Non sono propenso, in genere, ad
occuparmi di cronaca seria, a
meno che la situazione non lo richieda esplicitamente, come quando
reputo un fatto o una notizia talmente grave
da farmi rigirare il flusso ematico e rivoltare lo stomaco (e anche
qualcos'altro...) anche perché, per pregressa esperienza, so per
certo che in questo paese di partigiani (no, non intendo quelli che
hanno fatto la Resistenza in montagna ma quelli che si battono fino
allo stremo delle forze per mantenere il privilegio di continuare a
mangiare alla greppia del potentato di turno) esprimere una voce
fuori dal coro a
maggior ragione se tocca i benefit altrui,
serve solo ad attirarsi addosso gli strali di legioni di scherani
pronti a compiacere il signorotto di turno.
Ci
sono notizie però che devono
esser
poste sotto i riflettori, perché tutti
–
volenti o nolenti – non possano più far finta di niente.
La
notizia della pubblicazione
delle
motivazioni per
la pesante sentenza della Suprema Corte per i fatti avvenuti dopo
il
G8 di Genova nel 2001 è una di quelle occasioni che non
posso
non condividere.
Finalmente,
a chiare lettere e senza tanti giri di parole, una corte di giustizia
ha detto quello che legioni di persone, in tutta Europa (per non dire
in tutto il mondo) hanno affermato e/o pensato rispetto a questo
accidenti di Paese: che in Italia, per compiacere i potenti, che
avevano richiesto in quei giorni azioni
esemplari contro
questa massa di
zecche schifose (come
ebbe a dire platealmente davanti a testimoni quella merda del nostro
– fortunatamente ex – ministro dell'Interno, Claudio Scagliola)
si è letteralmente mandata
al macero ogni
parvenza di civiltà
e
democrazia
Al
pari di tanti scherani medioevali, gli eroici tutori del (dis)ordine
pubblico si sono esibiti in atti di barbarie gratuita degni dei
peggiori exploit delle dittature militari sudamericane, trasformando
la scuola Diaz in una succursale dello stadio di Santiago del Cile e
la caserma di Bolzaneto nella versione XXI secolo della ESMA di
Buenos Aires, con gente radunata brutalmente a bastonate, calci e
pugni, insultata, massacrata e torturata
da
tutte le
armi della forza pubblica, nessuna esclusa, quella stessa gente che
noi paghiamo
con i sudati quattrini che ci vengono prelevati forzatamente dalle
nostre buste paga perché ci tutelino
e
siano custodi del dettato
costituzionale che
dovrebbe (condizionale obbligatorio a questo punto) essere alla base
dell'ordinamento democratico
e
repubblicano
italiano.
Con
l'aggravante, lasciatemi dire, che i fatti – proprio come avvenne
in Argentina negli anni 70 – si sono svolti di
nascosto,
di notte, in modo che non potessero esserci testimoni e soprattutto
al chiuso di un luogo altrimenti inaccessibile
al
pubblico come una caserma di polizia.
Una
vigliaccata della
peggior specie in quanto rivolta contro chi non solo non aveva modo
di difendersi – né ha tentato
di
farlo – invece che contro i reali
responsabili
dei disordini avvenuti in città... da bravi vigliacchi
infatti
gli sbirri si scagliarono contro i dormitori degli esponenti dei vari
social forum
anziché
scovare e colpire i famigerati Black
Blocks ma
si sa che quelli
lì
erano armati fino ai denti e ben pronti (oltreché ben disposti) a
fare a botte con le forze dell'ordine... non sia mai: quando c'è il
serio rischio di
prenderle, i sicari in uniforme di ogni parte del mondo fanno subito
a gara... a trovarsi altrove,
come dimostrato ampiamente anche dai recenti fatti di Spagna, Grecia
e USA, dove – specie nella cosiddetta (da chi? Boh!?) Terra
dei Liberi si
assiste quotidianamente alle eroiche
imprese della
polizia contro manifestanti pacifici e soprattutto disarmati...
più la gente alza le mani nude al cielo più queste merde picchiano
come fabbri.
Salvo
poi andarsi a nascondere e chiedere l'intervento della SWAT quando un
singolo psicopatico
(ma
armato!) comincia a sparare in mezzo alla gente inerme; dove sono i
tanti macho in
divisa (maschi
e femmine, perché l'atteggiamento è assolutamente bipartisan)
che spadroneggiano per le strade degli Stati (dis)Uniti d'America
quando accadono queste cose?
Ah,
saperlo...
