Ovvero: le tre cose che muovono il mondo!

Come ebbe infatti a dire Rudyard Kipling in tempi non sospetti: "Tre sono le cose che muovono il mondo: Donne, Cavalli e Guerra" il che, tradotto in termini moderni vuol dire: Donne, Motori e Armi da fuoco!

WELCOME TO THE MAYEM!
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domenica 13 maggio 2018

C'è davvero qualcuno che si sorprende? Io no...

A sentire questa notizia al TGR, pochi minuti fa, la prima cosa che m'è venuta in mente è stata: pensa te che manica di stronzi gestisce le famigerate case (im)popolari di Roma e provincia; s'ammazzano de lavoro proprio e le graduatorie poi, che te lo dico a'ffa': precise ma soprattutto puntuali.

Mi riferisco, ovviamente, all'amena novella riguardante la nuova centrale di spaccio smantellata quest'oggi proprio nelle case popolari della famigerata periferia di Tor Bella Monaca, già agli oneri delle cronache con cadenza pressoché settimanale, dove la vera notizia è che l'appartamento in questione era okkupato dalle merde umane trafficanti al dettaglio di sostanze stupefacenti, in quanto assegnato ad un tizio già morto e sepolto da 5 anni!

Eppure eppure non è tutta farina del loro sacco, no: la responsabile prima è ultima è la pregiatissima signora (si fa per dire) POLVERINI, ex-sindacalara, ex-governatORA (Boldrini semper docet) della Regione Lazio e attuale berluscones di ferro saldamente insediata in Parlamento (già dalla legislatura precedente) dall'unto del Signore da Arcore per salvarle le chiappe dagli strali della magistratura, dopo essere stata indagata assieme a quell'altro fenomeno di Gianni eja eja AleDanno, responsabili insieme del Secondo Sacco di Roma.

Fu proprio lei che, quando sedeva sullo scranno più alto della Pisana - unilateralmente e senza consultare nessuno - decise nel 2010 di liquidare gli ATER periferici per accorpare tutto nel (chiacchieratissimo) ente centrale... sai com'è: dopotutto ne aveva di magagnucce immobiliari da tenere ben nascoste sotto il tappeto, sicché... e questi sono i merDavigliosi risultati e comunque non vi preoccupate, che questa è solo la punta dell'iceberg; c'è ancora tanta monnezza e di molto peggio da scovare nelle case popolari; abbiate fede e vedrete che - prima o poi - salterà il coperchio e verranno fuori tutte e magari tutte assieme!

martedì 15 ottobre 2013

Questa l'aspettavo più dei doni di Natale...

MUWAHAHAHAHAHAHAH!!!

Questa è spettacolare!!!
Il sindaco sceriffo di Roma (fortunatamente molto, molto ex) l'uomo che ha fatto della (in)sicurezza cittadina la sua bandiera, portando la capitale al secondo posto nella mer(d)avigliosa italica classifica delle città col più alto tasso di criminalità del Paese, si è trovato la casa svaligiata e per giunta in pieno giorno!

Chissà com'è, come non è, ma me pare proprio che la situazione non sia assolutamente cambiata in questi ultimi mesi di cambio della guardia... per avere una conferma dei miei (fondati) sospetti, forse dovrei farmi un giro per le consolari intorno a Roma... qualcosa mi dice che, come ai tempi di Gianni Eja Eja Aledanno, da quelle parti pulluli di scherani in divisa (assolutamente ed evidentemente latitanti altrove in città) impegnati nel garantire la sicurezza dei cittadini (soprattutto della loro moralità!) aggredendo l'unico, vero motivo di allarme sociale in città.

Di che parlo? Vi do un'indizio: di solito passeggiano in abiti piuttosto succinti lungo i viali di periferia (e non solo) ed i tratti urbani delle nostre consolari...

lunedì 10 giugno 2013

Finalmente se lo semo levato de torno...

C'hai poco da festeggiare, caro mio... adesso che sei il sindaco
della MINORANZA dei Romani, voglio proprio vedere COSA
sarai in grado di fare... t'aspetto al varco!
...peccato però che il “vincitore” - così, a pelle – non mi pare proprio che sia una grande alternativa, così come adesso io (e tanti altri, immagino) lo aspetto al varco, cioè alla prova dei fatti seri e concreti, anche se sono più che disposto, almeno per i primi mesi – diciamo pure il primo anno, va'... - a concedere il beneficio del dubbio al nuovo Primo Cittadino della Capitale.

