È proprio il caso di dirlo, riguardo l'ultima pubblicazione, in ordine di tempo, della (a questo punto dis)pregiatissima ditta Magic Press, casa editrice di quelle che, fino a non troppo tempo fa, era l'unica, vera, seria collana a carattere Ecchi/Hentai del Belpaese, la Black Magic.
Questa volta hanno deciso di lanciarsi su di un terreno a dir poco scivoloso, proponendo, anziché i soliti tankobon made in Japan, addirittura uno dei mostri sacri - universalmente riconosciuto - del manga e dell'illustrazione del Sol Levante, quel Masamune Shirow che ha assunto fama internazioAnale con opere come Appleseed e Ghost in the Shell ma che, sconosciuto ai più, ha una discreta verve come autore (a tempo perso, come sempre, tanto la gente aspetta e sbava) di dojinshi (sì, ma di lusso) a carattere decisamente adulto quando non hard tout court.
Sono numerosi, in questo senso, i volumi di illustrazioni che ha prodotto, sia per il mercato interno che estero (il professor Shirow viene pubblicato pressoché da sempre in contemporanea anche negli States, dov'è considerato un feticcio), i suoi eleganti, giganteschi, volumi di illustrazione bilingue (nipponico e inglese) ma se la celeberrima collana Intro Depot la conoscono praticamente tutti, un po' meno note sono le sue collane... secondarie, come, per l'appunto, questa W-TAILS CAT che la summenzionata Black Magic ha tentato di proporre.
Per quanto mi concerne, il tentativo è spettacolarmente fallito, perché a fronte di un prezzo di 18 pleure (leggonsi: diciotto carte), non proprio un cotillon, anziché l'edizione in italiano pedissequa all'originale (formato XL, copertina in cartone lucido e spesso e s/c laminata, carta extra-lusso) mi sono ritrovato tra le mani l'equivalente, per fattura, dimensioni e materiali impiegati, di uno special di Play-Boy di quelli che andavano in giro negli anni '90 per intenderci: formato A-4 ridotto, carta patinata da rivista, accessori pressoché inconsistenti, roba che se non lo maneggi con le pinze, rischi di ridurlo un cencio in quattro e quattr'otto!
Ora, considerando che gli originali sfogano tra i 20 e i 25 pleuri per tutto quel popò di roba, pagarne 18 per la versione striminzita e fatta male, sinceramente fa girare un po' tanto i coglioni, di più se si considera che - a differenza di tutte le altre pubblicazioni della ditta (ragione unica per la sua esistenza in vita, diciamocelo) - questo volume riporta pedissequamente tutte le fottutissime censure applicate solitamente all'edizione nihonjin di questi volumi.
Di fronte ad una zozzeria siffatta, dal momento che - con antica, inveterata prudenza - l'ho acquistato dal sor Bezos anziché direttamente dal produttore o peggio ancora, in fumetteria, l'ho bellamente re-impacchettato e sto aspettando che il corriere se lo venga a riprendere, per renderlo a chi di dovere.
Porcate del genere non vanno mai avallate in alcun modo e spero di non essere l'unico a pensarla così e che anzi, siano in molti ad agire come ho fatto io, tutti quelli, cioè, che non hanno avuto la fortuna di avere qualcuno che li avvisi prima di prendere l'ennesima, costosa cantonata.
Ovvero: le tre cose che muovono il mondo!
Come ebbe infatti a dire Rudyard Kipling in tempi non sospetti: "Tre sono le cose che muovono il mondo: Donne, Cavalli e Guerra" il che, tradotto in termini moderni vuol dire: Donne, Motori e Armi da fuoco!
WELCOME TO THE MAYEM!
Come ebbe infatti a dire Rudyard Kipling in tempi non sospetti: "Tre sono le cose che muovono il mondo: Donne, Cavalli e Guerra" il che, tradotto in termini moderni vuol dire: Donne, Motori e Armi da fuoco!
WELCOME TO THE MAYEM!
mercoledì 1 luglio 2020
lunedì 22 giugno 2020
...e per fortuna che è lo SMITHSONIAN!
Rompo questo lunghissimi digiuno da questa pagina con una delle mie più recenti disavventure librarie, per la nostra consueta rubrica di (dis)servizio pubblico anti-sòle, così magari non ci cascate anche voi, a meno di volerlo con tutte le vostre forze, ben inteso!
Parliamo in questo caso dell'ennesimo volume sulle cose che fanno il botto, del tipo semovente/a propulsione autonoma e del tipo guidato/telecomandato, detti anche missili dai profani.
Nel corso delle mie (pressoché costanti) peregrinazioni sul web, ho infatti incocciato in questa amena pubblicazione, marcata per l'appunto Smithsonian che per i lettori anglosassoni è in genere un marchio garantito di qualità, serietà ed approfondimento.
Diciamo che, per la mia pluriennale esperienza, non sempre è così e questo pretenzioso libello - disponibile sia in versione cartacea che digitale - ne è la dimostrazione.
Ci troviamo infatti di fronte alla catalogazione, completa, per carità di Dio, di qualunque ordigno mai prodotto - magari anche solo in forma di prototipo - dagli Stati (dis)Uniti d'Ammerreka dal secondo dopoguerra ad oggi ma dire che sia anche esaustiva e/o dettagliata, bhé, ci vuole giusto la fantasia del tipico recensore a stAlle e strisce per affermarlo.
