anche negli States e sul mercato occidentale in generale.

Peccato che abbia però espresso più volte la sua smaccata preferenza per i... pingoni made in Japan, rispetto a quelli nostrani.
Eppure – vedendo le sue... evoluzioni ginniche in video – non sembra affatto che la nostra mezza-giapponesina preferita abbia grossi problemi con le rande di grosso cabotaggio... che sia un velato caso di xenofobia?

mercoledì 15 gennaio 2014

Perché la cosa non mi stupisce?

Codesta edificante novella è davvero graziosa, peccato che non sia stata diffusa come avrebbe dovuto, ma si sa che quando in Itajia accade qualcosa che tange l'autorità militare, è un miracolo se qualcosa si viene a sapere sulle porcate che avvengono nelle nostre caserme, specie dopo l'immane boiata fatta dall'italico governicchio di stravolgere l'ordinamento militare per far accedere a tutti i costi le donne alle FF.AA., come se non fossero immaginabili le ricadute e le conseguenze della cosa, specialmente davanti all'istigazione a delinquere costruita a tavolino dagli apparati politico-militari con la creazione di un vero e proprio precariato militare al posto del previsto esercito professionale che, a conti fatti, di professionale non ha nulla ma che in quanto ad aberrazioni, ha dato la stura a tutta una serie di comportamenti criminali da parte dei militari in SPE specialmente se inseriti negli ambiti dei nuovi Centri Addestramento Reclute nel quale transitano tutti i... volontari che – pur di superare il corso indenni ed accedere ai ruoli – sono costantemente sotto botta di nonni e caporali, visto che – in caso contrario – basta una cazzo di nota negativa sulla scheda personale e ciao, còre! Puoi anche fare i bagagli e tanti saluti al secchio.

Tanto per cominciare e farvi un'idea più precisa di quello che sto dicendo, vi invito a leggere il seguente articolo, pubblicato qualche giorno fa sul Corriere della Sera e passato altrimenti quasi nel più assordante silenzio: http://www.corriere.it/cronache/14_gennaio_04/devi-offrirti-me-altri-quelle-notti-caporali-allieve-82a60b74-750c-11e3-b02c-f0cd2d6437ec.shtml

La vicenda è nata come spin-off dell'indagine sull'omicidio di Stefania Rea da parte del marito, il caporalmaggiore Salvatore Parolisi... per quanto mi riguarda, non ci voleva la magistratura per sapere che la caserma di Ascoli era un lupanare in mimetica è cosa che denunciai in tempi non sospetti e in altri luoghi, attirandomi le... simpatie di tanta gente (specie di sesso femminile) quando sostenevo che la... riforma della riforma militare sarebbe stata – letteralmente – un troiaio... sapete come si dice, a pensar male si fa peccato... ma con determinati presupposti ci si azzecca e come!

Il problema di fondo, come al solito è che nelle caserme il controllo latita vistosamente da sempre, anche quando c'era la leva, ai miei tempi; troppe volte gli ufficiali si girano dall'altra parte o fanno finta di non vedere: io stesso, quando mi trovavo al CAR, il mio ufficiale comandante l'ho visto una volta, quando venne a contumeliarci le balle perché qualche deficiente l'aveva pernacchiato... altrimenti l'unica, altra volta in cui abbiamo avuto a che fare con un superiore è stato praticamente poco prima e durante il giuramento, dato che è previsto che i plotoni sfilino con un cazzo di sottotenente al comando... cosa abbastanza difficoltosa se il sottotenente in oggetto non sa manco come sei fatto e non ha mai condotto prima il plotone.

Nel frattempo, si era assolutamente in balia di caporali e sergentini... oddio, in balia è parola grossa, perché almeno noi avevamo un vantaggio, rispetto alle ero(t)iche volontarie che affollano i ranghi ai nostri giorni: se qualcuno cagava una volta di troppo fuori dal secchio, lo potevi sempre aspettare al varco e mostrargli – come dire – tutto il tuo disappunto, magari spazzolandogli le gengive (ma solo per una questione di igiene orale, sia ben chiaro) con le nocche.

Per la verità, devo dire che durante la mia vita militare non sono mai dovuto arrivare a tanto, senza contare che, se un qualunque graduato o un anziano, si fosse anche solo azzardato ad insultare qualcuno, specialmente nei ranghi, si beccava automaticamente il deferimento all'ufficio del comandante di compagnia per sciropparsi qualche giorno di consegna o – nei casi più eclatanti – un bel processo con conseguente punizione di rigore.

Altro che le immonde giustificazioni dell'avvocato del tromber de femme con i galloni (denominato G.M. dai giornali) attualmente indagato per molestie, violenza sessuale, coercizione e abuso di potere nei confronti delle reclute della caserma Clementi di Ascoli, per il fatto che aggredisse regolarmente e coram populo le sue... pupille con insulti e minacce... ma che cazzo dice questo azzeccagarbugli di merda?
Se ai miei tempi qualcuno si fosse anche solo azzardato a comportarsi come il famigerato sergente Hartmann di Full Metal Jacket, si sarebbe immediatamente trovato in un oceano di liquame a balbettare giustificazioni davanti al comandante, prima di essere assegnato alle cucine o peggio.

