Ovvero: le tre cose che muovono il mondo!

Come ebbe infatti a dire Rudyard Kipling in tempi non sospetti: "Tre sono le cose che muovono il mondo: Donne, Cavalli e Guerra" il che, tradotto in termini moderni vuol dire: Donne, Motori e Armi da fuoco!

WELCOME TO THE MAYEM!
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giovedì 14 luglio 2016

E hanno il coraggio di chiamarli annunci di lavoro...


Leggetevi questa perla, che mi è arrivata pochi minuti fa, e ditemi se anche voi non avete anche voi una certa qual vaga impressione (copio e incollo):

"CENTRO BENESSERE ESTETICO RICERCA OPERATRICI OLISTICHE PER MASSAGGI RELAX BASE E ARTE TANTRICA.
SI RICHIEDE BELLA PRESENZA CON O SENZA ESPERIENZA DA FORMARE IN SEDE.
SI OFFRE FISSO MENSILE OPPURE PROVVIGIONI SU SINGOLO TRATTAMENTO.
ZONA DI LAVORO NAPOLI O AVERSA.
PER COLLOQUI CONOSCITIVI CONTATTARE ORE UFFICIO LA DIREZIONE"

Ordunque, già il fatto che scrivi un "annuncio di lavoro" in maiuscolo vuol dire che sei quanto meno un cialtrone.
Vediamo poi i requisiti: operatrici bella presenza per massaggi e arte tantrica (!), con o senza esperienza da formare in sede con pagamento fisso o provvigioni su singolo trattamento?

Si, ma figurati, altro che massaggi... a meno che non si intenda per "massaggio" un servizio completo con tanto di happy ending come usano dire gli anglofoni per questo genere di... servizi.

Non so voi, ma io ci leggo chiaramente un maldestro tentativo di adescamento scopo avviamento all'attività di meretricio direttamente sotto padrone, in struttura clandestina che non può che qualificarsi come bordello ai sensi della legge Merlin ed in quanto tale illegale!

Ovviamente ho provveduto immediatamente a contattare lo staff del sito che ha pubblicato questo abominio per denunciare la cosa e indovinate un po'?

OPS!!! C'è stato un problema temporaneo nella tua segnalazione: ritenta ancora, sarai più fortunato...

Si, come no... ma chi cazzo ci crede?
E infatti, c'ho riprovato... tre volte ma, caso strano, il risultato è stato sempre l'ameno messaggio di cui sopra, sicché...
 
È che anche questi sono un branco di cazzoni che con questa (e altra) feccia ci campa, visto che gli paga il pizzo per pubblicare 'sta monnezza, ragion per cui ho deciso che è giunto il momento di fare un po' di pulizia tra le miriadi di niùsletters che ingombrano la mia casella di posta e questa è la prima che se ne va cordialmente a fare in culo!

Ah, dimenticavo: prima che me lo chiediate, il portale in oggetto è www.portalelavoro.com e nel caso in cui qualcuno dovesse dubitare di quanto ho testé riportato, questo è il link al merDaviglioso annuncio... hai visto mai che a qualcuno interessa?
http://www.portalelavoro.com/napoli/operatrici_del_benessere-93382.html

martedì 7 giugno 2016

"Caro Gualkon, ho una proposta per te..."



Se c'è una cosa che non ho mai capito, è perché tutti i miei (cosiddetti) amici, quando gli capita per le mani un'inculata, pensino immediatamente di girarla a me.

E non è un modo di dire, ma una solida realtà, come quelle che smercia dalle mie parti il sor Carlino... come arriva un'offerta, di quelle che non si possono rRifiutari, caso strano contattano subito me o i miei per rendermene edotto o – peggio ancora – forniscono a questi prospettivi donatori di lavoro i miei dati anagrafici e/o le mie informazioni di contatto, come telefono e indirizzo mail, il tutto, ovviamente, senza il mio consenso.

Ma tanto, si tratta di amici, giusto?
Si, come no... come dicevano gli antichi: con amici come questi, chi ha bisogno di nemici?

Ultimo caso, ma solo in ordine cronologico, quello che mi è arrivato tra capo e collo verso l'ora di pranzo, a giusto coronamento di una giornata già abbastanza di merda di suo.
Tra l'altro, dico io, se proprio devi cercare di rifilarmi (si, ma assolutamente in buona fede, vero...) il bidone, perché invece di chiamare me direttamente, lo dici ai miei, specialmente a mi'padre che poi ce crede – visto che, a quanto pare, si fida di chiunque fuorché del sottoscritto e si beve le altrui cazzate come oro colato – ed è poi capace di darmi il cordoglio per settimane, fino a quando non sbotto come una vescica troppo gonfia?

Prova a dirlo a me direttamente, così magari te ce mando con tutti i sentimenti, no?
Tanto è palese che – se mi fai arrivare qualcosa per interposta persona – io mi fido, si, ma fino ad un certo punto e quindi i lumi te li vengo a chiedere prima di alzare il telefono o (peggio) andare a perdere tempo e soldi per parlare con questi sedicenti benefattori dell'umanità sofferente... e infatti...

Ordunque, venendo alla novella, merdavigliosa proposta, ecco quello che ho ottenuto dalla viva voce della latrice di buone notizie.
Una ditta appartenente al numeroso novero delle Never Covered Before, ma della quale la mia amica è cliente (e questo già la dice molto lunga sulla serietà di certa gente) le ha chiesto se voleva prestarsi a fare la promotrice per i loro prodotti, visto che stanno piuttosto scarsi sulla piazza di Roma e che di fatto operano esclusivamente vendite per corrispondenza.
Avete presente la famigerata Bofrost o una delle tante società similari? Stessa cosa ma nel settore dell'agro-alimentare, a quel che ho capito.

