Ovvero: le tre cose che muovono il mondo!

Come ebbe infatti a dire Rudyard Kipling in tempi non sospetti: "Tre sono le cose che muovono il mondo: Donne, Cavalli e Guerra" il che, tradotto in termini moderni vuol dire: Donne, Motori e Armi da fuoco!

WELCOME TO THE MAYEM!
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sabato 20 gennaio 2024

Veramente ingredibbuli!1!!

 Sì, è veramente incredibile come si possa scadere nel più becero giornalettismo senzazioAnalistico di propaganda, ovviamente sempre e solo a senso unico e Cicero Pro Domo Zelen'skiy, senza alcuna verifica o contraddittorio, se non quello - incredibilmente e coraggiosamente - fornito da altri utenti che vogliono esser tali e non considerati utOnti da poter prendere serenamente in giro.

Ogni riferimento all'articolo pubblicato ieri sera da Il Giornale di Feltri e Sallusti è ovviamente, assolutamente, volutamente casuale...

Ora, sperando che abbiate visto l'ameno video riportato così pedissequamente da X e letto la marea di boiate a corredo dal (dis)pregiatissimo signor Carpani, cosa si può dedurre?

A parer mio, che si è persa l'ennesima occasione per non fare disinformatia di Regime, perché solo un mentecatto - o un ignorante di caratura PRO - potrebbe mai affermare, con tanta sicumera (per non dire tracotanza) che un blindato, armato col terrifichevole cannone Bushmaster da 25mm, possa anche solo aver scalfito un carro da battaglia di 3a generazione da 46+ tonnellate, specialmente quando è stato ampiamente dimostrato che il mezzo summenzionato è perfettamente in grado di sopportare impatti multipli da un RPG-7 senza subirne danno.

Dal momento che il Bushmaster, con tutta la buona volontà e nonostante i pii desideri dei fin troppi estimatori a stAlle e strisce e non solo (purtroppo), ben difficilmente può eguagliare, in capacità perforante, le prestazioni anche del vecchio lanciagranate russki nella sua versione basica, accreditate di oltre 32 centimetri di acciaio laminato omogeneo, va da sé che è veramente incredibile, nel senso di non-credibile, quel che ci è stato così tronfiamente propagandato.

Tra l'altro, è proprio a causa di queste mistificazioni che - durante la famigerata, Prima Buffonata del Golfo - gli americani ebbero a subire perdite imponenti dei poodendeessimey cingolati Bradley, impiegati ad mentula camelopardis in vere e proprie cariche di cavalleria contro i T-72 della Guardia Repubblichina di Saddam, salvo fare poi precipitosamente marcia indietro chiamando 'MAMMA!!!!' così che ci pensassero poi l'artiglieria - con gli allora nuovissimi MLRS - ed i tanto disprezzati Facoceri a togliergli le castagne dal fuoco... e vendicare l'onore ferito dei novelli emuli del 7° Cavalleria!

Ma allora, direte voi, che cosa abbiamo visto?

Molto semplice: mai sentito parlare di corazzatura reattiva/esplosiva?

Mai sentito nominare la Kontakt-5?

No?

Orbene, la summenzionata Kontakt-5 è per l'appunto una corazzatura reattiva in dotazione oggidì alla stragrande maggioranza dei carri da battaglia russki, specialmente per quelli della nuova famiglia T-90. Come dice la denominazione stessa, è un tipo di protezione reattiva, nel senso che reagisce agli attacchi portati contro le aree protette, che sono ricoperte da sezioni (o mattonelle) scatolari conformi alla sagoma dello scafo e della torretta, riempite di esplosivo e progettate per esplodere - per l'appunto - quando colpite da colpi di cannone ad energia cinetica ergo da proiettili/testate a carica cava, deviando il penetratore ovvero disgregando il getto della carica cava quel tanto che basta per impedirgli di attingere la superficie vera e propria del mezzo, che si trova sotto la protezione reattiva.

Senza starci a girare troppo attorno, questo tipo di protezione è in genere tarato per non esplodere se colpito da armi di piccolo calibro ma è altresì stato ampiamente dimostrato che, se sottoposte ad un tiro sufficientemente intenso, con proiettili perforanti, da parte di un cannoncino automatico o una mitragliera, daje e daje se ne può provocare l'attivazione, facendo esplodere la carica protettiva e... spogliando il veicolo, rendendolo così vulnerabile ad attacchi portati con altre armi, sia cinetiche che ad energia chimica.

Quello che si vede nell'ingredibbuli video non è che lo scoppio di una sezione di corazza reattiva Kontakt-5. 

Come faccio a dirlo?

Primo: il video casualmente si interrompe non appena erompe la vampata, quindi non si vede affatto il carro 'sventrato' né tanto meno immobilizzato/messo fuori uso.

Secondo: quando e se un carro esplode, potete star certi che fa un bel botto e che i pezzi cominciano a volare tutto attorno; l'esplosione non è direzionale, come si vede invece in questo ameno video.

Morale: per l'ennesima volta si è persa l'occasione per non fare l'ennesimo merdone giornalettistico da pennivendolo e di continuare a propagare il rincretinimento e l'ignoranza delle eataliche genti.

Complimenti vivissimi, continuiamo così, che va benissimo!

sabato 21 settembre 2013

Siamo proprio un paese di pipparoli...