Ora che ci ripenso come i cervidi, ci fu un caso del genere, con un caporalmaggiore della seconda compagnia che provò a fare il grosso con i ragazzi suoi sottoposti, dando della checca ad un ragazzo davanti a tutti; non contento di essere stato cazziato e punito personalmente dal colonnello comandante, cercò di vendicarsi sulla sua precedente vittima nottetempo (come hanno sempre fatto tutti i vigliacchi di questo mondo).
Peccato che l'unica cosa che abbia ottenuto siano state un fracco di botte da parte dei commilitoni, che lo consegnarono poi al corpo di guardia.

Il giorno dopo, fu esposto (e per ben dieci giorni) al pubblico ludibrio, degradato e consegnato ai lavori forzati in caserma: in pratica il colonnello lo aveva condannato a costruire nel bel mezzo del percorso di guerra al centro della caserma – praticamente coram populo – una specie di casamatta (ovviamente assolutamente inutile), dalle fondamenta in su... quindi – da che mondo è mondo – specialmente nei centri di addestramento il turpiloquio, gli insulti e le minacce contro le reclute sono sempre stati proibiti e – il più delle volte, come dicevo all'inizio – cassati pesantemente.
Gli unici casi noti, quando e se accadevano episodi del genere, finivano per accadere quasi esclusivamente nelle caserme dove imperavano i cosiddetti corpi d'élite (praticamente alpini e paracadutisti).
Anche qui, però, questo accadeva era sempre e solo al riparo da orecchi e occhi indiscreti (ovvero con il placet dei superiori) e solo nel caso in cui la vittima stesse zitta e buona.

In tutti gli altri casi, i calci in culo si sprecavano, proprio perché l'Esercito Italiano non è più da un pezzo il Regio Esercito di mussoliniana memoria e nessuno può permettersi di aggredire o insultare impunemente l'ignobile truppa, nemmeno i signori ufficiali che non sono più gentiluomini di estrazione nobile da quel dì, così come i militari sono cittadini in armi e non più sudditi servi della gleba.

In fine dei giochi, sono contento che queste porcate stiano mano a mano venendo alla luce, nonostante i tentativi da parte degli alti comandi delle FF.AA. di rifarsi la verginità mostrando regolarmente in televisione i... brillanti risultati conseguiti dalle nuove leve (femminili); quelle sono solo la ciliegina sulla torta, la punta dell'iceberg... il marcio c'è, è molto più diffuso di quanto si pensi e soprattutto ben nascosto sotto la superficie, anche perché – ribadisco ancora una volta – è normale che queste cose accadano, quando sei un precario costantemente sotto ricatto anche solo per fare un anno di servizio di quella che non può che essere che definita come una leva camuffata con la sola differenza notevole che i marmittoni prendono un migliaio di euro al mese invece delle cinquemila lire di diaria che prendevamo noialtri per servire (obbligatoriamente) la Patria.

E come ho detto più volte, qui e altrove, per risolvere l'annoso problema dell'integrazione femminile nelle FF.AA. senza generare queste e altre aberrazioni, la soluzione c'è ed è semplicissima: basta reintegrare la leva militare obbligatoria cambiando semplicemente l'articolo della Costituzione dove si dice che Tutti i Cittadini Maschi concorrono alla Difesa della Patria... basta cancellare quella parola, discriminatoria e sessista così che tutti i cittadini – maschi e femmine – siano chiamati a servire la Patria.

C'è però un dubbio che mi tormenta, perché in tempi di crisi nera quando il servizio militare non è una vocazione ma viene visto, soprattutto al sud, come un modo come un altro per sbarcare il lunario, credo proprio che cotanto interesse da parte delle aspiranti, italiche guerriere, scemerebbe bruscamente nel momento in cui fossero chiamate a fare quello che milioni di italiani (uomini) hanno dovuto fare nel corso degli ultimi centocinquant'anni, da che è nato cioè lo Stato Italiano.

martedì 14 gennaio 2014

Giusto da noi...


Va bene che bisogna ottimizzare le risorse ed eliminare sprechi e ridondanze, specie per quanto riguarda l'ambito della sanità pubblica, però mi pare che si stia esagerando.

Guardate la fotografia a corredo di questo post, l'ho scattata meno di un'ora fa mentre facevo anticamera in una delle ASL locali... quando ho visto questa targa, non ho resistito perché consapevolmente o no che sia la scelta di accorpare determinate professionalità mediche, la battuta scatta in automatico.

 




Voglio dire, visto e considerato che nello stesso ambulatorio operano l'otorino e l'urologo, voglio almeno sperare che – tra una visita e l'altra – qualcuno si prenda la briga di... ripulire e sterilizzare le attrezzature mediche, altrimenti è come se gli utenti dell'otorino praticassero involontariamente una bella fellatio ai pazienti dell'urologo... si rischia concretamente di arrivare alla stessa situazione presentata in quella vecchia barzelletta, quella dove lui fa a lei, la prima notte di nozze: ed ora, amore, te lo metterò dove nessuno te l'ha messo mai... e lei: NO, ti prego, nelle orecchie no!