Per la
serie: chi se le ricorda? voglio parlarvi oggi di un'icona (tra
l'altro ancora viva, vegeta ed in attività, anche se in altri campi)
del cinema hard d'oltralpe,
anzi, di quella che è stata considerata per almeno due decenni la
regina incontrastata del cinema a luci rosse francese, quando i film
erano veramente dei
film, girati con tanto di soggetto e sceneggiatura e ripresi in 35mm,
non fosse altro che per il fatto di essere stata tra le prime
protagoniste in assoluto della ondata di produzioni XXX girate
all'indomani della liberalizzazione della pornografia
nel paese transalpino, nella seconda metà degli anni '70.
Brigitte
Lahaie (classe 1955)
allora poco più che ventenne, si lancia... anima e corpo
(soprattutto quest'ultimo) in una serie apparentemente infinita di
produzioni hardcore, girando tra il 1977 e il 1981 una sessantina di
film, acclamata e osannata come una vera e propria dea del sesso in
terra di Francia e non solo: molti dei suoi film verranno anche
esportati all'estero, compreso il Belpaese, anche se trovarne oggi
traccia è più difficile che cercare la famigerata mosca bianca.
Già
in quel periodo però, la Lahaie
si
distingue per una doppia carriera: da una parte attrice porno,
dall'altra interprete di film mainstream, molti dei quali tipicamente
di genere,
soprattutto horror/thriller, polizieschi e noir, dove il fatto di
essere disinibita e avvezza a girare nature
davanti
all'obbiettivo decisamente aiuta.
Non
solo ma, una volta esaurito il filone più propriamente hard,
Brigitte godrà
di una carriera ancora lunga e proficua proprio grazie alle
produzioni di genere e softcore
(girerà solo in questo campo almeno una decina di pellicole nel
periodo 1980-87) oltre a svariate apparizioni televisive in film TV e
sceneggiati, fino alla svolta, negli anni '90, come conduttrice
televisiva (un po' come è accaduto qui da noi per stelle del hard
come Eva Henger e
Selen)
in particolar modo su canali satellitari e sempre in trasmissioni di
buon successo riguardanti il sesso e la sessualità e soprattutto
come speaker radiofonica: attualmente va in onda tutti i giorni
sull'emittente RMC con una sua trasmissione (Lahaie,
l'amour et vous)
che tratta – anche questa – di relazioni e sessualità.
Il
successo di Brigitte
Lahaie
è dovuto, almeno inizialmente, al fisico prorompente (in effetti
aveva delle... notevoli dotazioni, specie in termini di bocciume) e
al suo bel faccino da francesina impunita che faceva impazzire
ragazzotti e ometti e che anche oggi, nonostante i canoni di bellezza
e sensualità siano parecchio cambiati (cambiati e non evoluti
perché ritengo che – specie nel Belpaese – oggi vada un po'
troppo per la maggiore il tipo della stracciacazzi bocchinara, mentre
per me bellezza e sensualità sono qualcosa di estremamente
diverso),
ha ancora da dire la sua, nonostante il fatto che il materiale che
gira attualmente in video, in particolare sul web, sia così datato e
mal conservato da dare una patina molto demodé
alle... imprese
atletiche della nostra biondina d'oltralpe.
Metteteci
poi il fatto che – a quei tempi – non andavano per la maggiore le
attrici supermaggiorate a colpi di bisturi e rifatte da capo a piedi
e che quindi anche per
le pornostar valeva la regola di essere naturali
sopra e sotto e la Lahaie era una bionda naturale,
merce sempre piuttosto rara e apprezzata dai maschietti di ogni
latitudine.
Quel
che però le ha valso una lunghissima carriera, anche fuori
dal circuito del adult entertainment,
dove in genere si tendono a bruciare molto in fretta – con poche
notevoli eccezioni – attrici e starlette, è il fatto che Brigitte
Lahaie non
era solo un bel caschetto di capelli biondi e due bocce da urlo (e
non solo, come immagino avrete apprezzato dalla... iconografia
che
ho posto a corredo di questo post) ma sapeva
anche recitare
in modo decente ed aveva ben più di due
grammi di cervello
in quella sua testolina bionda, come si rese conto il regista Jean
Rollin già
nel '77, durante le riprese di uno dei suoi primi film XXX e che di
fatto la lanciò anche
nel
cinema (cosiddetto) vero.
In
un certo senso potremmo accostarla alla diva hard nostrana par
excellence,
la biondissima Moana
Pozzi,
solo che quest'ultima ha avuto una storia assai più travagliata e
soprattutto troncata brutalmente dalla malattia che se l'è portata
via a 33 anni.
Certo,
visti con gli occhi di oggi, i film della Lahaie, pur girati con
molto mestiere e con un certo entusiasmo dalle protagoniste, fanno
sorridere... certe... prodezze
erotiche sono
oggi considerate roba da educande e non mi stupirebbe vedere, magari
tra qualche anno, quando qualcuno deciderà di riprendere in mano i
titoli della Alpha
France –
allora leader incontrastato del mercato hard francofono, come Diva
Futura di
Schicchi lo era per quello italiano – queste pellicole distribuite
sul circuito della GDO multimediale, com'è accaduto nel caso del
celeberrimo Deep Throat,
film
scandalo del 1972 che a trent'anni di distanza è ormai considerato
non solo un classico della cinematografia di genere ma che è stato
sdoganato sul mercato mainstream godendo (almeno nel Belpaese) della
distribuzione in home video, nientemeno che per i tipi della Elleu
Multimedia
casa di distribuzione legata al (ex) organo di stampa del Partito
Comunista Italiano, l'Unità.

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