Di fatto è poco più di un Bignami sui missili, a quel che ho potuto constatare, riportati rigorosamente in ordine di apparizione (come i cast nei titoli di coda dei film): ogni voce consta di un paio di immagini dell'ordigno in questione (molto chiare, per la verità ma ci mancherebbe pure, visto chi ha pubblicato 'sto mattone) seguite da una mezza paginetta di specifiche ed un commento (perché tale è) dell'autore.
Dov'è il problema? direte voi.
Tanto per cominciare, le specifiche stesse: come potete vedere dalla schermata in allegato, sono ridotte all'osso, come sempre riportate in misure imperiali e quasi sempre tradotte nel sistema metrico, perché, per l'appunto, il peso della testata non viene riportato pressoché mai in kg. ma solo in libbre per non parlare di quei dati affatto importanti, come velocità e soprattutto gittata che sono platealmente assenti, specialmente il secondo, mentre il primo, ogni tanto si ricordano di inserirlo in tabella.
Il commento in calce lasciamolo proprio perdere, perché, come potete vedere da voi, è a dir poco risibile, da Bignami, appunto.
Vi dico solo che liquidano nel modo che vedete anche quegli esimi sconosciuti come lo Sparrow e il Sidewinder, roba che esistono in giro tomi interi dedicati solo a questi due missili, che dalla loro introduzione ad oggi hanno visto tante e tali modifiche e varianti che ben difficilmente i primi modelli possono essere anche solo lontanamente paragonati a quelli attualmente in servizio, eppure, secondo l'insindacabile giudizio dell'autore, so' tutti poponi come avrebbe detto mi'zia Angelica buonanima!
Considerando che l'autore, il signor Brian Nicklas è un curatore del settore aerospaziale del museo Smithsonian, nonché collaboratore di alcune prestigiose testate aerospaziali, direi che delle due l'una: o non s'è voluto sprecare più di tanto oppure è competente in materia quanto lo sono io (cioè un dilettante, più o meno studiato), solo che lui lo pagano per quel che fa e ciò più m'offende, come direbbe il Padre Dante!
Considerato che per questa... amenità pretendono la bellezza di 37 euro e spicci (leggonsi: trentasette pleuri e rotti) per la versione cartacea e solo 10,18 pleuri per quella digitale, non possiamo che annoverare questa grandiosa opera di (dis)informazione tra la morchia inguardabile, perché per una cosa simile, 10 euro e spicci sarebbero (forse) stati un prezzo adeguato per la versione cartacea e solo se rilegata, tra l'altro.
Ma si sa che nella Terra dei Liber(ticid)i, basta apporre la denominazione DOP di Smithsonian per far lievitare di due o tre volte il prezzo di qualunque pubblicazione e così hanno fatto anche in questo caso!
P.S.: Nel caso in cui vi steste chiedendo come mai non abbia pubblicato questa recensione direttamente sul sito di Bezos, che spaccia questa monnezza, vi rispondo tranquillamente che - oggi come oggi - non ne vale la pena, perché i sysop di Amazon ti cassano in automatico qualunque recensione negativa sui prodotti venduti direttamente da loro.
Puoi dire peste e corna di chiunque e qualunque cosa, purché non sia qualcuno o qualcosa legato e/o venduto direttamente dalla piattaforma.
Avete capito adesso come si fa l'e-commerce di successo aldilà dello Stagno Atlantico?
Parliamo in questo caso dell'ennesimo volume sulle cose che fanno il botto, del tipo semovente/a propulsione autonoma e del tipo guidato/telecomandato, detti anche missili dai profani.
Nel corso delle mie (pressoché costanti) peregrinazioni sul web, ho infatti incocciato in questa amena pubblicazione, marcata per l'appunto Smithsonian che per i lettori anglosassoni è in genere un marchio garantito di qualità, serietà ed approfondimento.
Diciamo che, per la mia pluriennale esperienza, non sempre è così e questo pretenzioso libello - disponibile sia in versione cartacea che digitale - ne è la dimostrazione.
Ci troviamo infatti di fronte alla catalogazione, completa, per carità di Dio, di qualunque ordigno mai prodotto - magari anche solo in forma di prototipo - dagli Stati (dis)Uniti d'Ammerreka dal secondo dopoguerra ad oggi ma dire che sia anche esaustiva e/o dettagliata, bhé, ci vuole giusto la fantasia del tipico recensore a stAlle e strisce per affermarlo.
Di fatto è poco più di un Bignami sui missili, a quel che ho potuto constatare, riportati rigorosamente in ordine di apparizione (come i cast nei titoli di coda dei film): ogni voce consta di un paio di immagini dell'ordigno in questione (molto chiare, per la verità ma ci mancherebbe pure, visto chi ha pubblicato 'sto mattone) seguite da una mezza paginetta di specifiche ed un commento (perché tale è) dell'autore.
Dov'è il problema? direte voi.
Tanto per cominciare, le specifiche stesse: come potete vedere dalla schermata in allegato, sono ridotte all'osso, come sempre riportate in misure imperiali e quasi sempre tradotte nel sistema metrico, perché, per l'appunto, il peso della testata non viene riportato pressoché mai in kg. ma solo in libbre per non parlare di quei dati affatto importanti, come velocità e soprattutto gittata che sono platealmente assenti, specialmente il secondo, mentre il primo, ogni tanto si ricordano di inserirlo in tabella.
