Ovvero: le tre cose che muovono il mondo!

Come ebbe infatti a dire Rudyard Kipling in tempi non sospetti: "Tre sono le cose che muovono il mondo: Donne, Cavalli e Guerra" il che, tradotto in termini moderni vuol dire: Donne, Motori e Armi da fuoco!

WELCOME TO THE MAYEM!
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domenica 9 luglio 2017

Non è possibile che vengano tutti qui (i migranti)... ma ne siamo proprio proprio sicuri?


Oggi voglio proporvi un articoletto, fresco fresco di giornata, proveniente da una fonte più che attendibile, che taglia letteralmente la testa al topo sulle amene, recenti polemiche tra gli esponenti dell’attuale governicchio e l’Europa arcigna e matrigna ed il parlamentino italico nei riguardi delle improvvide esternazioni in materia di uno dei suoi (ex) membri (ogni riferimento alla sora Emma, ostracizzata ormai anche dai suoi, è assolutamente, volutamente casuale, vero…)

L’articolo in questione è il seguente: Migranti: che cosa prevedono Triton e Dublino

Povero Renzieloni, il suo padroncino toscano aveva evidentemente obliato di avvertirlo su questi piccoli, insignificanti dettagli; sicché, ONG a parte - che per statuto non rispondono a nessun governo (e di conseguenza fanno praticamente come cazzo gli pare!) - tutto il resto dell'amena flottiglia di "pescherecci di migranti" non solo può ma anzi deve sbarcare il "pescato" nelle acque libiche qui da NOI!

Ripensandoci siccome i cervidi, sia Renzieloni che l’altrettanto pregiatissimo Angelina Jolie Alfano non potevano non saperla, 'sta cosa, perché facevano parte anche del governo precedente, quello che ha concordato 'sta sesquipedale stronzata con i partner (si ma del giaguaro) europei; in pratica aveva ragione quella rinfanciullita della Bonino: siamo stati noi ad infilare volontariamente il collo nel cappio, quindi adesso con chi ce la vogliamo prendere? Con l'Europa perfida e ria, che in realtà ha fatto semplicemente (sed etiam coram populo) i cazzi suoi, visto che era chiaro fin dall'inizio dove si voleva andarea parare e quale fosse il loro scopo primo ed ultimo (cioè tenere gli invasori africani e macomettani il più lontano possibile dai loro territori)?

Questi so' peggio de Pinocchio: prima fanno cazzate, poi strillano al gomBlodDo, peccato che le balle hanno il naso lungo e le zampette corte... e infatti Renzie s'è talmente accorciato e c'ha il naso così acuminato che sta di fatto pugnalando negli zebedei chiunque gli sta intorno, preferibilmente se facente parte della minoranza (minorata) del PiDdì!

mercoledì 20 luglio 2016

Qual è la vera Repubblica di Turchia?


Facciamo un giochino?
Adesso vi mostro tre affermazioni, voi provate ad indovinare chi ha pronunciato queste perle di saggezza.

“La religione è una questione di coscienza. Uno è sempre libero di agire secondo la propria coscienza. Noi siamo rispettosi della religione. Non è nostra intenzione ridurre la libertà di culto ma piuttosto assicurarci che questioni religiose e questioni di stato non si intreccino.”

“È un governante debole, colui che ha bisogno della religione per mantenere il proprio governo; sarebbe come prendere al laccio il suo popolo. La mia gente imparerà gli insegnamenti della scienza. Lasciate che rendano culto come vogliono; ogni uomo può seguire la sua coscienza, purché non interferisca con la ragione o lo porti ad agire contro la libertà del suo prossimo.”

“Anche prima di accettare la religione degli arabi, i turchi erano una grande nazione. Dopo aver accettato la religione degli arabi, questa religione, non fece nulla per unire arabi, persiani, egizi coi turchi per costituire una nazione.
Piuttosto, annacquò l'unione della nazione Turca, intorpidì l'entusiamo nazionale. Questo era naturale. Perché lo scopo della religione fondata da Macometto, su tutte le nazioni, era di portare con la forza ad una inclusiva politica nazionale araba.”

Vi vedo titubanti... volete un piccolo indizio?
Dunque, vediamo... posso dirvi per certo di chi non si tratta: dell'attuale aspirante sultano del redivivo impero ottomano, quello che – stranamente – aveva le liste di proscrizione già belle che pronte a nemmeno 24 ore di distanza dal “tentato golpe” (perché oggi come oggi, ditemi se c'è qualcuno che ci crede ancora a questa stronzata)... all'anima dell'efficienza investigativa, insomma.

Qui il vero golpe è quello fatto dall'attuale residente della Ak Saray (il famigerato Palazzo Bianco, la reggia faraonica che Recep Tayyp Erdogan si è fatta edificare – coi soldi del contribuente, ovviamente – ad Ankara), con la complicità dei membri dell'AKP, i patrioti che avrebbero (condizionale obbligatorio) fermato il putsch militare... gli stessi che ormai stanno dilagando per tutta l'Anatolia, per imporre il volere del sultano e l'instaurazione ex legis della “repubblica” islamica nel paese che nel 1922 divenne una moderna repubblica democratica ad opera di Mustafa Kemal Ataturk... manco Pinochet o Videla avevano pronte delle liste così esaustive di (presunti) cospiratori, traditori e sovversivi, cioè di tutti quelli che finora gli hanno impedito di stravolgere la costituzione democratica turca per trasformare l'Anatolia nella versione tarda e stupida dell'Iran degli ayatollah o del Pakistan dei talebani...

Immagino che ora abbiate ricollegato e compreso chi è stato che ha pronunciato le frasi che ho riportato all'inizio del post.
Questo, giusto per capire verso quale aberrazione sta andando la Turchia...

lunedì 12 gennaio 2015

Qui l'unica vera offesa è quella all'intelligenza...


Ripensandoci siccome i cervidi, un pensiero improvviso m'ha attraversato la mente... si parla molto, in questi giorni, di islam, terrorismo islamico e quant'altro e (purtroppo) ne sto leggendo di tutti i colori, cose che vanno ben al di là delle tante tesi di GomblodDo che stanno intasando il web, che già di per sé secondo me, allo stato delle cose, sono puro nonsenso; parlo di quelli (e sono tanti, anzi, decisamente troppi) che passato il primo momento per lo scempio parigino, stanno tirando fuori gli argomenti più improbabili e i moventi più beceri per giustificare di fatto l'ingiustificabile da qualunque parte lo si guardi...

Orbene, una delle tesi (più odiose) che sento è che in fin dei conti quello che capita ce lo meritiamo perché etc. etc. ma soprattutto (tesi questa, ventilata ad libitum dai tanti nostri "amici" nei vari paesi musulmani che hanno porto le loro condoglianze all'occidente per quanto accaduto ma col cazzo che hanno detto una parola che sia una di vera condanna) che in definitiva quello che è capitato alla redazione di Charlie Hebdo è in fin dei conti giusto, in quanto questi si prendevano gioco del profeta e di allah...

