Credo
di averlo già ribadito in altre occasioni ma in questo momento
voglio rinnovare questa mia affermazione, alla luce dei fatti che ora
vi dirò.
Come
probabilmente ben sapete, sono quello che può essere definito un
collezionista
compulsivo,
nel senso che ho determinati hobby e passioni che seguo a volte, lo
ammetto, con una determinazione che rasenta il maniacale.
Se
scopro qualcosa che mi interessa, posso pensarci, ripensarci,
resistere e ribattere a me stesso che non ne ho bisogno ma, prima o
poi, finirò – salvo alcune eccezioni notevoli dovute (grazie a
Dio!) a quel poco di buon
senso
che ancora ho (o a prezzi proibitivi) – per fare la cazzata e
trovare il modo di avere l'oggetto del desiderio tra le mie mani.
Oggetti
principe della mia attenzione sono in genere due: libri e film e –
com'è noto ai più – sono due cose che è possibile oggi ottenere
anche in
forma elettronica
grazie agli sviluppi della moderna tecnologia informatica.
Nel
caso dei libri, non fosse altro che per motivi di spazio, mi sono
convertito abbastanza presto agli e-book,
quando
è possibile perché, purtroppo, ancora oggi non
sempre i
titoli che mi interessano sono disponibili in forma elettronica,
specie quando si parla di titoli vintage
e/o di storia e saggistica; in tutti gli altri casi, quando posso,
acquisto l'e-book nonostante abbia alcuni innegabili svantaggi,
come per esempio il fatto di non
essere
cedibile a
terzi, in quanto i tag
incorporati
nel file ne impediscono la riproduzione su lettori che non siano
registrati e/o autorizzati dal legittimo
proprietario
e in conseguenza di questo, non puoi restituirlo o rivenderlo come
faresti invece con i buoni, vecchi, libri cartacei.
Nel
caso dei film, invece, la possibilità della conversione
digitale
dell'opera cinematografica in un file
compresso
audio/video ha da una parte aperto le porte allo scambio dei suddetti
ma allo stesso tempo ha dato ulteriore linfa vitale ai furbetti e ai
cialtroni di ogni latitudine, primi fra tutti proprio i nostri
compatrioti che si sono fatti al riguardo una fama sinistra che ha
attecchito anche all'estero nei riguardi degli italiani in generale,
al pari di quella che hanno i famigerati pirati cinesi e/o russi.
Questo
perché nel nome del io
non lo pago
adottano gli espedienti più beceri per usufruire di un bene senza
acquistarlo,
piratandolo
appunto; solo che c'è pirata e pirata: c'è quello professionale,
il Robin Hood e
poi c'è il furbone
all'Itajiana,
quello del tipo vorrei
ma non posso (perché
sono troppo stupido e/o impedito).
Il
primo è un professionista
della rapina informatica,
fa quello che fa a scopo
di lucro
ed è quello che – in genere – produce i risultati migliori,
offrendo un prodotto che ha caratteristiche molto simili
all'originale.
È
anche quello che mi sta più sul cazzo in assoluto perché di fatto è
un bandito ed
uno sciacallo,
che sfrutta il lavoro
altrui –
anche quando questo lavoro è fatto da gente che ci può anche stare
sulle palle, come le multinazionali – per il proprio tornaconto;
lui guadagna,
gli altri si
“godono” una copia e chi ha speso tempo, fatica e denaro per il
prodotto originale se la prende nel secchio...
tra
l'altro, sono anche i primi
responsabili delle
immani rotture di coglioni che siamo costretti a subire da parte
delle major discografiche, cinematografiche e/o delle software houses
più grandi e potenti, con l'introduzione ad libitum di ridondanti
sistemi anti-copia e algoritmi di protezione che impediscono a chi ha
acquistato
legittimamente con
i suoi sudati quattrini il bene originale di poterne fare una copia
di riserva
come permette e prevede altrimenti la legge.
I
secondi credono di essere i novelli
Robin Hood
della rete, hanno dichiarato guerra al copyright e nel nome della
libertà di diffusione si ingegnano per diffondere il più possibile
musica, video e software perché tutti possano liberamente usarne; in
effetti sono gli unici
di
cui ci si possa fidare perché fanno un in genere un ottimo lavoro
con risultati quasi
sempre all'altezza
delle aspettative ma soprattutto fanno tutto questo gratis
et amor dei...
in molti casi si tratta di appassionati che vogliono semplicemente
divulgare la loro passione e che possiedono
il
prodotto originale
che in effetti estraggono, manipolano, convertono e ridistribuiscono.
