...quella di aver scelto la più celebre anal queen del Belpaese come rappresentante dell'Itajia nella sfida calcistica con i krauti e infatti, come di prammatica, se la semo pigliata bellamente nel culo!!!
P.S. Tra l'altro, la scelta di Madison Ivy come rappresentante della Germania mi sembra abbastanza fuor di luogo, visto che la notoria brunetta fattona sarà pure nata a Monaco di Baviera ma è cittadina statunitense, sicché...
Ovvero: le tre cose che muovono il mondo!
Come ebbe infatti a dire Rudyard Kipling in tempi non sospetti: "Tre sono le cose che muovono il mondo: Donne, Cavalli e Guerra" il che, tradotto in termini moderni vuol dire: Donne, Motori e Armi da fuoco!
WELCOME TO THE MAYEM!
Come ebbe infatti a dire Rudyard Kipling in tempi non sospetti: "Tre sono le cose che muovono il mondo: Donne, Cavalli e Guerra" il che, tradotto in termini moderni vuol dire: Donne, Motori e Armi da fuoco!
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domenica 3 luglio 2016
martedì 28 gennaio 2014
La più... occidentale delle Idol giapponesi...
OK, io sono sempre contento quando
qualcuno che conosco o che apprezzo passa oltre, raggiungendo nuove
vette professionali però, porco cane, ultimamente è in atto una
vera e propria moria nell'ambito
del adult entertainment con
alcuni dei più bei nomi (diciamo così per carità di patria, va...)
del panorama hard che stanno passando en masse
al cinema mainstream.
Il
primo caso (e il più noto) che ho riportato su questa pagina,
qualche tempo fa se ricordate, è stato quello di Sasha
Grey,
passata ormai armi e bagagli al cinema di genere e ai serial TV, oggi
voglio affrontare un nome forse meno famoso alle nostre latitudini ma
che ha letteralmente spopolato... un po' più a oriente rispetto a
noi, in Giappone, per la precisione.
La
spettacolare starlette
di
oggi risponde al nome di Maria
Ozawa,
classe 1986
(poco più di una ragazzina, secondo i miei canoni attuali), ha
cominciato a calcare le scene come AV
Idol (lett.
Adult Video Idol)
nel 2005, appena diplomata, per la famigerata casa di produzione
nipponica S1
dove riscuote un successo pressoché immediato grazie alla sua
bellezza esotica
(!?)... si, perché a differenza delle sue colleghe, Maria ha un
fisico che assai poco richiama i canoni... classici della bellezza
muliebre nipponica, in quanto – a differenza della collega
americana di nascita ma etnicamente giapponese Asa
Akira
– la nostra bellezza di oggi è giapponese di nascita ma
etnicamente mista,
in quanto il padre è franco canadese.
È
uno di quei tipici casi in cui l'ibrido è migliore del purosangue,
in quanto Maria ha tutte le caratteristiche migliori di entrambe le
razze, quella nipponica e quella occidentale/caucasica, con un fisico
ben proporzionato e un viso dai lineamenti dolci ma con quegli
occhioni da cerbiattona che, personalmente, mi fanno svalvolare.
Ora
a differenza di quanto normalmente accade alle nostre latitudini, in
Giappone la differenza tra un'attrice/modella mainstream
ed
una del adult
entertainment è
molto sottile e a volte confusa, tant'è che vi sono state moltissime
attrici famose che sono transitate per il soft-core o per il porno
tour court, così come c'è tutta una generazione di AV idols che
passano tranquillamente nel mondo della TV o del cinema.
Da
quelle parti, insomma, non stanno tanto a guardare il capello e aver
fatto dei video hard non è qualcosa di cui vergognarsi, anzi: in
molti casi è considerato un trampolino di lancio per farsi conoscere
dal grande pubblico, lo stesso, cioè, che poi andrà a vedere i film
al cinema o in TV... da questo punto di vista sono molto meno
(falso)puritani e bigotti di noi occidentali.
