...così come mi piacerebbe moltissimo
parlare d'altro ma non posso esimermi dal rilevare l'ennesima
secchiata di merda che quella
mezza cartuccia che siede al Campidoglio ha gettato sulla città di
Roma e sulla sua cittadinanza tutta, dopo l'ennesimo caso eclatante –
ma solo perché assurto agli onori (si fa per dire) della cronaca –
di violenza sessuale
avvenuta
en plein air,
sulla
pubblica via o meglio nei pubblici
parchi
che – al pari del famigerato Central
Park di
New York negli anni '70 e '80 – stanno divenendo sempre meno punti
di ritrovo e salute pubblica e sempre più teatro di reati di varia
natura, spesso violenti e il più delle volte rivolti contro il
nostro oggetto del desiderio preferito, le donne.
Questo
perché mentre il caso della quarantottenne marocchinata
in
stile la ciociara da un magrebino (tra l'altro già
pregiudicato e
che vorrei qualcuno mi spiegasse, in modo logico
ed
obbiettivo perché
accidenti si trovi ancora nel nostro Paese, ancorché nelle patrie
galere) è divenuto ormai di dominio pubblico, sono in pochi a sapere
che in quello
stesso giorno ci
sono stati almeno
altri
due casi di
aggressione sessuale in altrettante zone della Capitale molto lontane
e diverse tra loro, ad indicare la preoccupante
ubiquità del
fenomeno, fortunatamente (pare) con esiti assai meno gravi, in quanto
le vittime sono riuscite a sottrarsi al peggio.
Il
che, sempre alla faccia della tanto decantata (ma mai realmente
applicata) politica della sicurezza
del nostro beneamato sindaco Gianni
“eja eja” Alemanno porta
ancora una volta la mia
città
in testa – con la sola eccezione notevole di Milano – alla
tutt'altro che edificante classifica di città con il più
alto numero di
aggressioni a sfondo sessuale denunciate.
Si,
denunciate, perché procura e polizia stimano che per ogni
aggressione di cui si viene a conoscenza ce ne siano almeno altre
due di
cui, per paura, vergogna o chissà cos'altro, non
se
ne sa nulla.
Un
bel primato, lasciatemelo dire, che attesta ancora una volta
l'incapacità delle due amministrazioni (quella romana e quella
milanese) nell'affrontare il problema della pubblica
sicurezza nelle
vie cittadine.
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| L'attività preferita dalle Forze dell'Ordine nella Capitale: andare (letteralmente) a puttane... |
Infatti
c'è solo un punto
che
accomuna (disastri e reati a parte) le due maggiori città del Paese:
la politica
persecutoria, applicata
con ampio spiegamento di mezzi, non per combattere la delinquenza
comune, quella di piccolo cabotaggio che più è sentita
dall'opinione pubblica, bensì per dare
la caccia alle puttane in
nome di non si sa bene quale dovere
moralizzatore nei
confronti di una cittadinanza che in tutta sincerità, con la solita
eccezione notevole
dei
soliti farisei e
baciapile (quelli che prima vanno a mignotte, meglio ancora se sono
escort appena
maggiorenni di
quella da 500-1000
euro a botta e
poi chiamano i carabinieri perché c'è una ragazza che gli...
passeggia sotto
casa) se ne frega
altamente ovvero
non considera affatto questa
come
un'emergenza prioritaria da risolvere costi quel che costi.
Perché,
cari i miei bacchettoni, non tutti sono industriali, politici o amici
de Berlusconi e quindi non
tutti
si possono
permettere di
andare con veline,
escort e
entraineuse varie.
Questa
gente però, caso strano, non
la tocca nessuno.
Certo
è meglio andare a scassare il cazzo (così nel contempo si
approfitta anche per fare
cassa per
le esauste finanze del comune) ai morti
di fame che
frequentano le prostitute di strada.
![]() |
| ...e intanto le vittime aumentano... |
E
questo non lo dico io ma – udite udite – Luigi
de Magistris l'attuale,
stimatissimo, sindaco
di Napoli
che – alla faccia dell'imperante perbenismo
becero-cattolico di
cui soffre questo accidenti di Paese a causa dell'ubiquitaria,
ingombrante presenza del Vaticano e dei suoi scherani – pardon –
dei suoi santi
uomini (santissimi,
a parte qualche
peccatuccio come
ingropparsi i ragazzini, andare a puttane – rigorosamente in
borghese, non sia mai che qualcuno li riconosca – e farsi
una famiglia, letteralmente,
con tanto di mogli, figli e perché no, amanti, alla faccia del voto
di castità e celibato) – ha pubblicamente annunciato
(rigorosamente nel silenzio
generale dei
maggiori organi di stampa e/o radiotelevisivi) che intende combattere
il fenomeno in
costante crescita, della prostituzione
a Napoli
mediante l'introduzione di un quartiere
a luci rosse in
città, al pari di quanto accade nella stragrande maggioranza delle
grandi città di tutto il mondo occidentale, dove non hanno a che
fare tutti i giorni con baciapile e preti.
