Ovvero: le tre cose che muovono il mondo!

Come ebbe infatti a dire Rudyard Kipling in tempi non sospetti: "Tre sono le cose che muovono il mondo: Donne, Cavalli e Guerra" il che, tradotto in termini moderni vuol dire: Donne, Motori e Armi da fuoco!

WELCOME TO THE MAYEM!
Visualizzazione post con etichetta Storie personali. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta Storie personali. Mostra tutti i post

mercoledì 27 aprile 2022

Amazon Is the New LaMMerda!

Vi prego di osservare l’immagine qui a lato; come potete facilmente intuire, si tratta della videata, ripresa dal mio laptop, della prima pagina del motore di ricerca del più grande spacciatore online del mondo occidentale.

Il più grande spacciatore di morchia online del mondo occidentale, se mi permettete.

Sì, perché, con poche, dovute eccezioni, ormai l’andazzo della piattaforma che fu dell’uomo più ricco del mondo è questo: monnezza venduta a prezzi da antiquariato Ming e per meglio agevolare l’Inc. Kool 8 dell’utOntO ignaro, questi sesquipedali ammassi di materia organica anfibia ora approfittano pressoché tutti dei servizi di gestione offerti da Amazon, così l’utOntO di cui sopra si fida, acquista e paga, pensando magari di aver anche fatto – se non un affare – almeno un acquisto garantito.

E invece?

Invece, 9 volte su 10, hai comprato merda, puteolente ma soprattutto costosa.

L’ultimo caso, in ordine di tempo, concerne proprio uno dei simpatici ammennicoli di cui sopra; avendo scoperto che – ingredibbuli ma vero – le cassette porta-munizioni usate non sono più considerate “equipaggiamento militare” o peggio ancora “parti di armi comuni da sparo” il cui possesso è quindi vietato per legge a meno di possedere apposite licenze e permessi, bensì oggetti comuni di cui è assolutamente libera la vendita, mi sono fatto partire un embolo ed ho deciso di acquistarne una.

Certo, il prezzo, come potete vedere, non è proprio un cotillon ma per una volta mi sono detto ‘STICAZZI ed ho proceduto all’acquisto, tanto più che c’era la garanzia sul prodotto del servizio Prime di Amazon.

Aspetto pure la bellezza di cinque giorni per farmela recapitare – da bravo cittadino responsabile ho chiesto di incorporare quanti più ordini possibili in un unico invio per risparmiare imballaggi, carburante e CO2 - ed oggi infine me l’hanno consegnata.

Peccato che io mi aspettavo una cassetta porta-munizioni vera come quelle presentate in fotografia, con tutti i marchi e le etichette originali perché senza di quelle, non è altro che un dozzinale pezzo di lamiera stampata e smaltata in grigioverde.

Quel che ho ricevuto, invece è stato proprio un pezzo di ferraglia rivestito di enamel ordinance green, come lo chiamano li ‘merrikani, dal quale il rivenditore – credo – ha grossolanamente rimosso ogni etichetta o marchio.

Adesso, se avessi voluto un semplice contenitore metallico, mi bastava andare in ferramenta e ne trovo a due spicci quanti ne voglio e magari pure meno pesanti, che dite?

Quindi, così com’è arrivata, questa roba è stata prontamente re-inscatolata, pronta per il ritiro da parte della SDA (sì, faccio passare il corriere perché non ho voglia di sciropparmi pure l’amena passeggiata con 5 chili di roba dietro fino alla posta o al punto di ritiro) e ridatemi i soldi, tutti e subito!

Come potete facilmente intuire, non sono un tipo che molla facilmente, specialmente dopo che gli è sbollita l’incazzatura, sicché mi è sorto un sottilissimo dubbio – sottile come una sequoia secolare – ed ho voluto verificare. 

Stai a vedere – mi sono detto – che se vado a cercare dalla concorrenza trovo quel che sto cercando e magari pure di meglio?

Detto, fatto.

Il risultato lo vedete qui di fianco: praticamente, ad un prezzo inferiore al più basso proposto su Amazon per una singola cassetta, ne ho prese ben tre (viva l’abbondanza) tutte originali perché vendute da una ditta che si occupa di… riciclare il materiale via via dismesso dalle nostre FF.AA. Non per niente, parecchia di questa roba riporta i marchi della Fiocchiil principale produttore di munizioni italiano – ma la cosa più bella è che tutte le cassette sono trattate con olio da fucili proprio per preservarne l’integrità, altro che grattar via alla cazzomannaggia le etichette originali!

Adesso aspetto solo che mi arrivino, dopodiché già so cosa metterci dentro, una sciccheria proprio!


martedì 7 giugno 2016

"Caro Gualkon, ho una proposta per te..."



Se c'è una cosa che non ho mai capito, è perché tutti i miei (cosiddetti) amici, quando gli capita per le mani un'inculata, pensino immediatamente di girarla a me.

E non è un modo di dire, ma una solida realtà, come quelle che smercia dalle mie parti il sor Carlino... come arriva un'offerta, di quelle che non si possono rRifiutari, caso strano contattano subito me o i miei per rendermene edotto o – peggio ancora – forniscono a questi prospettivi donatori di lavoro i miei dati anagrafici e/o le mie informazioni di contatto, come telefono e indirizzo mail, il tutto, ovviamente, senza il mio consenso.

Ma tanto, si tratta di amici, giusto?
Si, come no... come dicevano gli antichi: con amici come questi, chi ha bisogno di nemici?