Dal momento che lei non può (e chissà com'è, dico io) ha subito pensato (?) che il sottoscritto avrebbe potuto benissimo essere interessato; tanto non sta facendo un cazzo al momento, giusto?

Si, forse ma c'è un ma e chi mi conosce appena un po' lo sa benissimo: per prima cosa, io non avallo le politiche predatorie e/o vessatorie di chi approfitta del bisogno altrui per ingrassarsi le tasche; secondo poi, se e quando si parla di lavoro, non accetto di lavorare in nero o senza contributi.
È proprio questo atteggiamento di supina accettazione da parte di chi non usa la testa e non sa badare nemmeno ai suoi interessi più basilari, che ha massacrato il mondo del lavoro in questo paese ed io non intendo averne parte.
Infine, pur essendo un discreto (qualcuno dice anche bravo) commerciante e/o comunicatore, dopo le mie atroci e fallimentari esperienze giovanili mi sono ripromesso che mai e poi mai andrò più in giro a cercare di turlupinare la gente, men che meno per conto terzi.
O meglio, a meno che il terzo in oggetto non mi prenda in pianta stabile e con tutti gli annessi e connessi, stipendio compreso.

Ora, a fronte di tutto questo, come può venirti in mente, visto che ti dici mia amica, di propormi un abominio del genere?

Attività ricercata: promozione di prodotti alimentari presso non meglio specificati banchetti e/o stand (dove, come, quando, non è dato sapere).
Orari e turni di lavoro: dal lunedì al sabato (!) orientativamente dalle 09:00 alle 18:00 (!!) ma la cosa in casi “eccezionali” (?) potrebbe anche prolungarsi.
Retribuzione (e qui casca l'asino!): un fisso di 500 euro/mese (leggonsi: cinquecento euro al mese!!!).

Ora, a parte che – per una cifra del genere – potresti chiedere al massimo un part-time di 4 ore e comunque per non più di cinque giorni la settimana, mi spiegheresti anche sotto quale forma contrattuale potresti mai far passare una puttanata del genere?

Risposta: e chi ha mai parlato di contratto (e quindi di contributi, ritenute, tasse e quant'altro)?

Eccerto! E dimmi, una bella fetta de culo no?
Perché, giustamente, io so' così stronzo che, alla mia tenera età, mi metto in un luogo pubblico a fare pubblicità ad una ditta così, senza avere un cazzo in mano, col rischio, tra l'altro, tutt'altro che peregrino, vista l'aria che tira, che mi si presenti d'amblée un ispettore della ASL o dell'ufficio provinciale del lavoro, meglio ancora, un canarino in borghese (i finanzieri, per chi non lo sapesse) così poi se famo quattro risate.
Tanto a questi ammassi semoventi di materia organica vagamente anfibia che gli costa? Niente, so' IO che ce rimetto pure l'osso del collo e magari accompagnato da una bella denuncia, giusto?

Ora, a parte le considerazioni prettamente legali/burocratico-amministrative, mettiamo caso che uno sia interessato alla cosa e facciamoci due conti; dunque, attività lavorativa sei giorni/settimana per nove ore al giorno, più i trasferimenti da e per... fanno un totale di 54 ore di attività a settimana.
Considerando una media di 4 settimane per mese, fanno la bellezza di 216 ore, il tutto remunerato con la sfolgorante cifra di 500 euro.
Se la matematica non è un'opinione, sono poco più due euro e 30 centesimi l'ora...

Ora, considerando che il tuo donatore di lavoro è una società che vende in tutta Italia e che, se tanto mi da tanto, visto che dispone di call center, magazzini, spedizionieri e quant'altro, fattura (o almeno lo spero) qualche milione di euro di imponibile, non mi pare il caso di andare a spaccarsi la schiena come un negro in un campo di cotone, visto che, per quella somma, solo gli schiavi clandestini, vittime del caporalato più bieco e/o della malavita organizzata, vanno a lavorare nei nostri campi al sud.

Perché, se proprio devo fare il negretto, piuttosto che ingrassare dei bastardi come voi, preferisco di gran lunga andarmene in Friuli o in Tirolo a fare la raccolta della frutta con una delle cosiddette vacanze-lavoro, dove non solo pagano il triplo ma sono compresi anche vitto e alloggio!

giovedì 4 dicembre 2014

Certo che, con amici come quelli che ho io, chi ha bisogno di nemici?

Sono passate intere ere geologiche da che qualcuno dei miei “amici” e soprattutto ex-colleghi s'è fatto vivo... di solito sempre e solo per qualche rottura di coglioni, del genere rimpatriata e via dicendo... tutti eventi cui sono lieto di partecipare così come sono felice di fare l'esame della prostata.

Mai che si facciano vivi quando hanno qualche notizia... interessante, tipo, che so, che c'è finalmente un'opportunità di lavoro all'orizzonte.

Fino ad oggi.