L'ho
fatto anch'io, quand'ero giovane e stupido, prima di scoprire che i
miei lavori finivano poi per alimentare il mercato
clandestino delle
copie illegali
e spacciati da terzi, spesso a pagamento ovvero ridistribuiti sul web
facendoli passare per farina del loro sacco; dal momento che le
conseguenze, anche legali
avrebbero
potuto essere piuttosto pesanti perché su quei file c'era il mio
nome e
non il loro,
ho smesso e – a scanso d'equivoci e onde mettermi al sicuro dalle
possibili rappresaglie dell'autorità – ho denunciato la cosa
pubblicamente.
I
terzi sono i paladini del cialtrone a tutti i costi, credono davvero
di essere dei gran furbi o dei benefattori dell'umanità perché si
ingegnano a fare si che il bene venga distribuito e fruito dal grande
pubblico ancora
prima che
sia stato immesso
ufficialmente
sul mercato.
A
mio modestissimo parere, non sono altro, loro e quelli che gli vanno
dietro, che una massa di deficienti che ottengono solo di ammazzare
il
mercato, far salire
a
dismisura i prezzi dei beni originali (ricordate sempre che le
multinazionali, come i governi, fanno sempre pagare ai
cittadini/consumatori onesti,
i loro mancati
introiti)
e dare al popolo italiano una fama che non si merita.
Di
gente così, purtroppo, ne conosco tanta e annovero tra i pirati
ad ogni costo anche
alcuni amici. Il caso nasce proprio da uno di questi, anch'egli
appassionato di cinema – specialmente quello di
genere o
di nicchia
– che si fregia del fatto di non aver mai
comprato
un DVD originale in vita sua, a meno che non fosse sulla bancarella
del mercato o dal rigattiere.
Parlando
del più e del meno qualche giorno fa, proprio questo amico – che
tra l'altro è il mio... notiziario
ufficiale per
quanto riguarda le novità che escono sul mercato – sapendo che ero
sulle spine perché non sapevo se ordinare oppure no un paio di
titoli in uscita in questi giorni (sapete com'è, oggi come oggi ho
ben poco da scialare, ma di questo forse vi parlerò in un altro
momento) se n'è uscito come i funghi dicendo che me
li poteva procurare lui,
praticamente
perfetti, che aveva scaricato da uno dei tanti siti pirata che
frequenta.
È
stato un momento di debolezza ma anche per non acquistare a scatola
chiusa qualcosa che poi magari si rivela una sòla micidiale (vedi
alla voce: libri
nei
miei ultimi post) ho accettato e mi ha passato questi film.
Nella
denominazione dei files era riportato che si trattava di rip
da Blu-Ray Disc niente
meno e uno di questi era addirittura in full
HD.
Ad
essere sinceri, mi
è sorto il vaghissimo dubbio al
riguardo, visto che non
sono
ancora in commercio, quindi, mi sono chiesto, com'è
possibile che
qualcuno ne abbia già potuto
fare una copia?
Domanda
legittima ed infatti, come volevasi dimostrare, si trattava di film
effettivamente
rippati
da BD... solo che il BD in questione doveva essere la solita copia
pirata made in China perché
i film prodotti in quel paese hanno tutti una caratteristica che li
contraddistingue: hanno dei sottotitoli
in
inglese
assolutamente
atroci,
dove si inventano di sana pianta i dialoghi, anche perché spesso
sono le versioni
inglesi delle
traduzioni cinesi
dall'originale inglese... che
casino!
Tornando
a noi, il video era in effetti perfetto
peccato che il piratone
de noantri avesse
provveduto a rippare
il
video con i (summenzionati) sottotitoli
attivati che
quindi sono rimasti permanentemente
incorporati e
che l'audio fosse la solita registrazione
piratata dal
cinema o dal mixer
della
sala di proiezione, risincronizzato poi col video.
Avete
presente? Vibrazioni e distorsioni varie, voci che sembrano provenire
dalla tazza del cesso invece che da un diffusore stereo... una vera e
propria atrocità per la quale andrebbe comminato il carcere a vita
agli autori di cotanta ingiuria.
Metteteci
poi i sottotitoli inamovibili
e a cazzo di cane
e
il risultato è stato un sonoro mal di testa dopo nemmeno dieci
minuti.
L'unica
cosa per la quale questi film sono serviti è stato solo per decidere
l'acquisto di uno
solo dei
due, visto che l'altro non mi ha detto niente e quindi con ogni
probabilità non valeva la pena acquistarlo.
Alle
brutte, se mi capita, lo prenderò a noleggio per vedermelo senza
impegno e con una spesa minima... che cazzo, posso anche non stare
benissimo a quattrini ma due euro riesco ancora a cacciarli!



Nessun commento:
Posta un commento