Ultimo caso, ma solo in ordine cronologico, quello che mi è arrivato tra capo e collo verso l'ora di pranzo, a giusto coronamento di una giornata già abbastanza di merda di suo.
Tra l'altro, dico io, se proprio devi cercare di rifilarmi (si, ma assolutamente in buona fede, vero...) il bidone, perché invece di chiamare me direttamente, lo dici ai miei, specialmente a mi'padre che poi ce crede – visto che, a quanto pare, si fida di chiunque fuorché del sottoscritto e si beve le altrui cazzate come oro colato – ed è poi capace di darmi il cordoglio per settimane, fino a quando non sbotto come una vescica troppo gonfia?

Prova a dirlo a me direttamente, così magari te ce mando con tutti i sentimenti, no?
Tanto è palese che – se mi fai arrivare qualcosa per interposta persona – io mi fido, si, ma fino ad un certo punto e quindi i lumi te li vengo a chiedere prima di alzare il telefono o (peggio) andare a perdere tempo e soldi per parlare con questi sedicenti benefattori dell'umanità sofferente... e infatti...

Ordunque, venendo alla novella, merdavigliosa proposta, ecco quello che ho ottenuto dalla viva voce della latrice di buone notizie.
Una ditta appartenente al numeroso novero delle Never Covered Before, ma della quale la mia amica è cliente (e questo già la dice molto lunga sulla serietà di certa gente) le ha chiesto se voleva prestarsi a fare la promotrice per i loro prodotti, visto che stanno piuttosto scarsi sulla piazza di Roma e che di fatto operano esclusivamente vendite per corrispondenza.
Avete presente la famigerata Bofrost o una delle tante società similari? Stessa cosa ma nel settore dell'agro-alimentare, a quel che ho capito.

Dal momento che lei non può (e chissà com'è, dico io) ha subito pensato (?) che il sottoscritto avrebbe potuto benissimo essere interessato; tanto non sta facendo un cazzo al momento, giusto?

Si, forse ma c'è un ma e chi mi conosce appena un po' lo sa benissimo: per prima cosa, io non avallo le politiche predatorie e/o vessatorie di chi approfitta del bisogno altrui per ingrassarsi le tasche; secondo poi, se e quando si parla di lavoro, non accetto di lavorare in nero o senza contributi.
È proprio questo atteggiamento di supina accettazione da parte di chi non usa la testa e non sa badare nemmeno ai suoi interessi più basilari, che ha massacrato il mondo del lavoro in questo paese ed io non intendo averne parte.
Infine, pur essendo un discreto (qualcuno dice anche bravo) commerciante e/o comunicatore, dopo le mie atroci e fallimentari esperienze giovanili mi sono ripromesso che mai e poi mai andrò più in giro a cercare di turlupinare la gente, men che meno per conto terzi.
O meglio, a meno che il terzo in oggetto non mi prenda in pianta stabile e con tutti gli annessi e connessi, stipendio compreso.

Ora, a fronte di tutto questo, come può venirti in mente, visto che ti dici mia amica, di propormi un abominio del genere?

Attività ricercata: promozione di prodotti alimentari presso non meglio specificati banchetti e/o stand (dove, come, quando, non è dato sapere).
Orari e turni di lavoro: dal lunedì al sabato (!) orientativamente dalle 09:00 alle 18:00 (!!) ma la cosa in casi “eccezionali” (?) potrebbe anche prolungarsi.
Retribuzione (e qui casca l'asino!): un fisso di 500 euro/mese (leggonsi: cinquecento euro al mese!!!).

Ora, a parte che – per una cifra del genere – potresti chiedere al massimo un part-time di 4 ore e comunque per non più di cinque giorni la settimana, mi spiegheresti anche sotto quale forma contrattuale potresti mai far passare una puttanata del genere?

Risposta: e chi ha mai parlato di contratto (e quindi di contributi, ritenute, tasse e quant'altro)?

Eccerto! E dimmi, una bella fetta de culo no?
Perché, giustamente, io so' così stronzo che, alla mia tenera età, mi metto in un luogo pubblico a fare pubblicità ad una ditta così, senza avere un cazzo in mano, col rischio, tra l'altro, tutt'altro che peregrino, vista l'aria che tira, che mi si presenti d'amblée un ispettore della ASL o dell'ufficio provinciale del lavoro, meglio ancora, un canarino in borghese (i finanzieri, per chi non lo sapesse) così poi se famo quattro risate.
Tanto a questi ammassi semoventi di materia organica vagamente anfibia che gli costa? Niente, so' IO che ce rimetto pure l'osso del collo e magari accompagnato da una bella denuncia, giusto?

Ora, a parte le considerazioni prettamente legali/burocratico-amministrative, mettiamo caso che uno sia interessato alla cosa e facciamoci due conti; dunque, attività lavorativa sei giorni/settimana per nove ore al giorno, più i trasferimenti da e per... fanno un totale di 54 ore di attività a settimana.
Considerando una media di 4 settimane per mese, fanno la bellezza di 216 ore, il tutto remunerato con la sfolgorante cifra di 500 euro.
Se la matematica non è un'opinione, sono poco più due euro e 30 centesimi l'ora...

Ora, considerando che il tuo donatore di lavoro è una società che vende in tutta Italia e che, se tanto mi da tanto, visto che dispone di call center, magazzini, spedizionieri e quant'altro, fattura (o almeno lo spero) qualche milione di euro di imponibile, non mi pare il caso di andare a spaccarsi la schiena come un negro in un campo di cotone, visto che, per quella somma, solo gli schiavi clandestini, vittime del caporalato più bieco e/o della malavita organizzata, vanno a lavorare nei nostri campi al sud.

Perché, se proprio devo fare il negretto, piuttosto che ingrassare dei bastardi come voi, preferisco di gran lunga andarmene in Friuli o in Tirolo a fare la raccolta della frutta con una delle cosiddette vacanze-lavoro, dove non solo pagano il triplo ma sono compresi anche vitto e alloggio!

martedì 1 settembre 2015

L'inculata è dietro l'angolo... ma c'è chi si ribella!

