Ovvero: le tre cose che muovono il mondo!

Come ebbe infatti a dire Rudyard Kipling in tempi non sospetti: "Tre sono le cose che muovono il mondo: Donne, Cavalli e Guerra" il che, tradotto in termini moderni vuol dire: Donne, Motori e Armi da fuoco!

WELCOME TO THE MAYEM!
Visualizzazione post con etichetta Televisione. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta Televisione. Mostra tutti i post

martedì 14 giugno 2016

Piccoli fregnacciari (televisivi) crescono... e noi paghiamo!

ODIO profondamente i nostri giornalettai che non perdono mai l'occasione per spacciare qualche castroneria come vangelo, dimostrando, ancora una volta, una partigianeria ed una ignoranza a dir poco sesquipedali.

Novello (si fa per dire) osso della contesa, il massacro di Orlando.
Non una volta, non due ma ben TRE volte nel giro di due minuti (tanto dura il servizio del TG) hanno ribadito la stessa scemenza.

"In Ammerreka è facilissimo procurarsi armi da guerra..."

Davvero? Ne siete proprio sicuri-sicuri?
Perché anche nella terra dei liber(ticid)i il possesso di armi militari e/o da guerra è proibito dalle leggi federali, così com'è proibito il possesso di armi "automatiche" (cioè in grado di sparare a raffica) a meno di possedere una specifica, costosissima licenza, rilasciata non dalle autorità statali ma FEDERALI e come tale registrata nei database della FBI a Washington D.C.

La stragrande maggioranza delle stragi che hanno piagato gli USA (e non solo, basta pensare al neonazi norvegese Anders Breivik) sono state compiute con carabine semiautomatiche basate essenzialmente su due modelli: l'AR-15, progettato da Eugene Stoner alla fine degli anni '50 ed adottato poi negli anni '60 (in versione militarizzata, a fuoco selettivo) dalle FF.AA. 'mmerekagne come M-16 in occasione del coinvolgimento in Vietnam ovvero il Mini-14, progettato da Ruger, dell'omonima compagnia, nei primi anni '70 (tanto per capirci, era il fucile usato dai personaggi dell'A-Team) ma che non ha mai goduto dell'adozione - nonostante la successiva, ulteriore "militarizzazione" del modello - da parte di alcun esercito, trovando però favore presso le forze di polizia statale/rurale in buona parte degli States (e non solo).

Il fatto che queste armi abbiano un background "militare" ha fatto si che negli States vengano da alcuni anni definite "assault weapons" ma NON sono armi militari/da guerra, sono armi civili e quindi di libera vendita, senza licenza nel territorio di quasi tutti gli stati dell'Unione.

Ma volete mettere, sparare il notizione in prima pagina del pazzo che si è "procurato" una "arma da guerra" per compiere il massacro?
Perché, cari i miei giornalettai, il vero problema in Ammerreka non sono le armi militari ma proprio le carabine leggere di piccolo calibro e ad alta velocità, magari acquistate con caricatori ad alta capacità (che sono per esempio proibiti nel Belpaese e in buona parte dei paesi occidentali) che permettono di esplodere in pochi secondi decine di colpi e che sono reperibili in qualunque armeria ed anche nei punti vendita di alcune catene di grande distribuzione.

Per non parlare dell'aberrazione, tutta statunitense (ignorata da grandissima parte dei nostri giornalettai) che vede la libera vendita (si, ma solo per corrispondenza!) di appositi kit di modifica per permettere di trasformare le armi semiautomatiche regolarmente in vendita di cui sopra in armi automatiche ovvero in grado di esplodere raffiche controllate di 3 o più colpi, un caso di schizofrenia legislativa da manuale.
 
Quindi, cari i miei avvoltoi, meno chiacchiere e più informazione, specialmente quando lavorate per la TV pubblica, quella pagata coi soldi nostri, per capirci!

martedì 28 gennaio 2014

La più... occidentale delle Idol giapponesi...


OK, io sono sempre contento quando qualcuno che conosco o che apprezzo passa oltre, raggiungendo nuove vette professionali però, porco cane, ultimamente è in atto una vera e propria moria nell'ambito del adult entertainment con alcuni dei più bei nomi (diciamo così per carità di patria, va...) del panorama hard che stanno passando en masse al cinema mainstream.