Ora, non so voialtri, ma a me hanno insegnato, a catechismo, che DIO è ONNIPOTENTE, ONNISCENTE, ONNIPRESENTE e soprattutto MISERICORDIOSO, tutti attributi che (almeno a parole) gli riconoscono anche i nostri fratelli maomettani... al che la risposta che mi è balenata in mente è questa: che necessità avrebbe Allah/Dio/Geova o chi per lui di tanti "vendicatori" che agiscono per punire gli empi e i miscredenti?

Mi pare che Allah/Dio/Geova sia perfettamente in grado di difendersi da solo, se e quando gli aggrada, come attestano le Sacre Scritture.
Dal che si deduce che chiunque agisca per fare del male in nome dell'Onnipotente è LUI un empio bestemmiatore che offende l'Altissimo, che ai cavolacci suoi sa badare benissimo da solo, mi pare...

Tra l'altro, vogliamo dirla tutta una volta per tutte su 'sta faccenda delle vignette "offensive" di quel giornaletto?

Che se lo scopo dei "vendicatori del profeta" era quello di metterlo a tacere una volta per tutte, bhé, hanno ottenuto esattamente lo scopo contrario perché se prima era un periodico con una diffusione tutto sommato assai limitata (arrivava a quel che leggo, a circa 100-150.000 copie settimanali) da oggi in poi - dopo questa sparata - raggiungerà tirature stratosferiche ed una copertura a dir poco capillare, come attesta il fatto che già dal prossimo numero in edicola, la tiratura passerà ad 1.000.000 (leggesi: UN MILIONE!) di copie, per altro praticamente già vendute...

Come dire che 'sto attentato gli ha fatto un favore de gnente...
...

Ahò!? Stai a vedere che c'era davvero un GomBlodDo dietro la strage... e l'ha organizzato l'editore!?

P.S. tra l'altro, il bello di un giornale (o di una trasmissione, se è per questo) satirica o no che sia, è che se lo trovi offensivo hai un sistema infallibile per levartelo dalle palle: semplicemente non lo compri e non lo guardi/leggi... infatti così come ci sono libertà di pensiero, espressione e stampa, siamo altrettanto liberi di scegliere cosa vedere/leggere/pensare... sono proprio gli "altri" quelli che si "offendono" ad essere ebeti pericolosi, perché sono quelli che si arrogano il diritto di dire agli altri COSA e COME devono pensare/leggere/vedere... e questi si che personalmente li scannerei tutti, dal primo all'ultimo, prima che la loro malaerba attecchisca... qualunque sia il loro colore, razza o credo!

venerdì 7 febbraio 2014

Piccoli, servili dittatori crescono...



Letta spiega la sua presenza alla cerimonia inaugurale: "Esserci significa riaffermare il ruolo dell'Italia per l'estensione dei diritti". (da TGcom24)

Esserci significa riaffermare la sudditanza dell'Itajia dei nipoti in carriera che tanto piace al piccolo czar di tutte le russie - specie quelle che non gli appartengono - perfettamente incarnata dall'attuale ridicolo occupante di Palazzo Chigi, l'avallo ufficiale da parte del Belpaese del magna-magna costituito per legge e della piaggeria più becera nei confronti di un despota che regna col terrore e usa le (immani) risorse naturali del suo paese non per accrescere il benessere della sua popolazione ma come arma di ricatto nei confronti delle altre nazioni per prolungare innaturalmente la propria esistenza (almeno quella politica), come un vampiro che succhia il sangue delle sue vittime ad ogni calar del sole e che fomenta guerre e oppressioni in giro per il mondo elargendo con larghissima manica (tanto il conto questi sventurati lo pagheranno dopo) mezzi e uomini a beceri dittatori talibani.

Adesso l'unica cosa che la cosiddetta comunità internazio(a)nale è stata in grado di dire è che bisogna dire NO alla politica omofoba del monarca sovietico, frutto anche questo, del lobbysmo altrettanto becero e talibano dei potentissimi gruppi di pressione gay, quando sono ben altre le atrocità che vengono commesse in Russia e nei suoi paesi sudditi e satelliti, roba da far impallidire e rimpiangere l'epoca del Gran Maestro di Putin (zio Giuseppe, in arte Stalin), com'è stato ampiamente testimoniato dalle esponenti delle Pussy Riot "liberate" il mese scorso e dai fatti di Kiev, dove si sa benissimo che la repressione a base di Kalashnikov e manganello è farina del sacco di Janucovic ma il mugnaio sta a Mosca...

E il nipotino paraculato di Gianni Letta in tutto questo frangente che fa?
Va a rendere omaggio (porgendo così, per estensione, gli omaggi servili di tutto il Popolo Italiano) al dittatore russo, mentre tutti gli altri leader occidentali, che se ne fregano evidentemente dei diktat a base di gas e petrolio di Putin, disertano in massa l'inutile kermesse pseudo sportiva di Sochi.
E a mio modestissimo parere non dipende affatto dalla riaffermazione del ruolo italiota nell'affermazione dei diritti di chicchessia ma più semplicemente dal fatto che - sotto sotto (ma nemmeno poi tanto) - l'italica compagine politica(nte) non è poi così in disaccordo con le ultime uscite dell'autocrate russo... certo non lo diranno mai apertamente - sono troppo vigliacchi - ma resta il fatto che questi cazzo di ex (?) democristiani, di (pseudo) destra o di (pseudo) sinistra poco importa, a parole dicono una cosa ma coi fatti, possibilmente alle spalle del popolo bue, fanno l'esatto contrario, attenendosi come sempre alla mentalità imperante... no, non quella del Popolo Sovrano, ma del Vaticano.

Non per niente, l'ultimo esempio lo abbiamo avuto l'altroieri: siamo stati l'unico paese nell'orbe terracqueo che ha dato grandissimo risalto al rapporto ONU sull'ostruzionismo criminale degli alti vertici della Chiesa Cattolica nei confronti di chiunque provi ad intaccare l'omertà mafiosa che copre come una pietra tombale le porcate e i delitti commessi da una genia di preti corrotta.
Solo che i mezzi di (dis)informazione italioti l'hanno fatto per condannare il rapporto, anziché i comportamenti delinquenziali di chi - nascondendosi dietro l'abito talare - si fa beatamente i cazzi suoi ovvero abusa costantemente del potere che gli deriva dall'investitura clericale per sottomettere e plagiare chi a questo potere ci crede.

Perché è ovvio che ci sia un sacco di feccia che mangia alla greppia della Chiesa, quando, pur di reclutare nuovi "operai per la messe del Signore", si sono fatti diventare preti, frati e monache cani e porci, senza alcuna discriminazione e - peggio ancora - una volta davanti alle malefatte di questi sociopatici si è preferito occultare le prove, corrompere i testimoni e continuare come se nulla fosse successo, invece di prendere questa gente e consegnarla con la forza se necessario alle autorità civili di Polizia perché la giustizia facesse il suo corso.

Facciamoci risconoscere, come sempre...

martedì 1 ottobre 2013

W la DEMOCRAZIA e l'UGUAGLIANZA...

