Dopo eoni che non mi faccio vivo su questa paginetta, quale cosa migliore, per rinverdire i fasti, che ricominciare postando questa amena notizia di cui il noto (?) sito di informazione (!?) InterNapoli ha deciso di renderci edotti?
La notizia di per sé, per quanto mi riguarda, vista la scarsità di informazioni pertinenti ed il fatto che solo il "giornale" online succitato l'abbia riportata, farebbero sinceramente pensare ad una bufala colossale ma diciamo che, per una volta, la prendiamo per buona.
A questo punto, dopo aver letto e considerato l'articolo Fa causa all'hotel per sapere chi è il padre di suo figlio passiamo a qualche doverosa considerazione.
Ordunque, vai in albergo, ti fai sbattere come una cagna in calore per 3 giorni di fila - e fin qui, tutto bene, chi sono io per censurare codesto comportamento? Anzi, beato chi se l'è goduta, magari capitasse una cosa così! - dopodiché fai il pancotto e dopo la bellezza di sette anni dall'evento, decidi di mettere in croce il tuo (a questo punto, inconsapevole) partner di un week-end di baruffe e gozzoviglie?
E a quale titolo? Ah, già, perché costui sarebbe il padre di tuo figlio e quindi è ovvio sed etiam scontato che te lo deve crescere, giusto?
E invece NO, manco per il cazzo.
In primo luogo, perché sei una povera deficiente a far sesso con uno (o più) sconosciuto senza prendere un minimo di precauzioni (avete presente quel cosetto di gomma o lattice noto come condom, goldone, guanto o come cacchio lo volete chiamare?), a meno che, beninteso, tu non abbia magari detto che prendi la pillola.
Perché in quel caso, non sei solo stupida, ma pure stronza e il pensiero che tu l'abbia fatto apposta a questo punto diventa più che un sospetto.
Secondo punto, ma non meno importante, te ne esci come i dolori dopo più di un lustro dal fattaccio e pretendi cosa? A casa mia, dopo 5 anni, non trattandosi di conseguenza di reato o atto di violenza, la cosa è caduta in prescrizione anche dal punto di vista legale e se anche così non fosse, non c'è legge al mondo che possa costringere qualcuno a riconoscere chicchessia come figlio, anzi!
Tra l'altro, ultimo punto dirimente, vuoi ottenere il mantenimento dal (presunto) padre, perché magari navighi in cattive acque e fai causa ad una catena di alberghi? Perché per queste cose c'è il gratuito patrocinio, giusto?
E invece no: non solo ti devi pagare il leguleio ma dopo la sentenza ti accolli pure le spese processuali!
Quindi non solo sei zoccola e stupida ma magni pure pane e volpe la mattina...
Per finire, tanto di cappello al (ignoto) magistrato di vattelappesca per aver emesso cotanta salomonica sentenza, perché evidentemente ha intuito (così come credo l'abbia fatto il 90% di chi ha letto di questa vicenda) che tutta 'sta manfrina non è che un tentativo (maldestro) di accollare a qualcuno il risultato di una tua cazzata.
Come dico sempre in questi casi: l'hai voluto tu, il funerale è il tuo, muori felice!
Ovvero: le tre cose che muovono il mondo!
Come ebbe infatti a dire Rudyard Kipling in tempi non sospetti: "Tre sono le cose che muovono il mondo: Donne, Cavalli e Guerra" il che, tradotto in termini moderni vuol dire: Donne, Motori e Armi da fuoco!
WELCOME TO THE MAYEM!
Come ebbe infatti a dire Rudyard Kipling in tempi non sospetti: "Tre sono le cose che muovono il mondo: Donne, Cavalli e Guerra" il che, tradotto in termini moderni vuol dire: Donne, Motori e Armi da fuoco!
WELCOME TO THE MAYEM!
mercoledì 17 maggio 2017
Questa proprio me mancava...
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mercoledì 12 ottobre 2016
Altro che "andiamo a comandare"; andate a nascondervi, piuttosto!
Vi è mai capitato di andare incontro ad una cocente delusione, dopo aver ottenuto l'oggetto dei vostri desideri?
Si?
Bene, allora, come dicevano gli antichi: mal comune, mezzo gaudio...
Ma mezzo un cazzo, altroché storie, che ancora sento il bruciore per questa novella inculata testé rimediata.
Voglio dire: aspetti un anno per poter mettere le mani su una certa pubblicazione, per una volta in un lustro riesci a metterci le mani sopra direttamente in edicola, al prezzo normalmente previsto e cosa scopri?
Che la nuova edizione è praticamente la brutta copia, riveduta e (s)corretta, dell'edizione dello scorso anno!?