Come si suol dire, infatti, habemus sindaco: Gianni “eja eja” Alemanno non è più e al suo posto abbiamo ora Ignazio Marino, che ha praticamente stravinto con oltre il 60% dei consensi.

Il che vuol dire, già di primo acchito, che il prode sindaco sceriffo de'noantri non è stato capace di riportare al suo ovile manco le pecore che lo avevano votato al primo turno, il che la dice lunga – a mio modestissimo parere – sull'affetto che i cittadini di Roma avevano verso il peracottaro fascistoide protagonista di ben cinque anni di inciuci, intrallazzi e malversazioni, così com'è stato più volte denunciato anche da autorevoli (in quanto mai smentite) fonti d'informazione pubbliche e private.

Certo, lui ha il suo ben dire che non c'entra niente con i ladrocini, le truffe e gli imbrogli, che sui suoi conti non è mai transitata manco una lira... peccato però che in questi ultimi cinque anni siano stati i suoi uomini, i fedelissimi che ha sistemato in ogni posizione di potere e/o responsabilità a combinare porcate su porcate, al che, delle due l'una: o è colluso anche lui oppure – cosa che già dissi all'indomani della disfatta giudiziaria della presidenza Storace alla Regione Lazio – è un emerito incompetente che non sa nemmeno scegliersi i collaboratori.

Fatto sta che – da quando è stato eletto al Campidoglio – Alemanno si sia dimostrato il peggiore sindaco che questa martoriata metropoli abbia mai avuto soprattutto (ma non è una denuncia nuova, se mi conoscete) per quanto riguarda la famigerata questione della (in)sicurezza cittadina: non è notizia di oggi il fatto che la mia città abbia superato – specie nel corso degli ultimi 24 mesi – tutti i record per quanto riguarda le attività malavitose e i reati gravi che si sono consumati nella Capitale.

E non, badate bene, nelle periferie degradate o nelle zone notoriamente famigerate bensì nel cosiddetto salotto buono della città.
Non voglio qui fare l'ennesima tirata sull'impiego delle forze del (dis)ordine in attività che non le sono congrue o meglio, di cui non poteva importare meno alla cittadinanza generale ma credo che ci siamo capiti.

Ammazza che legnata! E per fortuna che eri il miglior sindaco
di Roma e il primo cittadino più amato della storia di Roma...
Ora che ci penso, mi ricordi tanto un'altra figura storica che diceva
cose simili da un certo balcone di una certa piazza...
E non parliamo poi degli scandali legati alle amministrazioni delle aziende comunali: le parentopoli di ATAC e AMA, i concorsi truccati al Comune (non ultima la buffonata pre elettorale di cui vi ho dato notizia solo un paio di post fa) o l'acquisto dei famosi filobus fantasma costati decine di milioni di euro e che non si sono mai visti per le vie della Capitale e queste sono solo le punte dell'immenso iceberg di morchia che la (ex) amministrazione Alemanno ha prodotto nel corso dell'ultimo lustro.

La cosa che però deve far pensare è comunque un'altra, cioè che buona parte dei nuovi sindaci del Lazio e non solo, non sono – come si suol dire – i sindaci di tutti bensì solo di una risicatissima minoranza che ha deciso di andare a votare, in quanto la stragrande maggioranza dei cittadini chiamati alle urne ha semplicemente deciso che non valeva la pena di perdere il proprio tempo per andare a votare.

E che ci crediate o no, questa volta nemmeno IO sono andato a votare.
Perché?

Perché sono stufo, anzi, arcistufo di dover andare a perdere tempo per scegliere tra una merda e uno stronzo: ci sono stati diciassette candidati sindaci a Roma nel primo turno e non ce n'era uno che valesse la pena votare, perché – ancora una volta – non hanno fatto altro che menare il can per l'aia o fare sviolinate ai cittadini per accaparrarsi i voti; ce ne fosse stato uno che avesse detto chiaramente cosa intendeva fattivamente fare per risolvere i problemi di questa (o delle altre, vista l'affluenza alle urne) città.