Ho infatti ricevuto poco fa una telefonata che mi ha – come posso dire – gelato il sangue, appena appena... la conversazione ha avuto questo tenore:

“Ciao, noi siamo alla S***D e tu noOOoo!!!”
“Ah, me fa piacere... e che cazzo ci fate alla S***D?
“Ma è ovvio: ci lavoriamo...”
“Ah, si!? Complimenti, sono contento per voi... grazie per avermene reso edotto...”
“Si, ma ti chiamavo per chiederti una cosa: vuoi venire a lavorare qui, con noi?”
“Come, dove, quando e soprattutto a far cosa e a che condizioni?”

E qui è finita la conversazione ed è iniziato l'orrore... per farvela breve, tanto perché a Roma c'è il chaos, con le indagini in corso sulla cupola mafiosa, sugli intrallazzi tra Campidoglio, banche, politica e criminalità organizzata, con arresti per corruzione, concussione, malaffare, appalti truccati e quant'altro, col Comune della Capitale d'Itajia che rischia il commissariamento come l'ultimo dei comuni di provincia in terra di Camorra o n'drangheta, questi ancora chiamano la gente per lavorare in nero!?!?

Non con un regolare contratto magari anche a chiamata come ideato da quel genio della Fornero e quindi previsto dalla legge per quando le aziende – specialmente quelle parastatali e/o con appalti pubblici – hanno i cosiddetti picchi di attività.
NO, tutto A COTTIMO e IN NERO.

Per colmo poi, se me l'avessero detto quando hanno cominciato, una settimana fa e forse anche qualcosa di più, forse avrei anche potuto farci un pensiero, non fosse altro che perché sono talmente a terra che – anche se mi ripugna – tutto fa brodo.
Peccato che siano nel frattempo intervenuti un paio di problemucci di momentanea ma assai difficile soluzione, specialmente considerando l'attuale situazione meteorologica e la... infelice posizione di questa banda di peracottari, praticamente sperduti nel mezzo del nulla.
C'è poi un altra cosa che mi ha letteralmente urtato i nervi ed ha fatto si che... declinassi la gentile e vantaggiosissima offerta: cioè che si siano ricordati del sottoscritto non per amicizia o per spirito di cameratismo, ma solo perché non sanno più a chi dare i resti; evidentemente pensavano di cavarsela da soli e con poco ed è venuto fuori invece che stanno sgobbando tutto il giorno come muli e praticamente h24, quindi adesso sono disposti (anzi, costretti) a dividere la torta perché se no non ce la faranno mai a consegnare il lavoro e se non possono rispettare la consegna, indovinate un po' che succede?

Sinceramente, a parte tutto, il fatto che ci si ricordi del sottoscritto solo in questi frangenti in carenza d'ossigeno e con il timer che ticchetta alle tue spalle, ancor più m'offende... tra l'altro, nel caso in cui avessi accettato il tutto si sarebbe tradotto in un epocale bucio de culo modello paiolo per cosa?
Sette euro lordi l'ora per quanto? 3-4 giorni? Una settimana?
Praticamente è più la spesa dell'impresa, visto dove e come dovrei svolgere il lavoro.
Dulcis in fundo, come intenderebbero pagarmi poi? Con le caramelle o con un i punti della Miralanza?

Di certo non con un bonifico o con un assegno, non possono, a meno che non vogliano finire in galera... sai com'è, sono tracciabili e vanno rendicontati e giustificati, a maggior ragione se si tratta di aziende partecipate e/o appaltatrici/fornitrici di servizi per pubbliche amministrazioni, enti pubblici e privati nazionali ma soprattutto banche ed istituti di credito...

E comunque, alla fine della fiera, io per principio non lavoro per cialtroni ed evasori fiscali a maggior ragione quando sono società a livello nazionale che campano di appalti pubblici!

Quello che mi fa più schifo, però è altro: che chi mi ha fatto questa merDavigliosa proposta sia proprio uno di quelli che (a parole) si scagliano contro il malcostume e il malaffare imperanti nel Paese, che vogliono tutti i politici alla gogna (o peggio) e votano per i grUllini e il loro Movimento 5 StAlle... complimenti, hai veramente capito tutto della vita, soprattutto sei davvero un bell'esempio di onestà e coerenza...

Fa che ci vediamo faccia a faccia e mi ribatti qualche pezzo su corruzione, malaffare e collusioni mafia-industria-politica e vedi dov'è che ti mando, a passi lunghi e ben distesi!

martedì 29 aprile 2014

Ma non si stufano mai?

Ecco un altro mistero insondabile che mi assilla... come fa certa gente ad avere il mio numero di casa, dal momento che non siamo nemmeno nell'elenco abbonati e gli unici che lo conoscono sono i nostri parenti e familiari ergo la compagnia del telefono?

Glielo hanno fornito loro? Perché non credo proprio che - conoscendomi - qualcuno dei miei amici o dei miei parenti possa averlo dato in giro, men che meno ad una cazzo di compagnia di "intermediazione commerciale", dato che TUTTI sanno in che considerazione ho questa gente.

Invece, stamattina, puntualmente mentre mi trovavo... in altre faccende affaccendato, diciamo così, arriva 'sta telefonata con la fatidica domanda che di solito sottintende l'inculata ma che - per le ragioni su esposte - non ho immediatamente recepito: "buongiorno sono I****a della MG e la sto contattando per sapere se conosce qualcuno che sta cercando lavoro..."
Per farvela molto breve, le rispondo che si, potrei essere anche interessato ma vorrei sapere di che si tratta... al che arriva la solita (preventivata) risposta ciclostile: "mi spiace mi occupo solo dei contatti telefonici per fissare i colloqui, non sono autorizzata a parlare del lavoro..."

