è quello che deve
aver pensato - e che ha fatto! - Gypsy Taub (non so se sia
il suo vero nome o un nom de
guerre ma tant'è...) nota attivista d'origine russa,
naturalizzata statunitense e residente nella Bay Area che da sempre si batte per
i diritti dei naturisti che – a quanto
pare – prosperano nella ridente San Francisco, città notoriamente tra le più
tolleranti e libertarie al di là dello Stagno
Atlantico.
O forse sarebbe il
caso di dire che prosperavano
in
quanto Scott
Wiener, consigliere presso la municipalità di San
Francisco ha di recente avanzato una proposta di legge per porre il
bando alla
nudità in pubblico
nel territorio sottoposto alla giurisdizione
dell'amministrazione metropolitana.
Vedo che la cosa vi
lascia perplessi e ad onor del vero, sono rimasto abbastanza basito anch'io: da
che mondo è mondo, andare in giro in costume adamitico sulla
pubblica via non è proprio un
atteggiamento tollerato, almeno non alle nostre pudicissime e cattolicissime
latitudini e, per quel che ne so, nemmeno tra gli anglosassoni, notoriamente
puritani in pubblico (e altrettanto notoriamente puttanieri in privato) è stato
mai considerato cosa buona e
giusta.
È
stato semmai da sempre considerato un comportamento
moralmente censurabile
quando non criminale, specie in alcune parti del
pianeta dove anche i più basilari concetti di diritti e libertà civili sono
regolarmente ignorati, quando non impunemente
calpestati.
Eppure, asseriscono gli adepti del naturismo, Dio e
la mamma così c'hanno fatti, tutto il resto sono solo costrutti imposti dalla
cultura e dalla società.
Ad onor del vero,
il discorso ha una sua logica e pur non essendo un sostenitore del diritto della
gente di andare in giro nuda
in pubblico (basta che
ricordiate cos'ho scritto in proposito dell'ostentazione di sé nei locali
pubblici, negli uffici e sulla strada qualche mese fa) va comunque da sé che non
trovo nulla di scandaloso e/o
riprovevole nella nudità del corpo umano.
Anzi, se ben
ricordate, mi fa decisamente meno effetto vedere un
nudo integrale
ancorché non ostentato, piuttosto che vedere – per
esempio – una femmina in tenuta d'acchiappo per meglio mettere in mostra la
mercanzia.
E non dico così,
tanto per dire: mi è capitato in passato di vedere gente girare nuda –
soprattutto omarini (Ovvove!) - per... cause di
servizio, così come – le rare volte che mi reco al mare – tante fanciulle,
ragazze, donne e (purtroppo) matrone in... libertà, per così dire, ma a meno di
non avere comportamenti equivoci ovvero che richiamano esplicitamente a
comportamenti sessuali, non ho mai avuto particolari turbamenti... almeno non da
che ho raggiunto l'età adulta, cioè.
A quanto pare,
invece, nella città di San Francisco andare in giro nudi per strada e nelle
piazze è considerato normale, con capannelli di
naturisti o presunti tali che sostano in piena vista e lontano dalle aree
altrimenti considerate loro naturale appannaggio come le spiagge, per
esempio.
Almeno fino a che qualche casaling(u)a frustrata e/o
sessorepressa non ha espresso il suo... disappunto con le forze del (dis)ordine
e l'amministrazione comunale per il comportamento a dir loro vessatorio nei
confronti della popolazione residente; da qui è scaturita tutta la bagarre che
ha portato il summenzionato consigliere Wiener a presentare un disegno di legge
per porre un freno alla dilagante – a suo dire – ostentazione della nudità in
pubblico, legge che prevede, tra l'altro, l'arresto in flagrante del
trasgressore e commina sanzioni pecuniarie piuttosto pesanti, nell'ordine dei
500 dollari a botta.
Dal momento che
negli States chi non paga le multe finisce direttamente al gabbio, è giocoforza
immaginare che – a legge approvata – legioni di nudisti andranno ben
presto ad ingrossare le fila dei detenuti nelle patrie galere, vista la
situazione economica non proprio florida anche nella Terra dei Coraggiosi (se lo
dicono loro, ovviamente!).