Chiacchiere, solo chiacchiere ma nemmeno una proposta che fosse una, fattiva, concreta e attuabile a breve termine.

Il problema qui è che – come al solito – in questo Paese non c'è una legge riguardo l'affluenza (o meglio, la mancanza della stessa) alle elezioni.
In molti paesi, se la gente non va a votare le elezioni sono invalide e la cosiddetta classe politica del paese, quanto meno, si ritira in buon ordine per capire come, dove, quando e soprattutto perché la gente non ha votato.
Qui no: con la sola eccezione notevole dei referendum, non c'è un quorum minimo perché le elezioni amministrative o politiche siano valide.
Ed è così che nessuno nei vari schieramenti politici ha la testa per mettersi seriamente a ragionare su che cosa non vada e sul perché i cittadini decidono di non andare a votare.

Perché hanno una paura fottuta di rendersi finalmente conto che la gente comune si è letteralmente scassata il cazzo di farsi prendere in giro ogni volta che si è chiamati alle urne: tante belle promesse (a dire il vero nemmeno quelle, nelle ultime tornate elettorali a base di insulti e contumelie tra le varie formazioni politiche) mai realizzate se non a favore dei soliti noti che col comune magnano da sempre a quattro palmenti – qui a Roma si sa che non si muove foglia che il palazzinaro non voglia – contro il miglior giudizio dei cittadini residenti e/o delle mini-amministrazioni locali che anzi, troppo spesso e volentieri, sono anch'esse colluse con i pezzi grossi del Campidoglio.

Ancora una volta, in mano a chi stiamo... speriamo bene, anche
se chi di speranza vive... non è vero, povera Italia?
Basta pensare solo allo sperpero di suolo pubblico che è stato operato a Roma da quando Alemanno fu eletto sindaco, tutto a favore di costruttori privati che hanno però edificato su terreno demaniale, un abominio che va contro ogni legge o consuetudine: la terra è nostra ma ci insistono sopra edifici privati che non vengono (o verranno, ce ne sono ancora centinaia in costruzione) assegnati alla cittadinanza ma venduti ai prezzi che dicono questi sciacalli... e questo con decine di migliaia di immobili – sfitti o invenduti – che stanno andando in malora nel centro cittadino e nei quartieri storici della Capitale.

Se queste non sono motivazioni più che valide per comprendere come e perché la gente non va più a votare, non so cos'altro si possa dire alle teste di legno che siedono sugli scranni del potere.


sabato 1 giugno 2013

Poi dicono che sono IO che ce l'ho con loro...

MerDavigliosa, nuova notizia, finita – una volta tanto – su tutti i media nazioAnali a causa della gravità inusitata (ma non inaudita, credete a me...) della vicenda, con tanto di traduzione in carcere al momento dell'arresto dei responsabili, anziché della solita, triste manfrina degli arresti domiciliari per queste merde in divisa che insudiciano l'italica penisola (e non solo) spadroneggiando a danno dei cittadini e facendo fare continuamente delle sesquipedali figure di merda alle Istituzioni, nessuna esclusa, per non parlare del clima di insicurezza esasperato presso la popolazione generale che – a parole – professa la sua assoluta fiducia nelle Forze del (dis)ordine costituito (e chissà perché... magari dipenderà dal fatto che queste belle parole vengono costantemente strappate ai cittadini per strada e in presenza di esponenti delle forze dell'ordine?) ma – nei fatti – fa di tutto per evitare di avere a che fare con loro anche quando ne avrebbe davvero bisogno, visto che non si sa mai chi ti può capitare tra le mani.

Cosa vieppiù sospetta, la vicenda – che si riferisce al biennio 2009-2010 – solo oggi arriva alla ribalta delle cronache, all'indomani della nomina del nuovo capo della polizia al posto del de cuius Manganelli, spirato un paio di mesi or sono.