Questo
perché, sue testuali parole, la prostituzione non
si
può combattere col
manganello...
è una politica fallimentare in partenza e che porta come unica
conseguenza alla clandestinità
delle
ragazze e il conseguente, facile, sfruttamento
delle
stesse da parte di manigoldi senza scrupoli e della criminalità
organizzata.
Alla
faccia del cazzo... ci voleva un ex-magistrato
per
dire a chiare lettere una verità tanto banale quanto scomoda per gli
ipocriti perbenisti di ogni latitudine.
Tanto
per restare in tema, lo sapevate che in Germania – paese che qui da
noi viene sempre indicato come esempio da seguire – la
prostituzione è severamente regolata e sanzionata dallo Stato e che
esercitare in strada ovvero in privato è un
reato federale?
![]() |
| Una cosa del genere IN ITAJIA!? Ma che siamo matti? Il Vaticano poi, chissà che dice... |
Se
vuoi fare la puttana, non
c'è problema
basta che lo dichiari
alle autorità competenti ergo che eserciti in uno dei tanti
distretti a luci rosse presenti in quasi ogni grande città... non
solo, ma mentre nel Belpaese – dove vi ricordo che esercitare
la prostituzione
è legale purché
non in ambienti in cui risiedano o si intrattengano più persone alla
volta in
quanto (dopo la famigerata legge
Merlin)
è
illegale
prostituirsi
in più di due
persone in
stabilimenti o edifici che altrimenti possono essere qualificati come
bordelli
– chiunque affitti, anche senza esserne consapevole, un
appartamento o altro immobile ad una prostituta commette
automaticamente il
reato di favoreggiamento
della prostituzione, in
Germania chi fa coscientemente
la
stessa cosa e la denuncia alle autorità di polizia gode
automaticamente di numerose agevolazioni
fiscali in
quanto compie un servizio
di pubblica utilità:
impedisce ad una (o più) ragazza di commettere un reato
prostituendosi in strada e rende nota l'attività di meretricio alla
forza pubblica che può così garantire la sicurezza e della
prostituta e del cliente e soprattutto esercitare il dovuto prelievo
fiscale dalla
ragazza.
So
che in questo momento parecchi di voi si staranno chiedendo cosa
accidenti c'entri questo
discorso con aggressioni e stupri.
C'entra,
c'entra e come, perché la prima
giustificazione che
viene addotta come
attenuante dai
tanti (diciamocelo pure, troppi!) predatori
sessuali occasionali,
specie di importazione, nel Belpaese per i propri comportamenti
delinquenziali soprattutto nelle due maggiori città d'Italia è il
fatto di non essere
stati in grado per troppo tempo di dare
sfogo ai
loro bassi istinti in modo lecito perché non
ci sono puttane per
soddisfare le loro richieste.
Si,
lo so, è una cazzata
grande come una casa
ma a conti fatti, vista la situazione in città, dove come spunta una
lucciola arrivano frotte di sbirri, di ogni arma e natura, per
stroncare alla
radice questa
pericolosissima
minaccia alla
salute e
alla morale
pubblica,
come si fa a dire tout
court che
non è vero e non è possibile che questa gente dica la verità?
Un
uomo, per essere tale, deve (o dovrebbe) essere in grado di
controllare
i propri istinti sempre
e comunque
e il fatto di essere costretti a massacrarsi
di zagane non
può essere una giustificazione ad atti coercitivi o violenti nei
confronti dell'altra metà del cielo, però – purtroppo, aggiungo
io – non siamo
tutti uguali e
soprattutto in alcune culture (che a pensarci bene non sono poi così
lontane dal modo di pensare di casa nostra di una cinquantina di anni
fa, quando ancora esisteva il concetto
aberrante delle
nozze riparatrici
quando un giovanotto un po' troppo focoso sfogava la sua insana
passione violentando
la
poveretta di turno) gli uomini hanno vita assai più facile con le
loro donne che qui da noi, cosa decisamente opinabile, secondo la
nostra attuale mentalità, ma è così che stanno le cose, inutile nascondersi dietro un dito.
![]() | |
| Che c'è Giannino? Ti stai preoccupando? Dovresti... |
E
da che mondo è mondo, la prostituzione è da
sempre la
valvola di sfogo
per
gli istinti repressi di legioni di uomini che – per i più svariati
motivi – non
hanno
altra modalità di accesso alla compagnia femminile; negare questa
opportunità – buona o cattiva che sia, comunque la si voglia
guardare – è un aperto invito ad usare questa situazione come
causa,
giustificazione e/o attenuante per
comportamenti che sono invece delinquenziali e censurabili tout
court.
Come
dico sempre: elimina il terreno per ogni ragionevole scusa da sotto i
piedi dei cialtroni e quello che resterà non è che la pura
verità,
senza se e senza ma, e soprattutto senza
appigli per
legioni di legulei e azzeccagarbugli che troppo spesso appellandosi
al ragionevole
dubbio mandano
liberi o fanno comminare pene irrisorie
a
tanti figli di puttana che dovrebbero invece marcire
a
buon diritto nelle patrie galere.




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