Il primo caso (e il più noto) che ho riportato su questa pagina, qualche tempo fa se ricordate, è stato quello di Sasha Grey, passata ormai armi e bagagli al cinema di genere e ai serial TV, oggi voglio affrontare un nome forse meno famoso alle nostre latitudini ma che ha letteralmente spopolato... un po' più a oriente rispetto a noi, in Giappone, per la precisione.

La spettacolare starlette di oggi risponde al nome di Maria Ozawa, classe 1986 (poco più di una ragazzina, secondo i miei canoni attuali), ha cominciato a calcare le scene come AV Idol (lett. Adult Video Idol) nel 2005, appena diplomata, per la famigerata casa di produzione nipponica S1 dove riscuote un successo pressoché immediato grazie alla sua bellezza esotica (!?)... si, perché a differenza delle sue colleghe, Maria ha un fisico che assai poco richiama i canoni... classici della bellezza muliebre nipponica, in quanto – a differenza della collega americana di nascita ma etnicamente giapponese Asa Akira – la nostra bellezza di oggi è giapponese di nascita ma etnicamente mista, in quanto il padre è franco canadese.

È uno di quei tipici casi in cui l'ibrido è migliore del purosangue, in quanto Maria ha tutte le caratteristiche migliori di entrambe le razze, quella nipponica e quella occidentale/caucasica, con un fisico ben proporzionato e un viso dai lineamenti dolci ma con quegli occhioni da cerbiattona che, personalmente, mi fanno svalvolare.

Ora a differenza di quanto normalmente accade alle nostre latitudini, in Giappone la differenza tra un'attrice/modella mainstream ed una del adult entertainment è molto sottile e a volte confusa, tant'è che vi sono state moltissime attrici famose che sono transitate per il soft-core o per il porno tour court, così come c'è tutta una generazione di AV idols che passano tranquillamente nel mondo della TV o del cinema.

Da quelle parti, insomma, non stanno tanto a guardare il capello e aver fatto dei video hard non è qualcosa di cui vergognarsi, anzi: in molti casi è considerato un trampolino di lancio per farsi conoscere dal grande pubblico, lo stesso, cioè, che poi andrà a vedere i film al cinema o in TV... da questo punto di vista sono molto meno (falso)puritani e bigotti di noi occidentali.

Tra l'altro, se una è brava è brava e Maria Ozawa evidentemente le sue doti di attrice ce l'ha (dopotutto la sua carriera in video è cominciata in realtà nel 2002, quando – ancora studentessa – ha girato uno spot per la TV) ma ha abbracciato da subito la carriera di AV idol non per caso o perché è stata circuita da qualche vile mascalzone ma perché è stata sempre una... appassionata del genere, molto precoce, per di più: pare che amasse sollazzarsi davanti ad un bel filmetto o con qualche giornaletto... porcelloso già quando era al liceo, con le amichette ed è stata proprio una sua compagnuccia di scuola ad introdurla ai set a luci rosse (che per altro già praticava, anche se non è dato sapere chi fosse o con quale nome lavorasse).

Com'è, come non è, fatto sta che la Ozawa è passata tranquillamente dai set hard a quelli cinematografici e televisivi senza colpo ferire, dove ha guadagnato un buon successo, venendo richiesta anche all'estero, anche se proprio fuori dal Giappone ha avuto le sue belle grane, visto che gli altri paesi del sud-est asiatico non sono altrettanto tolleranti e larghi di manica, come in Indonesia (notorio feudo islamico – ed islamista – in Asia), dove la nostra ha lavorato in un film, salvo venire aggredita dall'equivalente del MOIGE nostrano per il fatto di essere una (ex) attrice porno.

Tornando a bomba, visti i suoi natali ed il fatto che (dicono) parla e scrive meglio in inglese che in giapponese, Maria ha espresso più volte il desiderio di... saltare al di là del Pacifico per... allargare i suoi orizzonti professionali, diciamo così, anche negli States e sul mercato occidentale in generale.

Peccato che abbia però espresso più volte la sua smaccata preferenza per i... pingoni made in Japan, rispetto a quelli nostrani.
Eppure – vedendo le sue... evoluzioni ginniche in video – non sembra affatto che la nostra mezza-giapponesina preferita abbia grossi problemi con le rande di grosso cabotaggio... che sia un velato caso di xenofobia?

venerdì 24 maggio 2013

Il MOIGE colpisce ancora...