Tutto il mondo è (purtroppo) paese, almeno per quanto concerne determinati settori, il più notorio dei quali è, manco a farlo apposta, l'editoria.

Nel corso degli anni ne ho viste, lette, sentite e (purtroppo) subite in prima persona di cotte e di crude ma questa è la prima volta che mi capita di imbattermi addirittura in un sito realizzato da un gruppo di indignati o meglio, di perculati (com'è accaduto anche al sottoscritto) da sedicenti editori indipendenti, di quelli che prima ti lisciano e poi ti fottono.

Nello specifico, questa perla d'uomo che risponde (almeno per il momento, visto che sembra sia aduso a cambiare nome e domicilio con la stessa frequenza con la quale mi cambio le mutande, tipo un Odevain in salsa britone, insomma) al nome di James Williamson ha messo in piedi da svariati anni questo bel meccanismo, mediante il quale contatta (o viene contattato da) autori ignari, esordienti ma non solo, per proporre loro la pubblicazione per mezzo della sua casa editrice la (a questo punto famigerata) Creation Books.
Inizialmente, per il "disturbo" il nostro offre anche un discreto anticipo sui diritti d'autore, dopodiché il libro viene dato alle stampe... fin qui tutto molto bello, quindi dov'è - direte voi - l'inculata?

L'inculata arriva nel momento in cui l'autore scopre che il suo libro va a gonfie vele, in quanto è in effetti reperibile urbi et orbi, sia presso le librerie tradizionali che presso i maggiori siti di e-commerce a livello mondiale; solo che, quando chiede (giustamente) di avere dati sulle vendite e - di conseguenza - sui profitti che gli spettano in quanto autore (e detentore in via assoluta dei diritti di copyright, visto che il Williamson non ha in alcun modo acquisito i diritti sull'opera dall'autore) si sente rispondere picche (quando e se il nostro si degna di farlo).

Dov'è il problema, chiederete ancora voi, basta andare dal tomo e fargli sputare i quattrini (magari assieme ai denti) ergo spedirgli un bel ufficiale giudiziario a casa con una ingiunzione di pagamento.
Si, come no, vi dico subito io.
A meno che uno non sia ricco di famiglia o un autore tanto affermato (ed abbiente) o tanto tignoso da voler adire le vie legali costi quel che costi, la maggioranza degli autori non dispone dei mezzi per intentare una causa perché trattandosi di civile, i tempi sono biblici e le parcelle dei legali notoriamente care (a meno di avere la fortuna di avere un avvocato per parente e per di più disinteressato, cioè), quindi il gioco, il più delle volte non vale la candela.

Vi sono casi in cui in effetti le somme cumulate siano piuttosto rilevanti ma qui esce fuori il colpo di genio del cialtrone sedicente editore: ha posto la sua residenza (e quindi il suo domicilio legale) all'estero, ovviamente in un paese dove non c'è estradizione rispetto agli Stati (dis)Uniti o alla Gran Bretagna, dove si trovano la totalità delle sue vittime... ed altrettanto ovviamente, il nostro dalla Thailandia non schioda nemmeno con le cannonate!

A questo punto che fare per avere giustizia o quanto meno per evitare di passare come idioti completi?
Qualcuno ha avuto questa interessante ed originale pensata: aprire un sito internet dedicato proprio a questo emerito cialtrone, un sito ufficiale di sputtanamento globale con tutti gli annessi e connessi, le testimonianze dei tanti autori perculati e tutte, ma proprio tutte le informazioni che riguardano il nostro fringuello, così che, il giorno che dovesse decidersi a riprovarci - magari sotto un'altra etichetta - se la piglierà bellamente in quel posto.
Infatti è ufficialmente dal 2012 che la Creation Books ha chiuso i battenti eppure, se uno si fa un giro per il web e sa cosa cercare, si renderà immediatamente conto che i libri "pubblicati" da Williams sono tuttora in commercio e non certo come remainders segno che c'è "qualcun altro" che continua a stamparli.

Quello che però mi ha fatto più specie è constatare come - con tutte le denunce e gli esposti fatti da decine di autori turlupinati - le maggiori librerie online e soprattutto il colosso mondiale del e-commerce (indovinate un po' chi é? Lo stesso di cui vi ho parlato nell'ultimo, lontanissimo post) continuano imperterritamente a distribuire (e quindi a lucrare) i libri editi da Williamson... tutto questo, ovviamente, alla faccia della policy della compagnia, sbandierata ai quattro venti, sulla assoluta trasparenza e onestà della piattaforma nei confronti dei rivenditori, dei clienti ma soprattutto degli autori che vedono i propri lavori distribuiti tramite il loro sito!

Permettetemi ora una piccola chiosa finale; prima ho affermato di conoscere di persona questo genere di situazione. Infatti anch'io, nel mio piccolo (anzi, proprio per il fatto di essere un piccolo, in quanto autore esordiente) ho subito una cosa del genere da parte di un editore che - nonostante le tante richieste da tre anni a questa parte - non ha mai risposto circa le pregnanti domande sullo stato delle vendite del mio libro e quindi, su quanto mi deve in royalties... questo perché anche lui, evidentemente, "lavora" come il sor Williamson, nel senso che per pubblicarti ti pubblica e per di più va anche in giro sui social e perfino sulla TV pubblica a farsi bello per le sue mer(d)avigliose iniziative editoriali... peccato che si dimentichi di dire che pubblica solo due tipi di libri: quelli autoprodotti che quindi non gli costano un cazzo, per cui può anche sprecarsi in qualche lancio pubblicitario d'agenzia, ovvero quelli che lui stampa ma di cui poi intasca tutti i profitti eventuali.
Comodo, molto comodo, non trovate?

