Da un volume con un titolo siffatto (tra l'altro edito anche in Italia nel lontano 1987 per i tipi della F.lli Melita) ti aspetteresti infatti una disamina delle armi impiegate dalle forze speciali nel corso degli ultimi 50 anni (al momento della stesura), in quanto il sottotitolo è: Armi da Fuoco delle Forze Speciali dal 1940 ad Oggi, che si concentri magari soprattutto su quelle armi veramente speciali realizzate appositamente per operazioni clandestine e colpi di mano ed invece che ti ritrovi per le mani?
La solita, trita, trattazione - per giunta per grandi linee - delle principali categorie di armi leggere in uso praticamente presso tutte le forze armate (e conseguentemente anche delle forze di élite/antiterrorismo) ma senza nemmeno la verve di un Frederick Myatt, l'aplomb e lo stile di uno Ian Hogg, men che meno la prosa avvincente di un Kevin Dockery, insomma una zozzeria unica che davvero non ha alcuna ragion d'essere.Mi chiedo, a questo punto, chi possa aver tanto osannato questo testo ed il suo autore e per quali ragionati motivi, perché io non sono riuscito a trovarne, in tutta sincerità ed anzi, ho raggiunto (e superato) una tale soglia di tedio da non riuscire nemmeno a finirlo, questo sproloquio, eppure ancora oggi viene venduto - specialmente la prima edizione - a cifre a dir poco spropositate, un vero mistero che nemmeno ci tengo a svelare.


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