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| Il motto di TUTTI gli scherani in divisa di tutto il mondo: IO posso farti il culo e NESSUNO può farmi NIENTE! |
E
si che ce ne vuole per ridurre al silenzio uno come me ma di fronte a
certi spettacoli inverecondi veramente non si sa più cosa dire... o
fare, a parte cioè prendere a parolacce l'infame di turno o meglio
ancora fargli assaggiare in prima persona la medicina che troppo
spesso – e con grande abbondanza – propinano agli altri.
Non
si è ancora spenta l'eco – che anzi in queste ultime ore, con
l'ampia pubblicazione di materiale filmato da giornalisti
indipendenti e privati cittadini, si è rinnovata ed ampliata – per
i nuovi eccessi da dittatura sudamericana da parte delle italiche
forze del (dis)ordine nei confronti dei manifestanti – specie di
quelli più giovani e/o inermi – a pochi giorni, tra l'altro,
dell'epocale sentenza
di condanna da
parte della Magistratura per i fatti di Genova del 2001, che ci
ritroviamo da capo a fare i conti con una realtà che – rifacimento
mediatico della verginità nonostante – non
è mai mutata
non dico nel corso degli ultimi dieci anni ma nel corso dell'ultimo
secolo e mezzo,
visto che gli scherani del governo – qualunque governo: da quello
Sabaudo a quello (cosiddetto) Repubblicano passando per la parentesi
Fascista – hanno da
sempre esercitato
l'oppressione del
popolo, specie quando il popolo protesta non per cazzate politiche ma
perché non riesce
più a
mettere insieme il pranzo con la cena e a dare un'esistenza dignitosa
ai propri figli.
Tutto
questo, cioè, fino a che la mannaia non cala anche sulle loro
teste,
perché allora si che sono dolori per tutti; di punto in bianco la
loro (cosiddetta) incrollabile
fedeltà alle
istituzioni diventa carta
straccia con
tutte le conseguenze del caso.
È
sempre accaduto, nel Belpaese, dai tempi dell'Impero Romano in poi,
con l'istituzione delle coorti
pretoriane che
di fatto non sono altro che gli antenati
degli
odierni puffi e gargamella... scusate... poliziotti
e carabinieri che
adempiono indefessamente al loro dovere proteggendo... no, non la
legge e la cittadinanza, come prevederebbe il loro statuto giuridico
e costituzionale, bensì l'interesse
costituito della
classe politica ed economica, i veri padroni di questa panoplia di
mercenari.
Va
bene, diciamola tutta: c'è anche gente con due
palle grosse così che
davvero si sbatte tutti i giorni per il trionfo della Giustizia e per
il mantenimento dell'ordine, però, purtroppo per loro, i loro
benefici exploit vengono continuamente subissati e messi in ombra
dalle tante, troppe e reiterate vigliaccate dei loro colleghi nei
confronti in special modo di quello che loro
percepiscono
come deboli e perciò inoffensivi.
Zerbini
coi potenti e gradassi con i deboli... fino a che uno (o più) dei
cosiddetti deboli non si fa saltare la mosca al naso e ne spedisce
qualcuno al craniolesi.
Tornando
a bomba, dicevo che per mettermi il bavaglio, anche nella cosiddetta
vita reale,
ce ne vuole eppure sono rimasto letteralmente basito rispetto alla
scena di cui sono stato protagonista ieri pomeriggio al lavoro.
A
differenza dei summenzionati tutori dell'ordine infatti, come forse
già saprete, il sottoscritto davvero si sbatte presso la Pubblica
Amministrazione, con riconoscimenti pari a zero
tra
l'altro, per erogare beni e servizi alla comunità, ricevendone in
cambio, spesso e volentieri, atteggiamenti sprezzanti quando non si
passa ai veri e propri insulti e qualche volta anche ad aggressioni,
verbali per lo più, fisiche qualche volta... in pratica, io ed i
miei colleghi, che a differenza di tanti altri ci
spendiamo in prima persona in
prima linea tutti i santi giorni, mettendoci la faccia
(e
qualche volta anche il culo!) davanti alle ire – qualche volta
giustificate, il più delle volte meramente pretestuose – del
pubblico, siamo sempre cornuti e mazziati ma soprattutto non abbiamo
alcun modo per
sfogare il nostro malcontento, chiamiamolo così per amor di Patria:
a noi non è permesso prendere a parolacce (o a bastonate!) le tante
merde che infestano i pubblici uffici e che spesso e volentieri
vengono già armati
della
volontà di scatenare bagarre e litigi.
Perché
se disgraziatamente qualcuno di noi prova
anche
solo a reagire
di fronte ai soprusi di questi pezzi di materia organica anfibia,
rischia pure di beccarsi un provvedimento
disciplinare o
– nei casi più gravi – una denuncia
penale.
Gli
altri hanno sempre il diritto ovvero se lo prendono, di insultare e
aggredire, i tutori dell'ordine hanno dietro l'apparato repressivo
dello Stato a proteggere ogni loro nefandezza, noialtri invece
abbiamo solo il diritto di prendercela nel culo dagli uni e dagli
altri.
Molto
giusto, molto democratico...
tornando
a bomba, dicevo che ieri pomeriggio – nonostante la mia pluriennale
esperienza in fatto di stronzi mi faccia pensare di avere ormai visto
e sentito di tutto e anche di più – ne ho vista un'altra che mi ha
lasciato senza parole.