E anche questo esimio ammasso ambulante di materia organica anfibia si fa grosso del fatto che - se uno è un esordiente e pubblica con lui, perché evidentemente non ha i mezzi per farlo da solo - non subirà in linea di massima ritorsioni per via legale per i motivi che ho scritto più sopra... ci vuole infatti uno molto incazzato o diventato improvvisamente ricco per portare avanti una causa per il mancato pagamento dei diritti d'autore e delle royalties sulle vendite, specialmente quando non puoi essere certo di quali cifre si stia parlando perché non hai modo di sapere in effetti quale sia (o sia stato) l'andamento del libro sul mercato.

Ah, tanto perché si usa dire il peccato ma non il peccatore, sappiate che è della Booksprint Edizioni che sto parlando, quindi, se anche voi vi sentite in vena di pubblicare qualcosa e siete in cerca di un editore, adesso sapete a chi non dovete rivolgervi.

ESTOTE PARATI!

martedì 29 aprile 2014

Ma non si stufano mai?

Ecco un altro mistero insondabile che mi assilla... come fa certa gente ad avere il mio numero di casa, dal momento che non siamo nemmeno nell'elenco abbonati e gli unici che lo conoscono sono i nostri parenti e familiari ergo la compagnia del telefono?

Glielo hanno fornito loro? Perché non credo proprio che - conoscendomi - qualcuno dei miei amici o dei miei parenti possa averlo dato in giro, men che meno ad una cazzo di compagnia di "intermediazione commerciale", dato che TUTTI sanno in che considerazione ho questa gente.

Invece, stamattina, puntualmente mentre mi trovavo... in altre faccende affaccendato, diciamo così, arriva 'sta telefonata con la fatidica domanda che di solito sottintende l'inculata ma che - per le ragioni su esposte - non ho immediatamente recepito: "buongiorno sono I****a della MG e la sto contattando per sapere se conosce qualcuno che sta cercando lavoro..."
Per farvela molto breve, le rispondo che si, potrei essere anche interessato ma vorrei sapere di che si tratta... al che arriva la solita (preventivata) risposta ciclostile: "mi spiace mi occupo solo dei contatti telefonici per fissare i colloqui, non sono autorizzata a parlare del lavoro..."

Immediatamente scatta l'allarme sòla ma l'operatrice si offre di inviarmi tutti i dati pertinenti per il colloquio via SMS e io accetto... ovviamente, una volta ricevuto il messaggio (e uscito dalla... impasse) mi sono lanciato sulla grande rete globale onniscente per capire chi cazzo sono questi... la risposta è arrivata in meno di un nanosecondo mentre ancora digitavo su Google... si tratta della MG di tale Marcelli Gianluca che si occupa di... indovinate un po'... intermediazione commerciale, sviluppo e mantenimento portafogli clienti.
In altre parole, la solita società di procacciatori d'affari e venditori porta a porta che lavora conto terzi... fino a qualche tempo fa (immagino) lavoravano per la Hoover (il link però stranamente non è più attivo) oggi posso solo immaginare per chi lavorano (Amway? Kirby? Voerwerk?)... in pratica, la solita inculata a provvigione.

No, grazie, ho già (abbondantemente) dato in tempi non sospetti, io passo...

Però non mi sembrava corretto pisciare alla grande l'appuntamento, sicché mi sono prodotto in quello che - credo - ad oggi sia il mio capolavoro: (cito) "Gentilissima I****a, mi sono permesso di prendere qualche informazione sulla sua azienda.
Per correttezza, le comunico che non verrò al colloquio perché sono allergico alle società di intermediazione e rappresentanza commerciale.
Grazie e arrivederci."


Che dite, sarà arrivato a destino?

lunedì 28 aprile 2014

E' sempre stata una guerra però...

Non so se sono più basito o più avvilito... lasciamo perdere la solita presa per il culo, che tanto ormai c'ho fatto l'abitudine, ogni volta che MiP me chiede qualcosa, ma quello che ho visto in questi due giorni davvero mi ha spossato spiritualmente parlando; non c'ho nemmeno la forza di incazzarmi, perché tanto, alla fine, che soluzione mi resta?

Ammazzarlo!?

Si perché MiP - quello che scassa il cazzo un giorno si e l'altro pure, perché c'è troppa roba in giro per casa e che quindi ficca tutto in cantina, specialmente la roba che non gli appartiene ovvero che prende apparecchi ed elettrodomestici perfettamente funzionanti e li caccia sul balcone, così dopo puoi stare certo che nel momento del bisogno funzioneranno perfettamente... però ha conservato per anni - forse lustri - metri cubi di spazzatura!

Non sto parlando in senso figurato, parlo di monnezza, vera e propria, perché in genere si definisce così la roba che decidi di buttare al cassonetto, vero?
No, non lui: invece di buttarla, l'ha recuperata e stoccata certosinamente, conservandola dentro ripostigli e armadi... mentre la roba utile, quella da conservare, perché adesso magari non serve ma, col volgere degli eoni, chissà... quella può stare tranquillamente buttata a cazzo giù in cantina, anzi, nelle cantine (altrui) così, se per caso se la inculano, pazienza...