Immediatamente scatta l'allarme sòla ma l'operatrice si offre di inviarmi tutti i dati pertinenti per il colloquio via SMS e io accetto... ovviamente, una volta ricevuto il messaggio (e uscito dalla... impasse) mi sono lanciato sulla grande rete globale onniscente per capire chi cazzo sono questi... la risposta è arrivata in meno di un nanosecondo mentre ancora digitavo su Google... si tratta della MG di tale Marcelli Gianluca che si occupa di... indovinate un po'... intermediazione commerciale, sviluppo e mantenimento portafogli clienti.
In altre parole, la solita società di procacciatori d'affari e venditori porta a porta che lavora conto terzi... fino a qualche tempo fa (immagino) lavoravano per la Hoover (il link però stranamente non è più attivo) oggi posso solo immaginare per chi lavorano (Amway? Kirby? Voerwerk?)... in pratica, la solita inculata a provvigione.

No, grazie, ho già (abbondantemente) dato in tempi non sospetti, io passo...

Però non mi sembrava corretto pisciare alla grande l'appuntamento, sicché mi sono prodotto in quello che - credo - ad oggi sia il mio capolavoro: (cito) "Gentilissima I****a, mi sono permesso di prendere qualche informazione sulla sua azienda.
Per correttezza, le comunico che non verrò al colloquio perché sono allergico alle società di intermediazione e rappresentanza commerciale.
Grazie e arrivederci."


Che dite, sarà arrivato a destino?

sabato 23 novembre 2013

Chi di intrallazzi campa... di intrallazzi prima o poi crepa!


Dicono che la vendetta è un piatto che si gusta freddo.
Orbene, il mio piatto più che freddo è diventato gelato ma, in tutta sincerità, ne è valsa la pena di attendere sulla riva del fiume che passasse il cadavere dei miei nemici.

Certo, avrei preferito che non ci rimettessero la ghirba anche quei quattro scannagatti che in effetti non mi hanno fatto nulla, anzi, a ben vedere, che non hanno fatto nulla quando mi hanno trombato per viltà o noncuranza ma tant'è... ogni guerra vuole le sue vittime, quindi posso annoverarli prosaicamente nei danni collaterali e tra le perdite accettabili pur di vedere il grosso di questa massa maleodorante di materia organica anfibia stirare finalmente gli zoccoli... lavorativamente parlando!

Sto parlando dell'azienda alla quale ho dedicato sei anni della mia vita, rimettendoci anche la salute, fisica e psichica, fino a che non decisi – consigliato (o meglio spinto) dal mio stesso sindacato (e così ecco spiegato anche il mio astio verso questo branco di parassiti del mondo del lavoro, che tutela e difende a spada tratta sempre e solo fancazzisti e profittatori ma mai quei lavoratori... scomodi, quelli che salgono sul culo del padronato perché sgobbano e quindi – giustamente – possono anche pretendere di non essere trattati come schiavi) di accettare la mobilità prima di arrivare (e ci sono andato davvero vicino) al licenziamento coatto, magari per aver attaccato al muro come altrettanti poster gli stronzi che mi hanno sottoposto ad un mobbing costante per quasi due anni, con trasferimenti fuori sede, incarichi sempre più degradanti ovvero piani e complotti per mettermi nelle condizioni di farmi fuori da solo.

Invece no! Ho tenuto duro fino a che mi è stato possibile, strappando poi all'azienda un congruo assegno per il disturbo in cambio della promessa di non intentare azioni legali per le sue innumerevoli porcate nei miei confronti; ero ormai arrivato alla saturazione ed ogni mattina solo alzarsi dal letto e mettersi in condizioni di sciropparsi decine di chilometri e ore in mezzo al traffico per trascorrere l'ennesima giornata in quel covo di vipere mi dava (letteralmente, a volte) il voltastomaco.

Tornando a bomba, è notizia di questi giorni – avuta surrettiziamente da uno dei miei ex colleghi con cui ho ancora (sempre più sporadici) rapporti – che la società, nonostante tutte le sue macchinazioni, i ricatti e i diktat operati su quel branco di pecore servili dei miei colleghi, troppo vili per alzare la testa e che facevano affidamento sul sottoscritto per le loro istanze col padrone (ragione prima e ultima per l'astio e il mobbing nei miei confronti) salvo poi voltarmi bellamente le spalle nel momento del bisogno, ha perso anche l'ultima commessa, quella – tra l'altro – di cui si occupava ai bei tempi proprio il sottoscritto e che aveva fatto si che si aggiungessero nel tempo altri lavori per sé e per i suoi due-tre compagniucci di schiavitù.

Questo vuol dire che de facto la società è finalmente schiattata senza possibilità di rimettersi in piedi (a meno di un improvviso miracolo); a fine anno, con la scadenza naturale del contratto, non avranno più fonti di introito, sicché l'azienda si aggiungerà alla (purtroppo lunga) lista di società di servizi che hanno creato questo stato di cose in Itajia... si, perché sono proprio loro la causa prima dello stravolgimento del mercato del lavoro nel Belpaese, perché quando non fai altro che inciuciare e intrallazzare con i cosiddetti potentati (pseudo) economici come banche, finanziarie e grandi aziende al solo scopo di strappare surrettiziamente commesse al minimo rialzo per far fuori la concorrenza, va da sé che – dal momento che questi squali di merda badano solo al loro profitto – se vuoi continuare a lavorare con questi sciacalli, sarai costretto a leccargli il culo anche quando constati che stai lavorando in perdita...