Sia come sia, la notizia che ben quattro emeriti figli di puttana con distintivo e ferro al seguito, in servizio presso la questura della Capitale, siano finiti in galera è più che benvenuta, visti soprattutto i capi d'imputazione che pendono sulle loro teste: concussione, corruzione, furto, violenza privata, falso e soprattutto violenza sessuale aggravata e continuata a danno di prostitute, ambulanti, commercianti stranieri e delinquentelli di piccolo cabotaggio.
Ma quello che fa più specie in questo caso è che non si tratta di agenti o pizzardoni di basso rango, ma di due ispettori, un sovrintendente e un agente, c'est a dir due ufficiali, un sottufficiale e un soldato semplice.

Un bel salto di qualità, rispetto al solito, non c'è che dire...

In pratica i nostri quattro baldi tutori della legge o meglio, dell'illegalità, visto che si facevano pagare da delinquenti e malfattori per non perseguire i reati di cui erano accusati, nel corso degli anni avrebbero anche taglieggiato commercianti, ambulanti e ragazze di strada, arrivando in più occasioni anche a violentare queste ultime e a rubare impunemente (quindi a scopo di ricettazione, immagino, altra aggravante non da poco) le merci delle parti offese.

Le notizie che vengono offerte al riguardo per il momento sono abbastanza scarne in quanto a dettagli e particolari, ma se tanto mi da tanto, questi bei tomi hanno un'enciclopedia di diritto penale di reati a loro carico, perché a norma di legge, delitti e reati – questi si – vengono contestati a coppie come i Carabinieri e quando arrivano lo fanno a due a due fino a che non diventano dispari, come gli schiaffi.

Adesso non voglio fare di tutta un'erba un fascio, però trovo più che preoccupante il fatto che – sempre più spesso – in casi di associazione per delinquere slegati dall'attività del crimine organizzato, specie nelle grandi aree metropolitane d'Italia, siano costantemente coinvolti a vario titolo esponenti delle Forze dell'Ordine; a questo punto la domanda è d'obbligo e sorge spontanea: ma come cazzo li scelgono i futuri tutori della legge?
Con le raccolte punti dei supermercati o li vanno a capare un tanto al chilo nel mazzo della delinquenza comune?

Perché delle due l'una: o gli organi preposti alla selezione del personale sono composti da un branco di emeriti incapaci, oppure all'interno delle commissioni ci sono fior fiore di conniventi con la malavita perché un caso può capitare, due casi possono essere una coincidenza, ma dal terzo in poi la cosa assume valore statistico.

Tanto per concludere rimanendo in tema, il nostro esimio (spero presto ex) primo cittadino, il sindaco-sceriffo dei poveri, il prode (a parole) Gianni “Eja Eja” Alemanno, è proprio su fatti come questo che andrà a sbattere il grugno, visto che da quando è stato eletto – ormai cinque lunghissimi anni fa – la sua politica sulla (in)sicurezza cittadina si è sempre e solo concentrata, cosa che ho più volte denunciato, su quelle aree ai margini della vita cittadina, dove è giocoforza che certi... comportamenti delinquenziali anche da parte degli uomini in divisa hanno maggiori occasioni di emergere, lontano come sono dagli sguardi indiscreti della cittadinanza generale, mentre quelle aree che più necessiterebbero della presenza, anche solo dissuasiva, delle forze dell'ordine, rimangono terra di nessuno dove la criminalità (quella vera) spadroneggia impunemente.

Detta in altri termini: mentre polizia, carabinieri e guardie municipali vanno (in qualche caso, come si è visto, letteralmente) a puttane per consolari e tangenziali, a due passi da casa mia si è consumata l'ennesima aggressione ai danni di una pensionata ottuagenaria, ricoverata in fin di vita al San Camillo, così come, solo pochi giorni fa, c'è stata l'ultima (ma sono in ordine di tempo) tornata di morti ammazzati per strada, in pieno giorno, in aree residenziali e/o densamente popolate; il tutto – ovviamente – senza che in giro ci fosse non dico una pattuglia, ma nemmeno l'ombra di una guardia...

Peccato che non è per questo che i cittadini si svenano di tasse per pagare lo stipendio ai tutori dell'ordine...

mercoledì 29 maggio 2013

W Alemanno...