Ed è proprio questo il destino che è capitato a tanta della mia roba... perché delle due l'una: o questo mentecatto l'ha buttata per tenersi la monnezza ovvero i legittimi propietari delle cantine hanno visto qualcosa che gli serviva e non si sono fatti scrupoli... dopotutto, "checcazzo, sta nella cantina mia, sicché..."
Non parliamo poi della sua insindacabile scala di valori, quella che fa si che conservi gelosamente la morchia (come ad esempio i mer(d)avigliosi libri di testo di quando facevi le medie oppure il liceo, utilissimi soprattutto oggi che l'ultimo di casa che è andato a scuola l'ha fatto quindici anni fa) salvo poi sorprenderlo con le mani nel sacco mentre cerca proditoriamente di buttare la tua roba quella che prima ti ha fatto sparire quando guardavi dall'altra parte perché "tanto è robaccia inutile, che ci fai?" (ogni riferimento alla mia collezione di figurini militari scala 1:35 o ai libri di mio nonno buon'anima, nelle edizioni originali del Doré è assolutamente, volutamente casuale).

Che ci faccio? Vediamo... magari - vista l'aria che tira - potrei provare a farci dei bei soldi visto che - per come erano conservati - sul mercato del collezionismo valgono un fracco di soldi.

In compenso, sono almeno cinque fottutissimi anni che gli ho detto che - se proprio c'ha tanta ansia di fare spazio - può buttare i due metri cubi di morchia informatica obsoleta e non più utilizzabile, come i vecchi cabinet e gli impianti audio per PC, che invece sono ancora tutti là...

Invece quello che mi serviva come il pane e che andava gelosamente custodito, come i rack o le tower per CD e DVD, quelli no... spariti tutti, dal primo all'ultimo... cioè, non tutti, perché in un angolo, ben stipati e conservati, c'erano una mezza dozzina di relitti di plastica opaca e consunta, dei cazzo di rack per musicassette risalenti al secolo scorso...

"E questa roba!? Che cazzo ci fa ANCORA qui!?"
"Eh... ma sono di TuS..."

Peccato che MiS non viva più qui... anzi, per dirla tutta non vive più nemmeno in questa città o in questa regione, e questo da quasi venticinque anni... il che vuol dire che hai certosinamente conservato per quasi cinque lustri della spazzatura inutilizzabile... però, meno di 5 giorni fa, abbiamo rischiato di arrivare alle mani quando è tornato alla carica perché l'ho beccato che voleva buttare gli "inutili scatoloni" pieni di custodie originali di film in DVD e le "inutili scatole" delle "inutili pupazze" che colleziono...

Si, bravo, come no... così poi i dischi e le figure, in caso di necessità, invece di rivenderli me le do in faccia oppure li regalo, perché un CD/DVD senza custodia (o una figure senza box), non sono commerciabili manco se li porti al Mercatino dell'usato!

Ve l'ho detto... questo non solo non ci sta con la testa ma come volto gli occhi continua a farmi decine, quando non centinaia, di euro di danni, come quando ha buttato (o ha dato via o fatto portar via, il risultato non cambia) la scatola del soundbar wireles della Samsung con tutti i gusci e soprattutto i pezzi per montarlo a parete... un danno - solo quello - di 450 euro (leggonsi: quattrocentocinquanta) visto che - senza scatola e senza rack, pur avendo un disperato bisogno di quattrini (e soprattutto un compratore) me lo sono dato tranquillamente in faccia, tant'è che - ancora adesso - sta qui: lo uso anche se non ne ho bisogno perché altrimenti l'unica altra soluzione sarebbe di fare quello che ho fatto negli ultimi cinque anni: tenere tutta la roba da buttare stipata da qualche parte in attesa che MiP si levi dal cazzo un paio di giorni e poi sudare come un mulo per buttare via tutto nel cassonetto senza rischiare che arrivi lui a metterci le mani o peggio, che vada a riprendersi qualche pezzo...

Che cazzo di vita che faccio...

giovedì 13 marzo 2014

L'efficienza Teutonica... e l'insipienza italica!

Prima parte della mattinata trascorsa come al solito a spulciare posta e annunci.
Ce ne sono due di particolare interesse: uno è l'ultimo stronzo che ancora mi doveva pagare che piange in turco perché gli tolga dalle spalle il macigno della contestazione che ho aperto contro di lui (e vorrei pure vedere: dopo una settimana ancora ti devo stare appresso? Ma chittesen'kula!?), l'altro è il sollecito della sora Nadia, la mia referente della compagnia di assicurazioni, che mi chiede come mai non abbia ancora rinnovato la polizza.

Risposta: forse perché non c'ho un centesimo in cassa?

Comunque, mi faccio un giro sui principali siti web di preventivi per le assicurazioni e – ohibò! - scopro che la migliore è quella che già ho!
A questo punto, è inutile aspettare oltre e mi accingo a risolvere i due problemi: prenotare il ritiro del pacco per il puzzone e pagare l'assicurazione grazie ai (dis)servizi di Lottomatica.

Mi faccio un tour sul sito della LIS e verifico chi nel quartiere effettua il servizio... la miseria! Praticamente ci sono una 25ina di punti vendita autorizzati nel raggio di un chilometro, tra i quali alcuni a me ben noti... da quel momento finisce la mia vita ordinaria e comincia l'orrore!!!

Per farvela breve, mi sono passato una dozzina di rivendite tra cartolerie, tabaccai, bar e quant'altro, vagando da Ponzio a Pilato come un'anima in pena (o meglio, come un povero stronzo!) e la risposta è sempre la stessa: “Ah, si... ce l'ho Lottomatica ma questi servizi...” “Ah, no... faccio solo lotto e telefonini...” e via discorrendo...

A questo punto, sorge spontanea una pregunta: che cazzo siete registrati a fare nel database della Lottomatica, se poi i servizi non li erogate!?
Voglio dire: per cercare dove poter effettuare il pagamento, non sono andato così, a naso: ho selezionato sul portale della compagnia la tipologia di servizio specifica di cui avevo necessità.
Se è vero che non avete/potete/volete effettuare il summenzionato servizio, che stracazzo aspettate ad alzare quella minchia di telefono per dire a Lottomatica di cancellarvi dal suo database?
Ah, no, non si può, che siamo matti? Se no come fate a farvi pubblicità gratuita, emerite teste di minchia?
Ecco, la pubblicità ve la faccio io, ora ancorché gratis et amor dei... adesso potete stare tranquilli che nessuna rivendita di Monteverde Vecchio riceverà più le... sgradite visite da parte di questi inopportuni utOnti che pretendono di usufruire dei servizi promessi dalla LIS.