C'è un notizione che sta spopolando in rete e che rimbalza da un social network all'altro e di sito in sito, anche (ma non solo) da quei peracottari di TGCom24 ma quello che mi lascia veramente basito è che – a quanto pare – nessuno si è preso la briga di verificare la veridicità della notizia, soprattutto da parte di chi queste cose dovrebbe farle per mestiere, come le varie testate giornalistiche online che per prime hanno diffuso la notizia e le foto a corredo.

La notizia è questa:
La Pugnettista: il nuovo mestiere nelle banche del seme in Cina

Ci vuole un buon polso, è proprio il caso di dirlo. Non stiamo parlando di mantenere un certo equilibrio in una condizione di difficoltà, ma della capacità per fare la pugnettista, il nuovo mestiere che in Cina sembra stia spopolando in campo sanitario. In tempi di crisi economica, forse si può trovare un nuovo modo di guadagnare. Ma che cosa fa esattamente la pugnettista? La lavoratrice stimola gli uomini che intendono donare il loro seme. Non capita tutti i giorni di ritrovarsi ad avere a disposizione una prestazione del genere.


In Italia non esiste questo tipo di mestiere. Chi intende donare il seme, deve arrangiarsi! In Oriente avrebbero deciso di rimediare e di fornire un servizio a pagamento con donne che, attraverso comprovate capacità manuali, riescono a produrre l’effetto desiderato.
pugnettista-nuovo-mestiere-banche-del-seme-cinaE non ci sono nemmeno controindicazioni! Forse con il tempo ci si può anche annoiare, un po’ come nelle catene di montaggio di una fabbrica, ma per gli uomini che si sottopongono al “massaggio” deve essere proprio bello vedersi coccolati e trattati in maniera così amabile dalle pugnettiste.
Qualche clinica cinese ha smentito la notizia, ma questa nuova “professione sanitaria”, di cui si sta parlando, sta suscitando un certo scalpore. C’è anche chi si preoccupa per il benessere delle lavoratrici, in quanto si ritiene che potrebbero incorrere in dei problemi ai tendini. Ma si sa, al limite ci potremmo ritrovare di fronte ad un altro caso di malattia professionale!
Intanto le pugnettiste guadagnerebbero 1.200 euro al mese, uno stipendio non da poco, considerando che tra l’altro non occorre nemmeno un titolo di studio specifico. Si può dire che sia un mestiere che aiuta ad unire l’utile al dilettevole!



Qual'è il problema, direte voi?
Semplice, la notizia semplicemente non esiste, si tratta di una bufala bella e buona, tirata fuori ad arte da qualche buontempone, utilizzando per dare credibilità alla cosa, le immagini di un filmino fetish (tra l'altro manco cinese ma giapponese!) visibile su uno dei tanti siti hard a pagamento e di cui è stato rilasciato un promo, diciamo così, su vari siti sulla falsariga di YouPorn. ()

In pratica si tratta di una sesquipedale presa per il culo ai danni dei tanti abbocconi che ci sono cascati mani e piedi, dimostrando una cosa estremamente preoccupante, almeno io la vedo così: nel Belpaese la maggiora parte della gente ha portato il cervello all'ammasso e sa pensare solo a figa, macchine e cellulari, senza minimamente darsi pensiero (anzi, senza pensare affatto!) di voler indagare (bastava poco, una semplice ricerca anche su Google) per accertarsi che non si tratti dell'ennesima boutade.
Sinceramente, quando leggo queste... edificanti storielle, il mio primo pensiero è sempre di verificare chi è la fonte prima e da dove è stata diffusa in primo luogo... a quanto pare, però, sono rimasto uno dei pochi a pensarla così, nonostante gli argomenti che di solito tratto su questa pagina possano far pensare al contrario, visto che la notizia, come dicevo all'inizio, è stata diffusa e riportata pari pari su buona parte dei siti di informazione italiani, mettendo vieppiù in dubbio, casomai ce ne fosse stato ulteriore bisogno, la professionalità dei giornalisti e la bontà e veridicità delle notizie che ci propinano, non solo quelle più... leggere e porcellose ma anche quelle che dovrebbero essere (condizionale obbligatorio più che mai in questi casi) serie e importanti.
Se questi sono i nostri mezzi d'informazione, poveri noi e povera Italia!

martedì 9 aprile 2013

The End Is Near!...

Se le guerre si combattessero a suon di coreografie, questi
avrebbero già vinto a tavolino...
Ebbene si, tanto hanno fatto, tanto hanno detto, che alla fine le profezie di Michael de Nostradamus, il veggente francese del XVI secolo, si sono alla fine avverate... più o meno!

Si perché in due delle quartine più famose, si parla dell'avvento del famigerato papa nero che tutti si sono sbizzarriti ad identificare con un papa negro, nel senso di africano e non – com'è l'interpretazione ritenuta più attendibile da parte delle legioni di studiosi di tutto il mondo – con un papa nero nel senso che indossa un abito di quel colore, cioè un gesuita.

Nel caso in cui vi foste persi qualcosa, il neo-eletto Papa Francesco è per l'appunto un gesuita e quindi è il papa nero di cui sopra a tutti gli effetti.