...o quanto meno ci prova, per l'ennesima volta, con la sua politica dello scaricabarile delle responsabilità delle masse di (pseudo)genitori cerebrolesi nei confronti della prole imbelle o sciroccata che troppo spesso finisce per fare notizia per fatti di cronaca più o meno nera.

L'ultima boutade della perniciosa organizzazione genitoriale riguarda il caso della quattordicenne che si è buttata dalla finestra in quel di Novara per le puttanate diffuse (pare) dai suoi coetanei sulla patria di tutte le puttanate, Facebook; sia come sia, ben otto di questi... bravi ragazzi sono stati indagati dalla procura del capoluogo piemontese per cyberbullismo e istigazione al suicidio nei confronti della ragazzina.

Da quel poco che è dato sapere al momento, sembra che ci siano già dei riscontri, ancorché tardivi: pare che sui... giocattoli elettronici degli indagati in erba siano stati rinvenute addirittura foto a carattere pedopornografico, come a dire che cominciamo bene e sin dalla più tenera età a fare puttanate.
Tornando a bomba, quello che mi sta mandando letteralmente al manicomio, invece, sono proprio le... notizie collaterali sulla vicenda, come appunto la notiziona che il famigerato MOIGE1 invece di fare più bella figura andandosi a nascondere sotto una pietra, ha approfittato ancora una volta dell'occasione, per farsi sotto con la magistratura ed ha presentato denuncia addirittura contro Facebook!

Ora, a parte che una multinazionale delle dimensioni della summenzionata piattaforma di putt... ahem!... di social network se ne batte tranquillamente le balle delle idiozie di una qualunque congregazione di dementi, dal momento che ha sede all'estero, vorrei che qualcuno mi spiegasse, in modo logico e inoppugnabile la ragione per la quale, se anche volesse intervenire, la dirigenza di Facebook dovrebbe anche solo prendere in considerazione le demenziali proposte dell'associazione fascistoide dei genitori talibani d'Italia.

A questo punto, sarà forse il caso di vedere cosa chiedono i bei tomi del MOIGE: in realtà è storia vecchia, pretendono semplicemente di scaricare le responsabilità che sono prerogativa dei genitori di tutto il mondo – come l'obbligo di sorveglianza e custodia dei loro teneri virgulti – sulle istituzioni ovvero sulle compagnie che gestiscono le varie attività sul web.
In pratica, pretendono che quello che non è riuscito finora nemmeno alle peggiori dittature né alle lobby ameridiote che – negli anni della amministrazione Bush – hanno cercato con ogni mezzo di imbavagliare la rete ovvero di stabilire per legge cosa noi si debba vedere, quali notizie leggere, dove navigare e tutto, ovviamente a solo, esclusivo vantaggio delle tasche dei maggiorenti e degli azionisti delle peggiori società di banditi che ancora oggi infestano il web.

Invece, cari i miei Genitori Impediti Associati la responsabilità di quello che fanno i vostri pargoli, quando sono sul web e non solo, era, è e rimarrà sempre e solo vostra e a nessuno può o deve essere demandato il potere di decidere al posto nostro cosa possiamo fare oppure no sul web.

E se questo Paese fosse anche solo a malapena normale, a questo punto mi aspetterei come contromossa una bella causa per danni contro il MOIGE da parte di Facebook.

Perché se un branco di bambocci rozzi, imbelli e ignoranti si può permettere di fare e dire quel cazzo che vuole sulle pagine dei social network, non è colpa della piattaforma, qualunque essa sia, ma del fatto che VOI, quelli che queste jene le hanno messe al mondo, siete troppo impegnati a farvi i cazzi vostri o che – peggio mi sento – non avete la più pallida idea di come si facciano i genitori.

Purtroppo fare figli non può essere impedito a nessuno, men che meno agli imbecilli ed a quanto pare proprio agli idioti viene fin troppo naturale mettere al mondo carrettate di esimie teste di minchia; ma questo non vuol dire che il fatto che siano tutti – genitori e figli – degli emeriti idioti possa essere presa come giustificazione per scaricare le proprie responsabilità, anche quelle stabilite per legge, sulle istituzioni, pubbliche o private che siano.

