Ulteriore dito nella piaga ad opera
della premiata redazione di Presa Diretta,
la trasmissione di approfondimento ed inchiesta di Rai3 che ha
sostituito la notoria (o meglio, famigerata, dopo le bufale
sesquipedali che
ci ha rifilato nella scorsa stagione televisiva) Report
riguardante
l'affaire F-35B
tornato
prepotentemente alla ribalta negli ultimi giorni.
La
trasmissione andata in onda ieri è stata vieppiù rivelatrice ed ha
confermato i miei peggiori sospetti su un progetto che da
sempre puzza di bruciato
dandomi anche da pensare, perché delle due l'una: o sono
improvvisamente diventato un ingegnere
aeronautico senza
manco saperlo ovvero sono un profeta
al pari della mitologica Cassandra
e come lei destinato ad essere snobbato quando esprimo il mio parere.
Quello
che mi è particolarmente piaciuto è stato che Riccardo
Iacona,
invece di andare a sentire i tanti (troppi) esperti
del Belpaese che – a parte qualche mostro sacro come il direttore
della Rivista
Italiana Difesa,
Andrea Nativi
– erano tutti più che entusiasti riguardo l'acquisizione da parte
della AMI del nuovo “supercaccia” (delle mie ciabatte), è andato
direttamente negli
States per
ascoltare il parere di Pierre
Sprey.
Chi
è costui? Semplicemente il padre
della generazione di supercaccia che ha dominato
i cieli di tutto il mondo dagli anni '70 ad oggi, l'ingegnere che
assieme al padre della moderna tecnica di combattimento aereo –
John Boyd
– progettò e fece approvare l'ingresso in servizio nientemeno che
del F-16,
l'aereo contro il quale vengono misurate le prestazioni di qualunque
caccia attualmente in servizio.
Tornando
a bomba, la tesi, supportata anche
(soprattutto)
dai precedenti governi(cchi) italioti, per l'adozione senza
se e senza ma
di questa ignobile macchinetta mangiasoldi, è che avrebbe portato
importantissime ricadute dal punto di vista tecnologico e soprattutto
occupazionale;
dati alla mano – s'è rivelata un'immane inculata per le italiche
finanze e per la reputazione dell'industria aeronautica nazionale,
dal momento che – nonostante l'Italia abbia già
versato nelle
rapaci casse della Lockeed
Martin la
bellezza di DUE
MILIARDI DI EURO a
scatola chiusa per acquisire lo status di partner
di primo livello
– il team di ingegneri della Alenia/Finmeccanica è stato
praticamente esautorato
da ogni riunione di primo livello dove si discutevano i dettagli ed
il know-how
tecnologico
per il nuovo velivolo; in pratica, cacciate i soldi ma levatevi dal
cazzo che lo sappiamo noi
com'è che si progetta un aereo, mentre voi non capite un cazzo.
Dalle
mie parti, dopo un trattamento del genere, ci si alza dal tavolo, si
mandano a'fanculo tutti i gentili partecipanti e si chiedono
indietro i soldi
ovvero si alza un casino tale da mandare a vacche l'intero progetto e
tanti saluti al secchio.
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| Non dico che sia il meglio del meglio ma almeno lo ABBIAMO FATTO NOI e soprattutto costa (tutto compreso) meno della metà di quell'orrido cesso (non) volante del F-35... |
Si,
come no: di fatto all'italietta spetta il compito di assemblare
le ali
di questo avvoltoio mangiasoldi ma non per tutta
la produzione, bensì solo degli apparecchi destinati all'Italia e
all'Olanda (sempre se gli olandesi vorranno continuare ad acquistare
gli aerei che hanno ordinato – sulla carta).
In
tutto parliamo quindi di quanti operai (specializzatissimi!) per
questa... immane opera di industrializzazione ad alta tecnologia?
Centotrenta...
forse, se va tutto bene.
Ma
come, non avevano parlato di almeno
diecimila nuovi posti
di lavoro?
E
invece, se tutto va bene, al massimo lavoreranno a pieno regime
nemmeno un terzo
degli operai preventivati, operai che – tra l'altro – sono tutti
già sul libro paga di Finmeccanica, altro che nuovi
posti
di lavoro.