L'intrepido leader giustamente si accerta che TUTTI i suoi
generaloni si comportino bene ed applaudano come si deve
Nell'altra quartina, si parla invece del Grande Conquistatore dall'Est che è stato variamente interpretato come Genghis Khan, Stalin e chi per lui... bene, adesso abbiamo anche quello, nella figura del neo-eletto leader della Corea del Nord, Kim Jong-un, il bimbominkia megalomane figlio di quell'altra, emerita testa di cazzo del fu Kim Jong-Il, signore e padrone dei destini del suo popolo che sta minacciando il mondo intero con le sue terrificanti... stronzate!

Si, perché questa è l'unica cosa che è in grado di sparare, specie contro i suoi vicini del piano di sotto (i coreani del sud) e del pianerottolo accanto (i giapponesi), per non parlare del loro alleato brutto, grosso e tanto, tanto cattivo: gli Stati (dis)Uniti d'America.

Hanno un bel dire alla TV che la Corea del Nord è la quinta potenza militare del pianeta e che soprattutto è una potenza nucleare.
Si, lo è... a chiacchiere, però e vi spiego anche il perché.

La terrificante artiglieria nordcoreana...
Qualcuno si è mai preso la briga di analizzare anche solo en passant le potentissime forze armate nordcoreane?
Avete fatto per caso attenzione alle immagini con le quali le TV di tutto il mondo (specie le nostre) ci stanno scheggiando le gonadi ogni volta che il dittatorello di Pyongyang si alza col culo girato e spara qualche minchiata agghiacciante rivolta contro l'occidente?
Parlo delle sequenze dove fanno vedere batterie di cannoni e lanciarazzi che scaricano inutilmente tonnellate di esplosivo ad alto potenziale contro scogli ed isolotti sotto casa ovvero in mezzo al mare; quelle dove fanno vedere le rampe missilistiche mobili armate con improponibili mostruosità dotate di alette di controllo e che dovrebbero (condizionale quanto mai obbligatorio) trasportare sul bersaglio il... terrificante arsenale nucleare nordcoreano.
Non parliamo poi delle legioni di soldati che marciano col passo dell'oca e quegli osceni copricapi sulla zucca strillando come ossessi fesserie incomprensibili.

Orbene, vi sembra una cosa seria?

...e i suoi potentissimi lanciarazzi, tutta roba MODERNISSIMA
atta a combattere... la Guerra di Corea (1950-53)!
Tutto 'sto po-po di potenziale militare è a dir poco inconsistente, ed è in grado di provocare danni solo nella mente malata di Kim Jong-un; parliamo di materiale bellico obsoleto e che anche quando è di fabbricazione autoctona (e quindi, tecnicamente, nuovo) è sub-standard rispetto alle dotazioni di qualunque altro Paese moderno.
Persino le forze corazzate, il pugno di ferro del regime, sono solo uno spauracchio, dotate come sono di mezzi che sono stati ideati (e prodotti) cinquant'anni fa ovvero sono copie spudorate di mezzi sovietici obsoleti made in China!

E questo vale per tutto l'arsenale coreano, peggio mi sento poi quando si parla della roba... fatta in casa dai nordcoreani: i loro blindati di punta sono di fatto copie depotenziate del T-62 e del T-72/84 russi. Già gli originali non valgono un granché, com'è stato dimostrato in decine di conflitti in giro per il mondo, figuriamoci le copie... non parliamo poi della numerosissima e potentissima (sulla carta) marina o dell'aeronautica; lì peggio mi sento, non hanno un velivolo che sia uno che non risalga agli anni '80 del secolo scorso, tutta roba più inutile che dannosa, buona però per fare eventualmente da bersaglio per i reattori made in USA e verificare così a che punto sono con i loro ultimi giocattoli.
Questo si che è potenziale bellico...

Certo, se la guerra si facesse ancora con i fucili e le baionette, allora si che ci sarebbe da aver paura, visto che l'esercito nordcoreano se non è il più (e meglio) armato è comunque uno dei più numerosi del globo.
Ma vista la carenza di armi e mezzi moderni, sono solo altrettanti bersagli per una forza armata dotata invece di armamenti stato dell'arte, come sono i coreani del sud e i giapponesi (che godono del know how statunitense per la progettazione dei loro mezzi nonché dell'approvvigionamento diretto di armi e materiali dagli States) per non parlare degli americani tout court.

Certo, rispetto ai nordcoreani, sono molto meno fanatici (sulla carta, almeno) e meno propensi a fare strage di qualunque cosa si muova ma se davvero il cialtrone di Pyongyang e la sua ganga dovessero fare uso di una delle loro... scoregge nucleari, apriti cielo!
Conoscendo la storia di questi due paesi e la loro propensione alla vendetta, tremenda vendetta, credo che in quel caso sarebbero più che ben disposti a spianare la Corea del Nord, trasformandola in una landa piatta e desolata.

...e queste si che sono guerriere!
Qualcuno a questo punto avrà notato che ho parlato di scoreggia nucleare parlando del potenziale atomico nordcoreano.
L'espressione non è peregrina, perché si da il caso che tutte le prove effettuate dal governo di Pyongyang abbiano dato esiti... ballerini, per non dire altro, con esplosioni sub-standard dal kilotonnellaggio molto, molto basso.
Tra l'altro, le famose testate mostrate al pubblico mondiale, sono tutt'altro che portatili, nel senso che somigliano più alla famosa super-bomba sovietica Tzar che alle micidiali B61 americane (che tra l'altro, abbiamo anche noi, stoccate da qualche parte in quel di Ghedi).