Sono davvero scandalizzato, io che credevo che nulla potesse (relativamente parlando) tangermi, specie quando si parla di porcate a stelle e strisce e invece, alla fin fine, qualcosa di nuovo prima o poi esce fuori.

Nuovo... parola grossa, perché qui si parla della porcate fatte addirittura all'indomani della Grande Guerra, quando alla presidenza c'era quella perla di Woodrow Wilson, tanto osannato democratico (si, delle mie babbucce) creatore di quella immane porcata della Società delle Nazioni, precursore delle inutili e dannose Nazioni (dis)Unite controllate dalla Ganga dei Cinque, per cui qualunque cosa accada, NON si fa mai un cazzo se no a qualcuno della banda salta il picchio di mettere il veto... ma andiamo oltre.

Stavo esaminando la preview di un volume pubblicato assai di recente, un saggio storico sugli aspetti meno noti della Seconda Guerra Mondiale che, ovviamente, non poteva che iniziare dalla fine della prima.
Che gli USA siano sempre stati un paese ingrato e bastardo, specie nei confronti dei suoi figli in uniforme è per me cosa nota da che facevo le medie ma mi era (come immagino lo sia per la maggior parte degli studenti della scuola pubblica italiota, dove la storia NON si studia, specie se è vicina e scomoda per le verità rivelate - di partito o di governo - che vengono invece ampiamente propinate) assolutamente sconosciuto il fatto che questo stato di cose nella Terra dei Liber(ticid)i è sempre esistita, anche in tempi non sospetti come nel 1918.

Di fatto si narra la vicenda della contestatissima parata della vittoria da tributarsi in onore della 77th Infantry Division, di rientro dal teatro di guerra delle Argonne, uno dei più crudi e feroci di tutto il conflitto, una divisione che passò alla storia per gli atti di valore e le decorazioni ricevute, di cui faceva parte anche il famosissimo battaglione perduto, i cui exploit dietro le linee nemiche divennero leggendari.

Quando dico che la parata fu contestata, non intendo, come potreste pensare, che la cittadinanza di New York (da cui provenivano TUTTI gli effettivi dell'unità) facesse opposizione, tutt'altro: fu il governo del DEMOCRATICO Wilson a fare di tutto perché la 77th non potesse sfilare per le vie della città, com'era accaduto poche settimane prima invece con la 27th infantry Division.

Perché? Di quale gravissima colpa si saranno mai macchiati i martoriati fantaccini della 77th rispetto agli eroi della 27th?

...

La risposta è tanto banale quanto incredibile, ma bisogna essere dei cazzo di WASP per accettare una porcata del genere... la 27th, l'ultima grande unità ameridiota a partire e la prima a tornare, composta per altro da gente proveniente da tutti gli stati circostanti New York, era interamente di ANGLOSASSONI PROTESTANTI BIANCHI, mentre la 77th era composta interamente da oriundi e naturalizzati cattolici ed ebrei, Italiani, Polacchi, Tedeschi, Irlandesi, Ispanici e Cinesi... quella che, nella (cosiddetta) patria della democrazia era considerata (e sono parole dello stesso Wilson, riprese dal suo discorso alla nazione del 1915): feccia, serpi in seno che sono state accolte con benevolenza dai veri americani e che invece diffondono disfattismo e discordia nel Paese... peccato che questa gente la cittadinanza se l'era guadagnata letteralmente col sudore della fronte e soprattutto col sangue versato in nome e per conto di quello stesso governo che ora tanto li denigrava.

Quindi questa gente, secondo il razzista e sudista presidente democratico degli Stati (dis)Uniti d'America NON poteva sfilare in parata come i VERI good american boys, quelli di razza bianca e protestanti... anzi, lo sapevate voi che nei civilissimi Stati Uniti, proprio l'amministrazione di Wilson aveva introdotto la segregazione razziale nei pubblici uffici e nella pubblica amministrazione?

Che perla d'uomo, mi ricorda tanto un certo politicante italiota cerebroleso che biascica cazzate su al nord in compagnia dei suoi compari xenofobi e razzisti, specie quello con gli occhiali da deficiente e i suoi scagnozzi con la schiuma alla bocca e gli occhi iniettati di sangue quando si accenna anche solo lontanamente al fatto che i negri gli arabi, gli asiatici e i sudamericani sono persone ed esseri umani come tutti gli altri e non strane scimmie vestite a festa...

Fatto sta che la parata alla fine SI FECE e non certo grazie all'amministrazione ma grazie alla GENTE DI NEW YORK, quella che aveva mandato i suoi tanto disprezzati figli, mariti e padri a farsi bucare la pancia in Francia in una guerra di cui agli americani non poteva fregare di meno!
Grazie a Dio, anche nella terra degli inetti c'è qualcuno che ogni tanto si sveglia col culo (giustamente) girato e decide di mettere le cose a posto.

E questo non è che la punta dell'iceberg delle porcate che i DEMOCRATICI e LIBERALI governi americani hanno commesso anche contro la loro stessa gente... vogliamo parlare del fatto, tanto per dirne una, che subito dopo la guerra hanno IMPOSTO, a noi e ai Giapponesi, la loro visione del diritto e della democrazia, compreso il suffragio universale esteso urbi et orbi, quando a casa loro questo diritto le loro donne lo hanno conquistato solo nel 1920 mentre hanno concesso i pieni diritti di cittadinanza e di voto alle minoranze, specie quelle nere ed ispaniche solo nel 1965!!!

Alla faccia del cazzo, ed è QUESTA GENTE che vuole venire ad insegnare A NOI cosa sono i diritti civili e la democrazia!?
Ma andassero tutti seriamente a cagare e si vergognassero, una buona volta...

lunedì 16 settembre 2013

Che tragica buffonata!


Gli ispettori dell'ONU sono tornati dalla loro pericolosissima missione in quel di Damasco, portando le prove inconfutabili ed inequivocabili che in Siria sono stati usati aggressivi chimici!

MA VA?

E dov'è la notizia, esimie teste di minchia?
Lo sapevano anche i sassi, c'era bisogno di spedire (a spese anche nostre, tra l'altro) questi... specialisti per scoprirlo?
Bastava un omino con uno sniffer chimico per scoprirlo, a maggior ragione in quanto si tratterebbe di Sarin, un nervino semi-persistente... ah, però c'è una grande novità che nessuno sapeva: per lanciare l'aggressivo chimico, sono stati usati dei razzi d'artiglieria...

E GRAZIE AL CAZZO, ebeti che altro non siete, con CHE COSA pensavate che li avessero diffusi altrimenti, con un'orda di kamikaze armati di BOMBOLETTE SPRAY!?

Mi pare ovvio che abbiano usato razzi o granate di artiglieria, che sono i principali metodi di rilascio utilizzati da che mondo è mondo, visto e considerato che sull'area non è mai stata riportata attività aerea ostile... semmai il problema è un altro, il mistero più misterioso, l'enigma per eccellenza che ancora non è stato risolto, la risposta mancante...