Il nostro (spero presto ex) primo cittadino continua nella sua inarrestabile marcia... verso il ridicolo!
Ancora non si è spenta l'eco per le porcate di parentopoli all'AMA e all'ATAC (rispettivamente le aziende comunali della nettezza urbana e del trasporto pubblico urbano), ogni santo giorno che ha fatto Dio arrivano nuove edificanti notizie sulle condizioni invivibili della Capitale, dove i quotidiani atti di violenza hanno ormai superato ogni limite, toccando l'apice proprio ieri, con ben tre omicidi commessi in pieno giorno e coram populo, cosa fa il sindaco?

A ridosso delle elezioni amministrative, il Comune promulga l'ennesima tornata di stabilizzazioni forzose camuffate da concorso pubblico ad esclusivo vantaggio di chi, fino ad oggi, ha comunque mangiato alla greppia del Comune, lavorando (si fa per dire) a tempo determinato durante il mandato di Gianni “Eja Eja” Alemanno.

Dopo la beffa dell'ultimo maxi concorso del Comune, i cui strascichi si stanno ancora trascinando nelle aule di giustizia, per le innumerevoli porcate fatte sempre e solo Cicero pro domo clientes durante le procedure concorsuali, non contento di essere stato già abbondantemente sputtanato pubblicamente anche dalla Gabanelli in una fatidica puntata di Report l'amministrazione Alemannina continua nella sua campagna di cooptazione degli elettori mediante la pratica del panem et circenses o meglio del panem et concorsi destinati ad un pubblico di soli addetti.

Come si fa a dirlo? Semplice, il concorso, caso strano, è destinato in buona parte agli interni, fin qui, nulla di strano... il problema è che per tutti gli altri varranno nella selezione i cosiddetti titoli culturali e di servizio... è qui la fregatura, perché questo vuol dire che – a parità di punteggio – chi ha già lavorato – a qualunque titolo – presso il Comune ti darà comunque una pista e sapendo chi e come è entrato in Comune nell'ultimo quinquennio, è giocoforza intuire, diciamo così, a chi sia stato appositamente dedicato il suddetto concorso.

Che poi, questo sarebbe il minimo, sapendo come funzionano le cose nel Belpaese, non c'è nulla di nuovo in tutto questo. Quello che mi manda in bestia non è tanto la presa per il culo insita nella stragrande maggioranza dei concorsi pubblici per titoli ed esami, quanto il danno che ognuno di questi concorsi produce per le già esigue risorse del Comune e soprattutto dei partecipanti allo stesso – parlo ovviamente di quelli che, ignari e inconsapevoli – decidono di tentare la sorte, in quanto – unica (o quasi, ci sono anche le chiacchieratissime Provincia e Regione nel novero) amministrazione pubblica – il Comune chiede il pizzo per partecipare al concorso.
Quindi, checché ne dica il mio augusto (e illuso, per non dire altro) genitore, dal momento che il sottoscritto questi... titoli non ce l'ha, qualcuno è in grado di spiegarmi, con motivazioni altrettanto logiche e ragionate per quale motivo dovrei impelagarmi in quest'ultima buffonata e lasciargli altri 25 euro in tasse e balzelli, quando le probabilità di riuscita sono pari a zero!?

Se ci riuscite, fatemelo sapere: sarò ben contento di darvi retta.

lunedì 20 agosto 2012

Evvai, siamo al secondo posto!



Una scena già vista, già sentita (purtroppo) specie in Prati...
Peccato che la brillante posizione sia stata raggiunta nella poco edificante classifica delle città italiane con il maggior numero di reati, subito dietro la capitale del nord, Milano.

Furti, scippi e soprattutto rapine, ai danni non degli strozzini e dei grassatori istituzionalizzati (leggi: banche) bensì dei tanti piccoli esercizi come tabaccherie, farmacie e negozi vari.

Non parliamo poi dei continui e ripetuti atti di violenza che tutte le sante notti infiammano le cosiddette vie della movida nella capitale, con i residenti esasperati per il bordello, aggravato e continuato nelle vie più “in” del centro storico e non solo; basta passare per ogni quartiere ad alta densità di locali come Ostiense, solo per fare un esempio, per assistere al regno della 'gnoranza più becera, con auto in sosta selvaggia in tripla fila, giorno e notte, un casino costante che non c'è verso di far tacere nemmeno facendo intervenire le forze del (dis)ordine... anzi, proprio l'intervento dei carabinieri, dei vigili urbani ovvero della polizia è ulteriore causa di martirio per i timpani dei residenti nel cuore della notte, dato che questi deficienti, per sedare risse ovvero impedire il disturbo della quiete pubblica, pensano bene di rendere edotta la popolazione della loro presenza arrivando a sirene spiegate, magari alle due o alle tre di mattina.