Mi piacerebbe sapere come il dittatore nordcoreano intende lanciare le sue micidiali bombe atomiche sugli odiati americani, visto che sui suoi... potentissimi missili non c'entrano!
Certo, visti i bersagli dichiarati da Kim Jong-un, un modo – anche due, va – per farcele arrivare ci sarebbe pure, ma non sarò certo io a suggerirglielo (ma sono un malvagetto!?).

Semmai, quel che mi da da pensare è un'altra cosa.
Sono il solo che ci ha fatto caso o vi siete accorti che QUESTA
è la VERA, UNICA forza a disposizione della Corea del Nord?
L'arma definitiva, la più pericolosa del mondo: LA GNOCCA!
Mettiamo il caso peggiore possibile, che cioè il bimbominkia dia veramente di matto e lanci un attacco nucleare contro Seoul o Tokyo (anche se come ci arriva anche lì, proprio non lo so); quante sono realmente le possibilità che gli USA reagiscano veramente ad un simile attacco, lanciando un contrattacco nucleare contro la Corea del Nord?
Visto come si sono comportati fino ad oggi, mica sono così sicuro che onorerebbero fino in fondo il trattato della SEATO di cui fanno parte.

Non è per cattiveria, ma hanno ampiamente dimostrato coi fatti che sono bravi a fare la voce grossa e menare mazzate contro chi non può recar loro fattivamente danno ma quando c'è da rischiare in prima persona, non sono altrettanto propensi ad andare a farsi bucare la pancia, meno che mai per conto terzi.

Mah, speriamo bene!...

mercoledì 13 febbraio 2013

Li hanno usati fino al XIX secolo...


...eppure erano obsoleti, inefficaci, quasi inutili... e allora perché cazzo li hanno usati per 300 anni!?

C'è qualcuno in grado di spiegare questa apparente dicotomia tra quanto affermano da decenni tanti cosiddetti esperti e quanto ci dice invece la storia?

Mi sto ricollegando, ovviamente, al discorso che ho cominciato con l'ultimo post, contro la 'Gnoranza (con la Gn maiuscola!) imperante nel Belpaese, che si basa su stereotipi mai comprovati e leggende metropolitane, per quanto concerne le questioni tecnico-militari, prendendo come esempio lampante proprio il Giappone cioè il Paese protagonista della più rapida e massiccia rivoluzione tecnologica e sociale mai intrapresa da una nazione moderna, che trasformò dal giorno alla notte un paese medioevale in una potenza ultramoderna, alla faccia delle potenze europee e degli Stati Uniti.

Eppure, per oltre tre secoli i giapponesi hanno combattuto le loro interminabili guerre intestine con i Tanegashima ovvero la versione made in Japan degli archibugi a miccia.

Questi... schioppi ad avancarica a polvere nera arrivarono quasi clandestinamente nel Paese del Sol Levante, acquistati dal signore di Tanegashima da un branco di avventurieri portoghesi che avevano quasi fatto naufragio nei pressi dell'omonima isola nipponica.

Correva l'anno 1453 e fino a quel momento nell'intero territorio del Tenno nessuno aveva mai visto prima un'arma da fuoco, considerato soprattutto che si trattava di inutili ed inefficaci archibugi a miccia, poco più complessi degli schioppi maneschi usati alla fine del XIII secolo e per di più – ci dicono le cronache – manco fabbricati nella civilissima e tecnologicamente avanzata Europa, bensì procurati sottobanco dall'arsenale di Goa, città che era recentemente caduta nelle mani dei colonizzatori portoghesi...

Eppure, guarda un po' il caso, i giapponesi, che evidentemente erano un branco di scemi – sempre secondo l'illuminato parere (si, con la 230V!) degli esperti – ci hanno visto quel certo non so che, dal momento che li hanno copiati a ruota e ne avevano prodotti quasi trecentomila in meno di dieci anni.

Diffusisi rapidamente in tutto l'arcipelago giapponese verranno usati estensivamente durante il periodo Sengoku (la serie infinita di guerre fratricide per la supremazia, combattute tra i vari Daymio e durata la bellezza di centotrentasei anni) fino all'epica battaglia di Sekigahara (1600).

In quella occasione, come possiamo vedere dal pannello che qui ho riportato, le schiere degli Ashigaru di Tokugawa Ieyasu, armate di Tanegashima, sbaragliarono le truppe della coalizione guidata da Ishida Mitsunari, adottando le tattiche ideate dal condottiero Oda Nobunaga, che per primo, tra i grandi signori feudali del Giappone, aveva intuito le immani potenzialità delle armi da fuoco.

La tattica ideata da Oda Nobunaga: fucilieri in fila al riparo di
apposite protezioni mobili che scaricano a ripetizione i loro
"inutili" archibugi contro la cavalleria e la fanteria nemica...
Indovinate un po' CHI è che ha VINTO?
Mica male, per una spingarda imprecisa, di scarsa potenza, gittata ed efficacia, eh!?