Il commento in calce lasciamolo proprio perdere, perché, come potete vedere da voi, è a dir poco risibile, da Bignami, appunto.
Vi dico solo che liquidano nel modo che vedete anche quegli esimi sconosciuti come lo Sparrow e il Sidewinder, roba che esistono in giro tomi interi dedicati solo a questi due missili, che dalla loro introduzione ad oggi hanno visto tante e tali modifiche e varianti che ben difficilmente i primi modelli possono essere anche solo lontanamente paragonati a quelli attualmente in servizio, eppure, secondo l'insindacabile giudizio dell'autore, so' tutti poponi come avrebbe detto mi'zia Angelica buonanima!
Considerando che l'autore, il signor Brian Nicklas è un curatore del settore aerospaziale del museo Smithsonian, nonché collaboratore di alcune prestigiose testate aerospaziali, direi che delle due l'una: o non s'è voluto sprecare più di tanto oppure è competente in materia quanto lo sono io (cioè un dilettante, più o meno studiato), solo che lui lo pagano per quel che fa e ciò più m'offende, come direbbe il Padre Dante!
Considerato che per questa... amenità pretendono la bellezza di 37 euro e spicci (leggonsi: trentasette pleuri e rotti) per la versione cartacea e solo 10,18 pleuri per quella digitale, non possiamo che annoverare questa grandiosa opera di (dis)informazione tra la morchia inguardabile, perché per una cosa simile, 10 euro e spicci sarebbero (forse) stati un prezzo adeguato per la versione cartacea e solo se rilegata, tra l'altro.
Ma si sa che nella Terra dei Liber(ticid)i, basta apporre la denominazione DOP di Smithsonian per far lievitare di due o tre volte il prezzo di qualunque pubblicazione e così hanno fatto anche in questo caso!
P.S.: Nel caso in cui vi steste chiedendo come mai non abbia pubblicato questa recensione direttamente sul sito di Bezos, che spaccia questa monnezza, vi rispondo tranquillamente che - oggi come oggi - non ne vale la pena, perché i sysop di Amazon ti cassano in automatico qualunque recensione negativa sui prodotti venduti direttamente da loro.Puoi dire peste e corna di chiunque e qualunque cosa, purché non sia qualcuno o qualcosa legato e/o venduto direttamente dalla piattaforma.
Avete capito adesso come si fa l'e-commerce di successo aldilà dello Stagno Atlantico?
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lunedì 3 febbraio 2020
Mi sorge un dubbio atroce...
...e cioè che tutta l'attuale situazione non sia altro che la logica conseguenza di tutta una serie di eventi, ergo che si tratti di un messaggio - a questo punto inequivocabile - di Gaia nei confronti del pernicioso bipede che infesta la sua superficie.
Faccio riferimento, ovviamente, alla attuale "crisi globale" dovuta all'epidemia di Coronavirus (così chiamato, sospetto, perché chiamarlo chiaro e tondo morbo cinese pareva brutto, nel mondo imbambolato del politically correct radical-chic-fighetto ad ogni costo, visto soprattutto che siamo de facto sudditi del rinato Impero Han) che - probabilmente - deriva, oltreché da pratiche alimentari più che disdicevoli, dall'Ecocalisse di cui tanto cianciano oggidì i tanti juvani emuli della "geniale" (e diciamocelo, insopportabile) Aspergen svedese.
Oddio, per dirla tutta, a voler dar retta alle voci (tra l'altro anche piuttosto bene informate) dei gombloddisti che girano per il web, c'è ancora il sospetto, tutt'altro che fugato, che questa novella mutazione del virus sia tutto fuorché naturale ma per ora atteniamoci ai fatti, così come "acclarati" dalle autorità mondiali.
Ordunque, dicevo che comincio a sospettare seriamente che tutta questa storia non sia che il messaggio che Madre Natura sta insistentemente comunicando già dagli inizi di questo malaugurato secolo XXI dell'Era Cristiana e cioè che siamo troppi su questo cazzo di sasso lanciato nell'estrema periferia della Via Lattea e dopotutto le malattie sono da sempre il modo con cui la natura riporta l'equilibrio quando le creature che la abitano non sono apparentemente più in grado di badare a sé stesse senza devastare il loro ambiente, un po' come accade coi lemming, quelle bestiole che, periodicamente, vanno a... farsi una passeggiata al mare (capisc'a'mme) salvo tornare indietro dopo che una congrua fetta della popolazione in eccesso è finita ammollo.
Certamente, qualcuno potrebbe obiettare che se così fosse, come mai queste nuove pestilenze non colpiscono paesi come il novello Impero Hindù, dove stanno diventando più dei cinesi?
Però le condizioni sanitarie in India e Cina sono molto differenti: mentre gli indù schiattano a mucchi motu proprio tutti i santi giorni, gli Han hanno una medicina molto più avanzata, checché se ne dica, cosa che li porta, apparentemente, ad indulgere in pratiche - specialmente alimentari - che definire opinabili (per non dire abominevoli, agli occhi di un occidentale) sarebbe una grossa sottovalutazione, come testimoniano i video che periodicamente vengono diffusi in rete, sulle condizioni igienico-sanitarie a dir poco precarie dei loro mercati rionali dai quali pare si siano diffuse tutte le recenti crisi sanitarie, esportate poi urbi et orbi dai sempre troppo... riservati (qualcuno ha detto: reticenti?) Han.