Cari signori e signore del MOIGE, i figli sono i vostri, nessuno vi ha obbligati a metterli al mondo, quindi sciroppateveli e morite felici invece di scassare la minchia a chi non c'entra niente e che – a differenza di voialtri – il cervello lo usa anziché mandarlo all'ammasso e che soprattutto le sue responsabilità se le assume, sempre e comunque!

1 Movimento Italiano Genitori per chi non lo sapesse, è l'associazione a delinquere che da più di 20 anni pretende, in nome della difesa dei pargoli (debosciati) d'Italia, di mettere il bavaglio a radio e TV prima e sul web oggi. Per dirla in breve, sono gli stessi che – sotto altre spoglie – ci cagavano il cazzo quando eravamo ragazzini perché guardavamo Mazinga e Devilman ed eravamo tutti, secondo il loro insindacabile parere calato dall'alto, un branco di pazzi, depravati e maniaci sessuali con tendenze omicide perché guardavamo i cartoni animati giapponesi.

domenica 10 febbraio 2013

Che banda di ipocriti cialtroni...


Che questo sia un paese di bacchettoni ipocriti e benpensanti credo sia ormai un dato acquisito, ma che anche quelli che (a parole) vogliono castigare ridendo mores, autoproclamandosi paladini del senso comune nel senso di voler svergognare in piazza gli italici malcostumi e le storture su cui campa questo paese, si rivelino alla fine degli emeriti sepolcri imbiancati attenti a non urtare il comune sentire (o meglio ancora, i dictat del colle – no, non del Quirinale ma di quello Vaticano) non mi sta più tanto bene, a maggior ragione quando questi begli esempi ci vengono dati da chi si è costruito (a tavolino) la fama di essere una trasmissione di denuncia.

Parlo delle famose (o meglio, famigerate) Iene televisive, che si sono da sempre fregiate di essere i paladini del politically uncorrect rivelandosi invece per quello che sono: un branco di servetti prezzolati al soldo del padrone... il problema è cercare di capire chi sia il padrone, o meglio i padroni visto che – a mio modesto parere – ne hanno più d'uno.

Tutto è cominciato con un servizio sulla prostituzione nella terra dei Krauti che mi è stato segnalato da un amico. Dal momento che chi mi segue – dentro e fuori il web – sa benissimo come la penso sull'argomento, pare che tutti i miei amici e conoscenti facciano a gara nello scovare e ritrasmettermi tutti i video che riescono a trovare sul web.

L'ultimo di questi era ripreso proprio dalla famigerata trasmissione Le Iene di Italia 1 ed è andato in onda, a quanto ne so, il 2 maggio del 2012 (roba recente, quindi); trattava, come s'è detto, dello scottante argomento facendo vedere come viene praticato il mestiere più antico del mondo in Germania, all'indomani (si fa per dire) della liberalizzazione e depenalizzazione dell'attività di meretricio nella terra di Goethe.

Già da questo incipit ho capito subito che si stava andando a calpestare un oceano di cacca, perché la prostituzione in Germania è legale da tempo immemorabile... ciò che è stato fatto, semmai, è legalizzare l'unica attività che è sempre stata proibita in quel paese dai tempi del Terzo Reich (per quanto riguarda la Repubblica di Weimar infatti non ho notizie attendibili), cioè l'apertura di bordelli, case di tolleranza, lupanari, postriboli, case chiuse, chiamatele come cacchio volete.

È stata questa la brillante mossa del governo teutonico: consentire ad imprenditori privati di aprire e gestire postriboli a norma di legge, con tanto di prelievo fiscale, controlli sanitari e via discorrendo, un modo assai efficiente per combattere efficacemente il fenomeno, altrimenti incontrollabile, dello sfruttamento della prostituzione, che sta invece martoriando paesi che fino ad oggi sono sempre stati considerati all'avanguardia in questo campo come – ad esempio – l'Olanda, dove recenti ricerche hanno stabilito che – soprattutto per quanto riguarda le ragazze dell'Est Europa, quasi i ¾ delle prostitute che esercitano nei famosi distretti a luci rosse delle città olandesi, siano di fatto delle schiave soggette alle vessazioni di protettori e magnaccia, né più e né meno di quanto accade (purtroppo) spesso e volentieri anche alle nostre latitudini.

