Ovvero: le tre cose che muovono il mondo!

Come ebbe infatti a dire Rudyard Kipling in tempi non sospetti: "Tre sono le cose che muovono il mondo: Donne, Cavalli e Guerra" il che, tradotto in termini moderni vuol dire: Donne, Motori e Armi da fuoco!

WELCOME TO THE MAYEM!
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martedì 6 novembre 2018

Michael Moore è Michael Moore, si sa, però è vero che...

Si può essere più o meno d'accordo col ciccione col cappello da boscaiolo che ama fare documentari dissacratori sul suo stesso, ameno paesello (quello che va predicando libertà e democrazia, imponendola agli altri a suon di bombe, droni e missili deficienti ma dove in casa si trova soggetto di un fottuto regime pluto-fascista) ma una cosa è certa: fa pensare - se non hai la testa infilata nel culo, ovviamente - e spinge spesso a dubitare e verificare la veridicità di quanto afferma.

O almeno è questo l'effetto che ha sempre avuto sul sottoscritto, sicché, quando nel suo ultimo film, testé (indegnamente) trasmesso da quelle buone paste de La7, è partito il (puntuale) capitolo sulle connessioni (ormai più che acclarate, oltreché notorie) tra tutti i poLLiticanti a stAlle e strisce, in primis proprio i progressivissimi e popolari DemocraticHi (che praticamente, da quella banda di ipocriti matricolati qual sono, razzolano male a qualunque latitudine) e la fottuta banda bassotti della NRA, mi si è accesa una lampadina quando è venuto fuori, tra le altre cose, che anche il famigerato discorso della diffusione delle armi nella Terra dei Liber(ticid)i è quanto meno inesatto ed ho perciò voluto verificare quanto ci fosse di vero e quante cazzate ci avessero fin qui rifilato.

Il risultato delle mie ricerche alla fine è stato questo articolo pubblicato ben due anni fa che riporta puntualmente e con dovizia di particolari la situazione, così come elaborata dall'ultimo censimento nazioAnale e rimasto - ahimè! - fin qui sconosciuto al sottoscritto.

Quel che ne viene fuori è a dir poco sconcertante, perché viene fuori che il "paese più armato del mondo" in realtà non lo è o meglio, che, così come per la ricchezza, anche le armi sono appannaggio di una esigua minoranza e che - e questo è per me il dato più conturbante - solo il 3% dell'intera popolazione degli Stati (dis)Uniti d'Ammerreka è il reale detentore di oltre la metà dell'arsenale circolante nel paese!

Alla luce di questi fatti, non si può fare altro che porsi la fatidica pregunta: ma davvero questa banda di peracottari pensa di dare lezioni di democrazia agli altri quando in casa sua di fatto è ostaggio di un manipolo di cialtroni, tant'è che non si riesce in nessun modo a mettergli un freno?

Paradossalmente la risposta è che - in effetti - quello della (presunta) diffusione delle armi da fuoco nel paese per la politica è un non-problema proprio perché riguarda in definitiva poco più di 1 'merrikano su 5.
Il fatto poi che questo 1/5 degli abitanti faccia poi parte della lobby più potente del paese in termini di fatturato (e di...sostegno alla pollitica - capisc'a'mme) di certo aiuta la nomenklatura al poDere a guardare da un'altra parte.

Resta però il fatto che, in un paese non dico democratico ma anche solo civile, il peso dell'opinione pubblica, specialmente se sostenuta dalla stragrande maggioranza del paese reale, avrebbe dovuto spingere qualunque governo che non sia una dittatura oligarchica a prendere decisamente posizione contro la summenzionata esigua minoranza ma ancora una volta (e non lo dico io, ma è la tesi alla base del film/documentario di Moore) si dimostra nei fatti che la civilerrima democraticissima Ammerreka è in realtà una dittatura bella e buona, con l'unica differenza - rispetto alle altre dittature del continente - che non fanno sparire la gente - almeno per il momento - e che preferiscono prendersela con gli alieni piuttosto che con i cittadini residenti.