E così, mentre una parte del globo schiatta di caldo per le temperature innaturali che stanno de facto inaugurando un'era di siccità e carestia come non se ne sono mai viste prima, dall'altra parte insorgono malattie (semi)sconosciute, che falcidiano la popolazione.
Ah, dimenticavo: in tutto questo, c'è quasi 1/5 del pianeta che è costantemente coinvolto in un conflitto che non fa che allargarsi, giorno dopo giorno, coinvolgendo sempre nuovi protagonisti e dislocando masse di gente che non fanno che esacerbare le situazioni, già precarie, di cui abbiamo testé parlato.
Al momento non è ancora così evidente, ma fate che qualche altro milioncino di profughi (e/o mikranti) raggiunga i nostri lidi e vedrete come faremo a botte se non per l'acqua (sempre più scarsa) o il cibo, quanto meno per lo spazio fisico, vitale, specialmente qui, nella ridente ed accogliente Europa post-brexit, dove lo spazio è sempre lo stesso ma ben tre continenti pretendono di entrare a forza perché QUI CI À IL BENGODY!1!!!
Quindi Fame, Pestilenza e Guerra già ce li abbiamo: mo' manca solo Morte e l'Apocalisse (quella biblica, profetizzata da San Giovanni) è bella che servita!
Faccio riferimento, ovviamente, alla attuale "crisi globale" dovuta all'epidemia di Coronavirus (così chiamato, sospetto, perché chiamarlo chiaro e tondo morbo cinese pareva brutto, nel mondo imbambolato del politically correct radical-chic-fighetto ad ogni costo, visto soprattutto che siamo de facto sudditi del rinato Impero Han) che - probabilmente - deriva, oltreché da pratiche alimentari più che disdicevoli, dall'Ecocalisse di cui tanto cianciano oggidì i tanti juvani emuli della "geniale" (e diciamocelo, insopportabile) Aspergen svedese.
Oddio, per dirla tutta, a voler dar retta alle voci (tra l'altro anche piuttosto bene informate) dei gombloddisti che girano per il web, c'è ancora il sospetto, tutt'altro che fugato, che questa novella mutazione del virus sia tutto fuorché naturale ma per ora atteniamoci ai fatti, così come "acclarati" dalle autorità mondiali.
Ordunque, dicevo che comincio a sospettare seriamente che tutta questa storia non sia che il messaggio che Madre Natura sta insistentemente comunicando già dagli inizi di questo malaugurato secolo XXI dell'Era Cristiana e cioè che siamo troppi su questo cazzo di sasso lanciato nell'estrema periferia della Via Lattea e dopotutto le malattie sono da sempre il modo con cui la natura riporta l'equilibrio quando le creature che la abitano non sono apparentemente più in grado di badare a sé stesse senza devastare il loro ambiente, un po' come accade coi lemming, quelle bestiole che, periodicamente, vanno a... farsi una passeggiata al mare (capisc'a'mme) salvo tornare indietro dopo che una congrua fetta della popolazione in eccesso è finita ammollo.
Certamente, qualcuno potrebbe obiettare che se così fosse, come mai queste nuove pestilenze non colpiscono paesi come il novello Impero Hindù, dove stanno diventando più dei cinesi?
Però le condizioni sanitarie in India e Cina sono molto differenti: mentre gli indù schiattano a mucchi motu proprio tutti i santi giorni, gli Han hanno una medicina molto più avanzata, checché se ne dica, cosa che li porta, apparentemente, ad indulgere in pratiche - specialmente alimentari - che definire opinabili (per non dire abominevoli, agli occhi di un occidentale) sarebbe una grossa sottovalutazione, come testimoniano i video che periodicamente vengono diffusi in rete, sulle condizioni igienico-sanitarie a dir poco precarie dei loro mercati rionali dai quali pare si siano diffuse tutte le recenti crisi sanitarie, esportate poi urbi et orbi dai sempre troppo... riservati (qualcuno ha detto: reticenti?) Han.
E così, mentre una parte del globo schiatta di caldo per le temperature innaturali che stanno de facto inaugurando un'era di siccità e carestia come non se ne sono mai viste prima, dall'altra parte insorgono malattie (semi)sconosciute, che falcidiano la popolazione.
Ah, dimenticavo: in tutto questo, c'è quasi 1/5 del pianeta che è costantemente coinvolto in un conflitto che non fa che allargarsi, giorno dopo giorno, coinvolgendo sempre nuovi protagonisti e dislocando masse di gente che non fanno che esacerbare le situazioni, già precarie, di cui abbiamo testé parlato.
Al momento non è ancora così evidente, ma fate che qualche altro milioncino di profughi (e/o mikranti) raggiunga i nostri lidi e vedrete come faremo a botte se non per l'acqua (sempre più scarsa) o il cibo, quanto meno per lo spazio fisico, vitale, specialmente qui, nella ridente ed accogliente Europa post-brexit, dove lo spazio è sempre lo stesso ma ben tre continenti pretendono di entrare a forza perché QUI CI À IL BENGODY!1!!!