In
breve, sto sostituendo una collega malata (un'altra povera crista a
scadenza predeterminata come il sottoscritto) ad un servizio diverso
da quello di cui mi occupo di solito; si, la flessibilità
esiste,
specie quando si parla di contrattisti
a tempo determinato.
Noi
siamo
gli unici che non possono ma devono
sapersi
occupare di tutto e di tutti e farlo anche bene
a differenza dei tanti fancazzisti che stanno lì col culo bello al
caldo e al coperto da vent'anni
e
che da che sono entrati, si occupano sempre e solo delle stesse
menate.
Dire
che questo è un servizio iniquo, per la qualità
della clientela piuttosto
che per le beghe – amministrative ma anche legali – che si è
costretti ad affrontare ogni santo giorno, sarebbe un eufemismo: di
fatto è un tipo di lavoro che sopporto a fatica, proprio perché si
ha spesso a che fare con vera e propria gentaglia senza avere la
possibilità di rispondergli per le rime.
Mi
si presenta dunque un tizio in preda alle smanie che – con
un'arroganza più unica che rara, tipica di chi è abituato
a
fare il grosso senza subirne le conseguenze – mi chiede
l'erogazione del servizio senza
presentare
nemmeno una delle
documentazioni richieste dalla Legge.
C'è
voluta tutta la mia pazienza e professionalità per cercare di capire
cosa cazzo volesse 'sto tizio, fino a che questo non caccia dalla
tasca il portadocumenti – di un tipo che conosco
molto bene
– e mi sbatte sotto il naso la patacca della Polizia
di Stato
come a dire: mo'
sai chi sono, vedi che puoi fa'...
Mi
ci è voluto tutto il mio self-control
per non mandarlo
affanculo lì e subito:
cosa ci fa un
poliziotto con una
carta che autorizza i
conducenti di autobus e camion ad operare trasporti conto terzi?
Lui
un lavoro ce l'ha già ed
è pure – istituzionalmente parlando – un lavoro che impegna
h24... al pari di
qualunque altro
dipendente pubblico non
può semplicemente svolgere
un'altra attività.
Ma
così come ai dipendenti pubblici può
essere concessa la
facoltà di svolgere un secondo lavoro semplicemente rinunciando
al lavoro a
tempo pieno presso la
PP.AA, questa facoltà, per quando ne so, non è concessa
al personale militare o
paramilitare nei cui ranghi milita anche
il tizio che ho davanti.
Perché
questo vorrebbe dire semplicemente che l'amico svolge un secondo
lavoro in maniera illegale
ovvero in nero,
evadendo quindi il fisco ovvero tramite un prestanome
per evitare bellamente gli adempimenti di legge e introitare guadagni
a questo punto illeciti due volte.
Per
di più, vengo a sapere, il casino per il quale adesso ce l'ho
davanti io, è dovuto al fatto che i suoi stessi colleghi
hanno fermato un tizio – che secondo le sue testuali
parole è un suo
dipendente – che stava
andando in giro per Roma con la sua carta
che è un documento assolutamente personale e
quindi incedibile al
pari della Carta d'Identità, della Patente di Guida o della Carta di
Credito e gliel'hanno (giustamente) sequestrata.
Ora,
a parte che l'ero(t)ico tutore del (dis)ordine pretendeva
che gliela restituissi
io manco fossi un
agente della Stradale ovvero al Commissariato di zona, la cosa ha
preso connotazioni a dir poco ridicole: ma come? Sei un pulotto e non
conosci nemmeno la legge e le
procedure che dovresti
applicare?
Da
quando in qua, in caso di ritiro e/o sequestro di documenti, mezzi
e/o beni, ci si rivolge ai pubblici uffici per riaverli?
Semmai,
dovrai rivolgerti – previo iter burocratico – alla forza pubblica
che ha operato il sequestro ovvero alla magistratura, se pensi di
aver subito un sopruso.
Ma
nel caso specifico, il fatto di avere un lavorante che va in giro con
la documentazione attestante l'autorizzazione
specifica ad una data
mansione assegnata ad un altro costituisce un illecito
nemmeno civile ma
penale; e
proprio tu non lo
sai!?
Ma
quello che mi ha lasciato letteralmente di stucco è che proprio i
suoi colleghi non
hanno preso alcun provvedimento in proposito.
Ma
come? Non hanno controllato – così come prevede
espressamente la Legge –
a chi appartenesse
l'autorizzazione confiscata?
E
se l'hanno fatto, perché questo
tizio – che pure si è recato alla Polizia Stradale per riavere la
tessera (e che l'hanno bellamente preso per il culo, spedendolo da
me pur sapendo benissimo che io
con queste cose non c'entro
niente e non posso fare un bel niente) – non è
stato arrestato per
aver platealmente confessato di
essere un delinquente ed un evasore fiscale?
Ah,
già, giusto: dimenticavo che tra cani nun se mozzicano
e poi per queste cose c'è la Guardia di Finanza, giusto?
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| No, non pensate che queste cose succedano solo presso gli AmeriCANI: queste MERDE UMANE fanno le stesse cose ad OGNI LATITUDINE, come hanno dimostrato gli eventi di Spagna, Grecia e Portogallo! |





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