Tra
l'altro, se una è brava è brava e Maria Ozawa evidentemente le sue
doti di attrice ce l'ha (dopotutto la sua carriera in video è
cominciata in realtà nel 2002, quando – ancora studentessa – ha
girato uno spot per la TV) ma ha abbracciato da subito la carriera di
AV idol
non per caso o perché è stata circuita da qualche vile mascalzone
ma perché è stata sempre una... appassionata del genere, molto
precoce, per di più: pare che amasse sollazzarsi davanti ad un bel
filmetto o con qualche giornaletto... porcelloso
già quando era al liceo, con le amichette ed è stata proprio una
sua compagnuccia di scuola ad introdurla ai set a luci rosse (che per
altro già praticava, anche se non è dato sapere chi
fosse o con quale nome lavorasse).
Com'è,
come non è, fatto sta che la Ozawa è passata tranquillamente dai
set hard a quelli cinematografici e televisivi senza colpo ferire,
dove ha guadagnato un buon successo, venendo richiesta anche
all'estero, anche se proprio fuori dal Giappone ha avuto le sue belle
grane, visto che gli altri paesi del sud-est asiatico non
sono altrettanto tolleranti e larghi di manica, come in Indonesia
(notorio feudo
islamico – ed
islamista – in Asia), dove la nostra ha lavorato in un film, salvo
venire aggredita dall'equivalente del MOIGE
nostrano
per il fatto di essere una (ex) attrice porno.
Tornando
a bomba, visti i suoi natali ed il fatto che (dicono) parla e scrive
meglio in inglese che in giapponese, Maria ha espresso più volte il
desiderio di... saltare al di là del Pacifico per... allargare i
suoi orizzonti professionali, diciamo così, anche negli States e sul
mercato occidentale in generale.
Peccato
che abbia però espresso più volte la sua smaccata preferenza per
i... pingoni made
in Japan,
rispetto a quelli nostrani.
Eppure
– vedendo le sue... evoluzioni ginniche in video – non sembra
affatto che la nostra mezza-giapponesina preferita abbia grossi
problemi con le rande di grosso cabotaggio... che sia un velato caso
di xenofobia?
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mercoledì 1 maggio 2013
Cari amici ho tre notizie, una buona, una cattiva e una pessima... da quale vogliamo cominciare, dalla cattiva?
Sono tornato, spero di farlo anche più
spesso di questi ultimi mesi ma ammetto che scazzo e inedia hanno
dominato le mie giornate... è dura la vita dell'inoccupato, ancora
di più quando non fai altro che sentire, tutti i santi giorni, anche
più volte al giorno, che per te non c'è speranza né futuro, a
quarantaquattro anni non ancora compiuti, tutto perché questo Paese
sta andando allegramente a puttane, in senso tutt'altro che lato e
metaforico tra l'altro, se la presenza di signore della notte (e
anche del giorno, lasciatemelo dire) è un segnale dell'andamento...
del mercato, visto che – almeno per quanto riguarda la piazza di
Roma – la prostituzione di strada è letteralmente esplosa
alla
faccia di quella mezza cartuccia del nostro esimio sindaco-sceriffo
de'noantri.
A
questo proposito, si lega la notizia buona, nel senso che riguarda
una delle starlette
del
adult
entertainment che
più stimo (o meglio, stimavo,
di più su questo dopo) quella piccoletta con gli occhi da
cerbiattona porcella, le tette piccole e un culetto da urlo che
risponde al nome di Sasha
Grey.
A
quanto pare, la nostra ha accettato di partecipare al rally
automobilistico Vladivostok-Mosca
e per giunta pare che
guiderà la macchina che fu di zio Vladimiro, Zar di tutte le Russie,
nel percorso di 9.000 chilometri che dalla punta della Siberia la
condurrà nel cuore della Russia europea.
Ed
ora la pessima notizia,
perché è stato definitivamente confermato ciò che si sospettava
già da qualche anno, cioè che, dopo aver esordito (nel 2006) a soli
18 anni – veramente
barely legal secondo
gli standard ameridioti – nel mondo del hard ed essere stata
osannata ed acclamata come erede della mitica Jenna
Jameson, ed aver vinto una
sfilza di premi dal 2007 al 2011, ha abbandonato
la carriera di pornostar
per dedicarsi al cinema mainstream.
