Come molti di voi già sapranno o
avranno intuito, per il sottoscritto questo periodo non è proprio
uno dei migliori, anzi.
Il problema sta anche nel fatto che non
riesco ad ottenere un minimo di soddisfazione nemmeno dai miei hobby
e dai miei interessi di sempre.
Mi spiego meglio: come immagino avrete
capito da un pezzo, sono uno di quegli italiani (per la verità,
pochi) considerati lettori abituali dagli
esperti di statistica, in quanto sono solito acquistare più
di dodici libri
in un anno solare.
Se
questa affermazione era una decisa
sottovalutazione in
passato, possiamo dire che – per quanto riguarda il presente – ci
stiamo avvicinando molto al campione statistico.
Questo
perché, negli ultimi mesi, non ho fatto altro che acquistare
libri e
contestualmente rispedirli
al mittente
dopo pochi giorni, spesso dopo solo poche
ore,
dalla ricezione del...
incauto acquisto.
Uno
dei maggiori vantaggi di acquistare online
specie presso le maggiori piattaforme di e-commerce del Belpaese
(e non solo, anche se devo dire di avere drasticamente
ridotto gli
acquisti operati all'estero) sta proprio nel fatto che si usufruisce
della garanzia soddisfatti o rimborsati
e coi tempi che corrono, vi posso assicurare che una cosa del genere
non è più solo un'utile
opzione
ma una vera e propria necessità,
visti soprattutto i prezzi
che
abbiamo raggiunto, in particolar modo per quanto riguarda l'editoria multimediale e
la carta stampata.
Se
poi discutiamo dei miei...amati
beni,
specie quelli riguardanti le mie famigerate
3G,
anche i sassi sanno che – essendo considerate produzioni di
nicchia
ovvero specializzate e/o di divulgazione
– costano regolarmente un botto.
Se
poi, disgraziatamente, gli oggetti in questione risultano essere
particolarmente appetiti e/o poco diffusi, apriti cielo! Bisogna
accendere un mutuo per procurarsene uno, sempre se si vuole arrivare
a tanto...
Tanto
per dirvene una, ho alcuni libri, talmente specialistici e a bassa
tiratura, acquistati anni fa per il classico pezzo di pane – si fa
per dire, vista la provenienza (gli USA) e le spese (spropositate)
di spedizione – e che oggi vengono proposti a prezzi che superano
abbondantemente i 100
euro!
Il
fatto è che mentre una volta, quando la mia fonte di
approvvigionamento era relegata quasi esclusivamente agli States o al
Regno (dis)Unito era assolutamente
antieconomico
usufruire del cosiddetto diritto
di recesso tant'è che spesso e
volentieri i venditori stessi mi rimborsavano
lo stesso pregandomi
però di non
rimandargli
indietro l'oggetto; adesso che la stragrande maggioranza dei miei
acquisti li faccio in
loco,
ho preso la buona abitudine di rispedire
al mittente (a
sue spese
ovviamente) tutto quel materiale che reputo non dico inguardabile,
ma anche solo inadeguato,
anche
perché, nelle mie attuali condizioni, non ho né la voglia
né i mezzi,
né tanto meno l'intenzione
o
lo spazio per
essere disposto a farmi prendere per il culo e tenermi questa
immondizia sulla groppa.
Se
posso, sul principio che quello
che è spazzatura per qualcuno è un tesoro per qualcun altro,
rivendo
o riciclo
quello che non mi sta bene o che semplicemente non risponde più alle
mie esigenze.
In
tutti gli altri casi, molto più semplicemente, impacchetto il tutto
per benino, compilo la modulistica apposita e chiamo
il corriere perché
si venga a riprendere l'incomodo e me lo tolga dalle palle il prima
possibile.
Tra
l'altro, questa è una delle ragioni per le quali ho assai
diradato negli
ultimi mesi i miei... incauti
acquisti su
eBay.