Molte di queste cosiddette aziende infatti ottengono le commesse durante le gare d'appalto applicando prezzi da fame, con la speranza che, grazie alle... conoscenze che molti dei commerciali di queste aziende hanno (magari per aver lavorato precedentemente proprio in questi stessi enti) riescano poi a spuntare qualcosa di più per... sopraggiunte difficoltà in corso d'opera, dopo che l'appalto gli è stato assegnato.

Una volta, questo genere di manovrine funzionava... oggi non più, specie quando lavori con gli strozzini legalizzati tanto cari al sor Monti e al governo Alfetta.
Purtroppo (per loro e fortunatamente per me) questi signori non hanno capito che la musica è cambiata eppure di batoste simili ne avevano già prese parecchie anche quando ero ancora in azienda, come quando persero le commesse delle Poste ovvero le dichiarazioni dei redditi di un paio di importanti istituti di credito nazio(a)anali... nonostante tutto questo, hanno bestemmiato, hanno pianto in turcomanno contro il destino infame e avverso e soprattutto hanno usato i lavoratori come ammortizzatore sociale dell'azienda ma col cazzo che hanno cambiato musica e compreso che i bei tempi del “so' il padrone e faccio come cazzo me pare, tanto c'ho il culo al callo” erano trascorsi da quel di'...

Ma tant'è... come dicevo prima, mi spiace (ma nemmeno tanto, diciamo la verità, va') per i miei ex colleghi ma sto godendo come un maiale perché finalmente giustizia è stata fatta e anche questi peracottari, faccendieri e bastardi si sono eliminati motu proprio dal pool genetico delle aziende italiche.

Si, perché c'è un ultimo aspetto che non vi avevo ancora detto: sin dai tempi in cui la società – costituita da pochi mesi quando io entrai in azienda – andava a gonfie vele e contava quasi 200 dipendenti, si verificava costantemente un preoccupante fenomeno che i cultori del privato che è meglio del pubblico affermano (falsamente) non esistere da che un certo palazzinaro cavaliere in quel di Arcore è salito sugli scranni della politica nazio(a)nale: quello del clientelismo e del nepotismo.

Di fatto c'era una fetta sostanziale di dipendenti che erano stati assunti non per le loro capacità lavorative ma solo perché erano amici, parenti o conoscenti di... e che quindi, oltre che privilegiati, si sentivano pure in dovere di non fare un cazzo dalla mattina alla sera, anzi, di cagionare danni devastanti ogni qualvolta qualcuno si decideva a lisciargli il pelo per fargli fare almeno il minimo sindacale per guadagnarsi (si fa per dire) lo stipendio.

Risultato: dal momento che anche la nostra azienda non poteva campare sul nulla ma qualcosa doveva introitare, indovinate nel culo di quale ortolano andava sempre per finire il cetriolo?
Ovviamente, in quello di quei poveri stronzi (uno a caso...) che già facevano il culo tutti i giorni per 10/12 ore al giorno!
In proporzione, prendevo più di straordinari che di stipendio, senza contare lo stress dovuto alle transumanze quotidiane che mi dovevo sciroppare per andare e tornare, visto che ero parte di quel 10% dei dipendenti che non viveva (caso strano) nelle immediate vicinanze dell'azienda ma dall'altra parte della città!

Ma il colmo avvenne poco tempo dopo la grande purga aziendale (quella di cui rimasi vittima anch'io) quando, avendo fatto fuori anche quei pochi che lavoravano, i parassiti alla poco piacevole prospettiva di dover finalmente lavorare, visto che, grazie ai loro exploit (o meglio, alla perenne mancanza di exploit) la ditta aveva perso l'ennesima, lucrosa commessa, si diedero tutti alla macchia; da bravi ratti quali erano, abbandonarono in massa la nave prima che affondasse... l'avessero fatto prima, probabilmente l'azienda sarebbe addivenuta a più miti consigli, prima di far fuori gli elementi validi per tenersi in casa privilegiati e fancazzisti ma tant'è...

Come dicevo, è stata dura ma alla fine ne è valsa la pena... mi sento sollevato, nonostante le porcate che mi hanno fatto mi abbiano ridotto nelle mie attuali condizioni di lavoratore eternamente precario.
Adesso tocca agli altri... godere dell'idilliaca situazione dell'inoccupato forzato di lungo corso, anzi, vista la situazione attualmente esistente e perdurante nel Belpaese, di lunghissimo corso.

La ruota gira...

mercoledì 29 maggio 2013

W Alemanno...


Il nostro (spero presto ex) primo cittadino continua nella sua inarrestabile marcia... verso il ridicolo!
Ancora non si è spenta l'eco per le porcate di parentopoli all'AMA e all'ATAC (rispettivamente le aziende comunali della nettezza urbana e del trasporto pubblico urbano), ogni santo giorno che ha fatto Dio arrivano nuove edificanti notizie sulle condizioni invivibili della Capitale, dove i quotidiani atti di violenza hanno ormai superato ogni limite, toccando l'apice proprio ieri, con ben tre omicidi commessi in pieno giorno e coram populo, cosa fa il sindaco?

A ridosso delle elezioni amministrative, il Comune promulga l'ennesima tornata di stabilizzazioni forzose camuffate da concorso pubblico ad esclusivo vantaggio di chi, fino ad oggi, ha comunque mangiato alla greppia del Comune, lavorando (si fa per dire) a tempo determinato durante il mandato di Gianni “Eja Eja” Alemanno.