Questo tanto per snebbiare un po' di cervelli dalla merda che li soffoca.
Il bello è che non solo i Tanegashima hanno dominato i campi di battaglia che li hanno visti impiegare in modo massiccio – alla faccia dell'altra leggenda metropolitana che vuole gli eserciti nipponici composti esclusivamente da Samurai a cavallo, in armatura e armati di Katana, impegnati in feroci corpo a corpo in perfetto stile chanbara – ma ancora oggi i discendenti di quei samurai-diventati-fucilieri e degli ashigaru (i fantaccini di ignobile estrazione cui Nobunaga ed i suoi epigoni delegarono l'uso degli schioppi) si prodigano durante le varie feste commemorative con le loro spingarde, sempre assolutamente a miccia, così come vuole la tradizione.
Cosa voglio dire con questo discorso, a parte sfoggiare qualche cognizione di storia dell'estremo oriente?

Semplice, voglio dire che il fatto che le antiche armi da fuoco siano ancora avvolte da un alone di mistificazione e così denigrate, specie in questo paese, è un mito che va sfatato.

Me ne sono reso conto alcuni anni fa quando la Hobby & Works propose sul mercato una delle sue monumentali opere enciclopediche (nel senso che sono interminabili e che molto spesso infatti non vengono terminate) a fascicoli intitolata (se non ricordo male) Gun – Storia delle Armi da Fuoco che nei primi quattro numeri aveva in allegato una VHS con il documentario in quattro parti sulla nascita, la storia e lo sviluppo delle suddette, dai primi schioppi maneschi del XIII secolo fino agli ultimi sviluppi dell'inizio del XXI.

Inutile dire che è stata una visione vieppiù illuminante, tipo folgorazione di San Paolo sulla via di Damasco ma senza sentire voci e vedere la Madonna... in compenso si sentivano i botti (e che botti!) di tanti pezzi da museo ancora in condizioni di perfetta efficienza che venivano impiegati a mo' di dimostrazione pratica dagli eminenti presentatori del programma (tra i quali spiccavano personalità del calibro del de cuius Ian V. Hogg e di Bill Ruger fondatore dell'omonima grande azienda armiera statunitense e appassionato di armi antiche – vabbè, si fa per dire: gli piacciono le armi del Vecchio West) dimostrando coi fatti quante panzane ci hanno sempre fatto digerire sull'argomento.

Per una verità che ci dicono, come al solito, ci rifilano due menzogne.
E per ora qui mi taccio...


Ohibò, codesta si che è una grave lacuna...


Avete presente la sventola che ha... illustrato il mio ultimo post, quello sulla pirateria multimediale?
No, calmi, il problema non è lei (o meglio, non lo sarebbe se potessi avere la splendida Angel Dark tra le mie avide braccine) ma l'oggetto che impugna in quel fotoset.

Si, avete inteso bene: il pistolotto a pietra focaia di cui la nostra bella mora fa sfoggio.

Orbene, posso dire di sapere tutto o quasi riguardo le moderne armi da fuoco di ogni calibro, provenienza e tecnologia, ivi compresi alcuni modelli che non sono mai entrati in produzione e che sono rimasti sugli scaffali dei progettisti come meri divertissement o dimostratori tecnologici (un po' come per il famigerato prototipo della Renault degli anni '40 conservato gelosamente nel museo dell'auto parigino, quello che – per la cronaca – faceva quaranta chilometri con un litro di broda), così come conosco la storia delle armi da fuoco, il loro modo d'uso, l'evoluzione della tecnologia ecc. eppure mi sono improvvisamente reso conto che per quanto riguarda il resto (modelli, calibri, dimensioni, pesi, velocità e potenza erogata e chi più ne ha più ne metta) sono praticamente a digiuno, nel senso che so com'è fatto e come funziona uno schioppo a miccia – tanto per fare un esempio, ce l'avete presente, no? Il classico cannone manesco del XIV secolo – eppure, a parte il famigerato schioppo di Tannenberg non so praticamente una mazza di come siano fatti questi ordigni nel dettaglio.
Eppure, mi sono detto, questa roba è andata in giro per secoli, possibile mai che nessuno si sia mai preso la briga di catalogarli e/o misurarne le prestazioni?
Perché di una cosa sono certo e cioè che sull'argomento armi da fuoco antiche si dicono un sacco di corbellerie e la mentalità prevalente è conformata a tutta una serie di leggende metropolitane assolutamente prive di fondamento e costrutto, riguardo questi antenati dei moderni fucili, carabine, pistole e mitragliatrici.

O c'è davvero ancora qualcuno che crede che gli archibugi, gli schioppi e i moschetti – tanto per restare nel campo delle armi leggere portatili senza addentrarci nel terreno impervio e pericoloso delle artiglierie a polvere nera – fossero inefficaci al confine dell'inutilità ovvero buoni solo per spaventare cavalli, marmocchi e donne incinte, come ci hanno sempre voluto far credere tanti esperti e studiosi delle mie pantofole?

L'argomento è tutt'altro che peregrino, in quanto la logica ci dice che – se queste antiche armi da fuoco, per primitive che fossero – non avessero avuto una loro valenza ed utilità sul campo di battaglia (e anche fuori, come ad esempio per la caccia) col cazzo che gli antichi eserciti avrebbero non dico sviluppato nuovi modelli ma mai usato questi ordigni che – di fatto – erano costosi da costruire e abbastanza pericolosi da usare, se non si avevano le idee chiare sul come e quando utilizzarli, per non parlare del fatto che richiedevano una manutenzione attenta e laboriosa per garantirne al meglio il funzionamento.