E
nonostante queste idilliache
prospettive il
governicchio presieduto dal nuovo
che avanza (leggi:
il ducetto di Arcore) si è calato le braghe davanti agli ameridioti
e altrettanto, anzi, peggio, ha fatto il direttorio
presieduto da Mario
Monti,
che non solo ha confermato
nel
silenzio generale l'acquisizione di 90
aerei a
fronte di un investimento lievitato
da 13 a 20 miliardi
(ulteriori)
di euro ma il signor
ministro della Difesa,
l'ex ammiraglio Giampaolo
Di Paola,
s'è incazzato come una belva, quando qualcuno ha timidamente fatto
notare che – dopo tutte le porcate che sono state fatte nel corso
degli ultimi 15 mesi con i soldi
pubblici
a favore di banche, intrallazzatori e faccendieri vari, con un
aggravio spaventoso
di spesa per le casse pubbliche mai
registrato
in 150 anni di storia patria – forse
non
è il caso di buttare
altri soldi dalla finestra
per acquistare qualcosa più dannosa che inutile, come il fantomatico
supercaccia made
in USA.
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| L'altra clamorosa "supersola" made in USA accanto al suo ben più blasonato predecessore: F-22 contro F-16 |
Di
fatto (quasi) tutti i Paesi che hanno originariamente partecipato
al
progetto (si fa per dire) si sono sfilati
da
questo suicidio
economico annunciato
fuorché noi e (ovviamente) il Pentagono, con buona pace degli
analisti più blasonati che stanno rumoreggiando perché la
neo-rieletta presidenza Obama mandi definitivamente a cagare la lobby
che mangia alla greppia della Lockeed, specie dopo il flop
colossale
di quell'altra immane bufala che è stato lo F-22
Raptor
che – a conti fatti – finora è stato in grado solamente di
rapinare le casse
dello stato,
visto che il suo rapporto costo-efficacia è (o meglio, era, visti i
brillanti risultati del suo successore) uno dei peggiori
in assoluto
da che esiste l'aeronautica negli States, come non si vedeva dai
tempi del XB-70 Valkirye uno
dei più costosi (e fortunatamente mai
adottati)
bombardieri di tutti i tempi.
Che
poi il bello è che perfino il falco
repubblicano
John McCain
avversario
di Obama alle elezioni presidenziali del 2008, che ha una fortissima
influenza sul partito, è un nemico
giurato
del Progetto F-35,
che ha sempre reputato una immane cazzata... e se lo dice lui...
Tornando
all'impietosa presentazione di questa specie di...
disastro volante che
è lo F-35, siamo così venuti a sapere tante cosucce, che ci sono
state artatamente nascoste, direttamente dalla viva voce
dell'ingegner Sprey, in particolare riguardo la versione che noi
abbiamo acquistato; tanto per cominciare, il velivolo è mal
progettato
dall'inizio, in quanto si è voluto metterci dentro tutto
e il suo contrario:
non si può pretendere da un solo
aereo di essere allo stesso tempo un intercettore, un assaltatore,
supersonico, invisibile ai radar, a decollo/atterraggio verticale e
che magari faccia anche il caffè... semplicemente nella migliore
delle ipotesi non riuscirà a fare una
cosa
fatta bene.
È
una questione di logica e realismo, ci arriva anche un idiota; come
dicono gli antichi: chi troppo vuole, nulla stringe.
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| Ma davvero 'sta specie de copricapo costa DUE MILIONI di dollari!? Visto come funziona bene, poi... proprio soldi spesi bene... |
Il
risultato finale l'abbiamo davanti agli occhi: il nuovo “supercaccia”
ha la manovrabilità di un mattone (e tanti saluti all'intercettore),
è fragile
e a rischio esplosione anche
se
viene colpito da un Kalasnikov (alla faccia
dell'assaltatore/cacciabombardiere), ha una visibilità di merda (e
così ci siamo giocati anche il caccia) e soprattutto non
può
eccedere Mach 1,6 altrimenti... gli va a fuoco la
coda a
causa dello scarico del reattore che è posizionato a cazzo di cane!
A
questo aggiungiamoci che – per essere un caccia
imbarcato
– è risultato strutturalmente
troppo debole
per sopportare il lancio da una catapulta (addirittura il gancio si è
spezzato
lasciando l'aereo sul ponte, mentre la catapulta se ne andava per i
fatti suoi) mentre in caso di appontaggio su una portaerei, il gancio
che deve impegnare il cavo
di arresto
è troppo corto/posizionato male per fare il suo dovere, col
risultato che l'aereo lo
liscia platealmente
rischiando di finire a mollo ogni volta che prova ad atterrare.
