"La vita va difesa
dal suo inizio alla sia fine naturale" (Gualtiero Bassetti,
presidente CEI)
Ecco, eminenza, è proprio
questo il punto: fine naturale; il putto britone di cui
tanto si sta (s)parlando in questi giorni, con toni che mi stanno
facendo letteralmente sanguinare le orecchie, non sarebbe mai
arrivato a campare 10 mesi senza l'ausilio di una macchina anzi: di
fatto è un morto vivente, visto che non sente, non vede, non
respira e non si nutre, è cerebralmente e fisicamente un vegetale,
che respira (si fa per dire) solo perché ha un tubo infilato
in gola e NO, quella della cura sperimentale in Ammerreka è
una stronzata sesquipedale, perché qualsiasi malattia mortale
ormai conclamata è per definizione incurabile!
Quindi,
per logica conseguenza, non esiste che si continui ad accanirsi sulle
spoglie
(perché
questo sono) di questa povera creatura disgraziata, perché, di
fatto, è morto
da
almeno 6 mesi o così sarebbe stato se la sua "vita" avesse
avuto un decorso naturale,
anziché essere mantenuta artificialmente
fino ad oggi.
Sarò
stronzo io, ma non sopporto la gente che si accanisce a tenere in
vita per forza una bestia, figuriamoci quando si impunta, contro ogni
logica e contro i dettami della scienza stessa, per tenere in vita ad
ogni costo un
essere
umano.
Diceva
il padre Dante che "fatti non foste a viver come bruti..."
che non vuol dire solo cercare fede, virtù e scienza ma anche poter
vivere
in
senso pieno
e
compiuto,
non come pezzi di manzo insensibili e inerti buoni solo per cosa?
L'espianto degli organi? Perché qui non c'è nemmeno questa
possibilità, viste le condizioni e l'età del soggetto!
Di più, mi urta
violentemente i nervi l'ipocrita piagnisteo sulla difesa della
"inviolabilità" della "volontà"
genitoriale; come no, solo quando ve fa comodo, vero monsigno'?
Perché mi risulta che, a
parti inverse, quando i genitori di piccoli morituri tenuti in vita a
forza dai Menghele di casa nostra, la CEI non ha detto "ah!"
quando i bigotti magistrati italici gli hanno tolto la patria
potestà.
I soliti due pesi e due
misure, sempre Cicero pro domo... pro domo chi? Non certo del buon
Dio, perché mi risulta che sta scritto "E chi di voi, per
quanto si preoccupi, può allungare anche di poco la propria vita?"
(Mt. 6, 27) quindi, monsignore, un minimo di coerenza una tantum non
ci sta male, anche se e quando va contro le vostre, personalissime,
bigotte convinzioni!
E lo scrive un cattolico
convinto, non un comunardo ateo e materialista (anche se, mea
culpa, secolarizzato e godereccio, per così dire) o un seguace
della dea Kali, così, tanto per chiarire.
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