Spero ardentemente che questo ameno spettacolo venga visto anche da tanti dei miei amicHi, specialmente quelli americanofili senza se e senza ma, soprattutto da quelli che si sono sperticati per quel mignottone di Ilaria Clintone e che ancora stanno masticando amaro e sputando veleno a quasi due anni di distanza.

L'ho sempre detto e lo ribadirò finché campo: Donaldo Trombetta sarà pure un puzzone, forse nutre anche velleità autocratiche - altra tesi sostenuta dal nostro regista con la camicia a scacchi - ma se avessimo avuto come presidentA quella tronfia scoreggia radical-chic sul libro paga di tutti i peggiori potentati finanziari e mega-corporativi a livello planetario, sarebbe stato molto, ma molto peggio.

Perché Barakka Obama ha mostrato la via (e se qualcuno vedrà il film, capirà di che parlo, se non è completamente obnubilato) ma Ilaria avrebbe sicuramente fatto il passo successivo ed ulteriore, mentre il puzzone in chief che siede oggi alla Domus Albula in fin dei conti si è limitato finora a sparare cazzate che quasi sbordano nello schizofrenico ma non ha autorizzato alcuna black op, né tanto meno ha spedito droni a bombardare a tradimento a casa d'altri, tanto per fare un esempio.

In compenso sta piantando un chiodo dopo l'altro sulla bara degli (ormai morituri) Stati Uniti d'Ammerreka e il bello è che lo fa col placet dell'apparato industriale-militare - che è quello che ci sta guadagnando e che guadagnerà in futuro dalle lucrose commesse che lo zio Sam gli sta prospettando - mentre chi si straccia le vesti, gridando al destino cinico e baro, sono solo la massa degli speculatori e dei grassatori che sotto l'illuminata (sì, con la 230V) guida delle amministrazioni demofraciche hanno fatto e disfatto il mondo (quello reale, non quello delle quotazioni di borsa su un display di qualche trader) a loro immagine con le conseguenze che tutti oggi ben conosciamo.

E solo per questo, anche se certamente a Michael Moore (e non solo) dispiace tanto, gli farei un monumento!

martedì 31 luglio 2018

Mark Zuckerberg is the new: “Avere la faccia come il culo”


Sì, avete capito bene, perché bisogna avere davvero la faccia come il culo per pretendere di mettersi a fare il Grande Fratello della grande rete globale, il vigilante che castiga il malcostume altrui, quando hai le chiappette chiacchierate, decine di migliaia di cause pendenti nelle aule di giustizia di 7/8 dell’orbe terracqueo e – dulcis in fundo – una denuncia da parte dei tuoi stessi azionisti per aver mentito spudoratamente (fosse la prima volta, tra l’altro) sull’andamento del lupanare che amministri, sul costante calo di utOnti e il conseguente crollo dei ricavi, come potete voi stessi verificare leggendo la notizia (che è già vecchia di qualche giorno ma passata rigorosamente sotto silenzio sui media nazionali) pubblicata da TGCom24: http://www.tgcom24.mediaset.it/economia/facebook-arriva-la-prima-causa-contro-la-societa-e-zuckerberg-per-il-tonfo-in-borsa_3154772-201802a.shtml

E queste sono le parole d’ordine: calo degli utenti (che non vogliono più essere utOnti e come tali tartassati e presi costantemente per il culo) e il crollo del lucro che da essi proviene.
Perché, non smetterò mai di ripeterlo, c’è una ragione se c’è quell’ameno pulsantino col fottuto pollicione sotto qualunque puttanata venga postata su Facebook, così come c’è una ragione per il clickbaiting più becero che da sempre impazza su questo cazzo di (dis)social e sono i soldi: più clicchi, più il sor Mark introita, più i suoi sciacal… pardon, azionisti sono grassi, ricchi e contenti!

Peccato che, da qualche tempo a questa parte (diciamo da che è scoppiato negli States lo scandalo legato al Russiagate da parte della ormai defunta Cambridge Analytica) Zuckerberg e i suoi sysop si siano messi in testa di diventare i poliziotti del web, con conseguente censura e messa al bando di migliaia di utenti che – come il sottoscritto – stufi marci di essere sottoposti al vaglio da parte di un fottuto algoritmo (scritto coi piedi, tra l’altro e che non è in grado di distinguere il contenuto di un post), hanno scelto di migrare verso altri lidi dove non arriva la dittatura radical-chic fighetta e (pseudo) buonista (ma real-fascista) di questi ammassi semoventi di materia organica anfibia.