Le
avvisaglie, a dire il vero, c'erano state già nel 2009, quando Sasha
era transitata per il mondo del adult modeling per
alcuni tra i più osannati fotografi della scena californiana e aver
partecipato a spettacoli televisivi di vario genere e natura, tra i
quali quella discussa e controversa al Tyra Banks Show
dove, approfittando del fatto
che ha un fisico e una faccetta da ragazzina, cercarono di manipolare
le risposte da lei date durante l'intervista televisiva come
grimaldello con il quale scardinare il mondo del porno, con le accuse
più abiette e infamanti (e ovviamente, non comprovate né
dimostrabili), al che la nostra eroina, rigettò al mittente questo
tentativo eclatante di mistificazione affermando pubblicamente e a
chiare lettere che nessuno
aveva mai costretto lei o
qualunque altra delle sue colleghe, anche le più giovani, a
partecipare a film porno contro
la loro volontà, così
come le starlette che invadono la California meridionale in cerca di
fama e fortuna non sono
prostitute né
tossiche o ninfomani di cui si approfitterebbero legioni di magnaccia
senza scrupoli, ma professioniste,
libere e indipendenti (e ben pagate, tra l'altro, a differenza dei
colleghi maschi).
Ovviamente
questa affermazione ha scatenato un putiferio che ha messo però a
tacere per parecchio tempo bacchettoni, baciapile e benpensanti nella
terra dei liber(ticid)i e ben gli sta...
Nel
frattempo la Grey ha partecipato ad alcuni film – ha recitato anche
per Sodebergh, più mainstream di così... - continuato a fare la
modella ed ha avuto un ruolo stabile in un serial TV americano.
È
questa l'atroce
notizia: praticamente non vedremo mai
più –
a meno di un drastico ripensamento – le grazie della nostra bambi
porcella in azione, un vero peccato, lasciatemelo dire, perché Sasha
era diventata celeberrima per una ragione: da vera amica e fan di
Belladonna (la
regina incontrastata del sesso
estremo e
del fetish più
spinto) anche lei non si è mai fermata di fronte a nulla; non c'era
scena o atto che si rifiutasse di interpretare, anche perché, parole
sue, le piace praticare
e
sperimentare anche
nella vita reale, fuori dal set... tanto perché era solo un lavoro,
verrebbe da dire.
Peccato,
però allo stesso tempo, spero che le qualità interpretative di
Sasha (che ci sono, nonostante l'opinione male
informata delle
malelingue, dato che ho
visto di
persona alcune delle pellicole indipendenti e soft-core
che
ha interpretato di recente) vengano finalmente riconosciute come tali
e che la sua nuova carriera sia altrettanto brillante e costellata di
successi come quella che ha avuto nel mondo del hard
core.
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lunedì 10 dicembre 2012
Sono sempre i migliori che se ne vanno...
![]() |
| Due mostri sacri del Hard Made in Italy che non sono più tra noi: Riccardo Schicchi e la mitica Moana Pozzi |
In genere si dice così quando una
personalità va all'altro mondo, anche quando detta personalità in
vita è stata una pila semovente di escrementi,
però, questa volta, intendo seriamente dire quel che ho scritto.
Se n'è
andato – purtroppo anche in malo modo – il primo
uomo in
Italia che ha saputo smascherare baciapile e benpensanti, facendo si
che anche nel Belpaese potesse sorgere quella che è una vera e
propria industria
che
produce miliardi di
fatturato, affrancando il Paese dallo strapotere delle multinazionali
del sesso
che da sempre l'avevano fatta da padrone anche qui da noi.
![]() | |
| Uno dei primi, grandi successi di Schicchi: la famigerata Malù/Ramba poi approdata al cinema mainstream |
In
un'era in cui parlare di cinema hard o
anche semplicemente di erotismo spinto
era considerato tabù e tutto quel che girava nelle sale e nei locali
proveniva dai paesi Scandinavi ovvero dai mercati mitteleuropei,
Riccardo Schicchi
ebbe il coraggio di lanciarsi in un'avventura che gli avrebbe
procurato negli anni più di un grattacapo ma anche fama
imperitura come
il manager, produttore e regista più trasgressivo (ed innovativo)
d'Italia, grazie anche ad una scuderia di personaggi – uomini e
donne – che sono divenuti col tempo delle vere e proprie icone
del sesso
non solo qui da noi ma a livello internazionale, alcune delle quali –
vedi come massimo esempio il Rocco
Siffredi nazionale
– sono riconosciute ovunque come capisaldi inamovibili del genere
in tutto il mondo.