 
CHI CAZZ'E' CHE LI HA LANCIATI!?!?

Mistero, non è dato saperlo... in pratica, l'ONU ha ancora una volta dimostrato di essere più inutile del garante sulla privacy, il servizio di leva in Itajia o le palle del papa, buttando dalla finestra l'ennesimo quantitativo di denaro su scala industriale per non combinare un'emerita mazza!

Dite quello che volete, ma il giorno in cui si decideranno a sbandare questo inutile (e costoso) carrozzone, dove vigono i diktat di pochi eletti ed imperano corruzione, nepotismo e malcostume, staremo tutti un po' meglio... personalmente, il giorno in cui dovessi assistere al lieto evento con i miei occhi, festeggerò attaccandomi bellamente alla mia bottiglia di Lagavulin extra vecchio, alla faccia di Ban Ki Moon e di tutti gli inutili passacarte come lui!

venerdì 6 settembre 2013

Che perle d'uomini!

Finora c'era una categoria di appartenenti alle forze del (dis)ordine che ancora mancava al novero delle infamate, non perché non ne abbiano mai commesse, ma semplicemente perché non c'erano mai state prove plateali di comportamento deviato e perciò non era stata ancora fatta oggetto delle mie invettive, quelli che a Roma chiamiamo canarini, al secolo la Guardia di Finanza.

Evidentemente occorreva colmare questa grave lacuna degli scempi prodotti dagli scherani in divisa italioti e ci hanno pensato due sgherri in servizio all'aeroporto di Fiumicino, dove hanno preso un nordafricano, appena sbarcato ma privo del permesso di soggiorno, e l'hanno pestato come l'uva nel tino, il tutto – ovviamente – davanti alle telecamere di sorveglianza, che hanno così fatto da mute testimoni alla brutale aggressione.

Questo a ribadire ancora una volta, casomai ce ne fosse bisogno, l'assoluta imbecillità e tracotanza di tutti questi... bravi ragazzi che indossano l'uniforme per grazia e concessione dello Stato e del Popolo Italiano ma che fin troppo spesso si comportano come se invece fosse stata data loro la licenza di violare impunemente la legge, comportandosi né più e né meno come i bravacci medioevali del signorotto di turno.

Al momento mi si dice che questi due virgulti della finanza siano stati sospesi dal servizio, perché (e questa è davvero raccapricciante!) il tribunale di Civitavecchia, competente per territorio, ha deciso di non sbatterli al gabbio, come sarebbe invece accaduto se una cosa del genere l'avessimo fatta io o voi, per (non ridete, è tutto vero) non andare contro gli sforzi attuati dal govern(icchi)o con il decreto svuota carceri...

Ma si può sentire una bestialità del genere e non incazzarsi?

Visto l'incipit, tutt'altro che promettente, non resta che sperare che il fatto non resti impunito e che la cosa non resti lettera morta, persa nel marasma della cronaca locale, ma che si arrivi al più presto ad una condanna esemplare, di quelle che piacciono tanto ai nostri politicanti quando devono strillare allo scandalo per i cazzi loro, a dimostrare una volta per tutte a tutti gli italioti, compresi (anzi, soprattutto) quelli in uniforme, che la Legge è una sola ed è uguale per tutti, checché ne dica il martire di Arcore e chi la viola deve pagarne lo scotto, specie quando il violatore è un (cosiddetto) servitore dello Stato, perché a casa mia, a chi molto è stato dato, molto verrà richiesto, come insegnano i Vangeli, e il potere concesso a questa gente, se ci pensate su due minuti, è enorme!

mercoledì 21 agosto 2013

Figli di puttana in divisa crescono... e si moltiplicano!




Queste sono le notizie che mi fanno salire il sangue al cervello, dovunque ti giri, dovunque ti trovi, sono sempre tutti uguali: bastardi gonfi di testosterone, bulli con ferro e distintivo che si credono di poter fare impunemente tutto quello che gli pare e che si scatenano regolarmente non contro delinquenti, rivoltosi o malavitosi – col cazzo, quelli li trattano coi guanti ovvero si tengono abbondantemente alla larga e al riparo – ma contro la gente normale, specialmente se sono più deboli, indifesi o non violenti, in particolar modo quando hanno poi la superiorità numerica per farsi valere, se no c'è il rischio che anche una pecora possa metterli in fuga.

Mi piacerebbe vederli agire così come sono state immortalate le merde in divisa d'oltralpe – già famigerate in tutto il mondo per i modi spicci e spesso oltre il limite della legalità – contro qualche vero criminale, di quelli che reagiscono, menano (o sparano) sul serio senza guardare in faccia a nessuno, ma lì dove c'è anche solo il rischio remoto di prendere calci, potete stare sicuri che di scherani non c'è manco la puzza.

Che poi, quello che mi manda letteralmente in bestia è l'abuso sistematico che questa feccia fa dei poteri che NOI abbiamo loro conferiti (fino a prova contraria, sono dipendenti pubblici stipendiati con i nostri soldi e al servizio della cittadinanza e non del potentato economico/politico di turno) e soprattutto delle dotazioni, che – vi ricordo – sono pagate anche quelle con i nostri soldi e non certo con i loro o quelli dei loro padroni; l'ultima moda si chiama spray antiaggressione e come dice il nome, è stato inventato per permettere ad una persona altrimenti inerme di reagire ad un'aggressione con un metodo non violento e non letale... peccato che in molti paesi queste sostanze siano controllate, ergo appannaggio delle sole forze del (dis)ordine costituito, che mezzi di dissuasione ne hanno già in abbondanza, che li stanno usando regolarmente e con grande liberalità contro chi non gli va a genio, visto che nella stragrande maggioranza dei casi documentati, sono loro gli aggressori!

Anche secondo quegli inutili attivisti di associazioni come Human Rights Watch, l'uso di questi nuovi equipaggiamenti “non letali” da parte degli sbirri di tutto il mondo – specie nei civilissimi e avanzatissimi paesi occidentali – si configura sempre più ad ogni giorno che passa come un vero e proprio strumento di tortura, né più e né meno della picana argentina o dei nuovi manganelli/storditori elettrici in Cina e negli USA, paesi che notoriamente hanno sempre dato il... buon esempio in materia.

Mi chiedo quanto ci vorrà prima che anche questi implementi finiscano nelle mani degli sgherri in divisa alle nostre latitudini...

Ma se c'è una cosa che mi urta il sistema nervoso e grida vendetta al cielo, sono la stupidità e la tracotanza di questi bravacci medioevali camuffati da poliziotti: siamo nel XXI secolo, perdio, anche mia nipote di cinque anni è in grado di usare un cellulare o una fotocamera per scattare foto o riprendere filmati ma queste merde, con una noncuranza che dimostra un'ottusità non comune, continuano tranquillamente a commettere le loro nefandezze coram populo e alla luce del sole; hanno un bel da fare poi le “autorità” (i loro padroni, quelli che gli reggono il sacco) a voler insabbiare il tutto: un'immagine parla più di mille parole, un filmato non ne parliamo neppure e per fortuna, nonostante i reiterati tentativi di mettergli il bavaglio con i metodi più surrettizi di staliniana memoria, la rete è ancora in grado di diffondere le loro bestialità e sputtanarli in tutto il mondo.

venerdì 22 febbraio 2013

Ah, ma allora è un vizio!...


