Mi ero ripromesso tempo fa di non
partecipare in alcun modo alla bagarre elettorale, visti anche i miei
precedenti (su altri lidi) e la cagnara che immancabilmente seguiva
ai miei post, dal momento che – quando tocchi determinati
argomenti, o meglio determinate persone –
tanto perché viviamo (in mera teoria) in una repubblica
democratica,
commetti automaticamente i reati di lesa
maestà e
di opinione,
alla faccia della libertà di espressione e di pensiero sancite dalla
carta costituzionale.
Però
quando è troppo è troppo e il troppo stroppia
sempre,
a maggior ragione quando si parla degli autoproclamati salvatori
della patria,
specie quando sono saccenti e auto
referenziati,
salvo poi smerdarsi da soli per la troppa tracotanza, rivelandosi per
quello che sono in realtà: millantatori che fino all'altro ieri
hanno mangiato alla greppia del padrone, promuovendo lo
smantellamento del pubblico a favore del privato, con i brillanti
risultati che sono oggi sotto gli occhi di tutti.
Ogni
riferimento ad Oscar
Giannino è
assolutamente, volutamente
casuale.
Che
credibilità può avere uno che non fa altro da più di un anno che
sparare a zero sulla (inetta e rapace) classe dirigente, sul
govern(icchi)o dei ragionieri di banca al soldo del potere economico
e finanziario costituito, quando poi lui
per primo
è una canaglia?
Che
poi il peggio è che a sbugiardarlo sono stati proprio i suoi pari
e
consociati
dopo le vaccate che ha detto coram
populo
– sperando, evidentemente che passassero inosservate o che
venissero presto obliate – riguardo le sue... brillanti esperienze
di studio all'estero.
Ma
quel che è peggio è che – una volta smascherato – al pari dei
tanti, troppi cialtroni che tuttora siedono in parlamento, ha pensato
bene di prodursi in un esempio da manuale di italico scaricabarile,
mettendo in mezzo “un suo collaboratore” per aver scritto cazzate
sul web... peccato che quelle cazzate si siano rivelate una verità
assodata,
nel senso che le vere stronzate le ha messe proprio
lui
nero su bianco sui curricula che ha sbandierato per mezzo mondo.
A
casa mia, quando si vuole fare il castigatore
dei
costumi altrui
bisogna prima di tutto essere irreprensibili
e senza macchia ovvero in alternativa, essersi assicurati
di aver fatto sparire
per sempre
qualsiasi appiglio per il nemico, non andare in TV e sparare
minchiate davanti a milioni di italiani sperando
di
farla franca.
Che
non lo sa, questo pezzo di... galantuomo che – come in tribunale –
qualunque cosa tu dica, specie se si è in campagna elettorale, può
essere e
sicuramente verrà
usata contro di te?
E
lui, il genio dell'economia, il nuovo Taylor
de no'antri che
fa? Serve la sua crapa pelata al nemico su un piatto d'argento...
Ma
quello che mi fa più specie, è che non
sono
stati i suoi avversari
a
svergognarlo ma proprio i suoi stessi compari, che evidentemente, da
altrettanto bravi e saccenti professorini, si sono sentiti piccati e
sminuiti dalle affermazioni di cotanto genio.
A
questo punto mi viene da chiedermi una cosa sola: come facciamo ad
essere sicuri che il nostro ero(t)ico Cincinnato dei poveri abbia
davvero mai avuto i
titoloni di cui si è fregiato finora e che gli hanno permesso di
condurre la sua bella vita, pagato a suon di migliaia di euro, per
dare il suo augusto parere sui maggiori mezzi di comunicazione
nazionali?
Quante
altre cazzate ci avrà fatto digerire in questi anni?
![]() |
| Povera Itajia, altro che fermare il degrado, ormai non siamo più nemmeno in ginocchio! |
Lo
so, in questo sono prevenuto e partigiano, ma a me – figlio di
servitori dello
Stato
– ed io stesso (ex)dipendente pubblico, questo stronzetto sabaudo
con baffo e cravattino da gentiluomo austro-ungarico fin
de siècle m'è
sempre stato sul gozzo, da quando se ne uscì con lo slogan meno
Stato, più privato
appoggiando in toto il liberismo
selvaggio
(o meglio, selvatico, visto che si sono dimostrati tutti,
nessuno escluso, un branco di bestie
atte
soltanto a sbranare
il
Paese per ingozzarsi alla faccia nostra) del ducetto di Arcore, salvo
poi mordere la mano che l'ha nutrito finora con questa boutade di
partitino per partecipare alle elezioni e fare poi cosa?
Insediarsi
in pianta stabile su uno scranno di Montecitorio a 20,000 euro al
mese e 'sti cazzi del popolo italiano e del Paese in declino?
Perché
se tanto mi da tanto, questa è l'ennesima dimostrazione che quando
questi signori della cosiddetta società
civile (perché
noialtri che siamo? Incivili o militarizzati? Non capisco...) si
buttano in politica, lo fanno per uno scopo e uno solo: farsi i cazzi
loro!

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