Per chi non l'avesse ancora capito, sto parlando dell'Annuario Armi 2017 edito dalla famigerata C.A.F.F. editrice, che nell'edizione attualmente in edicola ha davvero superato ogni livello di cialtroneria.
Praticamente il 90% del volume attuale è la fotocopia dell'edizione 2016, fin nei minimi dettagli.
Il restante 10% consiste di poche pagine rielaborate con Photoshop per mischiare un po' le carte e far si che l'incauto utOntO non si renda conto del fatto che - in essenza - mancano da questa nuova edizione qualcosa come il 15-20% dei modelli presentati nell'edizione precedente.
Certo, ci sono nuovi modelli inseriti qua e là... si e no una dozzina sulle tanto vantate 2300 schede... e per inserire questa... immensa mole di dati (!) mi cancelli decine di modelli di altre aziende?
Anzi, no: mi cancelli direttamente le pagine di aziende intere, che sono letteralmente sparite nel nulla!
Adesso non vorrei essere ipercritico ma, sant'Iddio, questo ammasso di carta lo pubblicate una volta l'anno... mi dite che cazzo avete fatto negli ultimi 12 mesi, lì alla C.A.F.F.? Vi siete masturbati a morte? Perché altrimenti non si spiega un lavoro così... raffazzonato, considerando soprattutto che per questa... pubblicazione fate scucire la modica cifra di 12 euro ziokagnaccio!
Questo è uno di quei casi da manuale in cui mi sale il veleno e la carogna sussurra dolcemente al mio orecchio: CAMBIATE LAVORO se non siete capaci di farlo, magari lasciandolo fare a chi ne ha davvero voglia o almeno che ha intenzione di perderci un po' di tempo per sistemare le cose perché non si veda che avete fatto semplicemente copia-e-incolla!
Insomma, per farla breve, fatte salve le considerazioni fatte per l'Annuario 2016, sugli evidenti limiti dell'attuale panorama armiero italiano, se avete ancora quel volume, risparmiate i vostri soldi e lasciate perdere l'acquisto di questa "nuova" edizione; sinceramente, non ne vale la pena!
Si?
Bene, allora, come dicevano gli antichi: mal comune, mezzo gaudio...
Ma mezzo un cazzo, altroché storie, che ancora sento il bruciore per questa novella inculata testé rimediata.
Voglio dire: aspetti un anno per poter mettere le mani su una certa pubblicazione, per una volta in un lustro riesci a metterci le mani sopra direttamente in edicola, al prezzo normalmente previsto e cosa scopri?
Che la nuova edizione è praticamente la brutta copia, riveduta e (s)corretta, dell'edizione dello scorso anno!?
Per chi non l'avesse ancora capito, sto parlando dell'Annuario Armi 2017 edito dalla famigerata C.A.F.F. editrice, che nell'edizione attualmente in edicola ha davvero superato ogni livello di cialtroneria.
Praticamente il 90% del volume attuale è la fotocopia dell'edizione 2016, fin nei minimi dettagli.
Il restante 10% consiste di poche pagine rielaborate con Photoshop per mischiare un po' le carte e far si che l'incauto utOntO non si renda conto del fatto che - in essenza - mancano da questa nuova edizione qualcosa come il 15-20% dei modelli presentati nell'edizione precedente.
Certo, ci sono nuovi modelli inseriti qua e là... si e no una dozzina sulle tanto vantate 2300 schede... e per inserire questa... immensa mole di dati (!) mi cancelli decine di modelli di altre aziende?
Anzi, no: mi cancelli direttamente le pagine di aziende intere, che sono letteralmente sparite nel nulla!
Adesso non vorrei essere ipercritico ma, sant'Iddio, questo ammasso di carta lo pubblicate una volta l'anno... mi dite che cazzo avete fatto negli ultimi 12 mesi, lì alla C.A.F.F.? Vi siete masturbati a morte? Perché altrimenti non si spiega un lavoro così... raffazzonato, considerando soprattutto che per questa... pubblicazione fate scucire la modica cifra di 12 euro ziokagnaccio!
Questo è uno di quei casi da manuale in cui mi sale il veleno e la carogna sussurra dolcemente al mio orecchio: CAMBIATE LAVORO se non siete capaci di farlo, magari lasciandolo fare a chi ne ha davvero voglia o almeno che ha intenzione di perderci un po' di tempo per sistemare le cose perché non si veda che avete fatto semplicemente copia-e-incolla!
Insomma, per farla breve, fatte salve le considerazioni fatte per l'Annuario 2016, sugli evidenti limiti dell'attuale panorama armiero italiano, se avete ancora quel volume, risparmiate i vostri soldi e lasciate perdere l'acquisto di questa "nuova" edizione; sinceramente, non ne vale la pena!