Ecco le belle facce da cazzo dei due sgherri autori della...
ero(t)ica azione di questo post...

Ultim'ora proveniente dal Messico, paese già protagonista in passato di casi analoghi, a base di sbirri corrotti e giovani donne che sono costrette a subirne gli abusi.
Questa volta non abbiamo però un video a testimoniare lo scempio ma l'arresto di due dei responsabili, agenti di polizia in servizio a Plaja del Carmen, località balneare dello Yucatan, mentre un terzo – guarda un po', un funzionario – è ancora uccel di bosco ma attivamente ricercato dalle autorità con le accuse di concussione, abuso di potere, violenza privata, percosse e violenza sessuale.

Movente dello stupro di gruppo – perché di questo si tratta – il rifiuto da parte di una ragazza italiana, che non si è ancora capito se sia una turista ovvero residente in Messico, di pagare agli sgherri una mazzetta di 3.000 pesos per chiudere gli occhi sul gravissimo reato commesso dal boyfriend della ragazza, beccato – alle quattro di mattina, badate bene! - fuori da un noto locale del posto, mentre si faceva una... sana pisciata in un vicolo (ah, vi ho beccati porcelli! Avevate subito pensato male, eh!?).

Com'era già accaduto mesi fa – ricordate? Ne avevo scritto anch'io su questo blog – nel caso della presunta ladruncola cui gli sbirri hanno fatto la festa in caserma, anche qui gli ero(t)ici tutori del (dis)ordine pretendevano una dazione – in natura, allora, in denaro adesso – per non fare il loro (supposto) dovere e trarre in arresto i “colpevoli”...

Al rifiuto dei due di cedere a quella che era chiaramente una richiesta di pizzo, gli scherani sono passati alle vie di fatto: hanno immobilizzato (per quanto è dato sapere al momento) l'uomo e hanno fatto allegramente la festa alla ragazza, tutto coram populo e sulla pubblica via, nella tracotante sicurezza che tanto nessuno avrebbe mai osato denunciarli... peccato che le merde in divisa non avevano a che fare – com'è loro solito – con una coppia qualunque di chicanos ma con due cittadini stranieri (manco a farlo apposta, nostri connazionali) che evidentemente non gliel'hanno mandata a dire e hanno denunciato il fatto alle autorità, ivi comprese quelle del nostro consolato in loco e dell'ambasciata di Città del Messico, con le conseguenze che oggi sappiamo.

Speriamo solo che non finisca tutto a tarallucci e vino ma che, per una volta, la giustizia faccia veramente il suo corso, non limitandosi all'espulsione dal corpo dei responsabili (com'è stato nel caso della spogliarellista messicana dell'altra volta) ma a sbatterli dietro le sbarre per un congruo numero di anni, come i delinquenti da quattro soldi che sono.

Per quanto mi riguarda, ero e resto dell'idea che in certi paesi non bisognerebbe nemmeno metterci piede, fintanto che perdurano questi stati di cose, specie in quei posti dove le cosiddette forze del (dis)ordine spadroneggiano (quasi sempre) impunemente ovvero dove imperversano gruppi e gruppetti politici o etnici che rapiscono, stuprano, uccidono e saccheggiano senza colpo ferire stranieri e turisti (qualcuno ha pronunciato la parola Kenya?).

Questa gente campa proprio grazie ai buoni auspici dei tanti stranieri (europei in primis) che vanno in giro per l'orbe terracqueo a buttare in viaggi i propri quattrini ma dal momento che le popolazioni residenti non sono in grado, non dico di apprezzare, ma nemmeno di starsene buoni e zitti e sopportare gli odiati invasori nemmeno per il tempo minimo strettamente necessario, per quanto mi riguarda possono tranquillamente continuare a cuocere nel loro brodo e crepare di fame, se è quello che vogliono: il funerale è il loro, che muoiano pure felici.

sabato 5 gennaio 2013

L'importanza di essere un "figlio di mignotta"...


La "neo-mamma" ripresa all'uscita dai famigerati bagni del Mac...
Sto aspettando che un po' di gente, che mi ha dato del profeta de'noantri, mi presenti le sue scuse, anche se ammetto che avrei dato un braccio pur di avere torto, perché quando succedono certe cose, in tutta sincerità mi viene da domandarmi come accidenti abbiamo fatto a ridurci in questo stato di assoluta inciviltà, salvo poi ricordare che le madri che abbandonano – o peggio, che ammazzano – i propri figli, neonati e non, ci sono sempre state, dai tempi della Bibbia in poi, passando per i vari miti e le leggende rese immortali dalle tragedie greche.

Vi vedo un po' confusi, perciò ripartiamo dal principio.

La storia è abbastanza nota ed almeno qui a Roma ha fatto piuttosto scalpore, soprattutto perché è avvenuta a ridosso della festa dedicata ai bambini per antonomasia: il Santo Natale.

Circa otto giorni fa, le telecamere di sicurezza di un McDonald della zona Eur hanno ripreso una giovane donna bruna mentre entrava nei bagni del locale, dai quali sarebbe uscita una mezz'ora dopo.

L'immagine stessa della femminilità:
Donna e Madre... un'immagine deturpata
da notizie come questa.
All'uscita, alcuni testimoni l'hanno vista avvicinarsi al solito macchinone con dentro uno (o più, non è chiaro) tizio dalla faccia patibolare e l'accento dell'Est che se n'è andato poco dopo, mentre la giovane donna prendeva un bus – sul quale sono state poi rinvenute evidenti tracce di sangue – segno che era la stessa ragazza vista nel McDonald, probabilmente in preda ad una emorragia da parto.

Da parto, già... perché in quella mezz'ora la brunetta ha scodellato un bel frugoletto di circa 3 chili, abbandonandolo poi nel water!

È questo che ha fatto scalpore ed ha shoccato la cittadinanza, me compreso, lo ammetto.

Ma boia di un mondo cane, bisogna essere davvero delle troie senza scrupoli ovvero delle disperate alla canna del gas, per mettere al mondo un putto in questo modo barbaro, quando anche i sassi sanno che una delle poche cose buone di questo fottuto Paese è che per i bambini si fa di tutto, pur di salvarli; è per questo che esistono ancora oggi le ruote degli esposti – alcune installate anche presso ospedali ed ambulatori, specie al nord – e che ogni donna – qualunque sia la sua condizione – può partorire nella massima sicurezza ed anonimato negli ospedali pubblici, abbandonando il... frutto del peccato alle cure della società civile, se non lo vuole.

