OK, io sono sempre contento quando
qualcuno che conosco o che apprezzo passa oltre, raggiungendo nuove
vette professionali però, porco cane, ultimamente è in atto una
vera e propria moria nell'ambito
del adult entertainment con
alcuni dei più bei nomi (diciamo così per carità di patria, va...)
del panorama hard che stanno passando en masse
al cinema mainstream.
Il
primo caso (e il più noto) che ho riportato su questa pagina,
qualche tempo fa se ricordate, è stato quello di Sasha
Grey,
passata ormai armi e bagagli al cinema di genere e ai serial TV, oggi
voglio affrontare un nome forse meno famoso alle nostre latitudini ma
che ha letteralmente spopolato... un po' più a oriente rispetto a
noi, in Giappone, per la precisione.
La
spettacolare starlette
di
oggi risponde al nome di Maria
Ozawa,
classe 1986
(poco più di una ragazzina, secondo i miei canoni attuali), ha
cominciato a calcare le scene come AV
Idol (lett.
Adult Video Idol)
nel 2005, appena diplomata, per la famigerata casa di produzione
nipponica S1
dove riscuote un successo pressoché immediato grazie alla sua
bellezza esotica
(!?)... si, perché a differenza delle sue colleghe, Maria ha un
fisico che assai poco richiama i canoni... classici della bellezza
muliebre nipponica, in quanto – a differenza della collega
americana di nascita ma etnicamente giapponese Asa
Akira
– la nostra bellezza di oggi è giapponese di nascita ma
etnicamente mista,
in quanto il padre è franco canadese.
È
uno di quei tipici casi in cui l'ibrido è migliore del purosangue,
in quanto Maria ha tutte le caratteristiche migliori di entrambe le
razze, quella nipponica e quella occidentale/caucasica, con un fisico
ben proporzionato e un viso dai lineamenti dolci ma con quegli
occhioni da cerbiattona che, personalmente, mi fanno svalvolare.
Ora
a differenza di quanto normalmente accade alle nostre latitudini, in
Giappone la differenza tra un'attrice/modella mainstream
ed
una del adult
entertainment è
molto sottile e a volte confusa, tant'è che vi sono state moltissime
attrici famose che sono transitate per il soft-core o per il porno
tour court, così come c'è tutta una generazione di AV idols che
passano tranquillamente nel mondo della TV o del cinema.
Da
quelle parti, insomma, non stanno tanto a guardare il capello e aver
fatto dei video hard non è qualcosa di cui vergognarsi, anzi: in
molti casi è considerato un trampolino di lancio per farsi conoscere
dal grande pubblico, lo stesso, cioè, che poi andrà a vedere i film
al cinema o in TV... da questo punto di vista sono molto meno
(falso)puritani e bigotti di noi occidentali.
Tra
l'altro, se una è brava è brava e Maria Ozawa evidentemente le sue
doti di attrice ce l'ha (dopotutto la sua carriera in video è
cominciata in realtà nel 2002, quando – ancora studentessa – ha
girato uno spot per la TV) ma ha abbracciato da subito la carriera di
AV idol
non per caso o perché è stata circuita da qualche vile mascalzone
ma perché è stata sempre una... appassionata del genere, molto
precoce, per di più: pare che amasse sollazzarsi davanti ad un bel
filmetto o con qualche giornaletto... porcelloso
già quando era al liceo, con le amichette ed è stata proprio una
sua compagnuccia di scuola ad introdurla ai set a luci rosse (che per
altro già praticava, anche se non è dato sapere chi
fosse o con quale nome lavorasse).
Com'è,
come non è, fatto sta che la Ozawa è passata tranquillamente dai
set hard a quelli cinematografici e televisivi senza colpo ferire,
dove ha guadagnato un buon successo, venendo richiesta anche
all'estero, anche se proprio fuori dal Giappone ha avuto le sue belle
grane, visto che gli altri paesi del sud-est asiatico non
sono altrettanto tolleranti e larghi di manica, come in Indonesia
(notorio feudo
islamico – ed
islamista – in Asia), dove la nostra ha lavorato in un film, salvo
venire aggredita dall'equivalente del MOIGE
nostrano
per il fatto di essere una (ex) attrice porno.
Tornando
a bomba, visti i suoi natali ed il fatto che (dicono) parla e scrive
meglio in inglese che in giapponese, Maria ha espresso più volte il
desiderio di... saltare al di là del Pacifico per... allargare i
suoi orizzonti professionali, diciamo così, anche negli States e sul
mercato occidentale in generale.
Peccato
che abbia però espresso più volte la sua smaccata preferenza per
i... pingoni made
in Japan,
rispetto a quelli nostrani.
Eppure
– vedendo le sue... evoluzioni ginniche in video – non sembra
affatto che la nostra mezza-giapponesina preferita abbia grossi
problemi con le rande di grosso cabotaggio... che sia un velato caso
di xenofobia?