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domenica 28 agosto 2016
Quando tocca fare di necessità virtù...
Questo è il primo pensiero che mi si è affacciato alla mente, ieri sera, dopo aver finito di vedere, per combattere l'insonnia che mi sta attanagliando ormai da una settimana, questo cafolavoro della cinematografia bellica de noantri: La legione dei dannati del lontano 1969 (anno in cui, tra l'altro, il cinema di guerra doveva andare per la maggiore nel Belpaese, vista la panoplia di titoli girati quell'anno), con castone stellare e coproduzione internazionale italo-iberica-elvetico-tedesca.
È proprio quest'ultimo aspetto che mi lascia vieppiù perplesso, perché - visto che erano coinvolti anche i crucchi nella produzione - non mi spiegavo la... pochezza dei mezzi di scena impiegati.
Voglio dire: va bene che la Repubblica Federale di Germania ha sempre aborrito di rivangare il suo passato nazioAnalsocialista ma, vacca della miseria, girare un film, dove tra l'altro i kattivi teteski di Germanija le prendono a destra e a manca, non mi pare che sia la stessa cosa che fare apologia del passato regime, quindi perché non fornire alla produzione armi ed equipaggiamenti d'epoca, originali, anziché arrabattarsi con simulacri più o meno somiglianti?
Tra l'altro, non credo proprio che negli arsenali della RFT in quegli anni mancasse la ferramenta... vintage, tant'è che - almeno per quanto riguarda le mitragliatrici - si fa nel film largo uso delle famigerate MG-34 così come, almeno all'inizio della pellicola, si vedono (in mano ai commandos britannici, i dannati del titolo) un paio di pistole mitragliatrici STEN Mk.II...
Invece, a parte le famose BMW R-75 con sidecar, di cui si possono vedere in scena almeno un paio di esemplari e un paio di autovetture d'epoca, tutto il resto del materiale rotabile, ergo degli attrezzi di scena è, come dire, leggermente anacronistico, in quanto di tratta di roba di produzione postbellica, essenzialmente statunitense (carri armati e blindati) e iberica (ricordate? La Spagna franchista risulta tra i coproduttori del film), questo perché l'Ejército de Tierra, fino a pochi anni fa, aveva uniformi assai simili a quelle della Germania hitleriana, così come gli elmetti d'ordinanza erano i famigerati fritz tedeschi.
Di fatto, con le eccezioni notevoli riportate sopra, tutta la ferramenta adoperata nel film era di attuale dotazione (nel 1969 ovvio) dell'esercito iberico.
Ed è così che vediamo una profusione ubiquitaria (ed assolutamente antistorica, tra l'altro, visto che in nessuno luogo e in nessun tempo c'è stata una diffusione così capillare di mitra nelle fila della Wehrmacht) di pistole mitragliatrici che vorrebbero essere delle MP-40 ma sono invece il suo clone iberico, la Star Z-45, allora mitra d'ordinanza della polizia e dell'esercito ispanico.
Allo stesso modo, i panzer che si vedono marciare speditamente verso il fronte normanno sono invece degli assai poco germanici M-47 Patton americani, opportunamente "tedeschizzati", espediente, questo, che era stato impiegato anche nel colossal a stelle e strisce La Battaglia dei Giganti del 1965, per evidenti problemi di reperimento degli ormai introvabili Pzkpfw-VIB Konigstiger, accoppiati a degli improbabili trasporti truppe cingolati M-113, altro allucinante anacronismo, visto che - durante la Seconda Guerra Mondiale - nessuno dei contendenti disponeva di questo genere di mezzi, tipicamente di realizzazione post-bellica - a meno che non si vogliano considerare tali le tankette cingolate "Universali" britanniche - e per i compiti di trasporto truppe venivano comunemente impiegati i semicingolati, anche questi "mimetizzati" con l'aggiunta di una bella eisern kreuz in bella mostra sulle fiancate.
Allo stesso modo, anche in aria, nella scena del bombardamento dell'avamposto teutonico, non volano gli Hurricane o Spitfire menzionati ma i ben meno blasonati North American T-6 Texan al tempo impiegati per l'addestramento dei piloti dell'Ejército de l'Aire iberico.
Come al solito, la domanda sorge spontanea: ma non si poteva fare di meglio, per rendere la cosa un po' più storicamente credibile?
Forse si ma quasi certamente no, visto che buona parte del budget sarà partita solo per pagare il cachet degli attori - protagonisti e non - stranieri, visto che il film vede l'interpretazione di Jack Palance nei panni del protagonista, il colonnello britannico Henderson, con Wolfgang Preiss in quelli di Ackermann, la sua nemesi tedesca, nonché Curd Jürgens e Thomas Hunter, tutta gente che, se non famosissima, si difendeva comunque bene sui set internazionali di quegli anni.