Le prime, inutili, inefficaci armi da fuoco della storia...
eppure a me risulta che ne hanno seppellita parecchia di gente
Se fossero state invece – come affermano in troppi – inutili o poco efficaci, dal momento che le artiglierie – sia quelle pesanti che quelle manesche o portatili – erano a carico del condottiero e non certo del re o dello Stato (parliamo ovviamente del periodo in cui si sono sviluppate e diffuse, tra il 1300 ed il 1600, prima dell'adozione delle forze armate nazionali nelle varie potenze dell'epoca) ovvero del soldato che le utilizzava, sarebbero state abbandonate prima di subito, dal momento che c'erano armi e sistemi migliori e soprattutto testati e provati – qualcuno ha detto archi e frecce oppure balestre e bolzoni per caso? - nel tempo e sul campo per far fuori un nemico (o un cinghiale, se è per questo) a distanza... tra l'altro ad una notevole distanza, visto che è stato appurato che la gittata di un buon arco lungo inglese (il classico longbow di Robin Hood, per capirci) arrivata tranquillamente fino (e qualche volta oltre) ai 200 metri, mentre una quadrella scagliata da una balestra era in grado di sfondare il pettorale di un'armatura a più di 100.
Eppure, caso strano, non solo le armi da fuoco hanno preso piede già all'epoca, quando la cavalleria nobile spadroneggiava sui campi di bataglia ma hanno continuato ad evolversi e migliorare fino a dominare di fatto il campo di battaglia, relegando i gloriosi, potenti cavalieri corazzati agli annali della storia.

Questo perché, a differenza di arco e frecce, che richiedevano anni di certosino addestramento da parte dell'arciere per diventare tale, archibugi e spingarde non avevano bisogno di tempi di addestramento biblici: bastavano poche settimane per trasformare un contadino in un archibugiere.

Se è vero poi (com'è vero) che frecce e dardi potevano penetrare con relativa impunità le armature di cotta di maglia e/o forare anche le corazze a piastre a breve distanza, le pesanti palle sparate da schioppi e moschetti facevano altrettanto anche a lunga distanza e soprattutto infliggevano ferite massive, rese ancora più gravi proprio dal fatto che il nobile signore indossava una corazza, in quanto all'effetto, già di per sé deleterio, della palla, si univa quello della corazza, le cui schegge ovvero i bordi della parte colpita, penetravano nella carne viva della vittima... vi lascio immaginare che godimento ineffabile doveva essere ritrovarsi sul tavolo del cerusico chirurgo con un'oncia di piombo in corpo e la poderosa (e inutile) corazza ripiegata nelle carni!

A tal proposito ci hanno sempre raccontato un'altra minchiata sesquipedale perché, paradossalmente, se da un lato c'hanno sempre detto che le spingarde erano inutili ed inefficaci, dall'altro tutti hanno sempre concordato sul fatto che – con l'introduzione delle armi da fuoco – il numero dei caduti in combattimento è aumentato esponenzialmente.

Al che, delle due l'una: o questi (come penso io) pigliano fischi per fiaschi oppure le inutili e imprecise armi da fuoco, una volta che pigliavano qualcosa, facevano una strage!
Cacchio, meglio di un bombardamento aereo... e che cazzo sparavano? Granate anticarro?

No... semplici palle di piombo (o di ferro, se uno era ricco)... ma, allora!?...

Si, bhé, ovviamente c'è una spiegazione scientifica per tutto questo... meno male! E quale sarebbe?

Setticemia? Mavaffanculo! Provate a sciropparvi una di queste
magari in pieno petto, poi, se siete ancora vivi, ditemi se la vostra
maggiore preoccupazione è un'infezione o questi 30 grammi di
piombo nella vostra carcassa...
La gente moriva di setticemia...


Ma va?

Cazzo, che scoperta!
Peccato che nelle epoche antiche, prima che si comprendessero appieno le nozioni di igiene e profilassi e la loro importanza nella cura di ferite e malattie, la gente crepasse normalmente per le infezioni più disparate, specie sul campo di battaglia, anche perché non c'è una grande differenza tra una ferita lacero-contusa provocata da un colpo di spada o una penetrazione da freccia o pallottola: sono tutte ferite aperte e come tali sanguinano ed espongono l'organismo (per altro già indebolito di suo – e vorrei anche vedere...) al contatto con germi e batteri quindi, se non trattate per tempo e con le dovute accortezze rischiano tutte di andare in setticemia o provocare una cancrena, altro che balle!

Ohibò, lo spazio è tiranno, mi sa che ci torno una delle prossime volte su quest'argomento.


domenica 9 dicembre 2012

Per fortuna che il 21 dicembre è vicino...

...e no, non intendo dire con questo che finalmente s'avvicina il pagamento della tanto sospirata (e assai decurtata) tredicesima, ma la data stabilita dalle profezie Maya come scadenza ultima per la definitiva dipartita dell'umanità da questa valle di lacrime, alla faccia dell'Apocalisse di San Giovanni e delle profezie di Nostradamus che per tanti decenni hanno turbato i sonni di tanti studiosi e cabalisti.

