Davvero povera Italia,
ma non certo per i motivi che intende il divetto di Arcore... il
titolo di questo post è ripreso pari pari da quello pubblicato sul
sito di Tgcom24, il niusciànnel
made in Mediaset
che – ovviamente – tira l'acqua al mulino del padrone.
Eppure,
per una volta tanto, mi vede quasi
d'accordo...
si, perché – per come è stata esposta tutta la vicenda sin dalle
prime battute – siamo di fronte, a mio modestissimo parere, ad un
caso eclatante di malagiustizia o meglio, di sesquipedale
ignoranza da
parte di giudici e magistrati, che in qualunque altro Paese darebbe
immediatamente il non
luogo a procedere
per evidenti vizi di forma nell'enunciato stesso dell'accusa grazie
alla quale è stato possibile rinviare a giudizio i vari imputati.
Dal
momento che i giri di parole non sono il mio forte, tenetevi forte (e
scusate il gioco di parole) perché oggi ci andrò giù abbastanza
pesante, nel lessico, se non nelle intenzioni.
Cominciamo
subito col dire che l'accusa
non sta in piedi
e non per un cavillo, ma perché è formulata male, quasi contra
legem.
La
Grande B. è accusata del reato di PROSTITUZIONE
MINORILE...
immane, evidente cazzata, dal momento che è una puttana
minorenne che
può incorrere in questa fattispecie di reato, non certo
quell'imbel... imberbe pupone del capo del Popolo delle Libertà
(soppresse), che ha già passato da un pezzo la boa dei settanta.
Semmai,
a casa mia, lo puoi rinviare a giudizio per SFRUTTAMENTO
della
prostituzione minorile... anche così, però, la cosa non sta in
piedi, visto che – lo dicono i giudici – il nostro ometto è
accusato di essersela
fatta,
la prostituta minorenne (e a suon di migliaia
di euro in
denaro e regalie varie, tra l'altro), non di averla mandata a battere
il marciapiede.
Attenzione,
però, perché in
effetti,
se il nostro avesse davvero... usufruito
dei...
servigi
di Ruby
(al secolo Karima
El Mahroug)
allora si
che avrebbe commesso un reato, in quanto è proibito
in
Itajia andare a puttane, se la puttana in questione è minorenne.
A
questo punto, il buon (si, arrosto con le patate) Nicolò
“prescrizione” Ghedini avrebbe
qualcosa da ridire, in quanto, secondo loro, Ruby non
è
una prostituta, né lo è mai stata.
Mi
spiace per tutti i bacchettoni ed i benpensanti del Belpaese ma –
in effetti – in questo caso il Berlu non
avrebbe
commesso alcun
reato,
perché – per quanto la cosa possa dare fastidio o scandalo –
scoparsi una minorenne, purché dai 14 anni in su (16 nel caso in cui
il... vile
corruttore di fanciulle in fiore rivesta
un qualche ruolo di autorità) non
è reato!
Però,
la Boccassini afferma risolutamente che Karima El Mahroug è
o
è stata un
fior di mignotta, specie a 17 anni, quando è arrivata a Milano e che
sbarcava il lunario grazie alla sua conclamata attività di
meretricio... a questo punto, però, sorge spontanea la domanda: se
Ruby
è (era) una puttana, perché non
l'hanno sbattuta dentro un carcere minorile ipso
facto?
La
legge italiana attualmente
in vigore (e
non mi pare che sia stata cambiata di una virgola) prevede
espressamente l'arresto
per
le prostitute minori di anni 18;
se
vuoi battere, nel Belpaese, non c'è problema ma devi
essere
maggiorenne,
altrimenti commetti un reato
penale,
né più e né meno come chi con te ci viene a letto.
Unica
eccezione prevista alla regola è che la puttanella non
è
perseguibile se viene dimostrato che non
si
prostituisce di sua spontanea
volontà.
Insomma,
le schiave
sessuali sono
esenti dagli strali della italica (in)giustizia (e ci mancherebbe
pure...).
Ma
a questo punto, la Procura di Milano deve fare pace col cervello e
stabilire, una volta per tutte, se Ruby è (o era) una puttana oppure
no e – se si – dimostrare che veniva ignobilmente sfruttata da...
da chi? Lele Mora? Annalisa Minetti? Emilio Fede?
Silvio
Berlusconi, decisamente no, perché se Fede è accusato di essere un
procacciatore di allegre donnine, Mora un immondo pappone e la
Minetti poco più che una maitresse
(nonché
custode di quell'immane lupanare
a cielo aperto
che era l'Olgettina), il Berlu no, dato che è stato accusato di
essere il fruitore
finale
dei servigi della morona marocchina... nonché di tutte le altre
fanciulline coinvolte a vario titolo nella vicenda.
Eppure,
che io mi ricordi, nessuno
dei tre coimputati è stato accusato del reato di riduzione
in schiavitù delle
olgettine,
men che meno della famigerata Ruby Rubacuori,
semmai sono accusati di favoreggiamento
e
sfruttamento
della prostituzione – anche
minorile
– ed è per questo che, se è vero, dovrebbero marcire in galera
per un congruo numero di anni, sempre secondo le norme vigenti in
materia.
Quindi
rimane ancora l'arcano mistero del perché
si
sia optato per questo... trattamento
di favore per
Ruby, che anzi, a sentire l'intrepida procuratrice dell'accusa,
sarebbe una vittima
e
non una colpevole.
In
pratica, abbiamo rigirato per l'ennesima volta la LEGGE,
ad uso e consumo di chi (a quanto pare) usa l'arma giudiziaria contro
chi gli sta sulle palle, con i soliti due pesi e due misure Cicero
pro domo procurae e
con buona pace della placca che in ogni aula di tribunale recita che
La Giustizia è Uguale per Tutti.
Perché
il padrino di Arcore potrà pure stare sul culo a due terzi delle
italiche genti, specie a quelle che non hanno mai rubato o inciuciato
in vita loro e che meriterebbe – si – di marcire in galera, non
fosse altro che per i soldi pubblici che lui e la sua ganga hanno
sperperato in immani,
inutili cazzate
negli ultimi vent'anni, così come per aver riveduto e (s)corretto la
Legge a suo uso e consumo ma – e qui lo dico e qui lo nego –
personalmente voglio vederlo dietro le sbarre per i danni che ha
fatto e i soldi che si è inculato, non per una accusa che non
sta in piedi
e che domani potrebbe essere smontata dal primo giudice che – in
Cassazione – si ricordi di prendere in mano il Codice e vedere cosa
c'è scritto.

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