Questa
l'ho letta sulla vetrina di un negozio in Prati, uno dei tanti che,
purtroppo (o anche per fortuna, quando si tratta di ladri e
grassatori) stanno chiudendo i battenti a causa della presunta crisi
e del salasso (questo si che è vero) operato dall'attuale
governicchio
(pseudo) tecnico
composto da strozz...*ahem!* … ex-banchieri al soldo delle più
potenti (leggi: peggiori) multinazionali del credito a usura.
Purtroppo
sono costretto a recitare a memoria perché nel trambusto che regna
di solito a Via Candia non mi è stato possibile scattare una foto ad
imperituro ricordo.
L'epigrafe
(perché alla fine di questo, anzi, di un vero e proprio epitaffio,
si tratta) leggeva più o meno così:
C'è
voluto un uomo con la
terza media per
aprire un'azienda che – in trent'anni di
lavoro e sacrifici – ha dato da mangiare a decine di
persone.
È
bastato un professore con
tre lauree in tasca
per mandare a puttane migliaia di aziende in
poco più di sei mesi.
Non so voi, ma io penso che questa frase andrebbe scolpita nella
pietra e posta a futura memoria davanti a... Palazzo Koch?... no,
davanti a Palazzo Chigi, in modo che questa gentaglia – che
chiede continuamente sacrifici alla popolazione italiana, specie a
quella che meno si può difendere perché campa di stipendio,
e poi ingrassa sé stessa ed i loro padroni che siedono nei consigli
d'amministrazione delle banche con i denari pubblici sottratti
all'erario che bene e meglio potrebbero essere investiti nelle
aziende, quelle vere, che tirano la povera carretta Italia e
che invece lo Stato sta massacrando a furia di tasse, dazi e balzelli
– possa vergognarsi tutti i santi giorni, ogni volta che
passa (rigorosamente a bordo di un'auto blu pagata dai contribuenti)
di lì per andare “al lavoro”... alla faccia di chi un lavoro non
ce l'ha più e di quelli che non lo avranno mai, perché
nessuno si prende più la briga di assumere chicchessia, a meno che
non sia in nero e possibilmente straniero, così deve pure
stare zitto e non può rompere i coglioni pretendendo assurdità come
le ferie pagate, la cassa mutua o – non sia mai! - i contributi
previdenziali.
VIVA L'ITALIA... continuiamo così...

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