Si, perché per quanto mi riguarda, comincio seriamente a credere che i Maya avessero fottutamente ragione: non so se ci sarà l'evoluzione della civiltà umana verso uno stadio superiore ovvero se avverrà il classico trapasso e tanti saluti al secchio; è però certo che l'apocalisse è a portata di mano, almeno per quanto riguarda il Belpaese e sue immediate adiacenze, il tutto grazie all'ennesima sparata del dittatorello di Arcore che – pur di salvarsi le chiappe dalla carcerazione imminente e dalla sfilza di condanne che lo stanno aspettando a braccia aperte – ha preferito far saltare per aria la nazione per l'ennesima volta, non appena ha sentito puzza di rinnovamento nell'ambito delle disastrate istituzioni politiche nazio(a)nali con il temutissimo (ed attesissimo, almeno da chi, come me e – spero – voi, ne ha avuto più che abbastanza di questa banda di banditi e grassatori che da vent'anni magna a quattro ganasse e ingrassa a spese dei cittadini contribuenti onesti) decreto sulla incandidabilità dei condannati.

Che poi, diciamocela tutta, anche questa è una specie di barzelletta che non fa ridere: che cazzo mi significa che uno non può candidarsi ad una carica pubblica se ha avuto una condanna in via definitiva?
Ma stiamo scherzando?
A casa mia, per reati di mafia, contro la pubblica amministrazione e non solo, c'è già una pena accessoria che di fatto sega le gambe al cittadino condannato che anche solo volesse presentarsi alle urne (e non solo, a qualunque selezione per un lavoro o incarico pubblico) e si chiama interdizione dai pubblici uffici.

Solo che – come al solito – siamo nel Paese dei Balocchi per cui anche questa pena non viene minimamente presa in considerazione, tant'è che abbiamo legioni di condannati per reati contro il patrimonio piuttosto che per corruzione, concussione ovvero per peculato e via discorrendo che siedono tranquilli e paciosi sugli scranni del Parlamento da quasi quattro lustri.

Le pene in Italia si applicano sempre e comunque solo a chi non conta un cazzo (secondo questa gentaglia, ovviamente), cioè ai poveracci; se – per esempio – una condanna anche minima l'avessi rimediata io con la summenzionata pena accessoria dell'interdizione, potete stare tranquilli che non avrei più potuto, non dico mettere piede, ma nemmeno partecipare ad una qualunque selezione pubblica per entrare in una amministrazione dello Stato... e probabilmente manco in un qualsiasi posto presso una qualunque istituzione privata a livello di grande azienda italiana o multinazionale che sia.

Se però hai il soldo e soprattutto l'appoggio del potente di turno, voilà!, della pena te ne sbatti allegramente le balle e voli direttamente a Montecitorio senza nemmeno passare dal via.
Eppure il principio su cui si basa questo provvedimento di legge serve appunto a tenere lontana dai luoghi del potere proprio la feccia d'alto bordo, quella che commette i summenzionati reati di frode ai danni dello Stato, peculato, corruzione, concussione e via discorrendo.

O credete davvero che sia stata creata perché si applichi solo al fruttarolo che passa la mazzetta al vigile urbano per farsi lasciare in pace?

Dicevo all'inizio che l'apocalisse bussa alle porte; la mia non è una boutade buttata là così ma è basata su quello che vedo ogni santo giorno.

Abbiamo un'economia che si trova sull'orlo del baratro, da quando a causa di un branco di speculatori senza scrupoli, si è operata l'empia commistione tra finanza e economia: come dire che abbiamo confuso la merda col cioccolato, mandando a puttane non la merda (la finanza e tutti i grassatori che con questa hanno fatto miliardi rovinando intere economie nazionali) ma il cioccolato (l'economia nazionale, quella che si basa sulla produzione e sul lavoro della popolazione, il reddito prodotto sgobbando giorno dopo giorno e non speculando su transazioni di borsa e quotazioni fittizie di beni immateriali) con il risultato finale che adesso stiamo pagando per colpe che non ci appartengono, per danni prodotti da gente che non ha mai lavorato un giorno in vita sua ma ha sempre campato in modo parassitario sulle spalle di chi la vera ricchezza la produce col suo lavoro.

E a proposito di parassiti ce n'è uno, bello grosso, al centro dell'Europa, che sulla famigerata crisi finanziaria globale ci ha campato allegramente, affossando le economie reali dei paesi che erano in lizza per divenire i nuovi protagonisti dell'Europa Unita e che adesso sono ridotti al rango di zimbello per la panoplia di paesetti da quattro soldi che devono la loro ricchezza ed il loro benessere al fatto di avere una popolazione ridotta al lumicino e di conseguenza grandi risorse disponibili; quelli come il Lussemburgo, la Danimarca o gli stati scandinavi, che adesso stanno facendo la voce grossa, dicendo continuamente NO a qualsiasi ipotesi che possa impedire ai Paesi in difficoltà di finire di svenarsi.

Perché un conto è parlare di paesi come la Grecia, che se adesso naviga nella merda a vista lo deve al fatto di aver mentito spudoratamente per anni sullo stato reale della sua economia, con spese folli e fuori controllo per assicurarsi, tanto per dirne una, il prestigio internazionale con le (inutili) olimpiadi di Atene – costate alla fine quanto il PIL nazionale senza alcun vero ritorno economico – ovvero per le spese militari sproporzionate per una nazione relativamente piccola e strategicamente minoritaria, volte non ad assicurare la difesa del paese ovvero del fronte meridionale della NATO – anche perché la Grecia non ha partecipato di fatto ad alcuna delle operazioni internazionali maggiori intraprese dall'Alleanza – ma solo per mostrare i muscoli davanti al nemico di sempre: la Turchia.

