Parlo ovviamente delle merde umane
che compongono la famigerata mafia della
NRA ameridiota, i
difensori di ogni decerebrato insano di mente – ma armato fino alle
palle degli occhi – e del loro diritto
di
nuocere alla gente normale (o almeno, meno deficiente di loro) in
barba ad ogni più basilare regola di civiltà e di convivenza.
Si,
perché la notizia arrivata or ora dal Kentucky
ha
veramente dell'incredibile o meglio, è perfettamente credibile, una
volta che certe scelte e certi atteggiamenti vengono portati alle
loro (il)logiche conclusioni.
Detta
così, nuda e cruda, la notizia dice così: un bambino
di
cinque anni ha
sparato alla
sorellina di
due anni uccidendola.
Ohibò!
Che sia l'ennesimo caso di omessa
custodia da
parte di un genitore disattento del suo arsenale domestico?
No,
non proprio... perché gli ha sparato con il fucile
che
mamma e papà gli hanno regalato
per
il suo compleanno un
anno fa.
Personalmente,
io a mia nipote, quando ha fatto quattro anni, l'anno scorso, ho
regalato una bambola vestita da sirena; quando si tratterà di fare
un regalo a mio nipote, per i suoi quattro anni, probabilmente gli
regalerò un secchio di costruzioni, una scatola di soldatini, un
libro di favole, non lo so ancora... di certo non mi passerebbe mai
per
l'anticamera del cervello di regalare – a nessuno
dei due
– un qualsivoglia strumento atto anche solo minimamente ad
offendere, specialmente considerando la... soglia di attenzione che
hanno di solito i genitori.
Che
poi, una volta superato il comprensibile shock per la notizia, il mio
cervellino ha cominciato – come sempre mi capita in queste
occasioni – a correre e sono così giunto ad un paio di
conclusioni, dopo attenta valutazione delle notizie attualmente
disponibili: quelle due emerite
teste di cazzo di
mamma e papà meritano seduta stante la perdita
coatta
della patria potestà sul piccolo killer e la carcerazione
a vita
per istigazione all'omicidio e per violazione
conclamata
della legge sulle armi.
Si,
perché anche
nella
terra dei liber(ticid)i ci
sono delle
leggi in
materia e sono abbastanza severe e per quanto mi è dato ricordare,
la legge federale
prevede il divieto
di possesso o di porto d'arma comune da sparo per i minori
di
anni dodici.
Come
mai, invece, il moccioso girava con una carabina calibro .22 con
tanto di munizioni
a disposizione in casa, a cinque anni di età? Di più, in quella
bella comunità di cerebrolesi, nessuno
si
è posto minimamente la domanda di cosa dovesse farci papà con una
carabina per
bambini dal
momento che il maggiore dei suoi pargoli aveva solo quattro
anni quando
gliel'ha comprata?
Questa
è una tragedia annunciata, la cui colpa ricade in definitiva su
tutta la
comunità dove è avvenuta, perché se un padre e una madre
dimostrano di non
avere una
testa,
è dovere dei
loro vicini, amici e congiunti farli ragionare, con le buone o con le
cattive.
Piangere
sul cadaverino di una bimba di due anni è troppo poco, troppo tardi.
A
costo di apparire cinico, a questo punto spero solo una cosa: che il
sacrificio della piccola Caroline –
così si chiamava – serva una volta per tutte a superare la becera,
idiota resistenza di quella parte del Congresso che mangia alla
greppia delle lobby degli armamenti così (in)degnamente
rappresentata dalla NRA, per mettere finalmente al bando negli Stati
(dis)Uniti d'America non solo le armi da assalto ma anche dire basta
a queste aberrazioni e alla proliferazione incontrollata delle armi
da fuoco anche ai
minorenni.
Post
Scriptum:
casomai qualcuno di voi pensasse che quella dei fucili
per bambini fosse
una boutade, vi fornisco seduta stante il link al maggior produttore
di questa tipologia di ordigni, in modo che possiate rendervi conto
di che cosa stiamo parlando.
E
non mi risulta che qualcuno, in tutto il resto del mondo, le
consideri dei giocattoli.
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