Va da sé che nel paese dei tulipani la costituzione di bordelli o case di tolleranza è assolutamente proibita, quindi il controllo che le forze dell'ordine possono (o vogliono) esercitare è assai sporadico e a macchia di leopardo e conseguentemente inefficace.

Tornando ai crucchi, il servizio faceva vedere un lussuoso locale, una specie di spa o centro benessere con tutti i crismi, completo di sauna, docce, vasche per idromassaggio, sale massaggi e anche una sala relax con buffet annesso, dove succulente e discinte hostess vagano come api di fiore in fiore, cercando il cliente da rimorchiare per una bella marchetta, che viene poi consumata nelle camere – appositamente attrezzate – al piano superiore.

Tutto molto lindo, molto bello... peccato che questa sia solo una delle tante facce della medaglia, quella più fighetta, patinata e trendy, per gente che ha soldi da spendere, insomma, visto che in questi posticini ci sono solo pezzi di gnocca di primissima scelta che prendono dai cinquanta euro in su per una mezz'ora di... lavoro e che solo per entrare occorre pagare un biglietto piuttosto salato (quello imposto dal locale in questione si aggirava sui sessantacinque euro, se non ricordo male), mentre le... consumazioni sono a parte...

La realtà è che esistono numerosissime tipologie di locale, da quelli più alla buona a quelli più deluxe, da quelli che sono semplici, classici bordelli vecchio stile a quelli che incorporano all'interno bar, ristoranti e birrerie, alle sale relax ai centri benessere appunto.

Solo che a questi marpioni di Italia Uno faceva più comodo far vedere il top della linea che la tipologia più classica (e diffusa), quella dove entri, paghi, scopi e te ne vai.
Poi ci sono le tipologie intermedie, dove paghi un fisso all'ingresso e poi puoi fare quello che vuoi per quanto tempo vuoi... ovviamente il prezzo varia in base al servizio richiesto (o erogato, perché non c'è uno standard accreditato) e (immagino) alla qualità delle entreneuse.

Tornando a bomba, quello che mi ha fatto storcere il naso è stato in primo luogo questa... distorsione della verità operata dagli ero(t)ici inviati delle Iene e in secondo luogo la loro farisaica modestia nei confronti dello spettatore italiano.
Nel servizio infatti intervistano prima il proprietario/manager del locale e poi una delle ragazze che vi lavorano, scelta appositamente per fare da cicerone (assolutamente anonima e con tanto di maschera sul viso) in quanto dotata di una padronanza delle lingue notevole.

E qui viene il bello, perché entrambe le interviste, sottotitolate in italiano sono state rilasciate in inglese lingua che anche qui da noi capiscono in parecchi.
E qui casca l'asino, perché ascoltando le risposte e leggendone la traduzione a video mi sono reso immediatamente conto che qualcosa non andava... voglio dire, non è che abbiano stravolto il senso delle risposte, ma è stato il lessico adottato che mi ha fatto girare le palle.

Perché, per esempio, alla domanda tipica (e idiota) “ma cosa fate poi in queste stanze con i clienti?” (risposta: e cosa cazzo vuoi farci, visto che siamo in un lupanare – di lusso, ma sempre di un lupanare si tratta – brutto idiota che non sei altro?) la ragazza molto cortesemente risponde: “si danno baci normali (perché, esistono anche quelli anormali?), ci si accarezza, si fa sesso orale e sesso normale (ancora co'sta storia del normale!?)”.

Peccato che la risposta originale (in inglese) fosse invece: “kissing, petting... blow jobs of course and fuck...” cioè: pacchiamo, spompiniamo e (ovviamente) scopiamo...

OMMIODDIO!!!

ma che davvero? Che brutte cose... ora mi domando e dico: perché distorcere le risposte, pensate forse che in Italia siamo tutti un branco di bambocci cerebrolesi che non sanno come vanno certe cose e che si scandalizzano per un... pompino, quando poi tutti i giorni che ha fatto dio abbiamo i nostri amati politicanti che sparano sfondoni ad ogni ora del giorno e della notte, davanti a tutti e che fottono con il culo degli italiani da mane a sera?

Banda di ipocriti saccenti, supponenti e soprattutto mistificatori della realtà; mai che ci sia una volta che ce la contino giusta, ma sempre addolcita e addomesticata a loro uso e consumo.
Che poi, mi sono chiesto, che senso ha fare questo bel servizio carino e pulito?
Serve forse ad aprire la strada perché anche in questo cazzo di paese si possano aprire lupanari come quello mostrato in TV, bello, lindo, tranquillo e per ricchi?