Quindi Fame, Pestilenza e Guerra già ce li abbiamo: mo' manca solo Morte e l'Apocalisse (quella biblica, profetizzata da San Giovanni) è bella che servita!
venerdì 22 marzo 2019
Davvero non c'è più religione...
...se adesso non ci si può fidare nemmeno delle mignotte, notoriamente tra tutti quanti... passeggiano ai limiti della legalità le più oneste, quasi per statuto.
Invece, stando a quanto ci dice quest'oggi la pregiatissima testata online RomaToday non ci si può più fidare nemmeno di loro.
È proprio il caso di dire che mala tempora currunt: non solo le... passeggiatrici so' diventate merce assai rara, adesso si mettono anche a fare comunella con i comuni delinquenti; tanto vale, allora, che vengano davvero braccate, segnalate e rispedite al mittente, che di ammassi di materia organica anfibia dediti al ladrocinio abbiamo già i nostri da tenere a bada.
Quello che mi fa più specie (per non dire che mi irrita profondamente) è che, fino a non troppo tempo fa, erano le stesse "associazioni" delle meretrici a chiedere a gran voce il riconoscimento professionale ed anche la tassazione - magari a partita Iva - poi arrivano 'ste tre battone e mandano... a puttane tutto in un colpo solo.
Come dicevo più sopra: non c'è proprio più religione...
Invece, stando a quanto ci dice quest'oggi la pregiatissima testata online RomaToday non ci si può più fidare nemmeno di loro.
È proprio il caso di dire che mala tempora currunt: non solo le... passeggiatrici so' diventate merce assai rara, adesso si mettono anche a fare comunella con i comuni delinquenti; tanto vale, allora, che vengano davvero braccate, segnalate e rispedite al mittente, che di ammassi di materia organica anfibia dediti al ladrocinio abbiamo già i nostri da tenere a bada.
Quello che mi fa più specie (per non dire che mi irrita profondamente) è che, fino a non troppo tempo fa, erano le stesse "associazioni" delle meretrici a chiedere a gran voce il riconoscimento professionale ed anche la tassazione - magari a partita Iva - poi arrivano 'ste tre battone e mandano... a puttane tutto in un colpo solo.
Come dicevo più sopra: non c'è proprio più religione...
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domenica 17 marzo 2019
L'epidemia delle coguare in camice bianco?
Viste le notizie di oggi la pregunta sorge spontanea, perché difficilmente, a mia memoria, s'è vista un caso-fotocopia simile a così breve distanza, sia in termini di tempo che spaziali.
Certo, anche in questo caso, devo dire che voglio sperare che l'arresto di questo angelo delle giovani minchie sia dovuto essenzialmente al fatto che avrebbe ceduto e consumato mariagiovanna coi teneri virgulti, perché - a norma di legge - la boutade del sesso con minor(at)i non regge, in quanto i putti hanno l'età del consenso e dal momento che la coguara in questione non è un'ascendente... ci siamo capiti, spero.
A parte questo, resta lo sconcerto (ancorché temporaneo e passeggero) per questa recrudescenza di episodi pecorecci che vedono coinvolti paramedici e bimbiminkya, roba che gente del calibro di Barbieri e Cavedon, che con questo genere di storie ci campava, manco dopo una sessione intensiva di sceneggiatura se la sarebbero potuta immaginare con questo genere di dettaglio.
Certo, anche in questo caso, devo dire che voglio sperare che l'arresto di questo angelo delle giovani minchie sia dovuto essenzialmente al fatto che avrebbe ceduto e consumato mariagiovanna coi teneri virgulti, perché - a norma di legge - la boutade del sesso con minor(at)i non regge, in quanto i putti hanno l'età del consenso e dal momento che la coguara in questione non è un'ascendente... ci siamo capiti, spero.
A parte questo, resta lo sconcerto (ancorché temporaneo e passeggero) per questa recrudescenza di episodi pecorecci che vedono coinvolti paramedici e bimbiminkya, roba che gente del calibro di Barbieri e Cavedon, che con questo genere di storie ci campava, manco dopo una sessione intensiva di sceneggiatura se la sarebbero potuta immaginare con questo genere di dettaglio.
domenica 10 marzo 2019
Cielo, ke skòndolo!
...e io che pensavo che certe novelle pecorecce fossero appannaggio dei paesi anglosassoni e/o dei fumetti zozzi anni '60 e '70 tipo Provincia Proibita, Corna Vissute e tutta la panoplia di testate ubiquitarie nelle italiche caserme e presso le botteghe di barbiere e invece, eccola qui, nell'Anno Domini 2019, la skòndolosa notizia che viene dal pratese: Insegnante resta incinta dell'allievo con tutto quel che ne è conseguito, mediaticamente e giuridicamente.
Anche in questo caso, però, sono costretto a segnalare come non tutti la contino giusta, questa vicenda, tanto per cominciare - e come è ben riportato nell'articolo di cui sopra - perché la vicenda non vede protagonista un'insegnante ma solo una brava casalingUa che ha fornito gratis et amor profani lezioni di lingue ad un bamboccio col quale è finita per giocare al dottore (paragone vieppiù calzante, dal momento che si tratta di un'infermiera), così come il povero putto, lungi dall'essere uno sprovveduto ignaro, non credo proprio sia stato poi così costretto a subire cotanta vviulenza, altrimenti cor'ca' che ci sarebbe andato a fare su-e-giù per un anno e mezzo di fila, vero.