Da qui evidentemente l'idea di "sparambiare" qualcosina usando quello che passava il convento iberico, per così dire, approfittando appunto delle somiglianze - tutt'altro che casuali - tra le forze armate ispaniche e quelle tedesche d'epoca bellica... tra l'altro, non so se qualcuno c'ha fatto caso, ma anche le uniformi "britanniche" indossate dai commandos all'inizio del film non sono proprio proprio tali, ma uniformi d'ordinanza italiane riattate alla bisogna, visto che in quegli anni l'Esercito Italiano si rifaceva ancora molto agli standard introdotti nel Belpaese negli anni della co-belligeranza.
Diciamo infine che questo film non è altro che la versione made in Italy, riveduta e ampiamente (s)corretta, del blockbuster angloamericano Quella Sporca Dozzina (1967), di cui ricalca in modo abbastanza imbarazzante i caratteri, esagerandoli fino al caricaturale, come nelle scene iniziali del film, dove pare di trovarsi a che fare con uno spaghetti western anziché con un film di guerra, specialmente nelle scene in cui Henderson affronta ad insulti il suo superiore (un generale niente meno!) o quella in cui fa la conoscenza dei suoi futuri candidati all'obitorio... in una situazione appena appena realistica, Henderson sarebbe finito istantaneamente agli arresti e gli... arruolandi, davanti al plotone d'esecuzione ma tant'è...
È proprio quest'ultimo aspetto che mi lascia vieppiù perplesso, perché - visto che erano coinvolti anche i crucchi nella produzione - non mi spiegavo la... pochezza dei mezzi di scena impiegati.
Voglio dire: va bene che la Repubblica Federale di Germania ha sempre aborrito di rivangare il suo passato nazioAnalsocialista ma, vacca della miseria, girare un film, dove tra l'altro i kattivi teteski di Germanija le prendono a destra e a manca, non mi pare che sia la stessa cosa che fare apologia del passato regime, quindi perché non fornire alla produzione armi ed equipaggiamenti d'epoca, originali, anziché arrabattarsi con simulacri più o meno somiglianti?
Tra l'altro, non credo proprio che negli arsenali della RFT in quegli anni mancasse la ferramenta... vintage, tant'è che - almeno per quanto riguarda le mitragliatrici - si fa nel film largo uso delle famigerate MG-34 così come, almeno all'inizio della pellicola, si vedono (in mano ai commandos britannici, i dannati del titolo) un paio di pistole mitragliatrici STEN Mk.II...Invece, a parte le famose BMW R-75 con sidecar, di cui si possono vedere in scena almeno un paio di esemplari e un paio di autovetture d'epoca, tutto il resto del materiale rotabile, ergo degli attrezzi di scena è, come dire, leggermente anacronistico, in quanto di tratta di roba di produzione postbellica, essenzialmente statunitense (carri armati e blindati) e iberica (ricordate? La Spagna franchista risulta tra i coproduttori del film), questo perché l'Ejército de Tierra, fino a pochi anni fa, aveva uniformi assai simili a quelle della Germania hitleriana, così come gli elmetti d'ordinanza erano i famigerati fritz tedeschi.
Di fatto, con le eccezioni notevoli riportate sopra, tutta la ferramenta adoperata nel film era di attuale dotazione (nel 1969 ovvio) dell'esercito iberico.
Ed è così che vediamo una profusione ubiquitaria (ed assolutamente antistorica, tra l'altro, visto che in nessuno luogo e in nessun tempo c'è stata una diffusione così capillare di mitra nelle fila della Wehrmacht) di pistole mitragliatrici che vorrebbero essere delle MP-40 ma sono invece il suo clone iberico, la Star Z-45, allora mitra d'ordinanza della polizia e dell'esercito ispanico.
Allo stesso modo, i panzer che si vedono marciare speditamente verso il fronte normanno sono invece degli assai poco germanici M-47 Patton americani, opportunamente "tedeschizzati", espediente, questo, che era stato impiegato anche nel colossal a stelle e strisce La Battaglia dei Giganti del 1965, per evidenti problemi di reperimento degli ormai introvabili Pzkpfw-VIB Konigstiger, accoppiati a degli improbabili trasporti truppe cingolati M-113, altro allucinante anacronismo, visto che - durante la Seconda Guerra Mondiale - nessuno dei contendenti disponeva di questo genere di mezzi, tipicamente di realizzazione post-bellica - a meno che non si vogliano considerare tali le tankette cingolate "Universali" britanniche - e per i compiti di trasporto truppe venivano comunemente impiegati i semicingolati, anche questi "mimetizzati" con l'aggiunta di una bella eisern kreuz in bella mostra sulle fiancate.
