Da che si è
insediato il novello governo carioca, ogni giorno ce n’è una
nuova, per la serie: tutto fa brodo pur di vomitare veleno e
rantolare con la bava alla bocca.
Non mi soffermerò a
discutere del sesso degli angeli, perché tali considero le tante
dotte disquisizioni cui sto assistendo, roba che – se non
fosse piuttosto grave per le derive (alla faccia del populismo che
avanza) al limite della sedizione di tanta parte della
(cosiddetta) sinistra di lotta e (mal)governo - fa veramente ridere i polli, ma voglio piuttosto
farvi notare una cosa curiosa.
Sono ormai mesi
(anzi, diciamo pure anni) che non si parla d’altro che di
populisti, pauperisti, giustizialari e chi più ne ha, più ne metta
ma soprattutto dell’avanzata dei naSisti, faSisti, cSenofobi,
misogini, misantropi e financo licantropi eppure, caso strano, sia i
canali tematici che quelli generalisti, per non parlare delle edicole
e delle librerie, sono tutto un fiorire di film, documentari,
trasmissioni, riviste, libri e retrospettive varie su zi’ Adolfo e
il beato Benito, sulle organizzazioni da loro fondate e sulla storia
degli anni in cui furono attivi, il che, sinceramente, mi pare un
controsenso, perché, se l’intento è quello di additare l’orco
al popolo ovvero di esporre al pubblico ludibrio le malefatte
nazifasciste (quelle vere, non le buffonate accreditate ad ogni piè
sospinto a qualunque governo e/o forza politica che abbia deciso di
non sottostare supinamente ai diktat della – autoproclamata ed
autoreferenziata – intellighenzia europea, specialmente quella
sinistrorsa e comunarda) direi che la mossa è stata azzardata se non
controproducente tout-cour.
Basta infatti dare un’occhiata ai vari
commenti sul web (o di persona, colti casualmente ovunque la gente si
riunisca per chiacchierare del più e del meno) per rendersi conto
che, anziché ingenerare il timor di dio o il rigetto, tutto questo
(stra)parlare, da parte sempre e solo dei soliti (ben) noti, sta
invece spostando un’attenzione che definirei quasi morbosa sul
soggetto e (giurin giuretto) vedo tanta gente che comincia a guardare
con malcelata simpatia a discorsi ed ideologie che non solo erano
morte e sepolte de facto da 70 e passa anni ma che avrebbero
dovuto rimanere tali e che invece, a furia di disturbare il sonno dei
morti, stanno ricicciando prepotentemente, grazie a quello che non
posso che definire un battage pubblicitario a tutti gli effetti!
E come diceva il
buon Oscar (Wilde, ovviamente): “non m’importa che parlino
bene (o male) di me; l’importante è che si parli di me”
perché la pubblicità, in definitiva, è sempre l’anima
del commercio!

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