È sempre meglio avere un figlio di mignotta (vivo) in più al mondo, che l'ennesimo angioletto (morto) in una piccola bara bianca senza nome, specie in un Paese a natalità zero com'è diventato questo, dove già non si fanno figli e ci sono legioni di aspiranti genitori che non possono averne e che farebbero (e spesso fanno) carte false pur di avere un bimbo, magari proprio un neonato sano come il piccolo “figlio del Mac” per il quale, infatti, stanno fioccando le richieste.

O almeno io la penso così...

La versione moderna della soluzione più antica al problema dei figli
indesiderati... eppure c'è ancora chi li molla in giro...
tornando a noi, all'indomani della notizia, dissi immediatamente che – secondo me – la donna doveva essere una delle tante ragazze di strada che pascolano nella zona Eur-Torrino, mentre dal fisico e dalla fisionomia generale avevo dedotto che, con ogni probabilità, si trattava di una romena o di una moldava e che – terzo punto – delle due l'una: o era stata costretta a liberarsi del bambino da qualcuno che ha un qualche potere su di lei (mai sentito parlare di papponi e/o sfruttatori e di ragazze ridotte in schiavitù?) ovvero che voleva liberarsi di un inutile fardello in vista di un ritorno rapido ad una qualche attività... oltretutto col rischio, tutt'altro che remoto, di lasciarci la pelle per l'emorragia post-partum o qualche altra conseguenza dovuta ad un parto naturale privo di assistenza.

Tutti a prendere il sottoscritto per il culo, a chiedermi se avevo la sfera di cristallo etc... e com'è andata a finire la storia (almeno per ora)?

Guarda un po' il caso, le indagini avviate dalla Procura di Roma, hanno portato alle seguenti conclusioni: la ragazza è una prostituta romena ed è scappata in Romania, dopo che qualcuno (indovina chi?) l'ha aiutata a superare il trauma del parto.

Ma la notizia che mi ha spinto a scrivere di questa vicenda è un'altra.

Abbiamo un bambino abbandonato come un rifiuto addirittura nel cesso di un fast food, la madre è una puttana che se n'è tornata a casa sua senza guardarsi indietro e cosa fa a riguardo la famigerata italica (in)giustizia?

La cosa più bella che il buon Dio abbia mai messo
su questa terra: una giovane col pancino bene in
mostra, la promessa di una nuova vita.
La lascia al suo destino a pentirsi amaramente del suo insano gesto – se vi è stata costretta – ovvero a farsi impiccare dove meglio crede – se l'ha fatto di sua spontanea volontà?
Certo che no, che siamo matti?
Le stanno spedendo dietro i pulotti con una rogatoria internazionale per riportarla nel Belpaese per processarla per tentato infanticidio.

Eh si che stiamo scarsi a fetenti in questo cazzo di Paese; non bastavano quelli nostrani: ne abbiamo a strafottere anche d'importazione, tant'è che l'unica cosa che ci manca è solo di andarceli a riprendere a casa loro, per poi spedirli al fresco, in Italia, a spese della comunità.

A casa mia si usa dire che “a nemico che fugge, ponti d'oro...” e a meno che non abbiano ammazzato qualcuno, specie un nostro connazionale, per me questa feccia sta bene ovunque fuorché qui da noi, sicché una volta che ce li siamo tolti dai coglioni, o meglio, che si sono tolti di culo da soli, che facciamo noi, che non abbiamo più risorse nemmeno per perseguire i delinquenti nostrani?

Li riportiamo qui, a respirare la nostra aria e ad insudiciare le nostre vie.

MA ANNATEVENE A'FANCULO!!!

lunedì 31 dicembre 2012

E' stata una vera e propria mazzata nello stomaco...


...ma necessaria, per dare una bella sveglia alle troppe anime belle che preferiscono ignorare il problema o che – peggio ancora – quando vedono le tante ragazze di strada che passeggiano lungo i nostri viali, sulle consolari o in prossimità delle tangenziali, non sanno fare altro che storcere il naso o chiamare le guardie per allontanare questo spettacolo indecente da sotto i loro occhi.

Eppure è cronaca di tutti i giorni la scoperta di questo o quel racket, dello sfruttamento di giovani schiave che da tutto il resto del mondo vengono convogliate a forza nel civile mondo occidentale e capitalista.

Si, lo so, sembra quasi un chiodo fisso in molti dei miei interventi, ma credo fermamente che non è tappandosi occhi, orecchie e culo che si può risolvere il problema della tratta indecente che dai paesi dell'Est (e non solo, da ogni piccolo, sporco angolo di mondo dove regnano miseria, sopraffazione e violenza, con la complicità criminale delle autorità locali e non...) vede invadere le nostre strade da creature – il più delle volte così belle e tanto giovani da fare male agli occhi e al cuore (sempre se se ne ha uno) – gettate in pasto a gente che non si fa alcuno scrupolo a definirle puttane, sgualdrine, poco di buono, rovina famiglie, che chiamano i carabinieri o i poliziotti per farle sloggiare dai marciapiedi dei nostri bei viali illuminati e trafficati per eliminare questo “spettacolo indecente”, costringendo così quelle che magari sono già delle schiave a tutti gli effetti e per questo maltrattate (e qui mi fermo perché ho letto e sentito cose da far rizzare i capelli anche a un calvo), ad avventurarsi in altri luoghi più... appartati – diciamo pure deserti e bui – alla mercé, nel vero senso della parola, di chiunque voglia togliersi lo sfizio di sfogare i suoi istinti bestiali su una femmina al riparo da sguardi indiscreti.

La stessa gente, poi, che lasciata a casa la famiglia davanti alla TV, percorre in lungo e in largo quegli stessi viali sui loro cazzo di SUV o altro macchinone extralarge ed extralusso – meglio se lontani da casa propria e sotto le case altrui – alla ricerca di sesso a buon mercato da quelle stesse puttane che tanto disprezza e che magari liquida la notizia dell'ennesima ragazza trovata in fin di vita, quando non morta ammazzata, con un bel “che vuoi farci, se la vanno a cercare...” magari con tanto di parroco che da loro ragione tuonando dal pulpito contro le depravate corruttrici dei costumi, senza nemmeno rendersi conto che invece stanno solo facendo apologia di reato e avallando l'operato di delinquenti, maniaci e pazzi assassini.

Non finirò mai di dirlo abbastanza, ma il caso di Mihaela, che ancora lotta in una stanza d'ospedale dopo che l'hanno macellata di botte e le hanno dato fuoco, non è un caso poi così isolato: basta spulciare tra le notizie di cronaca locale perché di quando in quando spunti fuori l'ennesima, sconosciuta vittima del maniaco di turno... quando non si tratta del risultato di una punizione inflitta dagli aguzzini ad una ragazza perché ha osato sgarrare.

Ed ecco qui che mi imbatto in questo libercolo (un centinaio di pagine appena) scritto da una giornalista americana che ci narra in forma di diario attraverso le vicissitudini della giovanissima protagonista, Elena, quello che con ogni probabilità, viste le estensive ricerche portate avanti dall'autrice prima della stesura del libro, è la cruda realtà di quanto accade prima, durante e dopo l'arrivo di un altro pezzo di... carne fresca sulle nostre strade.