Tra l'altro, anche tutti gli strilli da parte degli ssiokkati genitori del virgineo fanciullo non sono giustificati, così come la loro denuncia per abuso di minore perché, innanzitutto, dovranno dimostrare che il loro rampollo sia stato circuito e vittimizzato da questa coguara in camice bianco, sia perché - per la Legge italiana (questa sconosciuta, come sempre) - la famigerata età del consenso nel Belpaese è proprio di 14 anni, salvo che il partner non sia un congiunto o un ascendente del minore, ovvero che l'atto sia avvenuto dietro dazione di denaro e sic stantibus rebus, di queste condizioni ostative non v'è traccia alcuna, almeno allo stato attuale delle conoscenze in nostro possesso, sicché...
Anche in questo caso, però, sono costretto a segnalare come non tutti la contino giusta, questa vicenda, tanto per cominciare - e come è ben riportato nell'articolo di cui sopra - perché la vicenda non vede protagonista un'insegnante ma solo una brava casalingUa che ha fornito gratis et amor profani lezioni di lingue ad un bamboccio col quale è finita per giocare al dottore (paragone vieppiù calzante, dal momento che si tratta di un'infermiera), così come il povero putto, lungi dall'essere uno sprovveduto ignaro, non credo proprio sia stato poi così costretto a subire cotanta vviulenza, altrimenti cor'ca' che ci sarebbe andato a fare su-e-giù per un anno e mezzo di fila, vero.
Tra l'altro, anche tutti gli strilli da parte degli ssiokkati genitori del virgineo fanciullo non sono giustificati, così come la loro denuncia per abuso di minore perché, innanzitutto, dovranno dimostrare che il loro rampollo sia stato circuito e vittimizzato da questa coguara in camice bianco, sia perché - per la Legge italiana (questa sconosciuta, come sempre) - la famigerata età del consenso nel Belpaese è proprio di 14 anni, salvo che il partner non sia un congiunto o un ascendente del minore, ovvero che l'atto sia avvenuto dietro dazione di denaro e sic stantibus rebus, di queste condizioni ostative non v'è traccia alcuna, almeno allo stato attuale delle conoscenze in nostro possesso, sicché...
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lunedì 17 dicembre 2018
Per la serie: a volte ritornano...
...quando meno te lo aspetti ed in genere fuori tempo massimo, ma come dicevano i nostri avi: meglio tardi che mai.
Quello che vedete qui a lato è il bottino della mia ultima incursione libraria su ebay: un lotto di volumi (compresa un po' di morchia aggiunta che verrà presto riciclata) appartenenti alle (allora) disprezzatissime enciclopedie militari edite dalla Peruzzo Editoriale che credo sia pressoché scomparsa oggi e che negli ormai lontani anni '80 fecero la fortuna dell'editore omonimo.
Come è facile intuire, questi volumi, spesso proposti in edicola a dispense, non erano altro che riproposizioni in lingua italiana - ancorché spesso rivedute, aggiunte e corrette - di coevi volumi in lingua inglese ma per decenni sono state, assieme ad alcune opere (sempre a dispense) della Fabbri e di pochissimi altri, l'unica fonte di informazioni per chi fosse interessato ad armi, tattiche, strategie ed equipaggiamenti, sia storici che contemporanei.
Si trattava di corposi volumi di grande formato - stile enciclopedia nel vero senso della parola - riccamente illustrati e - come buona parte delle opere di divulgazione dedicate al grande pubblico - comprensibili anche per l'uomo della strada altrimenti digiuno della materia.
Personalmente, quand'ero ragazzo, raccolsi l'opera chiamata Le Armi del 2000 (che tuttora conservo gelosamente), che era in realtà una raccolta di volumi, scritti da alcuni dei nomi più noti del panorama britannico, più che sulle armi tout court, sull'impiego tattico e strategico delle stesse e sulle tecnologie alla base dei sistemi d'arma via via presentati, tant'è che fornivano in realtà solo una panoramica di quanto era disponibile, anziché una trattazione puntuale e certosina di tutto quanto circolava nel mondo in quegli anni.
Questi volumi, invece, fanno parte per lo più di altre due opere dell'editore summenzionato: la Enciclopedia Illustrata delle Guerre Moderne e la Grande Enciclopedia delle Armi Moderne.
Ora, mentre la prima mi è rimasta fino a tempi molto recenti pressoché sconosciuta, della seconda mi era capitato - eoni fa - di trovarne un paio di volumi in quelle miniere d'oro che erano le librerie remainders ergo le bancarelle dei mercati rionali.
Oggi, spendendo una somma tutto sommato estremamente ragionevole, sono riuscito a procurarmi la serie quasi completa di entrambe.
Certo, in realtà, non mi interessavano tutti i volumi ma l'inserzione era per l'acquisto del lotto completo e dal momento che l'acquisto dei soli volumi che stavo cercando avrebbe comportato altrimenti - presso i soliti noti col passamontagna che infestano il web - cifre ben più cospicue, mi sono lanciato all'acquisto all'insegna del più classico dello 'sticazzi! tanto poi un modo per... smaltire le eccedenze comunque lo trovo.