Solo
che a differenza del summenzionato Rocco
Tano (vero
nome di Rocco Siffredi), Schicchi non ha mai
abbandonato
l'Italia, continuando la sua opera di talent scout e di impresario
con la sua celeberrima agenzia Diva
Futura,
la stessa che nel corso di quasi 30 anni ha portato alla ribalta
figure come quelle di Ilona
Staller,
sua prima scoperta e prima partner in affari, passando per le varie
Ramba/Malù,
Mercedes Ambrus, Barbarella e Rossana Doll,
fino alla massima diva del genere nell'Italia degli anni '80, la
compianta Moana Pozzi che
ancora oggi è considerata la massima icona del proibito made
in Italy,
fino ad arrivare alle sue scoperte più recenti, Eva
Henger (una
vera e propria dea in terra a mio modestissimo parere) che fu poi sua
compagna anche nella vita, per finire con la meravigliosa bambola
venuta dal freddo,
quella Edelweiss che
ha turbato tante notti degli italici maschietti.
![]() |
| Baby Pozzi e il Rocco nazionale, un altro "colpo da maestro" del nostro: siamo ancora negli anni '80, praticamente la preistoria del genere hard in Italia |
![]() |
| Mercedes Ambrus, siamo già negli anni '90 |
Scusate
l'entusiasmo, mi sono lasciato trasportare.
![]() |
| La grandissima - anche in termini di umanità e generosità - Eva Henger, compagna sul set e nella vita di Schicchi per molti anni... |
Tutte
cose, queste, che lo portarono prima ad entrare nel Partito
Radicale
– con il quale lanciò con una mossa a sorpresa che lasciò di
stucco il mondo intero la sua socia di sempre, Ilona Staller
(Cicciolina per gli ignoranti) in Parlamento – salvo fondare poi il
fallimentare Partito
dell'Amore che
partecipò – pur non vincendole – alle elezioni nazionali,
durante le quali la summenzionata Moana
Pozzi,
in qualità di candidata alle politiche, mise in difficoltà, con la
sua arguzia e la sua intelligenza, anche pezzi grossi della politica
nostrana come i defunti Giorgio
Almirante e
Vittorio
Spadolini...
altro che pollastra ebete tutta culo e tette!!!
![]() |
| E l'ultima grande scoperta di Schicchi: la spettacolare Edelweiss! |
Se
a questo aggiungiamo poi che il buon Riccardo era già
malato di
diabete mellito
possiamo
dire che il suo destino era praticamente già
segnato:
è infatti deceduto, ormai quasi cieco e ormai incapace perfino di
reggersi in piedi questa mattina al Fate Bene Fratelli di Roma,
amorevolmente accudito fino all'ultimo dalla sua ex-moglie e una
delle sue più grandi scoperte, Eva Henger.
Una
fine ben triste per chi del culto dell'immagine e della bellezza
muliebre aveva fatto le sue fortune...
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giovedì 27 settembre 2012
Dal Giappone con furore: Asa Akira
In pochissimi anni di carriera (ha
cominciato a... calcare le scene nella seconda metà dello scorso
decennio) ha accumulato una serie impressionante di crediti, film,
apparizioni e soprattutto premi, premi a non finire per le sue
performances disinibite e al
limite dell'acrobatico.
Per di
più è una delle pochissime anal queen con
un pedigree asiatico purosangue... con un palme res di
questo calibro, come non potevo innamorarmene perdutamente?
Si, è
vero, io in fatto di donne non faccio distinzioni: di qualunque razza
o colore sia, una bella femmina è comunque una bella femmina...
però, come tutti, ho i miei punti deboli
e questi sono le ragazze dell'Est e
le asiatiche, con una
particolare predilezione per le giapponesi e
le coreane.