Allo stesso modo, anche in aria, nella scena del bombardamento dell'avamposto teutonico, non volano gli Hurricane o Spitfire menzionati ma i ben meno blasonati North American T-6 Texan al tempo impiegati per l'addestramento dei piloti dell'Ejército de l'Aire iberico.
Come al solito, la domanda sorge spontanea: ma non si poteva fare di meglio, per rendere la cosa un po' più storicamente credibile?
Forse si ma quasi certamente no, visto che buona parte del budget sarà partita solo per pagare il cachet degli attori - protagonisti e non - stranieri, visto che il film vede l'interpretazione di Jack Palance nei panni del protagonista, il colonnello britannico Henderson, con Wolfgang Preiss in quelli di Ackermann, la sua nemesi tedesca, nonché Curd Jürgens e Thomas Hunter, tutta gente che, se non famosissima, si difendeva comunque bene sui set internazionali di quegli anni.
Da qui evidentemente l'idea di "sparambiare" qualcosina usando quello che passava il convento iberico, per così dire, approfittando appunto delle somiglianze - tutt'altro che casuali - tra le forze armate ispaniche e quelle tedesche d'epoca bellica... tra l'altro, non so se qualcuno c'ha fatto caso, ma anche le uniformi "britanniche" indossate dai commandos all'inizio del film non sono proprio proprio tali, ma uniformi d'ordinanza italiane riattate alla bisogna, visto che in quegli anni l'Esercito Italiano si rifaceva ancora molto agli standard introdotti nel Belpaese negli anni della co-belligeranza.Diciamo infine che questo film non è altro che la versione made in Italy, riveduta e ampiamente (s)corretta, del blockbuster angloamericano Quella Sporca Dozzina (1967), di cui ricalca in modo abbastanza imbarazzante i caratteri, esagerandoli fino al caricaturale, come nelle scene iniziali del film, dove pare di trovarsi a che fare con uno spaghetti western anziché con un film di guerra, specialmente nelle scene in cui Henderson affronta ad insulti il suo superiore (un generale niente meno!) o quella in cui fa la conoscenza dei suoi futuri candidati all'obitorio... in una situazione appena appena realistica, Henderson sarebbe finito istantaneamente agli arresti e gli... arruolandi, davanti al plotone d'esecuzione ma tant'è...
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giovedì 25 agosto 2016
Vedo rosso...
Avete mai provato
odio? Quello vero, feroce, che ti annebbia il cervello e ti fa
vedere rosso?
Io si, proprio in
questo momento... ho costantemente davanti agli occhi questo
grandissimo figlio di puttana, che ormai da due mesi, da quando s’è
insediato davanti a casa mia, non fa che tediarmi l’esistenza,
questo pregiudicato di merda…
Adesso sono due
giorni che viviamo in casa col torcibudella e assistiamo ad
intervalli regolari alla conta dei morti e lui che fa?
Stronzeggia
dall'alba al tramonto e ci sfonda costantemente i coglioni con la sua
musica sudamericana di merda, nessun rispetto, niente di niente.
Certo, non può
sapere, lo stronzo, che la mia famiglia viene dalle zone del
disastro, così come non sa che sto personalmente vivendo
costantemente nel panico, perché la natura mi ha (purtroppo o per
fortuna) dotato di uno straordinario sismografo naturale
incorporato, che mi fa percepire
anche le scosse più lievi (si fa per dire) come l’ultima che mi ha
svuotato la testa e lo stomaco, nonostante avessi appena finito di
mangiare, oggi alle due e mezza del pomeriggio (ne ho avuta la
conferma pochi minuti fa, dal TG nazionale: 4.3 Richter proprio lì,
nel cuore del disastro, ad Amatrice… piove sul bagnato, insomma)
però, dal momento che siamo comunque
in una situazione di lutto
nazionale,
quanto meno ti aspetteresti un po’ di rispetto e invece?
Invece
lui continua, imperterrito, a cagare il cazzo e a fare festa, tanto è
in vacanza – e magari pure a spese dello Stato – quindi che gli
frega?
A
questo punto, questo incommensurabile ammasso semovente di materia
organica anfibia deve solo pregare di non incontrarmi mai
per strada, perché non so se riuscirei a trattenermi e se gli metto
le mani addosso, potete scommettere che gliela faccio passare io per
sempre, la voglia di ballare la salsa!
