Mi ci mancava solo quest'ultima bella
novità, tanto perché la mia esistenza di tutti i giorni non è già
abbastanza complicata di suo, per mettermi di buon umore.
Il bidone semovente cui
ho dedicato sempre (nei limiti del possibile) tante cure e che solo
nell'ultimo mese e mezzo mi è costato la bellezza di
quattrocentoventi stille
di sangue
versate una ad una dal mio sudato – ancorché magro – stipendio
ha bellamente deciso che gli
siddìa (come
direbbero i nostri amici siculi) di
andare a giro co'cchistu caldo.
Mi
ha piantato bellamente in asso, come un mulo recalcitrante di fronte
ad una salita, proprio nel bel mezzo di uno dei pomeriggi più
caldi dell'anno mai
registrati dal 2003 ad oggi...
Motivo?
Ah, saperlo!
Le
ho provate tutte, per più di un quarto d'ora, sotto un sole che
spaccava le pietre senza ottenere una mazza di niente... poteva
essere che fosse addirittura evaporata
quel
po' di benzina che m'era rimasta dopo la (solita, trita e triste)
gita di ferragosto?
Possibile
che si sia rotta la spia della riserva e che – per puro culo, a
questo punto – mi abbia portato proprio davanti all'ufficio con le
ultime gocce di
broda
prima di schiattare?
Altre
spiegazioni, lì per lì, non ne ho trovate: il motorino d'avviamento
girava tranquillamente, il quadro era acceso e tutto il resto
funzionava perfettamente; solo la lancetta del carburante non
si alzava nemmeno di un millimetro e
il pedale dell'acceleratore andava giù a fondo senza opporre la
minima resistenza.
Morto,
semplicemente morto... di mettersi in moto non ne ha proprio voluto
saperne.
E
così mi sono dovuto sciroppare – stile Anabasi di Senofonte – il
lungo tragitto per tornare a casa, dove sono arrivato dopo un'ora
e un quarto (maledetti
i mezzi pubblici e chi non gli da fuoco con il personale dentro ogni
volta che fanno lo scherzo di farti aspettare mezz'ora
sotto
il sole d'estate o sotto l'acqua d'inverno) ridotto a una chiavica,
per aver coperto un tragitto di ottomilaseicento
metri...
facevo decisamente prima a farmela a piedi, col senno di poi.
Dopo
aver trascorso il resto della giornata a recuperare dall'immane
fatica, sono poi uscito, per mera inerzia, visto il mio stato
d'animo, con il solito compare per la solita uscita del venerdì... a
quel punto, visto che non avevamo un cacchio da fare di più
interessante, abbiamo preso la decisione di prelevare la tanica (che
porto sempre con me per prudenza) dal baule del semovente abbattuto
per cercare di prelevare dal distributore più vicino due gocce di
broda e vedere se ci riusciva di rimettere in carreggiata il bidone
immobilizzato.
Per
puro scrupolo, visto che quattro occhi vedono (o dovrebbero vedere)
meglio di due, ho tirato su il cofano del motore e ho inserito per
l'ennesima volta la chiave nel quadro... si è illuminato tutto
come
un albero di natale, spia
del carburante compresa che
indicava ancora oltre
¼ di serbatoio ancora
disponibile (quindi oltre i 14
litri
altro che due gocce e uno spruzzino) e girata la chiave... è partita
al primo colpo, senza indugi, come fosse appena uscita dalla
fabbrica.
Vi
giuro che la tentazione di dargli
fuoco m'è
salita su tanto velocemente che ho dovuto lottare con tutto me stesso
per evitare di fare uno sproposito.
Cioè,
questo vorrebbe dire che me la sono dovuta fare a piedi semplicemente
perché questo bidonaccio maledetto soffre
il caldo!?
Ma
ci si può credere ad una cosa così?
Sono
nove anni che
ci vado in giro e mai
mi
è capitata una cosa così, né con 40 gradi all'ombra, né tanto
meno a 10 sottozero, quindi come
si
spiega un comportamento del genere.
Ho
passato tutta la mattinata a cercare qualche spiegazione sui forum o
sui siti specializzati e ho trovato sull'argomento tutto e il
contrario di tutto; di fatto nessuno sa per certo perché le Opel di
punto in bianco comincino a soffrire
il caldo e
si piantino clamorosamente in mezzo alla strada quando, pochi minuti
prima, camminavano senza nessun problema.
Però
sembra che non sia un fatto raro, anzi, pare uno dei tanti difetti
nascosti
di queste auto, quelli cioè che tutti (tecnici, meccanici e
soprattutto i commerciali della casa tedesca) conoscono
perfettamente ma
dei quali non
dicono
niente a
nessuno
men che meno ai prospettivi clienti, non sia mai che magari ci
ripensino ed invece di comprare i loro bidoni bizzosi si comprino
invece una vile auto coreana o giapponese... vili, si, finché vi
pare, ma che almeno non vi lasciano a piedi sotto il solleone in
piena estate!

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