Sì, avete capito bene: anche il sottoscritto ha definitivamente mollato quella specie di lupanare informatico di Facebook, l’ho fatto dopo essermi ritrovato, per l’ennesima volta, il profilo bloccato ad insindacabile giudizio di un robot dopo aver subito per settimane le (nemmeno troppo sottili) minacce da parte del “team” della piattaforma concernenti alcuni miei post che – a detta loro – violano gli standard della comunità.

Dopo aver visto di quali post si trattava questa volta, mi ci sono fatta una risata e li ho ignorati platealmente ed è qui che ho commesso il crimine imperdonabile di lesa maestà: invece di prostrarmi e chiedere perdono in ginocchio (leggi: chiedere la revisione del giudizio), ho preso atto dell’ennesima violenza imposta sul sottoscritto e sono passato oltre.

In men che non si dica, ho avuto prima post censurati tout court, dopodiché siamo passati alle (nemmeno troppo velate) minacce di restrizioni sul profilo (puntualmente applicate, come ho poi saputo da amici e contatti) con l’oscuramento di ¾ dei post da me pubblicati nel corso dell’ultima settimana/dieci giorni, fino al blocco del profilo stesso, avvenuto proprio stamani, dopo esser stato informato che sono un fascista, razzista, xenofobo e omofobo (oltre che misogino, misantropo sed etiam licantropo) per aver osato scrivere le parole innominabili come negro, Hitler, Mussolini, gay, extracomunitario, omosessuale ma soprattutto frocio! (ahò, che volete, m’è scappato!) e il bello è che questi vocaboli facevano parte di post di denuncia ovvero di sfottò tra amici, scritti quando ero giovane e ingenuo, credevo ancora nella santità della libertà di pensiero e di libera espressione dello stesso, così come sancita dalla Costituzione vigente, soprattutto prima che prendessi la sana abitudine di… modificare talune parole proprio allo scopo di evitare contumelie e rotture di coglioni da parte dei fin troppi tizi che non sanno distinguere una battuta da un insulto.

Quel che mi fa più (amaramente) ridere è che tutto questo bailamme è iniziato quando ho avuto la pessima idea di iscrivermi ad un paio di gruppi chiusi su Facebook ufficialmente dedicati allo studio della storia militare.
Non l’avessi mai fatto!
A parte le continue contumelie, la gente che postava cose senza senso e completamente fuori tema o contesto e le fin troppe apologie di tesi quanto meno… controverse, diciamo così per carità di Patria, ho realizzato (troppo tardi) che per uno o due membri veramente interessati alla materia, ce n’erano a decine che appartenevano alle perniciose categorie dei revisionisti, negazionisti, revanscisti e puri e semplici nostalgici (capisc’a’mme).

Praticamente mi sono segato i coglioni da solo ed esposto evidentemente alle antipatie dei tanti (diciamo pure troppi!) utOnti che ho segnalato in due mesi di attività agli amministratori e moderatori del gruppo, fino a che non ne ho avute davvero le scatole piene di fare lo sbirro conto terzi e me ne sono andato.

Dopodiché il resto lo conoscete anche voi: io posso benissimo fare a meno di Facebook e delle sue menate, mentre Zuckerberg non può fare a meno dei poveri fessi come noi, che di fatto gli riempiamo le tasche con la nostra mera presenza e dal momento che sono stufo marcio di farmi prendere per il culo, il buon (sì, arrosto con le patate) Mark può benissimo baciarmelo (anche se non è carino come questo...)

sabato 28 luglio 2018

Sono un fottuto raSista, faSista e odio i zingheri, i neccri e li giudii...



...almeno ad insindacabile giudizio di un (cazzo) di algoritmo e/o sysop della premiata piattaforma patria di tutte le puttanate gombloddare e spargifuffa a livello planetario, l'unica, tra l'altro che si siano mai inculati a livello planetario per clickbaiting, vendita illegale di dati personali e tante altre amenità.