Volevate vedere delle vere PUTTANE!? Eccovele servite su un
piatto d'argento: le trovate tutte le settimane su ITAJIA UNO!
Che bisogno c'è, visto che già ci sono, in Italia, specie nel ricco nordest, con una sola piccola differenza: che qui da noi strutture del genere al momento sono illegali e quindi che chi ci lavora, li gestisce o li frequenta commette un reato penale per il quale rischia l'arresto in flagranza, la carcerazione ed il rinvio a giudizio.

Solo che è altrettanto noto chi sono in genere gli avventori di questi stabilimenti.

E non siamo né io, né voi...

domenica 7 ottobre 2012

Quanta insalata per un po' d'olio...

Che in questo paese oggi come oggi non ci stiamo più con la testa credo sia ormai cosa nota e risaputa... un ventennio di Berlusconi-pensiero ha lasciato il segno e creato un popolo di ebeti, buoi e schiavi della ghiandola mammaria anche oltre ogni più perversa aspettativa da parte del dittatorello di Arcore e dei suoi fedelissimi tirapiedi (oddio, che poi così fedeli non sono, basta guardare il gran casino in cui naviga oggi il Popolo della Libertà - condizionata, limitata e a tempo determinato - per rendersi conto che sono finiti i bei tempi).

Ma che addirittura, con tutti i casini che abbiamo, la maggiore preoccupazione delle italiche genti sia incentrata sulla sorte delle Veline di Striscia la Notizia, bhé, questa proprio mi mancava... certo, la notizia per me cade quale fulmine a ciel sereno, dal momento che a me della trasmissione di Ricci non me ne può fregare di meno, in quanto la ritengo una insulsa e plateale presa per il culo dal momento che vorrebbe castigare ridendo mores andando in onda proprio nella patria della peggiore monnezza che esista al'interno dell'italico panorama radiotelevisivo.

Dire Mediaset/Canale5/Rete4/Italia1 e accostarvi serietà/moralità/onestà non è un esercizio nell'assurdo: è una contraddizione in termini, tant'è che – personalmente – non vedo le trasmissioni di queste reti (a parte qualche – raro – serial TV) da almeno due lustri, Striscia l'immondizia... pardon... la notizia men che meno, anche perché i suoi vari conduttori mi stanno cordialmente sul culo, con la loro saccente supponenza mentre trovo che proprio il loro... punto di forza, cioè le tanto osannate Veline, urtano la mia sensibilità per quanto sono dozzinali e soprattutto impedite.

Tornando a bomba, pietra dello scandalo, che tanta levata di scudi avrebbe generato nella redazione e nell'italica gente, sarebbero gli scatti hot che la neo-velina Giulia Calcaterra avrebbe realizzato quando ancora non se la incul... *ahem!*... non la conosceva nessuno – né tanto meno la (cosiddetta) giuria che l'ha selezionata – che starebbero ora mettendo in pericolo la prosecuzione del suo rapporto di lavoro con la trasmissione di Antonio Ricci per violazione del... codice deontologico e morale di Striscia!?!?!

MUHAHAHAHAHAHAHAHAHAHA-AH!!!!

Ma che stiamo scherzando!?

Cioè, il fatto che una sciacquetta, selezionata per sculettare e mettere le sue grazie in mostra in prima serata su Canale 5, abbia fatto du' foto in mutandine e reggiseno è causa sufficiente e necessaria per cacciarla via?
Voglio dire: cacciare una perché si spoglia (più o meno, in realtà molto meno che più) dal più grande lupanare a cielo aperto che esista nel Belpaese, cioè quella TV commerciale e spazzatura che di culi e tette in bella mostra ha fatto la sua bandiera (e la sua fortuna, non dimentichiamocelo)?

E dove sarebbe lo scandalo? Non certo nelle fotografie che impazzano sul web e sui vari giornalacci scandalistici, visto che la (finta) bionda di Striscia ha in quelle foto a mio avviso lo stesso sex appeal che mi genera la visione di un paracarro... ah, ma leggo che c'è di più e di peggio per la cupa decisione che si starebbe prendendo sulle sorti della ragazza: avrebbe (orrore!) indossato una pelliccia in uno dei suoi set fotografici e (ah! Quale ignominia!) avrebbe maltrattato il suo cane fino ad ordinarne la soppressione!?

