Se c'è una cosa che
non ho mai capito, è perché tutti i miei (cosiddetti) amici, quando
gli capita per le mani un'inculata, pensino immediatamente di girarla
a me.
E non è un modo di
dire, ma una solida realtà, come quelle che smercia dalle mie parti
il sor Carlino... come arriva un'offerta, di quelle che non si
possono rRifiutari, caso strano
contattano subito me o i miei per rendermene edotto o – peggio
ancora – forniscono a questi prospettivi donatori di
lavoro i miei
dati anagrafici
e/o le mie informazioni
di contatto,
come telefono e indirizzo mail, il tutto, ovviamente, senza
il mio consenso.
Ma
tanto, si tratta di amici, giusto?
Si,
come no... come dicevano gli antichi: con amici come questi, chi ha
bisogno di nemici?
Ultimo
caso, ma solo in ordine cronologico, quello che mi è arrivato tra
capo e collo verso l'ora di pranzo, a giusto coronamento di una
giornata già abbastanza di merda di suo.
Tra
l'altro, dico io, se proprio devi cercare di rifilarmi (si, ma
assolutamente in buona fede, vero...) il bidone, perché
invece
di chiamare me
direttamente,
lo dici ai miei, specialmente a mi'padre che poi ce crede – visto
che, a quanto pare, si fida di chiunque
fuorché
del sottoscritto e si beve le altrui cazzate come oro colato – ed è
poi capace di darmi il cordoglio per settimane,
fino a quando non sbotto come una vescica troppo gonfia?
Prova
a dirlo a me direttamente, così magari te ce mando con tutti i
sentimenti, no?
Tanto
è palese che – se mi fai arrivare qualcosa per interposta persona
– io mi fido, si, ma fino ad un certo punto e quindi i lumi te li
vengo a chiedere prima
di alzare il telefono o (peggio) andare a perdere tempo e soldi per
parlare con questi sedicenti benefattori dell'umanità sofferente...
e infatti...
Ordunque,
venendo alla novella, merdavigliosa proposta, ecco quello che ho
ottenuto dalla viva voce della latrice di buone notizie.
Una
ditta appartenente al numeroso novero delle Never
Covered Before,
ma della quale la mia amica è cliente (e questo già la dice molto
lunga sulla serietà di certa gente) le ha chiesto se voleva
prestarsi a fare la promotrice per i loro prodotti, visto che stanno
piuttosto scarsi sulla piazza di Roma e che di fatto operano
esclusivamente vendite per corrispondenza.
Avete
presente la famigerata Bofrost o
una delle tante società similari? Stessa cosa ma nel settore
dell'agro-alimentare, a quel che ho capito.
Dal
momento che lei non può (e chissà com'è, dico io) ha subito
pensato
(?) che il sottoscritto avrebbe potuto benissimo essere interessato;
tanto non sta facendo un cazzo al momento, giusto?
Si,
forse ma c'è un ma e chi mi conosce appena un po' lo sa benissimo:
per prima cosa, io non avallo le politiche predatorie e/o vessatorie
di chi approfitta del bisogno altrui per ingrassarsi le tasche;
secondo poi, se e quando si parla di lavoro, non
accetto
di lavorare in nero o senza contributi.
È
proprio questo atteggiamento di supina accettazione da parte di chi
non usa la testa e non sa badare nemmeno ai suoi interessi più
basilari, che ha massacrato
il mondo del lavoro in questo paese ed io non intendo averne parte.
Infine,
pur essendo un discreto (qualcuno dice anche bravo) commerciante e/o
comunicatore, dopo le mie atroci e fallimentari esperienze giovanili
mi sono ripromesso che mai e poi mai andrò più in giro a cercare di
turlupinare la gente, men che meno per conto terzi.
O
meglio, a meno che il terzo in oggetto non mi prenda in
pianta stabile
e con tutti gli annessi e connessi, stipendio compreso.
Ora,
a fronte di tutto questo, come può venirti in mente, visto che ti
dici mia amica,
di propormi un abominio del genere?
Attività
ricercata: promozione di prodotti alimentari presso non meglio
specificati banchetti
e/o stand (dove, come, quando, non è dato sapere).
Orari
e turni di lavoro: dal lunedì
al
sabato (!)
orientativamente dalle 09:00
alle
18:00 (!!)
ma la cosa in casi “eccezionali” (?) potrebbe anche prolungarsi.
Retribuzione
(e qui casca l'asino!): un fisso
di 500 euro/mese
(leggonsi: cinquecento
euro
al mese!!!).
Ora,
a parte che – per una cifra del genere – potresti chiedere al
massimo
un part-time
di 4 ore e comunque per non
più
di cinque giorni la
settimana, mi spiegheresti anche sotto quale forma contrattuale
potresti mai far passare una puttanata del genere?
Risposta:
e chi ha mai parlato di contratto (e quindi di contributi, ritenute,
tasse
e quant'altro)?
Eccerto!
E
dimmi, una bella fetta
de culo
no?
Perché,
giustamente,
io so' così stronzo che, alla mia tenera età, mi metto in un luogo
pubblico
a fare pubblicità ad una ditta così, senza avere un cazzo in mano,
col rischio, tra l'altro, tutt'altro che peregrino, vista
l'aria che tira,
che mi si presenti d'amblée un ispettore della ASL o dell'ufficio
provinciale del lavoro, meglio ancora, un canarino in borghese (i
finanzieri,
per chi non lo sapesse) così poi se famo quattro risate.
Tanto
a questi ammassi semoventi di materia organica vagamente anfibia che
gli costa? Niente, so' IO che ce rimetto pure l'osso del collo e
magari accompagnato da una bella denuncia, giusto?
Ora,
a parte le considerazioni prettamente
legali/burocratico-amministrative, mettiamo caso che uno sia
interessato alla cosa e facciamoci due conti; dunque, attività
lavorativa sei
giorni/settimana
per nove ore
al giorno, più i trasferimenti da e per... fanno un totale di 54
ore di
attività a settimana.
Considerando
una media di 4 settimane per mese, fanno la bellezza di 216
ore,
il tutto remunerato con la sfolgorante cifra di 500
euro.
Se
la matematica non è un'opinione, sono poco più due
euro e 30 centesimi
l'ora...
Ora,
considerando che il tuo donatore
di lavoro
è una società che vende in tutta Italia e che, se tanto mi da
tanto, visto che dispone di call center, magazzini, spedizionieri e
quant'altro, fattura (o almeno lo spero) qualche milione
di euro
di imponibile, non mi pare il caso di andare a spaccarsi la schiena
come un negro in un campo di cotone, visto che, per quella somma,
solo gli schiavi
clandestini, vittime del caporalato più bieco e/o della malavita
organizzata, vanno a lavorare nei nostri campi al sud.
Perché,
se proprio devo fare il negretto, piuttosto che ingrassare dei
bastardi come voi, preferisco di gran lunga andarmene in Friuli o in
Tirolo a fare la raccolta della frutta con una delle cosiddette
vacanze-lavoro,
dove non solo pagano il triplo ma sono compresi anche vitto e
alloggio!
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