Così veniva definita all'indomani
della Grande Guerra la mitragliatrice,
la prima arma automatica
(semi)portatile mai
congegnata dall'uomo, un ordigno
infernale
a detta di chi dovette affrontarla, specie in un'epoca dove gli
uomini si affrontavano ancora in campo aperto, utilizzando fucili
a ripetizione ordinaria (essi
stessi una novità, in un certo senso, visto che i primi modelli
veramente moderni
erano entrati in servizio negli anni '80 del secolo precedente)
inquadrati in eserciti le cui alte gerarchie erano rimaste ancora
alle Guerre
Napoleoniche, dominate
com'erano dalla mentalità
della picca,
così come lo erano i loro predecessori secoli
prima.
Eppure,
prima della Guerra
per porre fine a tutte le guerre
già si sapeva a cosa
si
stava andando incontro, in quanto c'erano già state le numerose
guerre coloniali da
parte di quasi tutte le grandi potenze in giro per il mondo, per non
parlare della immane
carneficina che
era stata la Guerra
Civile Americana poco
meno di 50 anni prima, mentre era ancora freschissima la memoria
della prima guerra combattuta con armi
moderne
(ivi comprese le mitragliatrici) nel 1904-05 tra le due maggiori
potenze dell'Est: Russia e Giappone.
Ovunque
si presentasse, la mitragliatrice portò letteralmente lo scompiglio,
gettando alle ortiche praticamente dalla sera alla mattina secoli
di
tattiche e strategie consolidate: dove prima si faceva affidamento su
masse di fucilieri schierati per avere ragione del nemico, si poteva
ovviare con un paio di mitragliatrici ben piazzate, che erano in
grado di produrre un volume di fuoco a lunga gittata pari a quello di
una compagnia di fucilieri bene addestrati.
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| Zio Maxim alle prese con uno dei suoi giocattoli... |
Sono
stati in pochi però a domandarsi seriamente chi
sia
stato l'uomo responsabile di una tale rivoluzione, perché, come per
ogni altro costrutto frutto dell'umano ingegno, c'è una persona
anche dietro
alla mitragliatrice.
Quest'uomo
si chiamava Hiram
Stevens Maxim,
statunitense per nascita, naturalizzato britannico, in quanto dopo
aver constatato che al suo paese non era affatto apprezzato, si era
trasferito in Europa prima e nel Regno Unito poi, dove grazie ai suoi
brevetti divenne uno stimato e riconosciuto inventore.
Al
pari di tanti altri ingegni del suo tempo, si era applicato ai campi
più svariati, dall'elettronica alla meccanica passando per il volo
umano
con velivoli più
pesanti dell'aria (leggi:
aerei) ma – al pari di un altro famosissimo suo compatriota,
Richard Gatling l'inventore
dell'omonima mitragliatrice a canne rotanti – è stato iscritto
negli annali della storia per una
sola
delle sue invenzioni, quella che gli ha dato fama imperitura, si, ma
accostandolo al peggior massacro della storia dell'umanità.
L'aneddotica
narra che l'idea di sviluppare un'arma che si caricasse da sé gli
era venuta da ragazzo, quando ancora viveva negli States, dopo
essersi praticamente lussato una spalla adoperando un fucile da
caccia.
Si
domandò giustamente se non fosse possibile imbrigliare la notevole
energia prodotta dal rinculo dell'arma al momento dello sparo per
farle fare qualcosa d'altro e di meglio che non... fratturare le
spalle e le costole altrui e cominciò così a giocare con l'idea di
un'arma che – sfruttando l'energia del rinculo – si riarmasse
da sola
senza l'intervento esterno del tiratore.
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| La prima mitragliatrice Maxim, su affusto ruotato tipo artiglieria e le raffinate (e costose) finiture in ottone per l'alimetatore e il manicotto per l'acqua di raffreddamento attorno alla canna. |
Giunto
poi in Europa in cerca di maggior fortuna, durante un viaggio
incontrò un suo conoscente al quale espose – parlando del più e
del meno – il suo problema, al che questi molto prosaicamente (e
piuttosto cinicamente, aggiungo io) disse a Maxim che se voleva fare
finalmente i soldi, doveva inventare qualcosa con cui gli europei
potessero
tagliarsi vicendevolmente la gola con maggiore comodità.
Maxim
lo prese evidentemente in parola, perché una volta stabilitosi in
pianta stabile in Gran Bretagna, applicò i suoi studi sul rinculo ad
un'arma che non solo fosse in grado di caricarsi da sola ma che
potesse anche sparare a ciclo continuo senza dover premere nuovamente
il grilletto.
Era
così nata la prima mitragliatrice moderna della storia.
Perché
la prima?