Dopo la beffa dell'ultimo maxi concorso del Comune, i cui strascichi si stanno ancora trascinando nelle aule di giustizia, per le innumerevoli porcate fatte sempre e solo Cicero pro domo clientes durante le procedure concorsuali, non contento di essere stato già abbondantemente sputtanato pubblicamente anche dalla Gabanelli in una fatidica puntata di Report l'amministrazione Alemannina continua nella sua campagna di cooptazione degli elettori mediante la pratica del panem et circenses o meglio del panem et concorsi destinati ad un pubblico di soli addetti.

Come si fa a dirlo? Semplice, il concorso, caso strano, è destinato in buona parte agli interni, fin qui, nulla di strano... il problema è che per tutti gli altri varranno nella selezione i cosiddetti titoli culturali e di servizio... è qui la fregatura, perché questo vuol dire che – a parità di punteggio – chi ha già lavorato – a qualunque titolo – presso il Comune ti darà comunque una pista e sapendo chi e come è entrato in Comune nell'ultimo quinquennio, è giocoforza intuire, diciamo così, a chi sia stato appositamente dedicato il suddetto concorso.

Che poi, questo sarebbe il minimo, sapendo come funzionano le cose nel Belpaese, non c'è nulla di nuovo in tutto questo. Quello che mi manda in bestia non è tanto la presa per il culo insita nella stragrande maggioranza dei concorsi pubblici per titoli ed esami, quanto il danno che ognuno di questi concorsi produce per le già esigue risorse del Comune e soprattutto dei partecipanti allo stesso – parlo ovviamente di quelli che, ignari e inconsapevoli – decidono di tentare la sorte, in quanto – unica (o quasi, ci sono anche le chiacchieratissime Provincia e Regione nel novero) amministrazione pubblica – il Comune chiede il pizzo per partecipare al concorso.
Quindi, checché ne dica il mio augusto (e illuso, per non dire altro) genitore, dal momento che il sottoscritto questi... titoli non ce l'ha, qualcuno è in grado di spiegarmi, con motivazioni altrettanto logiche e ragionate per quale motivo dovrei impelagarmi in quest'ultima buffonata e lasciargli altri 25 euro in tasse e balzelli, quando le probabilità di riuscita sono pari a zero!?

Se ci riuscite, fatemelo sapere: sarò ben contento di darvi retta.

mercoledì 19 dicembre 2012

Questa è davvero strepitosa...


Mi piacerebbe sapere cosa ne pensa la (ex) ministro delle Pari Opportunità Mara Carfagna paladina di qualunque minchiata discriminatoria e sessista – ogni riferimento alle sue recenti uscite sul cosiddetto femminicidio è puramente, volutamente casuale – riguardo questa notiziola uscita qualche tempo fa sul New York Post un quotidiano che – benché ameridiota – è piuttosto blasonato anche qui da noi, riguardante un caso eclatante, questo si, di discriminazione sessuale avvenuto niente meno che in uno dei magazzini della premiata ditta di lingerie Native Intimate.

Pietra dello scandalo, la... prorompente femminilità della dipendente incriminata, che è stata licenziata in tronco per il suo abbigliamento inadeguato, a detta della dirigenza, a coprire le abbondanti forme della 29enne Lauren Odes la protagonista di questa storia assai poco edificante.

Per farvela breve, la Odes viene contattata dall'equivalente ameridiota di una società interi(a)nale per prendere servizio, in qualità di addetta al data entry, per la summenzionata ditta Native Intimate, operante nell'area di New York, specializzata, manco a dirlo, in intimo femminile del tipo sexy nientemeno.

Lauren, dal canto suo, pur non essendo a mio parere questo esemplare da urlo ha parecchia mercanzia da mettere in mostra, specie ai... piani alti ed è comunque piuttosto caruccia in generale; probabilmente, se decidesse di cambiare carriera, potrebbe trovare un posto assai ben remunerato nel mondo del Adult Entertainment ma dal momento che è una ragazzona tutto sommato normale e con normalissime aspirazioni, preferisce di gran lunga guadagnarsi da vivere svolgendo una normalissima – se pur pallosa, credete a me che l'ho fatto per anni – attività di inserimento dati/lavoro d'ufficio.

Il bello poi è che la nostra bambolona bionda non sta nemmeno a contatto col pubblico in quanto lavora negli uffici della ditta.
Eppure, dopo pochi giorni dal suo ingresso in servizio, comincia a subire pesanti pressioni specie da parte della dirigenza, riguardo il suo modo di vestire e la prorompente abbondanza del suo décolleté in particolare.

Eppure, si difende lei, non è che vada in giro in abiti particolarmente succinti o discinti: indossa di solito abiti un po' attillati, questo si, e stivaletti di cuoio ma niente di così provocante e comunque si è perfettamente adeguata al vestiario delle sue colleghe, così come le è stato esplicitamente detto dal suo capo al momento dell'assunzione.

In effetti, se le foto che la rappresentano assieme al suo avvocato sono indicative del tipo di abbigliamento che la Odes indossa di solito (e sentendo i commentatori americani, pare proprio che sia questo il caso) io stesso non ci vedo nulla di particolarmente scandaloso, anzi... mi sembra piuttosto castigata, anche se indubbiamente... abbondante!

E poi dico, santa miseria: ma se una c'ha una quinta di seno, che deve fare? Tagliarsi una o entrambe le mammelle come usavano fare le guerriere Amazzoni?

