Anche se con qualche mese di
ritardo sulla tabella di marcia ed aver dovuto adire le vie legali
per ottenere quello che era un diritto acquisito sono
finalmente riuscito ad ottenere quanto
mi spettava...
più o meno perché questi grandissimi figli di mignotta col cazzo
che mi hanno calcolato gli interessi di legge per i 9
mesi che
mi hanno fatto tribolare.
Eppure
sarebbe bastato così poco; bastava che un cazzo di operatore
prendesse un minimo di iniziativa, si rimboccasse le maniche e –
grazie alle dettagliatissime
informazioni che
il sottoscritto aveva a suo tempo fornito – cercasse la domanda nei
meandri del sistema informatico dell'ente ovvero che un fancazzista
di lungo corso in una delle sedi dell'ente stesso si desse per una
volta una smossa e mi fissasse un appuntamento.
Invece
no, c'ho dovuto mettere di mezzo l'avvocato per ottenere quello che
era un mio sacrosanto
diritto,
maturato con un anno e mezzo di lavoro d'ufficio da spezzarsi la
schiena a furia di stare sempre fisso in postazione e non sentirsi
più le dita a furia di sbattere
tastini davanti
ad un PC; ma tant'è, tutto è bene quel che finisce bene... o almeno
lo spero, nel senso che voglio sperare che la cosa non abbia
ulteriori strascichi perché altrimenti è la volta buona che quel
postaccio di merda lo rado al suolo una volta per tutte.
Il
posto in questione, per chi ancora non l'avesse capito, è la sede
INPS di Via Lenin a Roma, dalla quale dipenderebbe (condizionale
obbligatorio) il sottoscritto per tutte le questioni che riguardano
la sua previdenza sociale, la cassa malattia e l'assistenza al
reddito... se solo qualcuno si fosse degnato di prendere in mano la
cosa.
O
meglio: quando c'è da prendere
potete
star certi che si fanno in quattro e sono capacissimi di farti cagare
sangue in quanto l'INPS è di una brutalità senza pari quando deve
badare ai cazzi suoi; hanno veri e propri poteri
d'imposizione legale e
hanno tutto l'apparato repressivo dello Stato alle spalle per farsi
valere.
Peccato
che lo stesso non
avvenga
quando sono loro a
dover cacciare i quattrini.
Lo
so per certo non tanto per quello che m'è capitato personalmente ma
perché, in un epoca lontana lontana, l'azienda di cui facevo parte
aveva appioppato al sottoscritto, tra le tante, varie rotture di
coglioni aggravate e continuate, anche quella riguardante i
pignoramenti dei
beni contro
l'INPS per conto di studi di avvocati, patronati ed istituti di
credito di varia natura, in quanto l'ente era perennemente moroso
e
faceva di tutto per non evadere le pratiche di miriadi di aventi
diritto
che – per buona misura – si avvalevano alla fine agli auspici di
un buon legale ovvero di un patronato per poter ottenere quanto loro
spettava di diritto.
Purtroppo,
cosa tutt'altro che nuova in questo disgraziato Paese, ottieni
qualcosa sempre e
solo quando ci metti di mezzo l'avvocato o
chi per lui; purtroppo la domanda che mi sorge sempre spontanea a
questo punto – prettamente retorica perché tutti
in
un modo o nell'altro conosciamo la risposta – è sempre la stessa:
ma è mai possibile che in Italia, per poter ottenere non lo
straordinario ma semplicemente ciò che ci spetta o ci compete tocchi
sempre andare in lite ed ingrassare le legioni di azzeccagarbugli che
infestano come tante pulci su un cane la società civile?
Non
sarebbe molto più semplice che si badasse a chi accidenti si mette
dietro ad uno sportello ovvero dietro una scrivania per fare un certo
lavoro per evitare tutte queste beghe, queste inutili perdite di
tempo e soprattutto di quattrini.
Si
perché la gente sembra dimenticare che avviare una causa – anche
la più giusta e sacrosanta del mondo – costa
comunque
un pozzo di soldi
e anche quando va bene, si finisce spesso per fare pari e patta,
perché sarà anche vero che la parte perdente paga le spese
processuali ma l'avvocato intanto l'hai pagato
tu,
di tasca tua e se vuoi riavere indietro anche i soldi che hai speso
per il patrocinio legale che fai?
Intenti
un'altra causa contro l'ente per danni?
Spesso
e volentieri la risposta è SI e questo fa si che ci si ritrovi persi
in questo spaventoso circolo vizioso, il classico serpente che si
morde la coda e ci vogliono poi lustri perché se ne venga a capo.
Fortunatamente,
nel mio caso è bastato manifestare tutte
le mie buone intenzioni (si
fa per dire) attraverso una semplice raccomandata scritta dal mio
legale; il caso era così palese – trattandosi di un problema
interno all'ente
ed al suo farraginoso sistema informatico – che solo un cretino si
sarebbe messo nelle condizioni di provocare una reazione più
energica da parte del sottoscritto e del suo avvocato.
Anche
perché, se mi costringi
ad
adire sul serio le vie legali, non ti aspettare poi che mi accontenti
di quello che fino ad allora mi devi, col cavolo, ti lascio in
mutande e ti cito per danni morali
oltreché
materiali
e per il decuplo
di
quanto avresti più semplicemente fatto prima e bene a darmi.

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