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domenica 14 agosto 2016
Il realismo, questo sconosciuto ovvero: "come ti smonto un film in pochi, semplici passi"
Visto che non c'ho
un cavolo di meglio da fare al momento e che ci sto rimuginando su da
ieri sera, vorrei fare un paio di considerazioni sul filmone col
castone di ieri sera: Agente 007: l'uomo con la pistola d'oro
(007 – The Man with
the Golden Gun ©1974)
Fermo restando che
l'ho trovato abbastanza divertente per passarci la serata, devo però
dire che - a parte l'interpretazione, secondo me particolarmente
riuscita, di Christopher Lee (un nome, una garanzia) - nel
film c'è evidentemente un'ora di troppo di girato, nel senso che ci
sono scene e situazioni che sembrano quasi incastrate a forza nella
trama, altrimenti piuttosto lineare, quasi scarna (non che uno si
aspetti Guerra e Pace da un film di Bond, intendiamoci) anche per un
film di 007.
Dove invece casca
l'asino (e pure pesantemente, tanto che si fa male!) è in alcuni
aspetti... tecnici che mi sono saltati agli occhi nel momento stesso
in cui sono stati esposti dai protagonisti del film e riguardano
principalmente uno degli "attrezzi di scena" più
immaginifici di sempre, la famigerata pistola d'oro
dell'antagonista, Francisco Scaramanga.
Spettacolare l'idea
di un'arma componibile mediante la combinazione di oggetti di per sé
innocenti, già vista e sfruttata quella della pallottola fusa in
metallo prezioso (qualcuno si ricorda The Lone Ranger e il suo
marchio di fabbrica, le pallottole d'argento?) però, dove il tutto
cozza violentemente con la sospensione dell'incredulità (o almeno
immagino che capiti con chiunque mastici, anche solo da lontano, di
armi da fuoco e munizioni) è proprio lì, nelle famigerate
pallottole d’oro, che poi dovrebbero essere definite cartucce
d’oro, perché anche il bossolo è di quel metallo.
Sinceramente, non so
nemmeno da dove cominciare, perché sono tanti gli argomenti che
contrastano duramente con la realtà.
Cominciamo quindi
dal più semplice: il calibro.
Ci viene detto da Q
– esaminando il proiettile fortunosamente “recuperato” da Bond
in quel di Beirut – che si tratta di una pallottola dum-dum
calibro 4,2mm… se così fosse,
sarebbe il proiettile meno efficace della
storia, poco più di una scacciacani, figuriamoci se potrebbe mai
accoppare un essere umano adulto!
O
meglio: potrebbe essere letale, se si trattasse di una munizione per
carabina, ad alta velocità ma dal momento che viene sparata da una
pistola dobbiamo ritenere che si tratti di una munizione adeguata
all’arma.
Per
questa ragione il calibro è
ridicolmente piccolo, per una cartuccia da pistola; secondo, non ha
senso realizzare una pallottola espansiva
di quel calibro (perché in definitiva, una dum-dum questo
è: una forma abbastanza primitiva di pallottola soft-point
cioè a
piombo nudo sulla punta di un
normale proiettile incamiciato) perché pallottole
di piccolissimo calibro come queste, a meno di essere sparate ad
altissima velocità, difficilmente si espandono; tra l’altro, vista
la malleabilità dell’oro è pressoché assicurato lo
schiacciamento della
pallottola all’impatto, che
avrebbe quindi più
o meno lo stesso effetto… sempre se riesce a penetrare l’osso,
come accade nella scena dell’assassinio dello scienziato ad Hong
Kong, con il proiettile dritto in fronte al tizio pur essendo stato
sparato da quasi una cinquantina di metri, cosa
tutt’altro che scontata!
Per
l’appunto, seconda grossa castroneria della sceMeggiatura, l’uso
previsto per una pistola tascabile
come quella che stiamo esaminando, priva tra l’altro di organi di
mira, è il tiro a distanza ravvicinata (come insegna Leon
nell’omonimo film “l’unico modo per essere sicuro di aver
portato a termine l’incarico”)… voglio capire che il
personaggio di Scaramanga sia un fenomeno, però così scadiamo nel
ridicolo, peggio di Pecos Bill e Davy Crockett messi insieme e loro
usavano ben altre armi, tra l’altro!
ordunque,
è ovvio che ad insindacabile
giudizio degli sceMeggiatori, tutta ‘sta manfrina ha lo scopo di
introdurre l’ambientazione esotica
ed orientaleggiante per la
storia, visto che Lazar l’armaiolo
portoghese che rifornisce Scaramanga si trova – caso
strano – a Macao ma a ben
vedere è molto tirata per i capelli, perché, viste le particolari
richieste del cliente, qualsiasi munizione di calibro più
convenzionale, avrebbe potuto essere tranquillamente realizzata in
oro, senza necessariamente inventarsi un calibro personalizzato.