O meglio, nessuna salvo il videonoleggio sotto casa, visto che – posto tra i più improbabili – è l'unico che presta tutti i servizi previsti dal carta della LIS.
E infatti è proprio lì che ho pagato la stramaledetta polizza di assicurazione per il semovente... roba da chiodi!

Tornando a bomba, come accennavo prima, avevo prenotato il ritiro della spedizione alla DHL, direttamente per oggi a partire dall'ora di pranzo in poi... il corriere l'ultima volta m'aveva detto chiaramente che tanto loro stanno a giro tutto il santo giorno, quindi in un modo o nell'altro, se il sistema ti dice che puoi prenotare il ritiro, loro passano.

E infatti sono passati, niente meno mentre mi trovavo sotto casa nel corso delle mie migrazioni da una cattedrale ad un'altra; ho visto arrivare il tipico furgone giallo bordato di rosso che s'è fermato proprio davanti a casa... e non era nemmeno la mezza, quindi si e no ad un'ora di distanza dalla conferma della prenotazione!

All'anima dell'efficienza!

Per capire di cosa stiamo parlando, i loro concorrenti della SDA, già non passano – se non gli fa voglia – manco dopo che hai prenotato il ritiro per il giorno dopo, figuriamoci se lo prenoti in giornata (ndA cosa che – allo stato dei fatti – non puoi fare, perché il sistema non te lo permette).

Una lievissima, sottile, insignificante differenza di prestazioni... ma si sa, il DHL è il corriere espresso di Deutsche Post, mica di Poooste Iitajiaaane (musichetta)...

sabato 23 novembre 2013

Chi di intrallazzi campa... di intrallazzi prima o poi crepa!


Dicono che la vendetta è un piatto che si gusta freddo.
Orbene, il mio piatto più che freddo è diventato gelato ma, in tutta sincerità, ne è valsa la pena di attendere sulla riva del fiume che passasse il cadavere dei miei nemici.

Certo, avrei preferito che non ci rimettessero la ghirba anche quei quattro scannagatti che in effetti non mi hanno fatto nulla, anzi, a ben vedere, che non hanno fatto nulla quando mi hanno trombato per viltà o noncuranza ma tant'è... ogni guerra vuole le sue vittime, quindi posso annoverarli prosaicamente nei danni collaterali e tra le perdite accettabili pur di vedere il grosso di questa massa maleodorante di materia organica anfibia stirare finalmente gli zoccoli... lavorativamente parlando!

Sto parlando dell'azienda alla quale ho dedicato sei anni della mia vita, rimettendoci anche la salute, fisica e psichica, fino a che non decisi – consigliato (o meglio spinto) dal mio stesso sindacato (e così ecco spiegato anche il mio astio verso questo branco di parassiti del mondo del lavoro, che tutela e difende a spada tratta sempre e solo fancazzisti e profittatori ma mai quei lavoratori... scomodi, quelli che salgono sul culo del padronato perché sgobbano e quindi – giustamente – possono anche pretendere di non essere trattati come schiavi) di accettare la mobilità prima di arrivare (e ci sono andato davvero vicino) al licenziamento coatto, magari per aver attaccato al muro come altrettanti poster gli stronzi che mi hanno sottoposto ad un mobbing costante per quasi due anni, con trasferimenti fuori sede, incarichi sempre più degradanti ovvero piani e complotti per mettermi nelle condizioni di farmi fuori da solo.

Invece no! Ho tenuto duro fino a che mi è stato possibile, strappando poi all'azienda un congruo assegno per il disturbo in cambio della promessa di non intentare azioni legali per le sue innumerevoli porcate nei miei confronti; ero ormai arrivato alla saturazione ed ogni mattina solo alzarsi dal letto e mettersi in condizioni di sciropparsi decine di chilometri e ore in mezzo al traffico per trascorrere l'ennesima giornata in quel covo di vipere mi dava (letteralmente, a volte) il voltastomaco.

Tornando a bomba, è notizia di questi giorni – avuta surrettiziamente da uno dei miei ex colleghi con cui ho ancora (sempre più sporadici) rapporti – che la società, nonostante tutte le sue macchinazioni, i ricatti e i diktat operati su quel branco di pecore servili dei miei colleghi, troppo vili per alzare la testa e che facevano affidamento sul sottoscritto per le loro istanze col padrone (ragione prima e ultima per l'astio e il mobbing nei miei confronti) salvo poi voltarmi bellamente le spalle nel momento del bisogno, ha perso anche l'ultima commessa, quella – tra l'altro – di cui si occupava ai bei tempi proprio il sottoscritto e che aveva fatto si che si aggiungessero nel tempo altri lavori per sé e per i suoi due-tre compagniucci di schiavitù.

Questo vuol dire che de facto la società è finalmente schiattata senza possibilità di rimettersi in piedi (a meno di un improvviso miracolo); a fine anno, con la scadenza naturale del contratto, non avranno più fonti di introito, sicché l'azienda si aggiungerà alla (purtroppo lunga) lista di società di servizi che hanno creato questo stato di cose in Itajia... si, perché sono proprio loro la causa prima dello stravolgimento del mercato del lavoro nel Belpaese, perché quando non fai altro che inciuciare e intrallazzare con i cosiddetti potentati (pseudo) economici come banche, finanziarie e grandi aziende al solo scopo di strappare surrettiziamente commesse al minimo rialzo per far fuori la concorrenza, va da sé che – dal momento che questi squali di merda badano solo al loro profitto – se vuoi continuare a lavorare con questi sciacalli, sarai costretto a leccargli il culo anche quando constati che stai lavorando in perdita...