Ammetto che sarebbe
interessante vedere come se la caverebbero le autorità di fronte al primo
carcere nudista
della storia a livello mondiale ma
tant'è...
Tornando a bomba,
la nostra suffragetta nature,
per così dire, si è recata nell'aula consiliare
davanti alla commissione che aveva all'ordine del giorno proprio l'approvazione
del discusso provvedimento repressivo, ha chiesto la parola, s'è avvicinata al
podio dei relatori ed ha pronunciato la seguente orazione a perorazione della
causa del popolo naturista di San Francisco:
“la nudità non ferisce i bambini. Avete mai visto
un bimbo piangere perché ha visto una persona nuda? Cosa fanno i bambini quando
vedono delle persone nude?
Ridono.
La cosa li rende felici, non li
traumatizza.
La nudità è naturale e innocua.
I nostri corpi sono un dono di Dio e Dio non
commette errori.
Attaccare il nostro diritto ad essere nudi è
un'aggressione sulla sacralità, la bellezza, la libertà dell'amore, l'arte e
l'auto-espressione creativa.
La nudità non fa del male a nessuno. Sono le
azioni delle persone, non i loro corpi, che feriscono le altre
persone.
I vestiti non hanno mai impedito a qualcuno di
molestare sessualmente, né hanno mai impedito a qualcuno di usare violenza, né i
vestiti hanno mai impedito a chiunque di essere violentata.
Non ha nulla a che fare con l'abbigliamento, ha a
che fare con le azioni delle persone!”
a questo punto la
Taut ha rimosso la palandrana con la quale s'era presentata in aula e
Oplà! S'è mostrata agli
occhi della commissione, nonché del suo avversario, il consigliere Wiener (che
per altro non ha battuto
ciglio) come mamma l'ha fatta, ed ha concluso con le
parole: “Gli attacchi contro
la libertà del corpo sono incostituzionali e
anti-americani.”
Purtroppo l'uscita
non è piaciuta agli eroici paladini del (dis)ordine costituito presenti in aula
che si sono precipitati (in tre e grossi come
bulldozer contro uno scricciolo di femmina) per afferrare la trasgressiva
oratrice e l'hanno condotta di peso fuori dall'aula per contestarle la
violazione di legge, il tutto ripreso in video integralmente e proposto su tutti
i maggiori media nazionali e non.
Che dire?
Da un punto di
vista prettamente personale, come ho più volte ribadito in passato, sono un
convinto sostenitore del fatto che ciascuno è libero di fare ciò che più
gli aggrada, purché
non leda o offenda le sensibilità e/o le libertà
altrui, perché altrimenti
si passa dalla libera
espressione alla prevaricazione più
bieca.
D'altro canto,
cassare così, quale fulmine a ciel sereno, un comportamento che è stato
tollerato ovvero considerato ormai un diritto acquisito della
cittadinanza, solo perché qualcuno s'alza una mattina con il culo girato, è a
mio modesto parere altrettanto censurabile.
A questo proposito,
credo che anche negli States esista la fattispecie di reato nota come
atti osceni in luogo
pubblico, sicché inasprire con un'ulteriore intervento
legislativo una normativa già esistente allargando la tipologia di comportamenti
considerati delinquenziali anche alla pubblica nudità mi sembra
quantomeno eccessivo.
Quindi, se qualcuno
gira in costume adamitico in quel di San Francisco ma non commette atti
impuri, per così dire, chissenefrega?!
Ammetto che mi
piacerebbe assistere ad un bel raduno di naturisti in quel di
Piazza San
Pietro magari durante l'adunanza papale del mercoledì...
dopotutto, come ha (giustamente) detto Gypsy, non siamo forse
tutti figli di Dio e non
siamo venuti tutti al mondo nudi?
Questo, cioè, come
diceva l'Albertone nazionale in Il Comune Senso del Pudore
(1976), prima che arrivasse il prete e dicesse:
“Adamo, tié! Mettite le
mutande!”


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