Dulcis
in fundo, mi sono andato a vedere cosa prevedesse il soggetto
originale per questo
film, il dodicesimo romanzo – uscito tra l’altro postumo – di
007 scritto da Ian Fleming, ed ho così scoperto che non
c’entra una benemerita mazza
con il film.
Di
fatto hanno solo preso il personaggio di Scaramanga, del quale hanno
tra l’altro stravolto il background, e la sua ormai celeberrima
pistola d’oro,
gettando praticamente alle ortiche tutto il resto, che è reinventato
di sana pianta.
E
qui viene fuori che – molto più realisticamente – il Francisco
Scaramanga originale
di Fleming usa una Colt
SAA 1873,
la mitica “.45” dell’epopea western americana, placcata
in oro (e
non fatta
d’oro, che tra l’altro – a meno di usarlo in lega – è un
pessimo metallo
per realizzare una qualsivoglia
arma da fuoco a meno di voler rischiare che ti scoppi in mano, ergo,
non usi cartucce estremamente fiacche, tipo Flobert
o
Velodog)
le
cui cartucce – altrimenti assolutamente
normali
– hanno pallottole
d’oro
incamiciate d’argento a punta esposta, ovvero delle dum-dum
vere
e proprie che in questo calibro hanno un senso: una palla grossa
e pesante,
in
materiale tenero
rivestita con la punta esposta, esplosa a velocità medio-alta, che
ne garantisce l’espansione e ne aumenta smodatamente la letalità.
Tra l’altro, le pistole d’oro sono per l’appunto due: la summenzionata Colt .45 e una Derringer a due colpi, anch’essa placcata interamente in oro e sparante cartucce con le pallottole d’oro…
A
questo punto viene da chiedersi perché diavolo non si siano attenuti
alla trama e ai personaggi originali, anziché inventarsi la solita
storia in salsa quasi-fantascientifica
(ricordate
tutta la pippa sul Solex?)
infarcita poi di elementi tipici dei kung-fu
movie,
che nei primi anni ‘70 andavano per la maggiore, con tanto di
siparietti comici che davvero ci stanno come i cavoli a merenda in un
film di James Bond.
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giovedì 11 agosto 2016
Questo si che è un grosso buco...
...e non mi riferisco alle amabili cavità della starlette di turno, ma alla sceneggiatura di uno dei serial TV più interessanti, per ambientazione e tipologia, degli ultimi anni: Longmire.So che con ogni probabilità non gliene frega niente a nessuno, ma ripensandoci come i cervidi, ho appena trovato una toppa clamorosa nei nuovi episodi della quarta stagione, attualmente in onda su Top Crime...
Mi riferisco alla nuova sottotrama che con ogni probabilità farà da filo guida per tutta la stagione: la risoluzione dell'omicidio - spacciato come suicidio - di Branch Connally, vice-sceriffo nonché amico e rivale del protagonista.
Ordunque, lo sceMeggiatore fa intuire a Walt Longmire che il suo vice è stato "suicidato" dal fortunoso ritrovamento nell'arma, con la quale si sarebbe sparato, di un bossolo vuoto sporco di terra, che unito al fatto che manchino una discreta manciata di pallini dalla capoccia della vittima, indicano che Branch non si è sparato ma che l'hanno sparato (in faccia, tra l'altro).
Orbene, questa cosa fa abbastanza acqua da tutte le parti e avrebbe
dovuto far trillare immediatamente un campanello d'allarme nella testa
di due tutori dell'ordine di grande esperienza come Longmire e Vic
l'altra sua vice.
Come chi ha visto l'episodio sa, Branch viene
ritrovato praticamente nudo, in mezzo al torrente, con l'arma al suo
fianco, il volto massacrato da una scarica di pallini.
Adesso, non ci vuole un luminare della psichiatria per sapere che nessuno, per quanto disperato/depresso con intenzioni suicide, a meno di non avere altro mezzo a disposizione, sceglierebbe un sistema tanto complicato per ammazzarsi; chi vuole farla finita, cerca il sistema più veloce/efficace per farlo e spararsi in faccia con un sovrapposto da caccia con canne lunghe 30 pollici caricato a pallini non è assolutamente il sistema migliore, specialmente quando possiedi/hai a disposizione mezzi più efficaci e maneggevoli, come la calibro .45 automatica che Branch portava sempre con sé in fondina, ovvero una carabina o meglio ancora il fucile a pompa calibro 12 a canna corta, che è ubiquitario da quelle parti, anche in mano ai civili.
E comunque l'avrebbe caricato a pallettoni, non certo a pallini da uccellagione!