Il libro è, purtroppo, solo un'opera di fiction ma ho voluto acquistarlo e leggerlo comunque in primo luogo perché è stato caldamente consigliato anche da organizzazioni per la difesa dei diritti umani come Human Rights Watch che seguo con estrema attenzione da anni e perché nella mia enciclopedica raccolta di brutture dal mondo, il capitolo della tratta delle schiave sessuali ancora mi mancava; credo sia cosa ormai acquisita il fatto che raccolgo informazioni – soprattutto a carattere storico-biografico – sulle esperienze ed i fatti, anche i più atroci, che specialmente a partire dal ventesimo secolo ad oggi, hanno plasmato il mondo che conosciamo; un mondo imbelle e rimbambito di pace e prosperità, una pace ed una prosperità pagate spesso e volentieri a carissimo prezzo in altre parti del mondo che, di fatto – anche se sono passati quasi 100 anni dagli exploit delle grandi potenze colonizzatrici europee (e non solo) – continua a predare, nell'incoscienza e nell'indifferenza generale, su quelle nazioni e quei popoli meno fortunati (o rapaci) dei nostri.

Un vero e proprio muro del pianto, fatto di esperienze vissute e di storiografia ufficiale (e ufficiosa) che sto costruendo da anni, da quando cioè ho capito che non c'è nulla di più inutile che parlare a vanvera di “ricordo” e “memoria”.
A che servono le giornate della memoria a imperituro ricordo di questo o quell'evento, quando, di fatto, non si conosce nulla (o quasi) di quanto è veramente accaduto (o accade tuttora, come in questo caso) e le informazioni pertinenti tendono a scomparire nel dimenticatoio?
Poi ci lamentiamo che le stesse atrocità si ripetono e si moltiplicano periodicamente, che la storia non insegna mai niente...

Tornando al libro, quel che mi ha colpito di più – in quanto italiano – è che la storia narrata ci tocca e ci riguarda molto da vicino, perché la protagonista è moldava (tra tutte le etnie presenti nel mercato clandestino della prostituzione forzata, forse la più numerosa in assoluto, specie alle nostre latitudini) e il primo teatro della vicenda è proprio il nostro Paese.

Un brutto, bruttissimo segno, a mio vedere, perché vuol dire che la situazione italica è divenuta così eclatante agli occhi del mondo, da essere presa (soprattutto) all'estero come esempio da additare... e non è la prima volta che questo accade: non c'è comportamento vizioso o viziato in cui gli italici cialtroni si dilettano che non ci esponga come paese al pubblico ludibrio internazionale: corruzione, ladrocini, connivenze tra organizzazioni criminali e politica, pagliacci, affaristi e faccendieri che siedono comodamente sugli scranni del potere, potentati economici e lobby di ogni tipo che saccheggiano e stuprano la nazione... l'elenco purtroppo è talmente lungo che tanto vale fermarsi qui e procedere con l'argomento del giorno.
Peggio ancora – anche se per me personalmente è tutt'altro che shoccante, viste le notizie che di quando in quando affiorano sui giornali e sul web – è scoprire come in buona parte questo scempio sia possibile grazie alla connivenza (spesso con connotati di vera e propria criminale complicità) da parte delle forze dell'ordine che troppo spesso vedono, sanno e tacciono, con la scusa che “se non c'è denuncia, non è possibile perseguire il reato”, come se fosse una cosa semplice o normale per una persona in stato di sudditanza fisica e psicologica (basta pensare all'ossessione che la protagonista ha riguardo il benessere continuato della figlioletta rimasta in Moldavia alla – presunta – mercé dei suoi aguzzini) denunciare liberamente agli agenti i propri aguzzini quando perquisizioni e retate avvengono regolarmente alla presenza di magnaccia, gregari e sfruttatori.

Dicevo che purtroppo questa è un'opera di fiction e come tale ha anche un lieto fine; nella realtà ciò che accade alla giovanissima protagonista di questo diario è un evento assai raro, tant'è che quando si viene a sapere che una schiava è stata salvata per amore o per compassione, dall'intervento di un cliente, la cosa fa ancora notizia e sensazione.

Dio solo sa se non preferirei che questa fosse la norma anziché l'eccezione.

Eppure, se non fossimo un paese di ipocriti, benpensanti e perbenisti pseudocattolici (perché mi piacerebbe tanto sapere se è cattolico o cristiano comportarsi come si comporta la maggior parte degli italiani rispetto alle ragazze che – schiave o libere che siano – svolgono il mestiere più antico del mondo) la soluzione ci sarebbe ed è volendo a portata di mano; no, non parlo dell'idea (meritevole ma tutt'altro che risolutiva del vero problema della prostituzione, cioè dello sfruttamento e della riduzione in schiavitù delle ragazze) del sindaco De Magistris di istituire dei parchi dell'amore dove le lucciole possano esercitare in tutta sicurezza e tranquillità, né della tanto discussa (ma mai applicata) abolizione della Legge Merlin con la riapertura delle case chiuse.

Sono tutti palliativi che non risolvono il problema, semmai rischiano paradossalmente di accentuarlo, se non si prevede a priori una qualche forma di controllo sull'attività di prostituzione: basta che il racket apra un bordello ovvero spedisca le sue protette a battere nella zona legalizzata e che cazzo abbiamo ottenuto?
Che papponi e trafficanti continuano ad ingrassare e le ragazze ad essere sfruttate, il tutto col placet della legge e delle forze dell'ordine a quel punto si, veramente impotenti.

Quel che ci vuole è una nuova legislazione laica e draconiana, che preveda semplicemente l'iscrizione di tutte le prostitute in appositi registri, presso le questure o le prefetture, con il conseguente rilascio di una apposita licenza di meretricio, se così vogliamo chiamarla e che si dia la possibilità – anche a dei liberi imprenditori, se lo desiderano, come accade dal 2002 in Germania – di avviare dei bordelli dove le ragazze possano appoggiarsi per esercitare la libera professione ovvero come dipendenti stipendiate con regolare contratto, come qualsiasi altro lavoratore, con ferie, cassa mutua e contributi pagati.

Il tutto, quindi, alla luce del sole, a norma di legge e con tanto di partita IVA e iscrizione all'INPS... per quanto riguarda la prostituzione di strada, poi, si può anche pensare ad aree protette (e pattugliate) dove le ragazze possano esercitare al sicuro con la loro licenza; per contro, la prostituzione clandestina, quella non registrata e regolamentata, andrebbe perseguita con ogni mezzo dalle forze dell'ordine, perché delle due l'una: o la ragazza che esercita senza licenza è una schiava oppure è una che lavora in nero ed evade il fisco e come tale finisce al gabbio senza neanche passare dal via e ritirare i 20 euro...
Vogliamo scommettere che una volta fatte sparire dalla circolazione le... puttane abusive, non passerà troppo tempo che verranno smantellate le organizzazioni di bestie che rapiscono, torturano, stuprano e gettano sulla strada le centinaia di migliaia di giovani donne (e non solo, sempre più spesso di parla di ragazzine e ragazzini!) che hanno invaso letteralmente i nostri lidi dalla caduta del muro di Berlino ad oggi, passando per le razzie avvenute all'indomani delle guerre etniche nella ex-Yugoslavia e la caduta dei vari regimi comunisti?

