La cosa che più mi
urta in assoluto degli autori anglosassoni di libri sui nostri amati
giocattoli che fanno il botto è che si dividono regolarmente in due
categorie, con poche, rare eccezioni; da una parte gli esperti a
stelle e strisce, quelli che ¾ del testo riportano le loro
(opinabili) opinioni, obliando di riportare i dati di fatto ovvero
anche l'opinione altrui, dall'altra i britoni, in genere molto briosi
e scorrevoli nella lettura ma che hanno un piccolissimo,
insignificante difetto: ce ne fosse uno che si degnasse di
riportare sulle schede tecniche a corredo dei vari pezzi illustrati
lo stramaledetto calibro (e intendo nel senso di munizione
impiegata, non di dato dimensionale nominale).
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| Uno dei volumi PIÙ COMPLETI e meglio prodotti in assoluto... e non è una pubblicazione ufficiale ma un SUPPLEMENTO di GIOCO! |
Oh, ce ne fosse uno
che lo riportasse e quando capita (alleluia!) pare più un caso che
una cosa voluta.
Il problema (grave,
a mio modesto parere) per chiunque si occupi di oplologia è che non
si salvano nemmeno molti scrittori considerati delle autorità in
materia.
Ora, se per i primi
uno può anche turarsi il naso e tirare avanti arrivando al sugo
della questione (sperando che – anche in questo caso – non
prendano fischi per fiaschi), per i secondi la cosa dopo un po' manda
veramente in bestia, specialmente quando si parla di armi obsolete
o comunque desuete, non più facilmente reperibili sul mercato.
Perché
se il “pezzo” è attuale, è assai facile determinare il calibro,
visto che – a parte casi particolari – attualmente le munizioni
impiegate sono una manciata e sempre le stesse.
Invece,
per quanto riguarda le vecchie armi, particolarmente quelle prodotte
tra il 1870 e il 1950 (quando la situazione, con l'insorgere della
guerra fredda si è...stabilizzata)
la situazione è veramente un disastro, specialmente per quanto
riguarda le armi civili,
dove i calibri nominali erano
sempre gli stessi ma
in realtà differivano per i dati dimensionali e (ovviamente) le
prestazioni.
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| Uno dei pochi volumi che - almeno per le armi corte NON tratta esclusivamente armi militari e l'ultima edizione curata personalmente da Ian V. Hogg... |
Perciò,
dico io, autore mio bello che pubblichi anche per
testate e/o collane specializzate, cosa
ti costa
riportare con dovizia di particolari anche
le
munizioni impiegate
da questi giocattoli?
La
cosa che poi lascia basiti è che uno dei pochissimi autori
(americano, per giunta) che abbia mai fatto un lavoro veramente
degno di nota,
non l'ha fatto per una pubblicazione professionale
bensì per un settore che nessuno si aspetterebbe mai; si tratta di
Kevin Dockery,
che a parte un curriculum di tutto rispetto, ha pubblicato i suoi
primi libri nei primi anni '80 come guide
ludiche
per i famigerati giochi
di ruolo,
che in quel periodo muovevano i primi passi ed avevano bisogno, per
così dire, di una guida ragionata che sfatasse un po' di miti
(principalmente di matrice hollywoodiana) sulle armi da fuoco di
ogni tipo, ordine e grado ad uso e consumo dei giocatori che si
avventuravano nel mondo ludico.
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| Questo è un altro "testo sacro" che chiunque si interessi di armi dovrebbe avere nella sua biblioteca... |
Ovviamente
il
Kevin internazionale ha replicato nel corso degli anni anche in testi
tecnico-storici destinati a ben altro pubblico, dimostrando coi fatti
che è possibile
realizzare un manuale degno di questo nome, senza infarcirlo di
aneddoti o
opinioni personali (leggi:
fregnacce!) ed
infatti quei volumi li conservo con la stessa cura della Bibbia.
L'altro
(britone) allo stesso livello ma che, purtroppo, ha abbandonato ormai
da un bel pezzo questa valle di lacrime, è il mai troppo compianto
sir Ian
V. Hogg
un vero e proprio guru che ha avuto – anche lui – i suoi alti e
bassi ma che – almeno quando ha lavorato per editori specializzati
come la Jane's
Defense Group
(della quale fu editor
fino
al 1994) – è sempre stato a dir poco certosino nel riportare tutte
le
informazioni pertinenti e reperibili, specialmente il tanto negletto
dato delle cartucce
esplose
dall'arma in questione.
È
per questa ragione che – anche qui – conservo gelosamente le
Jane's Guns
Recognition Guides
specialmente i volumi più vecchi (quelli scritti dal nostro di suo
pugno), perché sono gli unici volumi pubblicati nel Regno (dis)Unito
che riportino (quasi) sempre i dati completi, compreso
il calibro!




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