Molte di queste cosiddette aziende infatti ottengono le commesse durante le gare d'appalto applicando prezzi da fame, con la speranza che, grazie alle... conoscenze che molti dei commerciali di queste aziende hanno (magari per aver lavorato precedentemente proprio in questi stessi enti) riescano poi a spuntare qualcosa di più per... sopraggiunte difficoltà in corso d'opera, dopo che l'appalto gli è stato assegnato.

Una volta, questo genere di manovrine funzionava... oggi non più, specie quando lavori con gli strozzini legalizzati tanto cari al sor Monti e al governo Alfetta.
Purtroppo (per loro e fortunatamente per me) questi signori non hanno capito che la musica è cambiata eppure di batoste simili ne avevano già prese parecchie anche quando ero ancora in azienda, come quando persero le commesse delle Poste ovvero le dichiarazioni dei redditi di un paio di importanti istituti di credito nazio(a)anali... nonostante tutto questo, hanno bestemmiato, hanno pianto in turcomanno contro il destino infame e avverso e soprattutto hanno usato i lavoratori come ammortizzatore sociale dell'azienda ma col cazzo che hanno cambiato musica e compreso che i bei tempi del “so' il padrone e faccio come cazzo me pare, tanto c'ho il culo al callo” erano trascorsi da quel di'...

Ma tant'è... come dicevo prima, mi spiace (ma nemmeno tanto, diciamo la verità, va') per i miei ex colleghi ma sto godendo come un maiale perché finalmente giustizia è stata fatta e anche questi peracottari, faccendieri e bastardi si sono eliminati motu proprio dal pool genetico delle aziende italiche.

Si, perché c'è un ultimo aspetto che non vi avevo ancora detto: sin dai tempi in cui la società – costituita da pochi mesi quando io entrai in azienda – andava a gonfie vele e contava quasi 200 dipendenti, si verificava costantemente un preoccupante fenomeno che i cultori del privato che è meglio del pubblico affermano (falsamente) non esistere da che un certo palazzinaro cavaliere in quel di Arcore è salito sugli scranni della politica nazio(a)nale: quello del clientelismo e del nepotismo.

Di fatto c'era una fetta sostanziale di dipendenti che erano stati assunti non per le loro capacità lavorative ma solo perché erano amici, parenti o conoscenti di... e che quindi, oltre che privilegiati, si sentivano pure in dovere di non fare un cazzo dalla mattina alla sera, anzi, di cagionare danni devastanti ogni qualvolta qualcuno si decideva a lisciargli il pelo per fargli fare almeno il minimo sindacale per guadagnarsi (si fa per dire) lo stipendio.

Risultato: dal momento che anche la nostra azienda non poteva campare sul nulla ma qualcosa doveva introitare, indovinate nel culo di quale ortolano andava sempre per finire il cetriolo?
Ovviamente, in quello di quei poveri stronzi (uno a caso...) che già facevano il culo tutti i giorni per 10/12 ore al giorno!
In proporzione, prendevo più di straordinari che di stipendio, senza contare lo stress dovuto alle transumanze quotidiane che mi dovevo sciroppare per andare e tornare, visto che ero parte di quel 10% dei dipendenti che non viveva (caso strano) nelle immediate vicinanze dell'azienda ma dall'altra parte della città!

Ma il colmo avvenne poco tempo dopo la grande purga aziendale (quella di cui rimasi vittima anch'io) quando, avendo fatto fuori anche quei pochi che lavoravano, i parassiti alla poco piacevole prospettiva di dover finalmente lavorare, visto che, grazie ai loro exploit (o meglio, alla perenne mancanza di exploit) la ditta aveva perso l'ennesima, lucrosa commessa, si diedero tutti alla macchia; da bravi ratti quali erano, abbandonarono in massa la nave prima che affondasse... l'avessero fatto prima, probabilmente l'azienda sarebbe addivenuta a più miti consigli, prima di far fuori gli elementi validi per tenersi in casa privilegiati e fancazzisti ma tant'è...

Come dicevo, è stata dura ma alla fine ne è valsa la pena... mi sento sollevato, nonostante le porcate che mi hanno fatto mi abbiano ridotto nelle mie attuali condizioni di lavoratore eternamente precario.
Adesso tocca agli altri... godere dell'idilliaca situazione dell'inoccupato forzato di lungo corso, anzi, vista la situazione attualmente esistente e perdurante nel Belpaese, di lunghissimo corso.

La ruota gira...

sabato 2 novembre 2013

Un caso emblematico...


Qui si può ammirare la... maestosità faraonica dei nuovi
marciapiedi del quartiere, in tutta la loro (inutile) ampiezza...

… di idiozia congenita delle autorità italiote, in particolar modo per quanto riguarda l'urbanistica delle nostre città, anzi, della mia città, la Capitale che in quanto tale dovrebbe essere (condizionale obbligatorio) la vetrina della nazione, il suo salotto buono e che invece...

Osservate questi scatti; sono stati fatti oggi nel primo pomeriggio, in una giornata tutto sommato tranquilla, senza troppi casini per la strada... è stata proprio questa... mancanza di popolo, diciamo così, che mi ha permesso di rilevare questo scempio che è andato semplicemente ad aggiungersi a tutta una serie di disastri precedenti, dovuti tutti all'atavica insipienza dei dirigenti del Municipio dove risiedo.