Sarà
anche vero che in genere le nipponiche non sono dei... fulmini di
guerra in quanto a sex appeal (ma forse è anche questo che le rende
– a me come a tanti altri otaku ossessionati
dal paese del sol levante – così desiderabili) però quando se ne
trova una bella (secondo i nostri canoni che non
sono
affatto simili a quelli dei maschi del Tennō)
ti caccia
letteralmente gli occhi dalle orbite
per fascino e – perché no – per la mera carica
sessuale che
emanano.
Asa
Akira è
una di quelle tigri asiatiche mangiatrici di uomini dalla quale
chiunque abbia un po' di sangue nelle vene vorrebbe farsi sbranare,
io di sicuro!
Un
fisico statuario, un volto da bambola, due occhi da cerbiatta ed una
sessualità prorompente da far camminare i locomotori... per non
parlare di cosa non è capace di fare davanti ad un obiettivo; non
c'è corpo
a corpo che
la spaventi, sia che si tratti di incontri uno-contro-uno
ovvero
sola
contro tutti,
anche se non disdegna di avere come... compagne
di giochi altre
ragazze, possibilmente toste e ben disposte come lei.
E
a differenza della stragrande maggioranza delle performers
asiatiche
del panorama hard statunitense, Asa non
è
la classica nippoamericana
nata
e cresciuta negli States, che quindi di asiatico ha ormai ben poco: è
nata e cresciuta in Giappone e solo più tardi, da adolescente, si è
trasferita aldilà dello stagno Pacifico negli Stati (dis)Uniti
d'America.
Certo,
un difettuccio – almeno per me – ce l'ha ed è la pessima
abitudine che
ha preso nella Terra
dei Liber(ticid)i di
coprirsi il corpo di tatuaggi...
se ne contano almeno una mezza dozzina a... deturpare
(pensatela
come volete, a me tutto 'sto inchiostro sulla pelle da fastidio!)
quello che è altrimenti un corpo da dea.
Spero
solo che non arrivi agli eccessi che ho visto su altre sue colleghe,
splendide femmine, vere e proprie macchine
da sesso
che il buon dio nella sua infinita saggezza ha voluto disseminare su
questa valle di lacrime, che non hanno più un centimetro
quadrato
di pelle libera da questi invadenti disegni.
Per
il resto va benissimo così.
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sabato 25 agosto 2012
Da macchina da primato a più grande sòla della storia.
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lunedì 25 gennaio 2010
La Regina delle Gang Bang: Annabel Chong
Così come tutti, cultori e non, conoscono Linda Lovelace per lo (allora) scandaloso “Gola Profonda”, sono certo che anche il nome di Annabel Chong, sexy diva degli anni '90 sia in qualche modo un nome “di casa” non fosse altro per la sua (allora) incredibile performance del 1995, nota come La più grande Gang Bang del Mondo in cui la nostra “eroina” prese di petto (si fa per dire) 70 cazzoni a più riprese, fino ad ottenere lo stupefacente totale di 251 amplessi completi nell'arco di 10 ore.
Di tentativi, veri o fasulli, di infrangere questo record ce ne sono stati vari, ma non è di questo che voglio parlare, bensì proprio della protagonista di questo primo exploit, la summenzionata Annabel Chong, personaggio quanto meno particolare ed affascinante, non fosse altro per la sua filosofia – che ha sempre difeso a spada tratta – che l'ha spinta ad entrare nel mondo dell'hard.

A ben vedere, la Chong non è certo una delle performer più longeve: ha iniziato la sua carriera nel 1994 ed è uscita definitivamente di scena nel 2003, girando poco più di una 50ina di film in totale.
Annabel Chong, al secolo Grace Quek, classe del 1972, nata a Singapore da una famiglia cattolica e benestante, si rivela fin da piccola una ragazza dall'intelligenza brillante e vivace, frequenta gli istituti più illustri del suo Paese fino al trasferimento a Londra, per perseguire gli studi in legge grazie ad una borsa di studio.