Perché in epoca più risalente c'erano stati svariati tentativi da
parte di vari inventori ed ingegneri di produrre un'arma in grado di
sparare raffiche di proiettili in modo continuo, la prima – e più
famosa – delle quali fu proprio la summenzionata Gatling
– ma tutte queste armi funzionavano mediante l'applicazione
dall'esterno di una forza motrice per azionare il meccanismo che
permetteva di caricare, armare e sparare in successione le cartucce.
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| La copia par excellence della Maxim: la Vickers Mk.I britannica |
L'invenzione di Maxim, d'altro canto era completamente automatica,
nel senso che, una volta inserita manualmente la prima cartuccia
nella camera di scoppio, adoperava l'energia del rinculo prodotto
dalla sparo per muovere il meccanismo che estraeva ed espelleva il
bossolo esploso, riarmava il percussore, sfilava una cartuccia fresca
dal nastro che alimentava l'arma, la camerava e la sparava, il tutto
senza il minimo intervento da parte del mitragliere, il cui unico
lavoro consisteva nel puntare l'arma contro il bersaglio e premere il
grilletto.
Brevettata
la sua invenzione nel 1884 o giù di lì, Maxim si produsse in un
tour propagandistico in giro per l'Europa, presentando ai
rappresentanti dei governi di tutto il continente europeo (e non
solo) la sua invenzione, ottenendone in cambio giudizi abbastanza
ingenerosi.
L'ambasciatore
cinese espresse un salace giudizio, dopo aver assistito ad una delle
dimostrazioni di Maxim, che aveva con una delle sue mitragliatrici
praticamente segato
in due un
albero, affermando che c'erano senza dubbio metodi
più economici per abbattere gli alberi.
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| L'omologa made in Germany della Vickers: la MG 08 del Kaiser |
Le
autorità militari russe, francesi e tedesche si mostrarono poco
interessate alla nuova arma, anche perché i primi la ritennero poco
più di un costoso giocattolo, i secondi erano ancora scottati per il
patetico fallimento della loro tanto decantata mitrailleuse
mentre i crucchi – che avevano preso a calci sui denti proprio i
francesi ed i loro ordigni – s'erano fatti l'opinione che non si
trattasse di un'arma seria.
In
realtà qualcuno che l'apprezzò sin da subito ci fu e fu proprio il
Kaiser Guglielmo Secondo
che pare abbia affermato davanti all'arma che arava
letteralmente i campi a
suon di pallottole, che si trattava senza dubbio dell'arma
definitiva.
Il
discorso sarebbe finito lì se non fosse stato per il fatto che Maxim
si fece convincere ad entrare in partnership con Nordenfeld
(un altro prolifico
inventore nel campo delle armi da fuoco... a
manovella!) e con
l'industriale Vickers,
non prima di aver donato
al comandante del corpo di spedizione britannico in Sudan
una delle sue prime Armi
Maxim; una bella mossa propagandistica che però alla fine gli valse
l'adozione della sua invenzione presso le forze armate di sua maestà
britannica.
Fu
contro le orde inferocite dei “selvaggi” di ogni latitudine che
la mitragliatrice Maxim dimostrò tutta la sua innegabile efficacia,
tant'è che il poeta e storico anglo-francese Hilaire
Belloc ebbe a dire che:
Qualunque cosa accada,
noi abbiamo la mitragliatrice Maxim e loro no a
sottolineare il fatto che non c'era apparentemente forza in terra in
grado di opporsi alle armate inglesi equipaggiate con la nuova arma.
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| La PM1910, versione Russky dell'arma di Maxim col suo... simpatico carrello della spesa. Cosa non si fa in nome della portabilità! |
Per
farla breve, di lì a breve l'arma di Maxim venne acquistata e
adottata con pochissime eccezioni (le più notevoli delle quali
furono la Francia e gli Stati Uniti) da tutte le maggiori potenze
europee (e non solo), divenendo in pochi anni la principale arma
d'appoggio oltre che la più numericamente importante, tant'è che –
quando alla fine scoppiò la tanto temuta e altrettanto inevitabile
resa dei conti tra le varie potenze continentali, nel 1914-18 –
praticamente (quasi) tutti i belligeranti avevano in dotazione una
mitragliatrice di tipo Maxim; tutti i belligeranti erano stati utenti
dell'arma originaria che avevano alla fine adottato, adattato e
riprodotto, per primi i britannici come Arma Vickers in
calibro .303 britannico, poi c'era la tedesca Maschinengewher
08 calibro 7,92mm Mauser e
la russa Pulemyot Maxima M1910 in
calibro 7,62mmR... nomi diversi e affusti diversi, come potete vedere
dalle foto ma tutte, indistintamente, mitragliatrici
Maxim nell'anima.





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