Tornando
a noi, i giudici, con sentenza assolutamente
inequivocabile e
con buona pace, aggiungo io, di tutti i reazionari veterofascisti,
veterostalinisti e benpensanti che pure plaudirono (e secondo me alle
spalle plaudono ancora) alla dura
lezione
impartita a quella massa di sovversivi e fannulloni che manifestava
nelle piazze del capoluogo ligure, hanno stabilito che il primo
danno derivante
da questa bella bravata delle forze dell'ordine, fuori tempo massimo
e fuori d'ogni contesto ed ambito legale ed istituzionale, è stato
quello prodotto all'immagine della nazione
ITALIA,
ancor più grave perché intrapresa solo per compiacere la sete
di vendetta del
governo Berlusconi per la sesquipedale figura
di merda fatta
sulla scena internazionale da parte di solerti
burocrati che
rinnegando il giuramento fatto sulla Costituzione si erano messi
platealmente al servizio dei governanti di turno, nonché – com'è
stato ribadito nella sentenza – per riscattare dinanzi al mondo la
colossale dimostrazione
di inettitudine della
polizia (e dei carabinieri, non ce li scordiamo, che il casino più
grosso è avvenuto proprio per l'inettitudine dei comandi nel gestire
una situazione a dir poco esplosiva che si risolse così con la
brutale aggressione nei confronti di Placanica e compagni abbandonati
alla
mercé dei rivoltosi – perché tali questi erano – dai
commilitoni indecorosamente datisi alla fuga e culminata con
l'uccisione di Carlo Giuliani) italiana nel gestire la situazione
venutasi a creare a Genova.
Uno
sfogo di brutalità
gratuita ed
ingiustificata
vieppiù aggravato dalle menzogne,
dai depistaggi (per
altro portati avanti in modi così platealmente
idioti da
essere destituiti perciò di qualunque parvenza di credibilità) e
dalle mistificazioni
degli
atti ufficiali tanto da farci apparire agli occhi del mondo come una
classica dittatura da repubblica delle banane e non come la settima
potenza economica del
pianeta (anche se trovo questa rutilante affermazione decisamente
opinabile di questi tempi) e stato
membro fondatore della
Unione Europea.
Ma
quello che mi fa più schifo in tutta questa vicenda è che i
responsabili
materiali di
questo massacro se la sono cavata senza pagare alcuno scotto in
quanto in questo civilissimo
paese non
esiste (chissà perché?...) il reato di Tortura
– che come tale sarebbe imprescrittibile al pari dell'omicidio –
e quindi – vista la lentezza dell'elefantiaco apparato della
italica (in)giustizia – tutti i reati ascritti sono caduti in
prescrizione, con buona pace delle decine di persone che di quella
notte di tregenda portano ancora impressi nel corpo e nella mente i
segni delle percosse, degli insulti e dei maltrattamenti.
Unica
soddisfazione, per una volta tanto chi l'ha pagata cara sono stati i
capi di
questi bruti ebeti, riconosciuti responsabili
in
prima persona per
quanto i loro sottoposti hanno prodotto, obbedendo ciecamente e senza
discutere i loro ordini, che sono stati condannati
in
via definitiva ed allontanati
senza
appello dalle loro posizioni di comando, tanto duramente guadagnate
in anni di onorata (e servile, se tanto mi da tanto) carriera.
Una
carriera gettata bellamente alle ortiche per aver voluto dimostrare
al mondo che loro
erano
gente con le palle!
Che
se le grattino adesso vita natural durante e soprattutto lontano
dai
pubblici uffici!
Si,
avete inteso bene, ho scritto proprio BRUTI
EBETI
perché gente così non la posso considerare altrimenti; non sono
persone raziocinanti come me e voi, per il semplice fatto che una
persona normale
prima di caricare a testa bassa come un toro perché
glielo hanno ordinato
ci pensa su non una ma dieci volte.
Soprattutto
di fronte ad ordini platealmente
illegali
si ferma e non li
esegue...
a meno che non sia d'accordo
in toto con
quello che gli viene ordinato e allora non è più una bestia idiota
con manganello e divisa ma un delinquente
legalizzato e
soprattutto complice
in
prima persona di quello che altri hanno organizzato...
Peccato
che nel novero dei censurati e dei condannati manchino all'appello
proprio i pesci più grossi, quel De Gennaro, allora comandante in
capo della polizia, che nulla
fece
per impedire la cosa – anzi, ci mise su il carico a bastoni quando
regna coppe chiedendo ai suoi solerti sottoposti di riscattare
l'orgoglio ferito della
polizia con una carrettata di arresti – e l'attuale capo della
italica polizia, che di questa pasta d'uomo era il vice e comandante
sul campo e quindi non
poteva non essere al corrente
di quanto i suoi gregari stavano organizzando.
Una
vittoria tronca
quindi, come fin troppo spesso accade nelle italiche vicende.
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