È un dato di fatto che sfruttatori e aguzzini si fanno grossi giocando sul terrore che incutono alle loro vittime ed è solo spezzando questo giogo che si risolve il problema, anche ricorrendo alle maniere forti, se necessario, facendo si che le vittime abbiano più paura delle conseguenze che l'arresto comporta che di quanto minacciano i papponi, perché parlino e conducano all'arresto in massa dei responsabili e allo smantellamento dei racket.

Perché la criminalità campa finché il gioco vale la candela ma quando le forze dell'ordine alitano costantemente sul collo dei delinquenti – com'è accaduto per i racket dell'usura e delle protezioni nel recente passato – ed ogni volta che spunta una ragazza i tutori dell'ordine la fanno sparire dalla circolazione (ovviamente mettendola al sicuro dalle rappresaglie, anche a costo di tenerla segregata in una camera di sicurezza...) anche il criminale più deficiente o incallito capisce l'antifona e va a cercarsi lidi ed attività più sicure.

Per finire, se vi capita di leggere la lingua di Shakespeare, di avere uno stomaco robusto e non essere dei depravati figli di puttana in cerca di emozioni forti (anche perché, vivaddio, non ci sono scene pruriginose da film hard ma solo tanta (in)sana brutalità accennata ma non graficamente mostrata), vi consiglio caldamente di leggere questo Trafficked: The diary of a Sex Slave... vi assicuro che ne vale la pena.


mercoledì 19 dicembre 2012

Questa è davvero strepitosa...


Mi piacerebbe sapere cosa ne pensa la (ex) ministro delle Pari Opportunità Mara Carfagna paladina di qualunque minchiata discriminatoria e sessista – ogni riferimento alle sue recenti uscite sul cosiddetto femminicidio è puramente, volutamente casuale – riguardo questa notiziola uscita qualche tempo fa sul New York Post un quotidiano che – benché ameridiota – è piuttosto blasonato anche qui da noi, riguardante un caso eclatante, questo si, di discriminazione sessuale avvenuto niente meno che in uno dei magazzini della premiata ditta di lingerie Native Intimate.

Pietra dello scandalo, la... prorompente femminilità della dipendente incriminata, che è stata licenziata in tronco per il suo abbigliamento inadeguato, a detta della dirigenza, a coprire le abbondanti forme della 29enne Lauren Odes la protagonista di questa storia assai poco edificante.

Per farvela breve, la Odes viene contattata dall'equivalente ameridiota di una società interi(a)nale per prendere servizio, in qualità di addetta al data entry, per la summenzionata ditta Native Intimate, operante nell'area di New York, specializzata, manco a dirlo, in intimo femminile del tipo sexy nientemeno.

Lauren, dal canto suo, pur non essendo a mio parere questo esemplare da urlo ha parecchia mercanzia da mettere in mostra, specie ai... piani alti ed è comunque piuttosto caruccia in generale; probabilmente, se decidesse di cambiare carriera, potrebbe trovare un posto assai ben remunerato nel mondo del Adult Entertainment ma dal momento che è una ragazzona tutto sommato normale e con normalissime aspirazioni, preferisce di gran lunga guadagnarsi da vivere svolgendo una normalissima – se pur pallosa, credete a me che l'ho fatto per anni – attività di inserimento dati/lavoro d'ufficio.

Il bello poi è che la nostra bambolona bionda non sta nemmeno a contatto col pubblico in quanto lavora negli uffici della ditta.
Eppure, dopo pochi giorni dal suo ingresso in servizio, comincia a subire pesanti pressioni specie da parte della dirigenza, riguardo il suo modo di vestire e la prorompente abbondanza del suo décolleté in particolare.

Eppure, si difende lei, non è che vada in giro in abiti particolarmente succinti o discinti: indossa di solito abiti un po' attillati, questo si, e stivaletti di cuoio ma niente di così provocante e comunque si è perfettamente adeguata al vestiario delle sue colleghe, così come le è stato esplicitamente detto dal suo capo al momento dell'assunzione.

In effetti, se le foto che la rappresentano assieme al suo avvocato sono indicative del tipo di abbigliamento che la Odes indossa di solito (e sentendo i commentatori americani, pare proprio che sia questo il caso) io stesso non ci vedo nulla di particolarmente scandaloso, anzi... mi sembra piuttosto castigata, anche se indubbiamente... abbondante!

E poi dico, santa miseria: ma se una c'ha una quinta di seno, che deve fare? Tagliarsi una o entrambe le mammelle come usavano fare le guerriere Amazzoni?

Fatto sta che un bel giorno, dopo averle chiesto addirittura di (non ridete, è tutto vero!) nastrarsi i seni per comprimerli e renderli meno appariscenti, le impongono di indossare un accappatoio in ufficio, ergo, andarsi a procurare ipso facto qualcosa di più adatto a coprire le sue forme.

A parte l'umiliazione – che già di per sé a casa mia configurerebbe il reato, assolutamente dimostrabile in questo caso, di mobbing plateale – la nostra riceve poi il benservito per telefono (altra bella vigliaccata) proprio mentre è in giro per ottemperare all'ennesima richiesta del dirigente.

A questo punto, alla faccia di discriminati e discriminanti, vengono fuori un bel po' di altarini, perché si scopre che la Odes è stata eminentemente trombata per volere del proprietario della Native Intimates, un ebreo ortodosso che evidentemente, al pari degli ortodossi, oltranzisti e fondamentalisti di ogni credo e latitudine, ritiene che l'unica forma di abbigliamento possibile per una femmina sia il burqa o un suo stretto equivalente.

Shoccata? Basita? E lo credo bene... QUESTE sono
discriminazioni, cara la mia (ex) Ministro delle pari
fregnacce!
Che poi mi domando e dico, va bene che gli ebrei – almeno a Roma – è dal tempo dei papi che hanno fama di essere commercianti con pochi scrupoli e soprattutto attaccati al soldo, però, porco cane, qui rasentiamo la barzelletta: hai di questi pruriti riguardo il come una donna dovrebbe (condizionale quanto mai obbligatorio) andare in giro e possiedi un notorio negozio di intimo femminile vieppiù conosciuto in quanto spaccia senza ritegno tanga, minislip, giarrettiere e guepiere con scritte e loghi del tipo “da questa parte”, “sexy”, cuoricini e diavoletti stampati nei... punti strategici?!

Alla faccia della coerenza... dire che ci troviamo di fronte ad un caso di schizofrenia galoppante sarebbe un eufemismo.

Per finire, un consiglio spassionate ed amichevole per il nostro puritano con la kippah: dal momento che non è obbligatorio commerciare in determinati settori merceologici, fai un favore a te stesso e al mondo: cambia mestiere!