Visto
che poi non ci facciamo mancare niente, il punto più debole
dell'intero progetto è proprio la mente del velivolo: l'interfaccia
uomo/macchina; l'abitacolo è privo
di strumentazione, tutti i dati di volo vengono proiettati sul casco
del pilota
(che tra l'altro costa “solo” due
milioni di
dollari a pezzo); tutto questo è molto figo ma vuol dire che, in
caso di guasto o danneggiamento del casco, il pilota è cieco
e sordo
ovvero l'aereo non
può essere pilotato.
Vista
la pessima visibilità che si ha dall'abitacolo, specie nel settore
posteriore, sullo stesso disgraziatissimo casco vengono convogliate
anche le riprese delle varie telecamere
poste
ai vari angoli della fusoliera per completare la situational
awareness del
pilota... peccato che la trasmissione avvenga con quasi 1/8
di
secondo di ritardo rispetto alla realtà... può sembrare una cazzata
ma senza andare troppo lontano, provate a pensare a cosa succedeva
quando si giocava online agli sparatutto in soggettiva come il
celeberrimo Counterstrike:
lì bastava uno scarto di 1/50 di secondo per essere fatti
fuori
senza aver non dico sparato un colpo ma nemmeno aver visto il nemico;
chi aveva il ping più vicino allo zero, vinceva, punto.
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| Volete un vero supercaccia? Ecco l'ultimo nato di casa Sukhoi il T-50 PAK-FA e il bello è che non solo QUESTO vola, ma costa esattamente la metà di un F-22 e 1/4 di un cazzo di F-35! |
Immaginate
ora una cosa del genere mentre si vola in mezzo ad una mischia a
velocità supersonica dove i tempi di reazione si misurano in attimi
anziché in minuti e secondi...
Ultimo
argomento, ma non per questo meno importante, è la faccenda della
furtività
dell'aereo,
la famigerata tecnologia stealth...
a parte che è stato abbondantemente dimostrato coi fatti che un
aereo invisibile
non esiste
tant'è
che i famosi F-117 li hanno tirati giù pure gli ottentotti con le
cerbottane, il fatto stesso di avere un caccia
invisibile
non ha senso
dal momento che, se deve dare
la caccia (da
qui il nome) ad un altro aereo, a meno di avercelo davanti agli occhi
il pilota deve
necessariamente usare un qualche tipo di sensore
attivo
per rilevare il nemico e quello più usato in assoluto in aeronautica
è il radar...
ma anche i sassi capiscono che, nel momento in cui lo accendi
per
guardarti intorno diventi automaticamente un
faro
per qualunque rilevatore di onde elettromagnetiche, sputtanando
automaticamente qualunque forma di... invisibilità che l'aereo possa
avere.
Quindi
se la cosa ha un senso su un bombardiere
puro
che deve potersi infiltrare tra le difese nemiche senza farsi
beccare, non ha alcun senso su un cacciabombardiere o peggio un
intercettore, questo con buona pace di tutti gli amanti del hi-tech
fine a sé stesso.
Ciliegina
sulla torta (e ultimo chiodo sulla bara del F-35) è il cuore del
sistema arma/aereo: il software che governa e controlla ogni aspetto
della macchina, dall'inviluppo di volo al rilevamento dei bersagli,
al tiro delle armi: quello (difettoso, tra l'altro) del F-22, costato
miliardi in
sviluppo, è composto da più di 1,6
milioni di
righe di comando...
quello (preventivato) del F-35 sarà composto (sempre se riescono a
scriverlo) da più di 9
milioni di
righe, praticamente – tanto per fare un paragone – è come
passare da Windows 3.11 a Windows 7 in un unico passaggio e
pretendere anche che funzioni!
Il
tutto alla modica cifra (per il momento) di 175
milioni di euro a
velivolo (per il solo aereo, esclusi quindi i costi per l'armamento e
la manutenzione) contro i 90 che ci è costato finora l'Eurofighter
Typhoon tra
ricerca, sviluppo e produzione; solo che di ricadute
tecnologiche/occupazionali il
Typhoon ce ne ha date parecchie, visto che l'abbiamo progettato in
partnership ma ce lo siamo costruito noi
dall'inizio alla fine, mentre di questi fantasmatici F-35B non ne
abbiamo ancora visto manco
uno
in volo sui nostri cieli... meditate, gente, meditate.





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