Sono trascorsi ormai 94 anni dalla fine
del più spaventoso bagno di sangue che abbia mai piagato l'Europa,
un conflitto tanto devastante e foriero di funesti presagi per il
futuro, nonostante gli anglosassoni l'avessero battezzato la
guerra per porre fine a tutte le guerre punto
di svolta nella storia europea e di ribaltamento di tutti gli
equilibri geopolitici che ruotavano attorno al Vecchio Continente,
che porterà alla ribalta quelle che diverranno, nei decenni a
venire, le due maggiori Superpotenze del pianeta a discapito di tutti
gli altri Paesi un tempo fautori dei destini del mondo.
Per
quanto ci riguarda più da vicino, la prima conseguenza di quel
conflitto sarà la nascita del primo regime totalitario
europeo, quel fascismo
capeggiato dall'ex-socialista Benito
Mussolini che
tanti epigoni genererà negli anni '20 e '30, ultimo tra i quali ma
primo per influenza storica e ferocia, proprio quel nazismo
hitleriano – che del Benito nazionale era ardente seguace e
sostenitore – che sconvolgerà ulteriormente e definitivamente, con
la sua dipartita dopo una seconda e più violenta guerra mondiale, i
già precari equilibri planetari, sancendo la fine definitiva della
politica eurocentrica a favore del nuovo equilibrio – del terrore –
basato su Stati (dis)Uniti d'America da una parte e (dis)Unione delle
Repubbliche Socialiste Sovietiche dall'altra.
Parlo
ovviamente della Grande
Guerra il
Primo Conflitto Mondiale, nel quale anche l'Italietta neonata e con
velleità di grandezza si gettò a corpo morto, per rivendicare quel
posto tra le grandi potenze europee che per troppo tempo gli era
stato negato e pareggiare i conti con il nemico di sempre: l'Impero
Austro-Ungarico che
ancora deteneva tra i suoi domini buona parte del nord-est d'Italia.
Certo,
gli eventi le distruzioni massicce e le barbarie che verranno
perpetrate – specie contro le popolazioni civili, con l'uso dei
bombardamenti aerei indiscriminati, le rappresaglie e le deportazioni
nazi-fasciste – durante il Secondo Conflitto Mondiale hanno
lasciato il segno in tutto il Belpaese ma da che ho memoria, la
guerra che tutti ricordavano, specie tra i grandi vecchi, era sempre
e solo la prima, non fosse altro perché fu uno shock assoluto per
eserciti composti essenzialmente da popolani e contadini
semi-analfabeti che magari non avevano mai visto in vita loro un
aeroplano o un'automobile e che si ritrovarono all'improvviso a
subire sulla loro pelle gli effetti letali di armi fino ad allora
inaudite come le mitragliatrici, i lanciafiamme, le bombe dirompenti
e i gas asfissianti.
Eppure,
oggi come oggi, se si chiede ad un qualunque studente del liceo cosa
sa
di quel periodo e di quel conflitto, se ne sentono di
tutti i colori...
che la storia sia materia da sempre presa sottogamba o platealmente
ignorata nel Belpaese, è cosa nota.
Quello
che mi ha invece sorpreso è stato scoprire che evidentemente tutto
il mondo è paese
e che le stesse condizioni si applicano anche in altre nazioni che
pure parteciparono al conflitto versando un generoso, doloroso
tributo di sangue nelle trincee che caratterizzarono quella guerra,
specie qui, sul Fronte
Occidentale
caratterizzato dall'infame guerra
di posizione,
dai bombardamenti preparatori d'artiglieria e gli assalti all'arma
bianca, allo scoperto, attraverso la terra
di nessuno flagellata
dalle mitragliatrici.
Perché
dico questo?
Perché
nel Regno (dis)Unito c'è un vecchio professore di storia che –
rendendosi conto della sesquipedale ignoranza ovvero dell'assoluta
mancanza di
memoria delle
nuove generazioni nei confronti della guerra che – se pure non
pose
fine a tutte le guerre, anzi, ne generò un'altra ben più disastrosa
meno di vent'anni dopo – segnò comunque il punto di svolta
decisivo nel corso della storia così com'era conosciuta fino ad
allora ed ha pensato bene di... dare
un assaggio di
quello che ha voluto dire la guerra per i milioni
di giovani britannici che
da tutto il Commonwealth vennero a farsi bucare la pancia nelle
luride e fangose trincee della Marna e delle Fiandre in nome di Sua
Maestà al fianco dei francesi (e degli italiani, non
dimentichiamolo) contro i terribili Unni
del
kaiser Guglielmo II.
Ha
perciò ricostruito una vera e propria trincea
sul
modello esatto di quelle in uso presso l'esercito britannico durante
la Grande Guerra, scavandola assieme ad adepti ed assistenti
praticamente nel giardino di casa, così che chiunque lo voglia
può... assaporare cosa
vuol
dire vivere in quelle condizioni che di umano avevano ben poco, anche
se – ad onor del vero – manca la parte più importante della
messinscena, cioè il profondo
terrore dovuto
ad un'atmosfera di morte onnipresente, che poteva assumere l'aspetto
di un assalto nemico o di una incursione di commando, piuttosto che
di un bombardamento d'artiglieria ovvero di un lancio di gas o –
più temuto di tutti – dei tiri di un cecchino, sempre pronto a
cogliere ogni attimo di distrazione per mietere vittime.
Questo
perché – a suo dire – nessuno, tra le nuove generazioni, si
rende minimamente conto di cosa abbia voluto dire per legioni di
giovani inglesi in termini di sacrificio, fisico e mentale (non
dimentichiamo che alla fine del conflitto saranno milioni
i
cosiddetti scemi
di guerra,
i poveracci rimasti vittime di quello che verrà battezzato dai
medici militari shock da granata
e che solo ai giorni nostri è conosciuto come Sindrome
da Stress Post-Traumatico)
e un popolo che non
conosce
né considera queste cose è destinato ad involversi, decadere e
perire.
Mi
sembra inutile dire che sono assolutamente
d'accordo con
lui...
http://video.gelocal.it/ilpiccolo/divertimento/gran-bretagna-la-trincea-di-guerra-e-nel-giardino-di-casa/4373/4376
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