Fatto sta che un bel giorno, dopo averle chiesto addirittura di (non ridete, è tutto vero!) nastrarsi i seni per comprimerli e renderli meno appariscenti, le impongono di indossare un accappatoio in ufficio, ergo, andarsi a procurare ipso facto qualcosa di più adatto a coprire le sue forme.

A parte l'umiliazione – che già di per sé a casa mia configurerebbe il reato, assolutamente dimostrabile in questo caso, di mobbing plateale – la nostra riceve poi il benservito per telefono (altra bella vigliaccata) proprio mentre è in giro per ottemperare all'ennesima richiesta del dirigente.

A questo punto, alla faccia di discriminati e discriminanti, vengono fuori un bel po' di altarini, perché si scopre che la Odes è stata eminentemente trombata per volere del proprietario della Native Intimates, un ebreo ortodosso che evidentemente, al pari degli ortodossi, oltranzisti e fondamentalisti di ogni credo e latitudine, ritiene che l'unica forma di abbigliamento possibile per una femmina sia il burqa o un suo stretto equivalente.

Shoccata? Basita? E lo credo bene... QUESTE sono
discriminazioni, cara la mia (ex) Ministro delle pari
fregnacce!
Che poi mi domando e dico, va bene che gli ebrei – almeno a Roma – è dal tempo dei papi che hanno fama di essere commercianti con pochi scrupoli e soprattutto attaccati al soldo, però, porco cane, qui rasentiamo la barzelletta: hai di questi pruriti riguardo il come una donna dovrebbe (condizionale quanto mai obbligatorio) andare in giro e possiedi un notorio negozio di intimo femminile vieppiù conosciuto in quanto spaccia senza ritegno tanga, minislip, giarrettiere e guepiere con scritte e loghi del tipo “da questa parte”, “sexy”, cuoricini e diavoletti stampati nei... punti strategici?!

Alla faccia della coerenza... dire che ci troviamo di fronte ad un caso di schizofrenia galoppante sarebbe un eufemismo.

Per finire, un consiglio spassionate ed amichevole per il nostro puritano con la kippah: dal momento che non è obbligatorio commerciare in determinati settori merceologici, fai un favore a te stesso e al mondo: cambia mestiere!



mercoledì 7 novembre 2012

I dolori della Pubblica Amministrazione...






Post assolutamente personale questa volta, anche perché se non mi sfogo finirò per esplodere con la stessa potenza di una B-61 settata alla massima potenza e se non posso sfogarmi qui, non vedo dove altro potrei.

Avete mai desiderato ardentemente di andarvene da un posto, ben sapendo che l'alternativa che avete davanti è il nulla, pur di non dover più vedere o meglio, subire, una o più persone e/o situazioni?

Vi è mai venuta la voglia irrefrenabile, irresistibile, di prendere a calci nelle palle qualcuno fino a vederlo piegato in due a vomitarsi anche la colazione di Natale del 2011?

Io si.

Mi è capitato più di una volta, in realtà.

L'ultima volta che mi è successo, l'ho pagata cara: ho effettivamente ceduto alle pressioni del mio stesso sindacato che in combutta con la dirigenza dell'azienda presso la quale lavoravo, aveva pensato bene di... risanare le dissestate finanze aziendali non impedendo a manager e direttori di comprarsi l'ennesimo SUV a spese delle casse aziendali bensì allontanando coattivamente quasi un terzo dei dipendenti allora in forza per non pagare più stipendi ed emolumenti; per evitare di farmi venire un'ulcera, visto che la gastrite ormai già ce l'avevo mi sono lasciato mettere in mobilità senza reagire o colpo ferire, pur sapendo che le prospettive a breve termine erano poche (si sarebbero in realtà dimostrate pari a zero e per parecchio tempo, purtroppo...) rimanendo così fregato fronte e retro, come si suol dire, dal punto di vista economico e lavorativo ma almeno risanato nel fisico e soprattutto nello spirito.

Anche se ci sono voluti mesi di cure per ottenere questo risultato, ma tant'è...

Come dicevano gli antichi, c'è sempre da imparare e al peggio non c'è mai fine ed è così che – negli ultimi 3 anni – ho potuto assaporare le gioie e le delizie derivanti dall'essere impiegato (con scadenza a termine, come le mozzarelle) presso una pubblica amministrazione con tutto quello che vuol dire – in questo particolare momento storico – in termini di reddito, prestigio e mole di lavoro.

Così com'è già accaduto in Grecia, Spagna ed Irlanda, anche qui nel Belpaese ci siamo ritrovati – in qualità di dipendenti pubblici – ad essere considerati una sorta di culo in cui infilare il classico cetriolo della pubblica ira, parafulmine per gli strali di tutti quanti i quali – ragionando con parti anatomiche non preposte a questo specifico scopo – non trovano niente di meglio da fare che scaricare ire e frustrazioni (anche legittime, per carità) su chi, di fatto, sta sputando sangue ogni santo giorno che ha fatto iddio per cercare di tirare avanti al meglio la carretta sopperendo in prima persona alle carenze criminali che i continui tagli lineari che il governo applica con grande generosità al comparto pubblico, hanno prodotto nel funzionamento della macchina dello Stato.

