Chi la dura la vince, su questo non c'è
dubbio... solo non mi aspettavo che il “nemico” capitolasse così
presto e in modo così melodrammatico.
Mi spiego: come ormai già sapete, ho preso la buona – anzi,
ottima – abitudine di rispedire al mittente tutti quei prodotti che
non rispondono alle aspettative e/o alle mie esigenze, a maggior
ragione se il prodotto è stato acquistato sulla base della presentazione
prodotta dal venditore/fabbricante ovvero sulla base dei commenti e
delle recensioni degli utenti/clienti.
Quando verifico che quello che ho in
mano non corrisponde al vero, glielo rispedisco indietro e tanti
saluti al secchio... 'sti cazzi, so' finiti i bei tempi dello spandi
e spendi senza costrutto o meglio, senza che i responsabili ne pagassero lo scotto, praticamente senza colpo ferire!
Ora, dopo questa cura intensiva, che
non fa sconti a nessuno, badate bene, anche quando per rimandare il
pezzo indietro ci devo mettere del mio, qualche risultato alla fine
l'ho ottenuto.
Purtroppo non quello che mi aspettavo,
cioè un cambiamento radicale di atteggiamento da parte delle varie
piattaforme di e-commerce italiote ma nel senso che sono arrivati
(loro!) alla saturazione; l'ultimo libro-sòla che mi è arrivato,
infatti me lo hanno rimborsato ipso facto chiedendomi contestualmente
di non rispedirglielo indietro!
A questo punto, delle due l'una: o si sono
resi conto che con 'sta storia dei resi stanno spendendo un botto (sai com'è, come socio Amazon Prime io le spedizioni inbound non le pago e quando rimandi indietro qualcosa perché inadeguata/guasta
o non corrispondente etc. purché non si tratti di un errore vostro, anche
quelle outbound sono aggratisse!) ovvero hanno capito alla fine che
cialtroneggiare non paga più e che è meglio tacitare il cliente,
piuttosto che rischiare di perderlo.
Alla buon'ora, dico io...

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