Senza andare troppo lontano, posso dire di essere stato testimone di più di un episodio del genere, pur abitando in una zona prettamente residenziale e priva di grandi attrattive notturne (diciamo pure morta, va...) quindi vi lascio immaginare cosa accidenti può succedere nelle zone più trendy della capitale, dove succede di tutto e di più, tutte le sante notti che ha fatto dio.
Carrozzella Romaaanaaa... sostituita dalla macchina della Municipale!
Solo ieri è arrivata la notizia dell'ennesima maxi-rissa in quel di Campo dei Fiori con oltre 30 figli di puttana d'importazione coinvolti all'uscita del solito locale, finita con il pestaggio a sangue di un ventenne italiano per mano di 5 Filippini (tanto perché non stavamo già scarsi a fetenti di casa nostra) che – almeno per una volta – sono finiti tutti a Regina Coeli.

E questo non è niente perché come se non bastassero i deficienti di casa nostra, sempre più spesso sono i... visitatori stranieri, specie dell'Est Europa o dell'altra parte dello Stagno Atlantico, a balzare agli onori della cronaca (nera) per le vere e proprie battaglie campali che scatenano per le vie cittadine, nelle quali – spesso e volentieri – ci vanno di mezzo perfino gli scherani... pardon... gli esponenti della Forza Pubblica, con feriti e contusi proprio tra le fila di coloro ai quali è o meglio sarebbe demandato l'ordine pubblico.

E ancora una volta, il nostro beneamato primo cittadino se n'è uscito con una delle sue perle, affermando contro ogni evidenza che la situazione non è poi così brutta come la si dipinge e che rispetto alle altre città i reati a Roma aumentano molto di meno.

Ah, si, certo... la famosa politica del Campidoglio sulla sicurezza; se valessero dictat e ordinanze per garantirla, Roma sarebbe la città più tranquilla e pacifica del pianeta, peccato che con le famigerate ordinanze di Alemanno ci si puliscono tutti tranquillamente il...

Si, bravo: me sa che è il caso che te preoccupi...
Un vero eroe, Alemanno, di quelli che non si arrendono mai... nemmeno di fronte all'evidenza dei fatti.
Mi verrebbe da dire che 'sta storia volge fortunatamente al termine e che tempo pochi mesi ci saremo liberati di questo inetto, salvo poi constatare amaramente qual'è la scelta che ci si pone come cittadini romani.

Alemanno oppure Zingaretti... come a dire la solita scelta tra uno stronzo e una merda, visto che pure l'attuale presidente della (inutile) Provincia di Roma ne ha di cosette di cui rendere conto, tra le quali la spesuccia di soli 230 milioni di euro per l'acquisto di una nuova sede per gli uffici della Provincia, come se i palazzi storici in cui attualmente si trovano non fossero sufficienti.

Mi piacerebbe che qualcuno, nell'imminente campagna elettorale, gli ponesse questa domanda un pochino scomoda, per sentire la risposta.
Per quanto mi riguarda e per quel poco che so, questo è un altro che si pone sulla scia di Walter “Panem et Circenses” Veltroni, quello che in nome del cinema e della musica (per pochi) ha massacrato la viabilità romana e reso la vita impossibile a tutti i cittadini.

Mala tempora currunt... e il peggio mi sa che deve ancora venire!

domenica 6 maggio 2012

Era quasi ora...


Questa è di qualche giorno fa, ma Dio solo sa se non ho avuto sufficienti rotture di coglioni in questi ultimi giorni da poter pensare a buttar giù due righe sull'argomento.