Secondo: se proprio decidi di spararti con un'arma lunga, specialmente a
canna liscia, te la poni con la volata sotto il mento, in modo da
essere sicuro che il colpo passi attraverso le parti molli e arrivi
direttamente al cervello, non al volto, dove le ossa potrebbero comunque
parare/deviare buona parte del colpo.
Come vedete, una messinscena del genere avrebbe dovuto fare immediatamente strillare all'omicidio anziché al suicidio...
Posso capire che si sia voluto creare il presupposto per allungare il brodo e non svelare immediatamente gli altarini, ma secondo me se la sarebbero potuta giocare meglio, anche perché - pure con i dati di cui sopra - rimane comunque il problema di scoprire il responsabile, visto che l'unica trovata veramente notevole dello sceMeggiatore è stata quella di compromettere le prove gettando il corpo di Branch - nudo - nelle acque gelide nel torrente, assieme all'arma del delitto.
Come chi ha visto l'episodio sa, Branch viene
ritrovato praticamente nudo, in mezzo al torrente, con l'arma al suo
fianco, il volto massacrato da una scarica di pallini.Adesso, non ci vuole un luminare della psichiatria per sapere che nessuno, per quanto disperato/depresso con intenzioni suicide, a meno di non avere altro mezzo a disposizione, sceglierebbe un sistema tanto complicato per ammazzarsi; chi vuole farla finita, cerca il sistema più veloce/efficace per farlo e spararsi in faccia con un sovrapposto da caccia con canne lunghe 30 pollici caricato a pallini non è assolutamente il sistema migliore, specialmente quando possiedi/hai a disposizione mezzi più efficaci e maneggevoli, come la calibro .45 automatica che Branch portava sempre con sé in fondina, ovvero una carabina o meglio ancora il fucile a pompa calibro 12 a canna corta, che è ubiquitario da quelle parti, anche in mano ai civili.
E comunque l'avrebbe caricato a pallettoni, non certo a pallini da uccellagione!
Secondo: se proprio decidi di spararti con un'arma lunga, specialmente a
canna liscia, te la poni con la volata sotto il mento, in modo da
essere sicuro che il colpo passi attraverso le parti molli e arrivi
direttamente al cervello, non al volto, dove le ossa potrebbero comunque
parare/deviare buona parte del colpo.Come vedete, una messinscena del genere avrebbe dovuto fare immediatamente strillare all'omicidio anziché al suicidio...
Posso capire che si sia voluto creare il presupposto per allungare il brodo e non svelare immediatamente gli altarini, ma secondo me se la sarebbero potuta giocare meglio, anche perché - pure con i dati di cui sopra - rimane comunque il problema di scoprire il responsabile, visto che l'unica trovata veramente notevole dello sceMeggiatore è stata quella di compromettere le prove gettando il corpo di Branch - nudo - nelle acque gelide nel torrente, assieme all'arma del delitto.
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sabato 6 agosto 2016
...e per fortuna che era contro il "pericolo giallo"!
Non parlo mai di calcio, perché non me ne potrebbe fregare di meno,
però in questo caso faccio un'eccezione perché la riflessione è
d'obbligo.Voglio dire, l'ex cavaliere, l'unto del signore da Arcore, dopo 30 anni cede per 750 milioni circa il Milan agli Han, nel senso che i nuovi proprietari in realtà non sono una cordata di imprenditori ma i prestanome del governo CHICOM (Cina Comunista per chi non lo sapesse).
Cioè, proprio lui, quello che ci ha fracassato per più di 20 anni le gonadi con i komuni$ti kattivi ke mangiano i bambini, quello che ha buttato nel cesso 5 miliardi di euro del contribuente per "salvare" quel carrozzone immondo di Alimerda regalandolo di fatto ad un'associazione a delinquere di "capitani coraggiosi" (si, ma coi soldi degli altri!) perché non finisse nelle mani dei franzosi, felloni e fedifraghi (che poi, a loro volta, l'hanno consegnata con tutte le scarpe e senza colpo ferire direttamente ai beduini! Alla faccia dell'italianità, insomma) poi che fa?
Per i cazzi suoi, cede senza pensarci due volte la sua proprietà niente meno che all'ultimo paese komuni$ta (con la notevole eccezione della Korea del Nord) esistente sull'orbe terracqueo... complimenti viverrimi per la coerenza... e complimenti vivissimi all'italiota becero e bue che l'ha tenuto a galla (poLLiticamente e calcisticamente) fino ad oggi!
L'ho sempre detto io che bisogna tenersi alla larga dai (presunti sed etiam autoproclamati) "salvatori della patria" di qualunque genere e provenienza... anche perché, con salvatori di questa fatta, chi ha bisogno essere salvato?
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