So che con quanto sto per dire assumerò
una posizione assolutamente impopolare, ma per amor di verità non
riesco più a stare zitto, non dopo aver sentito per giorni e giorni
una valanga di stronzate alla
radio e in TV (per non parlare dei giornali, che su questa storia ci
stanno letteralmente campando), dimostrando ancora una volta, casomai
ce ne fosse stato ulteriormente bisogno, che siamo diventati
veramente il paese
dei balocchi,
dove l'eguaglianza di fronte alla Legge è un mero optional così
come l'applicazione della stessa è demandata sempre e solo alla
(cattiva) volontà dei tanti censori
degli altrui costumi
travestiti da magistrati
che albergano nelle aule di giustizia e nelle procure.
Mi
riferisco all'ultimo caso di prostituzione
minorile che
tanto scandalo ha creato in tutta la genia degli italici talibani,
quelli che a parole sono casti, puri e timorati di Dio, mentre nei
fatti sono solo un branco di puritani perbenisti che fanno anche di
peggio, basta che non si sappia in giro, se no la gente chissà che
pensa.
Proprio
quella stessa marmaglia farisaica che è protagonista in prima
persona di questo caso, in quanto è ormai appurato che non erano
certo dei poveracci morti di fame quelli che si sollazzavano con le
due liceali dei Parioli a 3-500 euro a botta, in vere e proprie case
di appuntamenti
in festini e orge a base di sesso, alcool e droga.
Ora,
in tutto questo marasma, dove tutti si scagliano come un sol uomo
contro gli orchi
che avrebbero
abusato
delle innocenti
fanciulle,
nessuno ha fatto caso al fatto che – agli occhi della Legge
– le prime
responsabili
sono proprio le due
minorenni,
in quanto hanno candidamente
confessato
davanti ai magistrati di essere due
puttane,
che esercitavano non perché in stato di necessità o perché
costrette e sfruttate (anche se per una delle due il discorso, dopo
un periodo iniziale, pare
non
valesse più tanto, con una madre più stronza e zoccola di lei che
s'incazzava se la figlia non andava al... lavoro)
bensì di loro
spontanea volontà
per fare soldi
facili
e soddisfare i loro vizietti, primo fra tutti, la coca (quella in
polvere, non quella in lattina...) che le due – alla faccia dei
teneri virgulti – sembra tirassero come due mantici... abitudine
costosetta, specie quando sei una quattordicenne squattrinata ma
tant'è, con un po' di buona volontà, come abbiamo visto, una
soluzione si trova sempre.
Di
più: la quindicenne – che sarebbe agli atti come la capetta di
questo edificante giro di baby squillo (visto che pare
che
il giro si stia via via allargando) – ha cominciato per conto
proprio, adescando prospettivi clienti sul web.
Che
poi i clienti fossero o no a conoscenza del fatto che le due mocciose
fossero per l'appunto tali, non mi ci metto nemmeno a discutere; la
Legge parla chiaro: se ti scopi una minorenne per
soldi,
che tu ne sia consapevole oppure no, commetti un reato assimilabile
allo stupro
e in quanto tale finisci dentro, punto!
Ora,
qual'è la questione impopolare che pongo? Semplice; come
mai,
le due prostitute minorenni ree
confesse
si trovano ancora a piede
libero?
Perché
non
sono state tradotte immediatamente
in carcere come
prevede la
normativa vigente?
Si,
perché a casa mia – a meno che non abbiano cambiato la Legge negli
ultimi 20 minuti – un minorenne che pratica attività di meretricio
di sua spontanea volontà e senza coercizione alcuna, è passibile di
arresto immediato
e giudizio per
direttissima, con una condanna che – se non ricordo male – va dai
6 mesi ai 3 anni di reclusione, al pari del cliente
che
dovesse essere trovato con la prostituta in flagranza di reato.
Invece,
per quanto risulta dalle cronache, questo provvedimento non
è
stato preso dalla magistratura inquirente, con gravissimo danno –
ancora una volta – di immagine per la giustizia, che ha dimostrato
di essere una barzelletta alla mercé del primo scemo che si alza col
culo girato la mattina.
E
no, il fatto che la povera
fanciulla fosse
ricattata dall'orco cattivo non
equivale
allo sfruttamento, com'è stato detto da qualche coglione di
giornalista in vena di scoop e dotato di ignorantia
legis non
comune, perché è stato accertato
agli atti che il presunto sfruttatore non
prendeva denaro dalla ragazza per la sua attività di meretricio,
bensì come prezzo
per il suo silenzio,
in quanto minacciava di rivelare urbi
et orbi
la natura dei sordidi commerci della ragazza e la fonte dei suoi
lauti (e illeciti) profitti.
Quindi
questa perla d'uomo dovrà finire sotto processo per ricatto
ed
estorsione
(oltre che per essere andato a puttane con una minore di anni 18) ma
non certo per lo sfruttamento o il favoreggiamento della
prostituzione minorile, come hanno detto tutti i mezzi di
(dis)informazione.
Ancora
una volta si è dimostrato che in Itajia si applicano sempre due
pesi e
due misure
in base a chi sei
e non che cosa hai
fatto...
continuiamo così, che andiamo bene.
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