Credo che la vicenda che fa da sottofondo a questa notizia sia abbastanza nota, almeno per chi vive nella Capitale, come il sottoscritto.
Sono anni che chiunque abbia la testa sulle spalle denuncia lo stato di grave abbandono in cui versano i cittadini romani quando si parla di sicurezza... e non si tratta, come dicono legioni di pseudo-sociologi (a pagamento) di una errata percezione del fenomeno da parte degli abitanti; di fatto, da che è sindaco quel... bravuomo di Gianni “eia eia” Alemanno, a Roma scippi, rapine, violenze, aggressioni, furti, pestaggi, omicidi, accoltellamenti e sparatorie sono raddoppiate se non triplicate.

Questa emerita testa di manzo ottenne il posto in Campidoglio sbandierando e predicando sicurezza ai quattro venti per i cittadini romani che già non ne potevano più di essere vessati da delinquenti di piccolo cabotaggio, infiltrazioni della malavita organizzata, taglieggiamenti e l'occasionale aggressione o omicidio tipico (purtroppo) di una metropoli come Roma, di fatto, è diventata.

Orbene, l'unico intervento reale sul territorio non ha riguardato la sicurezza bensì un distorto concetto di protezionismo morale della popolazione residente, con un dispiegamento di mezzi e uomini (e conseguente dispendio di risorse già scarse) su tutto il territorio comunale a caccia della vera, grande minaccia alla sicurezza dei cittadini...

No, non parlo della lotta alle infiltrazioni delle 'ndrine calabresi negli appalti capitolini; non parlo nemmeno del contrasto alla Camorra nei mercati ortofrutticoli della Capitale; parlo della sistematica caccia che tutte le forze del (dis)ordine presenti in Roma hanno dato alle puttane per le strade – specie per le consolari in uscita dalla città – della Capitale, non tanto per contrastare – come sarebbe stato giusto e sacrosanto – il vergognoso sfruttamento illegale di giovani schiave trascinate sulle nostre strade da ogni parte del mondo, colpendo i trafficanti, gli sfruttatori e le legioni di papponi che sulla prostituzione forzata ci campano; no, ci si è accaniti sulle ragazze di strada, con lo spettacolare risultato che sono state loro così a pagare per tutti: maltrattate dalla polizia e massacrate di botte dagli schiavisti perché non portano più a casa i soldi... complimenti un bel risultato davvero.

Adesso per le nostre strade potete stare sicuri che non si vede più una prostituta manco a pagarla, in compenso stanno spuntando come i funghi specie fuori città, nei tanti paesini del hinterland capitolino, delle vere e proprie case chiuse gestite – ovviamente – dalla malavita organizzata, al sicuro da ogni minaccia di rappresaglia da parte della legge che – a meno di avere l'imbeccata da qualcuno – non può intervenire in quanto si tratta di immobili di proprietà privata ed è risaputo che nessuno può violare la santità della proprietà privata altrui a meno di non esservi chiamato dai proprietari stessi.

...o a meno di avere ottenuto un regolare mandato di perquisizione per legittimo sospetto (o denuncia) di attività criminali, ovviamente...

Tutto questo ha avuto un prezzo, ovviamente: con le risorse che ci sono – che già si lamentava essere del tutto insufficienti a garantire un minimo di controllo del territorio da parte delle forze dell'ordine – si è dovuto scegliere: o si va per la Salaria a caccia di mignotte o si va per Prati a caccia di delinquenti; come ho detto più sopra, si è preferita la prima soluzione (forse anche perché le ragazze in strada difficilmente reagiscono o tirano fuori la pistola) tralasciando così di pattugliare le vie del centro e della periferia cittadina, che sono diventate così il regno incontrastato di balordi, spacciatori e veri e propri delinquenti professionisti che imperversano senza alcun controllo.

Era dai tempi della famigerata Banda della Magliana che non si sparava più in strada, specie in pieno giorno.
Nel corso degli ultimi due anni, ci sono state più sparatorie con altrettanti morti ammazzati, che negli ultimi venti, con casi clamorosi di regolamenti di conti avvenuti in pieno centro e in pieno giorno.

Ovviamente, di poliziotti, carabinieri, vigili o quel che volete, nemmeno l'ombra...

la notte poi, apriti cielo: non c'è TG regionale che non apra con la notizia di una qualche aggressione, di un pestaggio, di una rissa più o meno aggravata avvenuta nel corso della serata o della notte... anche qui, caso strano, le forze del (dis)ordine si fanno vive sempre e solo a giochi fatti.