Dal
momento che su quella piattaforma mancano
strumenti
certi per
far si che il venditore ottemperi ai suoi doveri e si riprenda
indietro il prodotto difettoso/non voluto ovvero non rispondente ai
requisiti, è sempre buona cosa, per evitare stupidi, lunghissimi e
spesso inutili contenziosi, essere assolutamente
sicuri
di quel che si acquista prima
di
schiacciare il fatidico pulsante acquista.
Tornando
a noi, da 3 mesi a questa parte, non passa settimana che non riceva
la visita (sollecitata) di un corriere, proprio perché non passa
settimana senza che non abbia qualcosa da riconsegnare.
Ammetto
che questa storia mi sta costando un patrimonio in carta e toner ma
preferisco comunque spendere qualche centesimo in più per questo
piuttosto che dovermi tenere sulla groppa tanta inutile morchia,
pagata magari decine di euro.
Tutto
questo, poi, a causa dell'ignavia di tutte quelle persone che non
fanno
il loro dovere e/o lavorano a cazzo di cane.
Parlo
del personale incaricato di preparare e postare le schede
dei prodotti sui
vari siti di e-commerce.
Dire
che le presentazioni dei prodotti sono fatte col culo, anziché con la testa,
sarebbe un eufemismo; di fatto, spesso e volentieri non sono solo scarne di
informazioni, molte volte risultano errate
e/o
fuorvianti.
È
vero che è tipico dei commercianti cercare di tirare l'acqua al
proprio mulino ma, porco mondaccio infame, questi siti non
sono
(a parte InMondadori...)
emanazioni dirette
delle
varie aziende produttrici ma delle specie di... supermercati
online che vendono i prodotti di tutti.
Quindi
perché cazzo non si decidono a fare un lavoro fatto bene, visto che
non è che abbiano poi tutte 'ste cose da fare (le procedure sono automatizzate);
ma non si annoiano, dico io, a non fare una cippa tutto il santo
giorno?!
Boutade
a parte, mi piacerebbe molto che anche qui da noi venisse adottata,
come accade già nella versione a stelle e strisce di Amazon, la
buona abitudine – almeno per quanto riguarda i prodotti librari –
di proporre una preview
del prodotto.
È
vero che anche queste presentazioni virtuali non sono ancora perfette
ma almeno uno ha modo di farsi un'idea, ancorché generale, di quello
che sta per acquistare.
Qui
da noi, invece, niente... hai solo due scelte: leggere – sempre se
ci sono – i commenti e le recensioni degli utenti, sperando di non
incappare in una delle tante perle
del tipo: prodotto
molto bello, è arrivato intatto e l'ho regalato a mio marito
che ad un potenziale acquirente non dicono un cazzo (e che tra
l'altro andrebbero postate alla voce: feedback,
sottospecie di deficienti, visto che sono commenti riferiti al
servizio
e non al prodotto)
oppure farsi una bella sgroppata
sul web
alla ricerca di qualche informazione un po' più attendibile e – si
spera – non troppo partigiana.
E
anche così facendo, come ho già testimoniato in alcuni dei miei
ultimi (e più critici) post, il rischio di beccare delle sonore
inculate è costantemente in agguato.
Se
poi, come mi è purtroppo capitato, specie in quest'ultimo anno,
vieni scientemente tratto
in inganno da
recensioni e commenti postati in assoluta malafede,
c'è poco da fare; non sei certo tu
il
responsabile della cazzata che hai fatto, quindi chissenefotte!?
Vi riprendete la vostra morchia e mi ridate indietro i miei sudati quattrini.
Vi riprendete la vostra morchia e mi ridate indietro i miei sudati quattrini.
Che
dite, a furia di vedersi tornare
indietro
tutta questa roba, ci sarà qualcuno
che
si prenda la briga di chiedersi il perché
e pensi di prendere provvedimenti?
Per
quanto mi riguarda, io
ho
intenzione di continuare nella mia
politica
di restituzione a oltranza... vogliamo vedere chi è che si stanca
prima?
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