E 'sticazzi non ce lo mette nessuno?!

Voglio dire: a parte che tutte queste... notizie non sono altro che illazioni non suffragate da alcuna prova ma poi, se anche fosse, sarebbero questi i motivi che destano scandalo?

Macchissenefrega!?

Io, di sicuro no.
Certo, una che si prende un cane per poi trattarlo di schifo – se è vero – merita tutto il mio (e altrui) disprezzo ma sulla storia che lo avrebbe fatto sopprimere poi... ma davvero la gente crede che sia così facile far abbattere una bestia in salute ovvero nel pieno delle forze senza motivo?
Nessun veterinario sopprime un animale se non ce n'è motivo, per quante possano essere le insistenze del padrone a meno che non sia malato ovvero pericoloso e non gli venga in questo caso ordinato dall'autorità.
E a me non risulta che la neo-velina abbia questi poteri di imposizione legale.

In quanto alle supposte foto senza veli che impazzerebbero per il web, ma stiamo davvero scherzando? Ma le avete viste?

In questo post ne ho inserite alcune: tutte quelle che ho trovato sono sullo stesso tenore e anzi, ho selezionato proprio le più... osé (mi viene da ridere solo a menzionare la parola); ditemi adesso voi dov'è la parte scandalosa in questi scatti.

Avrei capito l'indignazione dei prodi redattori di Striscia se la nostra avesse approfittato della subitanea fama dovuta alla sua... elezione per fare un servizio fotografico hard per qualche rivista patinata che va per la maggiore oggi nelle edicole ovvero se avesse avuto dei trascorsi occulti come divetta dei porno fatti in casa... ma tutta questa storia secondo me sa tanto di sottile vendetta da parte del patron di qualche altra sciacquetta in odor di velina scartata alla... selezione pubblica di quest'anno (diomio, mi viene da vomitare solo a pensarci).

Adesso chiedetemi ancora perché sono dieci anni che non vedo più Striscia.

martedì 29 maggio 2012

Non è possibile...





Non ci posso credere!
i maledetti traduttori italioti hanno colpito ancora.
Ma dove cacchio la prendono questa gente, al supermercato!?
La comprano un tanto al chilo o la trovano direttamente in regalo nei pacchetti delle patatine?
E soprattutto, possibile che non ci sia un UOMO, uno vero, con le palle, che conosca un minimo di terminologia militare negli staff dei traduttori impiegati nei serial TV o si usano solo fighette uscite dal corso di lingue della scuola interpreti di Trieste?

La domanda è tutt'altro che peregrina, vista l'ennesima castroneria cui ho appena assistito.
Pietra dello scandalo, questa volta, il telefilm FALLING SKIES nel quale si narrano le vicende di una banda di freedom fighters terrestri impegnati a combattere un (apparentemente) invincibile invasore alieno, che viene trasmesso per la prima volta in chiaro su Cielo, il canale di Sky sul digitale terrestre.

Tralasciamo il fatto che mi sono reso conto che lo stavo guardando a serial bello che iniziato e lasciamo perdere quindi il fatto che – avendone visto solo un paio di episodi – mi sono perso il grosso della vicenda, sono stato folgorato per due castronerie, una più grossa dell'altra, che denotano – nel caso servisse un'ulteriore conferma in tal senso – quanto cialtroni siano i distributori italioti nello scegliere gli staff di traduzione ed adattamento quando decidono di acquistare un qualsiasi serial TV ameridiota o britone... ammesso e non concesso che molte parole e frasi nella lingua di Shakespeare hanno significati diversissimi a seconda del contesto in cui vengono pronunciate ma – vivaddio – non è così in quasi tutte le lingue del mondo?

Basta prestare un minimo d'attenzione alla situazione per arrivare al giusto significato da attribuire ad una frase o ad una parola, no?

Anche in italiano – per esempio – il verbo attingere nella sua accezione più comune vuol dire levare, tirar su l'acqua da un pozzo, un recipiente o una fonte... ma è anche vero che può significare anche toccare, raggiungere, ottenere... è il contesto che da il significato più esatto al verbo, tant'è che in gergo tecnico-militare, attingere qualcosa o qualcuno vuol dire colpirlo ergo averlo raggiunto non certo con una carezza ma con una cazzo di pallottola, magari nel cranio!