In pratica, invece di tagliare le vere fonti di spreco – come le scandalose prebende e gli emolumenti a quattro zeri che questi loschi figuri che risiedono in via semipermanente in Parlamento e ai piani alti della piramide dello Stato (magistrati, manager e amministratori pubblici), percepiscono alla faccia nostra – si sono tagliati mezzi, materiali e il capitale umano della PP.AA. ed il dipendente pubblico è divenuto l'ammortizzatore sociale dello Stato nonché capro espiatorio del pubblico malessere.
Mettiamoci poi che i tanto vituperati dipendenti pubblici, specie quelli pro tempore come il sottoscritto, di fatto pagano questa situazione due volte rispetto a tutti gli altri cittadini, dato che le nostre retribuzioni sono finite per risultare inferiori al netto in busta paga rispetto al comparto privato (ne ho le prove provate in quanto i miei amici e conoscenti, che lavorano tutti nel settore privato con contratti che vanno dal commercio ai servizi al metalmeccanico, prendono tutti indistintamente dai 100 ai 300 euro in più rispetto al sottoscritto) con il taglio e/o la riduzione di ogni tipo di benefit e blocco del contratto nazionale di lavoro (che per quanto riguarda la PP.AA. è rimasto fermo a cinque anni fa per chi non lo sapesse) a data da destinarsi e comunque non prima del 2014 per non parlare del blocco e/o mancato pagamento degli straordinari che pure sono richiesti per buona misura in quanto la mole di lavoro è enorme ed in costante crescita a fronte di risorse – umane e materiali – sempre più esigue grazie anche al blocco del turn-over e dei concorsi pubblici, ultima spiaggia ed unica speranza per tanti che – come me – non vedono davanti a sé altrimenti alcuna prospettiva a medio-lungo termine.

A questa bella situazione occorre poi aggiungere che delle tante bestialità che si dicono riguardo i dipendenti delle PP.AA purtroppo un fondo di verità c'è: c'è tanta, troppa gente che non fa un cazzo dalla mattina alla sera ovvero che come si muove fa danno non tanto per se – dopotutto se cagionassero un danno solo a loro stessi, chi se l'inculerebbe più di tanto, anzi, tanto di guadagnato – quanto per gli altri, i colleghi in primis e gli utenti in seconda battuta, i primi perché sono quelli che – oltre a doversi fare un culo grosso così – sono anche costretti a subirsi le contumelie del pubblico per le cazzate fatte da queste merde in forma umanoide quando non sono costretti a mettere mano di persona ai disastri da questi provocati; i secondi perché sono quelli che ci vanno a rimettere in prima persona, magari per errori non loro ma per disservizi cagionati altrove e che giustamente s'incazzano come facoceri... spesse volte però con le persone sbagliate.
Si, perché questi pezzi di materia anfibia comunemente detta merda hanno il carisma di riuscire sempre a sfangarla e non affrontare mai le conseguenze dei loro atti; sono sempre gli altri a doverci mettere la faccia (e qualche volta anche il culo!) e subirsi strali e improperi dell'utenza inferocita.

Io, purtroppo, sono mesi che sono costretto a convivere con una di queste merde umane, il prototipo del fancazzista imbelle e imbecille che come si muove o meglio quando si muove, perché di solito non fa un cazzo dalla mattina alla sera, se non parlare della stracazzo di Roma tutto il fottutissimo giorno, fa solo danno; per non parlare del fatto che è un viscido, turpe figlio di puttana, dedito solo a inseguire e molestare ogni gonnella che ha la sventura di capitargli a tiro (se non si fosse capito, io opero a diretto contatto col pubblico), bestemmiare come un suino a voce alta davanti a tutti, facendoti fare delle figure invereconde e che è il principe degli assenteisti, paraculati e figli di puttana, rigorosamente iscritto al sindacato (vi lascio immaginare quale ma vi do un indizio: l'imbecille ha come suoneria per il suo stramaledetto cellulare – che tra l'altro squilla col volume a mazzetta ogni cinque minuti – l'inno della (ex) Unione Sovietica) che – come è suo solito – non tutela chi lavora ma chi non fa un cazzo.

Già una volta, in epoca più risalente, ha rischiato che gli mettessi le mani addosso, ma negli ultimi tempi ne sta facendo tante e di tale genere che anche la tregua – stabilita unilateralmente dal sottoscritto e dalle colleghe – che finora ha tenuemente tenuto se non altro per quieto vivere, sta andando bellamente a farsi fottere, con buona pace di tutta la pazienza e la buona volontà finora profuse.

Perché a tutto c'è un limite, soprattutto alla pazienza e di questi tempi, se non si fosse capito, proprio quest'ultima scarseggia già di per sé... sono arrivato al punto che tante volte mi scopro a stringere i pugni fino quasi a cacciarmi le unghie nel palmo delle mani e far sbiancare le nocche, nel tentativo di costringermi a restare calmo e impassibile, perché mi manca solo di passare i guai per aver massacrato di botte questa feccia umana.

Però anche questo contratto si sta avviando alla scadenza, di fatto non ho più nulla da perdere – non è che a star buono otterrò un prolungamento del contratto manco a volerlo, visto che non ci sono i fondi per mantenere un contrattista in servizio – quindi mi sono ripromesso che – a fine d'anno – potrei anche... lasciargli un ricordino sotto forma magari di una gamba spezzata in tre punti e di una frattura scomposta alla mandibola, così, come buon augurio per il prossimo anno... un anno che spero ricco di prospettive... come quella di una lunga degenza in un nosocomio pubblico, così almeno per una volta, avrà avuto un buon motivo per non lavorare.