Uno dei volumi che più mi interessavano è quello la cui copertina vedete qui riprodotta: Armi e Armamenti dell'Unione Sovietica ed è proprio di questo che intendo parlare.
Ci troviamo di fronte ad un volume già di per sé interessante, visto l'argomento ma che - alla luce delle informazioni evidentemente disponibili agli autori originali dell'opera (perché, come accennavo sopra, questi volumi sono corredati di numerosi addenda che correggevano il testo riportandolo alla situazione attuale al momento della pubblicazione) - risulta piuttosto carente proprio alle voci armi, mezzi ed equipaggiamenti dove solo alcuni sistemi, tra quelli più noti ovvero che l'intelligence occidentale aveva avuto modo di esaminare di prima mano, grazie soprattutto alle tante guerre di prossimità che vedevano coinvolte le due maggiori superpotenze, durante le quali le due parti venivano in possesso, spesso fortunosamente, di esemplari ancora perfettamente funzionanti di velivoli, corazzati, armi leggere e artiglierie/missili, sono riportati con dovizia di particolare e con le specifiche tecniche abbastanza complete.
Diciamo che per essere completa, l'esposizione lo è in quanto c'è veramente tutto lo scibile in possesso dell'URSS ma quello in cui il volume è deficitario sono le informazioni, puntuali e precise, anziché presunte o desunte, sulle specifiche tecniche e prestazionali dei vari armamenti presentati, con la parte più carente in assoluto che è quella riguardante i missili di ogni ordine e grado impiegati dalle armate sovietiche, e sì che, già allora si sapeva, per esempio, che l'ubiquitario missile aria-aria K-13 (per la NATO AA-2 Atoll) era effettivamente una copia spudorata frutto di ingegneria inversa del notorio AIM-9B Sidewinder americano, che i russky avevano ottenuto dai cinesi dopo che uno di questi ordigni era rimasto incastrato (inesploso!) nella fusoliera di uno dei loro MiG-17 durante una delle tante battaglie aeree tra l'aviazione della PRC e quella della ROC (Taiwan, per chi non lo sapesse), mentre in questo volume si accenna solamente alla somiglianza tra questo diffusissimo ordigno aviolanciato e il corrispettivo a stelle e strisce.
Non è ovviamente l'unico esempio, perché gli americani conoscevano piuttosto bene (per averli subiti, più che altro) i vari SAM come l'allora ubiquitario SA-2 Guideline - ampiamente impiegato dal Vietnam del Nord - mentre già all'indomani della Guerra dello Yom-Kippur erano in possesso delle informazioni pertinenti gli recenti SA-6 Gainful, cortesia di Tsahal che ne aveva recuperato, sottraendola agli egiziani, una batteria al completo!
Eppure anche questi noti sistemi d'arma sono trattati con molti si dice, si presume e via discorrendo.
D'altronde, le parti più interessanti sono i capitoli sull'organizzazione dei vari aspetti e delle varie specialità delle FF.AA. sovietiche e sulla loro disposizione sullo scacchiere geopolitico globale, così come l'esposizione dei mezzi aerei e navali, che comprendono una panoplia di apparecchi e natanti menzionati più e più volte anche dalla stampa specializzata ma di cui poco o nulla si sapeva ovvero che già nella seconda metà degli anni '80 ed i primi anni '90 sono stati negletti in quanto in buona parte considerati ormai desueti.
Velivoli come i vari MiG-15, 17, 19 ergo i Su-7/9/11 e 15 o gli intercettori Tupolev e Yakovlev ovvero i vari bombardieri Tu-95, 16, 22 etc. che di solito ricevono poca copertura dalle pubblicazioni "specializzate" che preferiscono dedicarsi ai velivoli tattici e da caccia qui ci sono e sono trattati anche (abbastanza) approfonditamente.
Allo stesso modo sono presentate tutte quelle classi di bagnarole - alcune delle quali, lo ammetto, mi assolutamente sconosciute - come le motocannoniere, motosiluranti e motomissilistiche oltreché le varie navi appoggio e/o da sbarco/trasporto truppe (anche qui, la stragrande maggioranza delle pubblicazioni, coeve e successive, preferisce di gran lunga dedicarsi alle unità maggiori come cacciatorpediniere, incrociatori e porta-aeromobili) tra i quali svariate unità come cacciatorpediniere e fregate al tempo ubiquitarie ma che già all'indomani della caduta del muro (di Berlino, ovviamente) erano sparite dagli arsenali.
erano
Diciamo che solo per questo è valso la pena acquistare questo volume, anche se mi aspettavo decisamente qualcosa di più e di meglio per quanto riguardava l'armamento di fanteria ed i mezzi di terra, le cui descrizioni sono invece per lo più lacunose o frettolose, come se non componessero la stragrande massa d'urto che - nel caso della tanto temuta invasione dell'Europa Occidentale - avremmo dovuto affrontare up close and personal come dicono gli anglofoni.
