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| Ecco le belle facce da cazzo dei due sgherri autori della... ero(t)ica azione di questo post... |
Ultim'ora proveniente dal Messico,
paese già protagonista in passato di casi analoghi, a base di sbirri
corrotti e giovani donne che sono costrette a subirne gli abusi.
Questa volta non abbiamo però un video
a testimoniare lo scempio ma l'arresto di due dei responsabili,
agenti di polizia in servizio a Plaja del Carmen, località balneare
dello Yucatan, mentre un terzo – guarda un po', un funzionario –
è ancora uccel di bosco ma attivamente ricercato dalle autorità con
le accuse di concussione, abuso di potere, violenza privata,
percosse e violenza sessuale.
Movente dello stupro di gruppo –
perché di questo si tratta – il rifiuto da parte di una ragazza
italiana, che non si è ancora capito se sia una turista ovvero
residente in Messico, di pagare agli sgherri una mazzetta di
3.000 pesos per chiudere gli occhi sul gravissimo reato commesso
dal boyfriend della ragazza, beccato – alle quattro di
mattina, badate bene! - fuori da un noto locale del posto, mentre
si faceva una... sana pisciata in un vicolo (ah, vi ho beccati
porcelli! Avevate subito pensato male, eh!?).
Com'era già accaduto mesi fa –
ricordate? Ne avevo scritto anch'io su questo blog – nel caso della
presunta ladruncola cui gli sbirri hanno fatto la festa in caserma,
anche qui gli ero(t)ici tutori del (dis)ordine pretendevano
una dazione – in natura, allora, in denaro adesso – per non fare
il loro (supposto) dovere e trarre in arresto i “colpevoli”...
Al rifiuto dei due di cedere a quella
che era chiaramente una richiesta di pizzo, gli scherani sono
passati alle vie di fatto: hanno immobilizzato (per quanto è dato
sapere al momento) l'uomo e hanno fatto allegramente la festa alla
ragazza, tutto coram populo e
sulla pubblica via, nella tracotante sicurezza che tanto nessuno
avrebbe
mai osato
denunciarli...
peccato che le merde in divisa non avevano a che fare – com'è loro
solito – con una coppia qualunque di chicanos
ma
con due cittadini
stranieri (manco
a farlo apposta, nostri connazionali) che evidentemente non
gliel'hanno mandata a dire e hanno denunciato il fatto alle autorità,
ivi comprese quelle del nostro consolato in loco e dell'ambasciata di
Città del Messico, con le conseguenze che oggi sappiamo.
Speriamo
solo che non finisca tutto a tarallucci e vino ma che, per una volta,
la giustizia faccia veramente
il
suo corso, non limitandosi all'espulsione dal corpo dei responsabili
(com'è stato nel caso della spogliarellista messicana dell'altra
volta) ma a sbatterli
dietro le sbarre per
un congruo numero di anni, come i delinquenti da quattro soldi che
sono.
Per quanto mi riguarda, ero e resto
dell'idea che in certi paesi non bisognerebbe nemmeno metterci piede,
fintanto che perdurano questi stati di cose, specie in quei posti
dove le cosiddette forze del (dis)ordine spadroneggiano (quasi
sempre) impunemente ovvero dove imperversano gruppi e gruppetti
politici o etnici che rapiscono, stuprano, uccidono e saccheggiano
senza colpo ferire stranieri e turisti (qualcuno ha pronunciato la
parola Kenya?).
Questa gente campa proprio grazie ai
buoni auspici dei tanti stranieri (europei in primis) che vanno in
giro per l'orbe terracqueo a buttare in viaggi i propri quattrini ma
dal momento che le popolazioni residenti non sono in grado, non dico
di apprezzare, ma nemmeno di starsene buoni e zitti e sopportare gli
odiati invasori nemmeno per il tempo minimo strettamente necessario,
per quanto mi riguarda possono tranquillamente continuare a cuocere
nel loro brodo e crepare di fame, se è quello che vogliono: il
funerale è il loro, che muoiano pure felici.

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