Vista la mia esperienza, non credo di sbagliare poi molto, se affermo che tali atti di idiozia sono diventati fin troppo noti anche in altre zone/città del Belpaese.

Apparentemente è tutto in ordine ma, se osservate con attenzione, noterete una prima stranezza; tanto per sfatare dubbi, vi dico subito che io non vivo ai Parioli ovvero a Via Veneto, eppure abbiamo dei marciapiedi che nemmeno gli Champs Elysée a Parigi (e lo dico perché da quelle parti ci ho vissuto una intera settimana da ragazzo).

...Qui invece possiamo ammirare lo SCEMPIO prodotto dalla
incorporazione degli alberi del viale all'interno del marciapiede
Per la cronaca, dove ci sono adesso questi... monumenti, prima
ci parcheggiavano le macchine... A SPINA!
Prima non erano così, poi un bel giorno, qualcuno in circoscrizione (così si chiamavano allora i municipi romani) s'è alzato col culo girato ed ha pensato bene di smantellare i marciapiedi preesistenti (e le gonadi dei residenti) per rifare la pavimentazione con un mattonato molto... chic, manco fosse la terrazza di casa.

Peccato che – con questa scusa – abbiano rubato alla strada (dove si parcheggiava tranquillamente a spina in entrambi i sensi di marcia) quasi due metri di spazio... risultato di questa brillante operazione, oltre ad un mucchio inverosimile di quattrini spesi a cazzo di cane, dei veri e propri boulevard pedonali, inutili e pressoché inutilizzati, con l'eliminazione coatta di oltre il 50% dei posti auto, che già di per sé erano a premio, visto che ci troviamo in una delle arterie principali del quartiere, particolarmente popolosa e soprattutto area commerciale.

Cosa si è ottenuto? Un traffico della madonna ad ogni ora del giorno e della notte, doppia fila perpetua sotto casa e restringimento della carreggiata, sicché basta che il solito coglione si fermi parcheggiando a membro canino per bloccare la viabilità, con conseguente frantumazione dei nervi dei residenti a colpi di clacson...

Non solo, perché ad ogni nuovo inverno, la pavimentazione, così elegante coi suoi lastroni, si spacca ovvero si solleva, creando altrettanti ostacoli alla circolazione pedonale, per non parlare del fatto che, avendo incorporato nel marciapiedi anche gli alberi che prima insistevano sulla sede stradale, le radici di questi... alberelli (come potete vedere dalle foto) si sono estese sotto il lastricato, praticamente smantellandolo e creando dei veri e propri crateri, manco avessero bombardato con le Durandal.

L'ultimo insulto aggiunto al danno fin qui prodotto: le nuove
strisce di delimitazione dei parcheggi che adesso INCORPORANO
tranquillamente le SMART che dovrebbero essere invece
MULTATE e RIMOSSE per sosta d'intralcio... notate quanto è
diminuita la distanza tra l'area di sosta e la mezzeria.
Un paio di anni fa, s'è alzato una mattina il nuovo consigliere all'urbanistica del Municipio, ed ha pensato di mettere mano all'incresciosa situazione... segnando una volta per tutte e in maniera indelebile le aree stradali da adibire a parcheggio, questo, dopo aver provveduto ad un'altra tornata di lavori (ancora una volta costati un pozzo di denaro pubblico ed eseguiti – come sempre – a cazzo di cammello) per grattare via l'asfalto ai lati della strada e sostituirli con i sanpietrini... risultato: anche questi, come il mattonato dei marciapiedi, con i consueti nubifragi ormai così tipici delle nostre latitudini, sono smottati, creando buche, avvallamenti e altre fonti di pericolo per pedoni e autoveicoli, che in teoria dovrebbero parcheggiarci sopra ma che se lo fanno rischiano di fottersi pneumatici e sospensioni.

Così l'andazzo generale è diventato di parcheggiare ad almeno 30/40 centimetri dal marciapiedi, praticamente in mezzo alla strada, così la carreggiata si è ulteriormente ridotta, tanto di spazio ne avevamo già tanto, vero...

L'ultima pietra dello scandalo l'hanno fatta adesso in questi ultimi giorni, quando una squadra di manutenzione ha pensato di rifare la segnaletica orizzontale che in effetti aveva decisamente bisogno di essere rifatta... rifatta si, ma non un'altra volta alla beduina!

Questa poi NON poteva mancare, la prova della nuova moda
dei romanici autisti: si parcheggia regolarmente in prossimità
di passi carrabili e curve CONTROMANO! Voglio vedere che
razza di bordello farà quando dovrà andarsene...
A parte che le zebre, a casa mia, devono partire da un marciapiedi e arrivare necessariamente all'altro, mentre qui – non s'è capito come né perché – di fatto cominciano a due metri di distanza, in mezzo alla strada, così che – tanto perché avevano bisogno di ulteriore incitamento – tutti gli stronzi suvvisti del quartiere parcheggiano ora tranquillamente lì dove dovrebbero esserci le strisce, come potete evincere dalle foto, hanno provveduto, anche qui vai a capire perché, a rifare le strisce dei parcheggi allargandole ulteriormente verso il centro della strada, così che – paradosso dei paradossi – adesso si è sancito per regolamento il consolidamento di quella pratica aberrante che vede i proprietari di Smart parcheggiare regolarmente di traverso invece che in linea come tutti i cristiani di questo mondo, perché con la nuova segnaletica la Smart posteggiata ad angolo retto adesso rientra perfettamente entro le strisce...

Io, a questo punto, non so più davvero non tanto cosa dire, ma cosa pensare, perché qui delle due l'una: o sono storto io oppure sono i nostri amministratori (ed i loro scagnozzi ed esecutori) che hanno la testa infilata nel culo.

Sinceramente, propendo per la seconda ipotesi...