Quello che vedete qui a lato è il bottino della mia ultima incursione libraria su ebay: un lotto di volumi (compresa un po' di morchia aggiunta che verrà presto riciclata) appartenenti alle (allora) disprezzatissime enciclopedie militari edite dalla Peruzzo Editoriale che credo sia pressoché scomparsa oggi e che negli ormai lontani anni '80 fecero la fortuna dell'editore omonimo.
Come è facile intuire, questi volumi, spesso proposti in edicola a dispense, non erano altro che riproposizioni in lingua italiana - ancorché spesso rivedute, aggiunte e corrette - di coevi volumi in lingua inglese ma per decenni sono state, assieme ad alcune opere (sempre a dispense) della Fabbri e di pochissimi altri, l'unica fonte di informazioni per chi fosse interessato ad armi, tattiche, strategie ed equipaggiamenti, sia storici che contemporanei.
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| Uno dei classici della Guerra Fredda: il T-62 |
Personalmente, quand'ero ragazzo, raccolsi l'opera chiamata Le Armi del 2000 (che tuttora conservo gelosamente), che era in realtà una raccolta di volumi, scritti da alcuni dei nomi più noti del panorama britannico, più che sulle armi tout court, sull'impiego tattico e strategico delle stesse e sulle tecnologie alla base dei sistemi d'arma via via presentati, tant'è che fornivano in realtà solo una panoramica di quanto era disponibile, anziché una trattazione puntuale e certosina di tutto quanto circolava nel mondo in quegli anni.
Questi volumi, invece, fanno parte per lo più di altre due opere dell'editore summenzionato: la Enciclopedia Illustrata delle Guerre Moderne e la Grande Enciclopedia delle Armi Moderne.
Ora, mentre la prima mi è rimasta fino a tempi molto recenti pressoché sconosciuta, della seconda mi era capitato - eoni fa - di trovarne un paio di volumi in quelle miniere d'oro che erano le librerie remainders ergo le bancarelle dei mercati rionali.
Oggi, spendendo una somma tutto sommato estremamente ragionevole, sono riuscito a procurarmi la serie quasi completa di entrambe.Certo, in realtà, non mi interessavano tutti i volumi ma l'inserzione era per l'acquisto del lotto completo e dal momento che l'acquisto dei soli volumi che stavo cercando avrebbe comportato altrimenti - presso i soliti noti col passamontagna che infestano il web - cifre ben più cospicue, mi sono lanciato all'acquisto all'insegna del più classico dello 'sticazzi! tanto poi un modo per... smaltire le eccedenze comunque lo trovo.
Uno dei volumi che più mi interessavano è quello la cui copertina vedete qui riprodotta: Armi e Armamenti dell'Unione Sovietica ed è proprio di questo che intendo parlare.
Ci troviamo di fronte ad un volume già di per sé interessante, visto l'argomento ma che - alla luce delle informazioni evidentemente disponibili agli autori originali dell'opera (perché, come accennavo sopra, questi volumi sono corredati di numerosi addenda che correggevano il testo riportandolo alla situazione attuale al momento della pubblicazione) - risulta piuttosto carente proprio alle voci armi, mezzi ed equipaggiamenti dove solo alcuni sistemi, tra quelli più noti ovvero che l'intelligence occidentale aveva avuto modo di esaminare di prima mano, grazie soprattutto alle tante guerre di prossimità che vedevano coinvolte le due maggiori superpotenze, durante le quali le due parti venivano in possesso, spesso fortunosamente, di esemplari ancora perfettamente funzionanti di velivoli, corazzati, armi leggere e artiglierie/missili, sono riportati con dovizia di particolare e con le specifiche tecniche abbastanza complete.
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| L'intercettore ognitempo Sukhoi Su-11 questo sconosciuto! |
Non è ovviamente l'unico esempio, perché gli americani conoscevano piuttosto bene (per averli subiti, più che altro) i vari SAM come l'allora ubiquitario SA-2 Guideline - ampiamente impiegato dal Vietnam del Nord - mentre già all'indomani della Guerra dello Yom-Kippur erano in possesso delle informazioni pertinenti gli recenti SA-6 Gainful, cortesia di Tsahal che ne aveva recuperato, sottraendola agli egiziani, una batteria al completo!
Eppure anche questi noti sistemi d'arma sono trattati con molti si dice, si presume e via discorrendo.
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| La negletta motosilurante classe Shershen: chi mai ne ha vista una in un libro recente? |
Velivoli come i vari MiG-15, 17, 19 ergo i Su-7/9/11 e 15 o gli intercettori Tupolev e Yakovlev ovvero i vari bombardieri Tu-95, 16, 22 etc. che di solito ricevono poca copertura dalle pubblicazioni "specializzate" che preferiscono dedicarsi ai velivoli tattici e da caccia qui ci sono e sono trattati anche (abbastanza) approfonditamente.
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| L'arma definitiva E della Krasnaya Armiya così come delle FF.AA. federali Russky: LA GNOKKA CORAZZATA! |
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Diciamo che solo per questo è valso la pena acquistare questo volume, anche se mi aspettavo decisamente qualcosa di più e di meglio per quanto riguardava l'armamento di fanteria ed i mezzi di terra, le cui descrizioni sono invece per lo più lacunose o frettolose, come se non componessero la stragrande massa d'urto che - nel caso della tanto temuta invasione dell'Europa Occidentale - avremmo dovuto affrontare up close and personal come dicono gli anglofoni.
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