Ad onor del vero, bisogna dare a Cesare quel che gli spetta, perché almeno in un campo sono testimone dell'efficienza dei nostri tutori della legge: quella del contrasto all'abuso di alcolici e sostanze stupefacenti da parte dei cittadini al volante.
Anche qui, ovviamente, la cosa avviene quasi sempre a ridosso di questo o quell'evento delittuoso, quando si scopre che l'ennesima strage della strada o investimento di pedoni è stato provocato dall'ennesima testa di cazzo ripiena fino agli occhi di alcol e/o droga ma tant'è, almeno un minimo di controllo, una tantum, c'è... magari preferirei che la cosa avvenisse tutti i giorni e non soltanto di venerdì e sabato e magari la sera, quando questi assassini potenziali girano più o meno indisturbati, invece che in pieno giorno, alle quattro del pomeriggio com'è capitato a me più di una volta negli ultimi 12 mesi!

Così possono dire che – statisticamente parlando – il contrasto a chi guida in stato di ebbrezza funziona... peccato che soltanto un alcolista deficiente e all'ultimo stadio va in giro ubriaco di giorno, emeriti idioti... provate a farvi un giro dopo le sette di sera e vedrete come cambia la musica!

Accidenti a me, sto divagando... ordunque, torniamo a bomba: qualche tempo fa la città fu scossa dalla notizia dell'ennesima, brutale aggressione, all'uscita di un locale notturno nel centralissimo Rione Monti, nei confronti di un musicista piuttosto noto nel giro dei locali capitolini.
Questa volta non c'è scappato il morto ma Alberto Bonanni (questo il nome del povero disgraziato) è comunque finito in coma... e non ne è più uscito, almeno per quanto mi è dato sapere, tant'è che il processo contro i suoi sei aggressori, tutti identificati e denunciati (anzi che è andata bene perché troppo spesso e volentieri di questi figli di puttana si perde ogni traccia) verrà celebrato senza la parte lesa che ancora giace in un letto di ospedale a quasi un anno dal fatto.

Ora, se c'è una cosa che mi ha sempre mandato clamorosamente in bestia è l'opportunismo – purtroppo malcostume fortemente radicato nell'italica mentalità – secondo il quale si balza sul carro del (presunto) vincitore ogniqualvolta che c'è da trarne un vantaggio, possibilmente economico.

Questa pessima, inveterata abitudine ha da sempre contraddistinto la municipalità di Roma ma da quando c'è il prode Gianni al timone, è diventata una forma d'arte: prima si aspetta che accada il disastro poi, a giochi fatti, ci si precipita in tribunale a costituirsi parte civile nel processo a carico di questo o quello.

Non questa volta.

Stavolta, caro il mio Alemanno, t'ha detto male e di brutto.

Si, perché il tribunale di Roma, nella persona del GUP Anna Maria Fattori, ha rigettato la costituzione del Comune come parte civile ma anzi, la difesa degli imputati ha citato come responsabile civile in concorso il comune che così, in caso di condanna degli imputati, dovrà pagare gli eventuali danni in quanto (secondo le parole del GUP): non c'è danno di immagine né per la città né per i diritti della cittadinanza... il fatto si è potuto verificare per difetto di adeguata tutela della sicurezza delle vie del centro storico gravante sull’amministrazione e si pone come condotta omissiva”.

Certo, il fatto che i danni fatti da queste sei merde debbano essere pagati con i soldi della cittadinanza, fa decisamente rodere il culo, specie a chi – come me – è stato avverso da subito alla politica di pseudo-sicurezza dell'amministrazione Alemanno ma è almeno un deciso segno di svolta, all'insegna del contrasto alla tradizionale politica dell'avvoltoio seguita fin qui dalla municipalità di Roma, da parte dell'autorità giudiziaria che fino ad oggi è stata fin troppo pronta ad avallare questi veri e propri atti di sciacallaggio mediatico (e non solo) da parte del comune ogni volta che un fatto di sangue ai danni della cittadinanza finiva in tribunale.

Speriamo solo non si tratti della famosa eccezione che conferma la regola.