Fino ad allora, è solo Grace Quek; assumerà il suo nom de guerre come Annabel Chong solo nel 1994, dopo essersi trasferita negli States per seguire il corso di laurea in Studi di Genere presso la University of Southern California.
Annabel ha infatti abbandonato gli studi in legge a Londra senza dire niente a nessuno, molto probabilmente a causa dello stupro di gruppo di cui è stata vittima in quella città: una sera, mentre vaga per la città 'mbriega come 'na cucuzza, accetta di fare sesso con uno sconosciuto abbordato su un bus... il tizio si presenta invece con un nutrito gruppetto di “amici” e tutti insieme appassionatamente, le fanno la festa.
Ora, chiunque presumerebbe che – dopo un'esperienza del genere – la vittima si sarebbe ritirata in fortezza vita natural durante... invece Annabel decide di dare una svolta alla propria vita inseguendo la teoria, che le sta particolarmente a cuore, che i concetti di maschio = gallo e cacciatore così come quello di femmina = damigella in pericolo, succube preda sessuale non siano che dei costrutti; di fatto le femmine possono (e a mio modesto parere, sono) essere aggressive e vogliose quanto – se non più – dei maschi.
Non sta scritto perciò da nessuna parte che una donna che abbia più rapporti con più uomini debba necessariamente essere una vittima.
Tutto questo si traduce in una tesi di laurea, che le vale il diploma a pieni voti ed in una serie di prestazioni in video che stressano il rapporto multiplo e contemporaneo con più partner alla volta – la cosiddetta gang bang, appunto – dove però si vede che chi se la comanda è lei e non i tanti lui della situazione.
Scoperta (in tutti i casi) dal regista e produttore John T. Bone, considerato una leggenda del settore in quegli anni, che ne individua immediatamente le qualità e le asseconda in toto, Annabel scala in brevissimo tempo le vette delle classifiche hard, fino al tentativo di record del mondo di gang bang che diverrà poi uno dei best sellers in assoluto del genere hard, il summenzionato The World's Biggest Gang Bang.
La cosa più incredibile, a parte il dubbio record (così si espressero al tempo vari commentatori) della Cheng è, secondo me, è un'altra, cioè il fatto che – per cotanta epica impresa – la nostra “eroina” non abbia ricevuto il becco di un quattrino, nonostante le fossero stati promessi ben $ 10,000 che tra l'altro servivano all'allora 22enne per pagarsi gli studi, cosa che l'ha spinta così ad intensificare l'attività di pornostar negli anni 1995-99 per incrementare il budget.
Di fatto la sua carriera cessa nel 2000, dopo l'uscita, nel 1999 del film documentario Sex: The Annabel Chong Story nel quale l'attrice e ora regista e produttrice si rivela al mondo, comprese le sue idee e le sue tesi sulla sessualità umana e l'imposizione di ruoli preconcetti, che ottiene un enorme successo di pubblico e di critica, nonostante si tratti di un film decisamente “duro” che non risparmia niente e nessuno, compresa la stessa Chong.
Dal 2000 al 2003 Annabel Chong si dedica quasi completamente alle attività di produzione, regia e di webmaster per il suo sito, con pochissime performance a suo credito, fino all'annuncio che “Annabel è morta” dato dalla stessa Chong ai suoi fans.
A differenza di molte altre stelle dell'hard, Grace Quek ha tagliato i ponti una volta per tutte con il suo alter ego: in una intervista abbastanza recente si è detta estremamente sorpresa del fatto che Annabel possa “ancora destare interesse dopo tutti questi anni”.
Dulcis in fundo, l'epopea di questa schiva diva è tornata recentemente alla ribalta grazie a due opere, una letteraria, l'altra teatrale, ispirate direttamente al suo personaggio ed alla prestazione da record del 1995: lo scrittore noir statunitense Chuck Palahniuk ha infatti pubblicato nel 2008 il romanzo Snuff (in Italia Gang Bang), mentre l'autore singaporeno Ng Yi-Sheng ha portato sulle scene le sue vicende in 251, opera del 2007, per la regia di Loretta Chen.
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martedì 12 gennaio 2010
Ode alla mia Diva, alla mia Musa...
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