È dalla dichiarazione di indipendenza greca che va avanti questa storia, con due dei principali alleati in ambito NATO che sono sempre stati preparatissimi a combattere non il nemico dall'altra parte della Cortina di Ferro bensì il vicino della porta accanto!

Quindi, se la Grecia è un caso a parte, così non si può dire di paesi come la Spagna, l'Irlanda o la Francia; paesi che hanno mostrato iniziativa e vitalità per tutti gli anni 90 del secolo scorso e nei primi anni del XXI, con una crescita enorme in termini di PIL e di reale ricchezza dei cittadini ma che proprio per questo sono stati tra i più esposti (come l'Itajia che però di crescita e sviluppo ne ha vista ed avuta ben poco, e chissà perché...) alle mire degli speculatori d'oltreoceano e dell'Asia, che hanno portato al tracollo delle loro economie; ancora una volta, una crisi fittizia ha massacrato una economia reale.

A queste è seguita la tanto grandiosa (a parole) Francia, proprio i nostri cari cuginetti (stronzi) d'oltralpe, quelli che ridacchiavano sotto i baffi dell'italietta con i loro (nuovi) amici tedeschi... e che oggi hanno scoperto amaramente di essere stati usati come grimaldello per scardinare l'economia della zona Euro a tutto vantaggio dei veri autori dello stato di cose in cui versa in questo momento l'Unione.

Già, vedo che ci state arrivando anche voi.

Chi è che – nonostante la crisi globale – non ha fatto che prosperare ed ingrassare, alla faccia della concorrenza e mandando a vacche qualunque opposizione con i suoi nein reiterati a qualunque proposta tesa ad impedire il dissanguamento dei paesi in difficoltà?

Proprio loro, i nostri cari amici tedeschi... solo loro tra tutti gli altri europei hanno continuato a crescere mentre gli altri deperivano; solo loro hanno la (quasi) piena occupazione di tutta l'area Euro e le aziende che producono a rotta di collo.
Solo le loro industrie vantano crediti nei confronti di tutte le aziende ed imprese del vecchio continente.

Solo loro, in definitiva, la crisi non l'hanno vista manco col binocolo, mentre tutti gli altri paesi – chi più, chi meno – annaspavano in cerca di un po' di ossigeno.

Solo che nella loro tracotanza, anche i crucchi hanno dimenticato un principio fondamentale e cioè che la ruota gira e che se le varie Atene e Tebe adesso piangono lacrime amare, la loro Sparta già non ride più mentre si prospettano scenari da tregenda anche per la tanto declamata locomotiva tedesca.

Perché – ed è notizia di oggi – mentre lo stato tedesco e la sua durissima, purissima ed intransigente cancelliera continuano ad opporre il veto a qualunque iniziativa volta ad alleggerire la devastante crisi che si è ormai incancrenita producendo come prodotto collaterale recessione e crollo della produzione e dei consumi in tutto il resto d'Europa, adesso sono proprio le famigerate aziende tedesche a piangere miseria e a cercare un modo per non affogare.

Perché tutte le maggiori aziende germaniche vantano crediti miliardari nei confronti delle vituperate imprese europee, crediti che non riescono ad esigere in quanto i loro clienti sono tutti o quasi sull'orlo della bancarotta, proprio per l'intransigenza teutonica.

Hanno fatto di tutto per salvare la loro moneta, perché l'Euro di fatto non è che il vecchio marco camuffato, in modo da salvare la loro potenza ed influenza economica a spese di tutto il resto del continente, dimenticando però che l'economia, quella vera, la fanno le aziende, quando producono beni e servizi che possono vendere e la gente che per queste lavora, creando ricchezza.
Ma per farlo, devono essere in grado di pagare emolumenti e stipendi ma soprattutto i fornitori delle materie prime e le aziende che lavorano nell'indotto, così come devono poter incassare i proventi della vendita dei loro prodotti, altrimenti il meccanismo si blocca e la ruota non gira più.
E dal momento che non viviamo più in un mondo dominato dall'autarchia ma in una economia fortemente globalizzata, va da sé che se tu mandi a puttane me, io poi mando a pascere anche te e senza nemmeno dovermi sforzare più di tanto.
Anche perché non puoi scorticare la pecora se vuoi che ti dia ancora la lana e se estirpi il grano, invece di raccoglierlo, cosa ti aspetti che ti dia ancora il terreno l'anno prossimo?

E adesso sono proprio le aziende che stanno con l'acqua alla gola, non le istituzioni finanziarie e le borse – per tenere a galla le quali tutti i paesi europei si sono svenati – mentre l'economia reale comincia a segnare il passo per mancanza di ritorno da vendite ed investimenti.

Anche perché se è possibile per gli stati far valere le loro pretese nei confronti di altri stati, come fai a costringere un'azienda o un privato ad ottemperare ai suoi obblighi, specie se questi non si trovano sul tuo territorio?
Non puoi certo mobilitare le Forze Armate perché vadano – che so – dalla Cirio o dalla Finmeccanica ad esigere i crediti vantati dalla Wurth o dalla Krupp... quindi, te la pigli bellamente in saccoccia!

Banche, borsa e finanza non producono niente di concreto: con azioni e titoli al massimo ti ci puoi pulire il culo; di certo non ti ci puoi riempire lo stomaco, né riscaldare quando fa freddo.