Sì, sto parlando proprio del sor Zuckerberg e della sua creatura: Facebook!

Dovete infatti sapere che quest'oggi ho avuto il mio profilo personale bloccato (senza preavviso, tra l'altro) per un post, purtroppo NON corredato, come è mio solito, da un link alla notizia ufficiale in quanto nessun quotidiano online ne ha (apparentemente e fino ad ora) dato notizia, tant'è che ne ha parlato il solo TG Regionale del Lazio.

La notizia - abbastanza grave, data soprattutto la situazione a dir poco invivibile che s'è creata in città da alcuni anni a questa parte - è che la stragrande maggioranza dei B&B e delle altre strutture che offrono "ospitalità" a stranieri e turisti in Roma è fuorilegge in quanto gestori e proprietari si guardano bene dal versare nelle casse dell'erario le imposte dovute per la cosiddetta tassa di soggiorno.

Intendiamoci, la tassa la computano (e anche bella salata!) agli ospiti ma poi "obliano" di versarla, di fatto intascandone illecitamente i proventi.
C'è di più - e di peggio - cioè che la grande maggioranza dei (troppi) alloggi e appartamenti di proprietà che sono stati trasformati in B&B (e che spesso fanno capo alla famigerata piattaforma Airbnb) in realtà operano in nero; è così che si spiega come ci siano numerosi appartamenti, anche in zone di pregio, occupati (spesso abusivamente, com'è il caso con cui ho a che fare io) da vera e propria feccia extracomunitaria, gente che non si sa chi sia, da dove venga, cosa ci stia a fare qui e apparentemente senza alcun mezzo (almeno non lecito) di sostentamento ma che sgancia cifre al limite della rapina per occupare questi alloggi.
Di più: molto spesso, proprio in questi immobili in affitto temporaneo avvengono strani traffici e via-vai a dir poco sospetti, con gente mai vista né coperta prima che va, viene, fa e disfà (ma in definitiva il più delle volte rompe il cazzo e anche parecchio alla cittadinanza autoctona e residente) senza alcun controllo.

In realtà, una mezza idea (diciamo così, per carità di Patria) su cosa avvenga in questi posti ce l'avrei e se non siete completamente scemi, le foto "a corredo" di questo post dovrebbero togliervi ogni dubbio su cosa intenda.

Tornando a bomba, in tutto questo, il sottoscritto, non potendo scrivere una filippica e dovendo quindi sintetizzare, ha lanciato questo strale, riportando in calce al post con dovizia il fatto che si trattasse comunque di una notizia ufficiale data dalla TV di Stato:

"Me pareva strano che se fossero messi tutti improvvisamente a fare gli affittacamere e che mostrassero tanta... ospitalità verso gli stranieri, ivi compresa la feccia extracomunitaria (vedi fronte casa del sottoscritto): e grazie al... incassano cifre da capogiro e non versano un centesimo al comune o all'erario!
Ma ha da fini' 'sta storia: casa per casa, col tetracloruro di titanio e le bombe a mano, li dovrebbero stanare, ospiti e ospitanti e fargli sputare fino all'ultimo centesimo, altro che le solite geremiadi che tutta la categoria (albergatori in primis) sta già ululando alla luna che "ha stato il fisco rapace e ke sennò si perdono postidilavoroh!1!!11"

Ordunque, per questo sono stato accusato (senza contraddittorio) di essere un hater (cioè uno che incita all'odio) e di aver fatto apologia dell'uso della violenza a sfondo razziale!
Quindi, d'ora in poi, se avete intenzione di incazzarvi contro delinquenti ed evasori fiscali sappiate che - secondo il sor Zuckerberg e i suoi scherani - siete un branco di biechi reazionari fascisti, razzisti e magari pure omofobi, che oggi va tanto di moda, e per questo i vostri post verranno cassati ed esposti alla pubblica esecrazione!

Ma andate a cagare, manica di ipocriti, che lo so IO a chi ho rotto i coglioni e no, non sono extracomunitari o stranieri ma alla legione di inserzionisti che spopolano su facebook e che ci scassano regolarmente 7/8 di cazzo con i loro annunci (mai sollecitati né richiesti, tra l'altro) sulle nostre bacheche!