Quindi, la prima cosa che una qualunque persona che usi semplicemente il cervello, prima di riportare il significato di una frase dovrebbe quanto meno verificare il contesto, l'ambito in cui tale frase viene detta e/o scritta.

È solo così che i per me ignoti autori dell'adattamento itajiano di Falling Skies avrebbero potuto evitare l'ennesimo merdone ma – a questo punto – è per me più che evidente che a questa gente l'idea di verificare le cavolate che vanno scrivendo (e che verranno poi diffuse ad imperitura memoria sulla TV nazionale quando non su un supporto digitale come accadrà presto anche per questa serie) non passa nemmeno per l'anticamera del cervello, così come non hanno fatto alcuno sforzo almeno per cercare di comprendere la situazione nella quale si sviluppano dialoghi e vicende...

perché solo così facendo avrebbero potuto evitare di tradurre per l'ennesima volta la parola inglese TANK con l'italiano SERBATOIO!

Si, avete inteso benissimo: tank = serbatoio, quando anche i sassi, nell'uso comune, usano quella parola – anche qui, in Italia – per definire un fottuto CARRO ARMATO!!!

il famigerato 'bossolo' in Uramio Impoverito
E non è che ci volesse una grande scienza per comprendere che di mezzi co



razzati si stava parlando; voglio dire: la storia è ambientata dopo una invasione militare aliena, i protagonisti sono dei guerriglieri umani, guidati, com'è abbastanza ovvio, da un militare (o ex-militare, questo non l'ho capito) così com'è appurato che il personaggio che esprime il concetto è un esperto in armi ed esplosivi e che in quanto tale sta cercando un mezzo per abbattere gli altrimenti invincibili soldati meccanici alieni, quindi, se il tizio dice, rigirando tra le mani una cartuccia recuperata dal relitto di un mezzo alieno: “questi fottuti alieni sono bravi a riciclare le cose... guarda qui, il bossolo è fatto con lo stesso metallo dei mech... sembra l'uranio impoverito che usavano i militari per costruire i loro...” provate un po' a completare la frase; secondo voi per che cosa i militari potrebbero mai aver usato il metallo più denso conosciuto?

Certo, in prima istanza, trattandosi anche di munizioni, mi sarebbe venuto da pensare ai famigerati proiettili in uranio esaurito ma si da il caso che il tizio pronunci (in inglese) la parola TANK quindi, secondo voi, di che accidenti sta parlando?

Di serbatoi.
Il famigerato TANK

Cacchio, come ho fatto a non pensarci prima?
È così ovvio!
Dopotutto tutti sanno che le forze armate del nostro pianeta sono i maggiori utilizzatori di serbatoi del mondo, no?

E l'altra chicca, quella secondo la quale certe espressioni del gergo militare vanno tradotte pedissequamente senza nemmeno badare all'assonanza nella lingua di Dante, che – mi hanno insegnato a scuola – è una lingua notoriamente eufonica?

È del tutto normale quindi, quando si provi a tradurre l'enunciato ACCEPTABLE LOSSES tenendo semplicemente presente che in inglese spesso e volentieri la sintassi funziona al contrario e che lo stesso personaggio che pronuncia la frase ci ha testé fornito il contesto nella quale dobbiamo inquadrare la frase asserire che: “In gergo militare queste si chiamano... accettabili perdite”.

ACCETTABILI PERDITE!?!?

E questo allora di che è fatto? Di latta?
Ma che cacchio vuol dire in italiano?
Semmai saranno PERDITE ACCETTABILI, fottuta miseria, che è un concetto non poi così alieno anche alla parlata di tutti i giorni, specie con tutta la prosopopea con la quale ci hanno fatto una testa tanta a partire dal 11 settembre in poi.

Errore forse veniale ma che dimostra un'assoluta noncuranza per il lavoro che si sta svolgendo e che – in tempi di crisi come quelli in cui stiamo vivendo – mi fa irritare ancora di più, pensando che c'è gente capace che magari sta a spasso o è costretta a fare lo schiavo a contratto in un call center mentre c'è un branco di fancazzisti incompetenti che occupa un posto di lavoro, magari anche ben remunerato, a uffo.