Per anni me lo sono chiesto, da quando
cioè, nell'ormai lontano 2007, ho perso l'occasione per mettere su
un qualcosa che fosse più stabile della solita relazione mordi e
fuggi con una donna a causa di questo qualcosa indefinibile
che mi ha fatto produrre in una clamorosa figura da mandrillo,
rovinando sul nascere ogni velleità di tenermi la mia lei vicino.
Oggi
so di che cosa si tratta.
L'illuminazione
mi è arrivata leggendo un racconto di fantascienza pubblicato
nell'omnibus della Mondadori Alien Sex:
in questo racconto, una creatura
aliena –
identificata alla fine come una delle leggendarie Lamie
greco-romane
– irretiva un professore di letteratura dell'università, grazie
alla sua innata capacità di mutare continuamente il proprio aspetto,
fino a renderlo suo succube e a... prosciugarlo,
letteralmente, di ogni sua forza.
L'autrice
del racconto introduceva come Effetto
Coolidge il
fenomeno che spinge un maschio a copulare fino allo sfinimento (ed in
alcuni casi, alla morte)
fin tanto che vi sono femmine
diverse e disponibili per
l'accoppiamento.
Ho
fatto qualche ricerca ed ho scoperto che è tutto
vero:
l'Effetto Coolidge – così chiamato, per via aneddotica,
dall'omonimo ex-presidente degli Stati Uniti – è un fenomeno
riproducibile in laboratorio e studiato sin dagli anni '50 del secolo
scorso e riguarda principalmente i mammiferi (dei quali facciamo
parte anche noi)
anche se studi più recenti hanno allargato la platea ad altre specie
e soprattutto alle femmine delle stesse.
Per
farla breve, mettendo un maschio in un ambiente chiuso in compagnia
di un certo numero di femmine disponibili all'accoppiamento, si
ottiene che il maschio si lancia invariabilmente all'assalto e si
accoppierà più e
più volte con
tutte le femmine a disposizione, salvo poi crollare per sfinimento;
le femmine possono fare quello che vogliono ma al povero maschietto
esausto non gli tirerà più manco usando una gru.
Adesso,
introducete nell'equazione un nuovo elemento: una (o più) femmine
nuove anch'esse
disponibili ad accoppiarsi; il maschio resusciterà
invariabilmente
a nuova vita e riprenderà l'attività fino a che:
a)
non esaurisce tutte le femmine e si stufa di nuovo ovvero
b)
non si esaurisce lui
e
stende gli zoccoli, talvolta in maniera definitiva!
Che
cosa c'entra tutto questo discorso scientifico-biologico con il
sottoscritto e con gli altri membri della specie umana?
Sapete
cos'è il periodo
refrattario
in un uomo?
È
quel fenomeno per il quale – a differenza di quanto ci danno ad
intendere cinema e letteratura erotica/pornografica – un maschio,
per quanto giovane, gagliardo e tosto, difficilmente
può
lanciarsi in imprese amorose che lo vedano protagonista per intere
nottate di folle passione, ergo – a differenza delle femmine della
specie – non può
sperimentare orgasmi multipli in stretta vicinanza.
Ha
bisogno, per così dire, di ricaricare
il pezzo perché
possa sparare di nuovo.
Certo,
si sono quelli che sono pronti all'uso molto rapidamente e quelli che
ci mettono un po' di più ma tutto ha a che fare col fatto che
qualunque maschio
per
quanto arrapato e/o dotato, al massimo dopo una botta, due o anche
tre se è proprio un fenomeno e si chiama Rocco Siffredi, diventa
refrattario ad
ulteriori accoppiamenti... con
la stessa femmina.
Se
introducete infatti nell'equazione un nuovo elemento, sotto forma di
una nuova partner
disponibile, è stato accertato che il periodo refrattario si
accorcia di parecchio, in alcuni casi riducendosi praticamente a
zero,
così che si possono riaprire le danze con la nuova compagnia di
giochi e ballare la rumba per un altro po'.
Personalmente,
non posso dire (magari fosse) di aver mai sperimentato una notte di
ardente passione con due o più femmine contemporaneamente... è uno
dei miei sogni proibiti, così come credo lo sia di quasi tutti gli
esponenti di questa metà del cielo.
Ho
però sperimentato il famigerato Effetto
Coolidge
proprio nell'occasione che vi accennavo in apertura di post: avevo
messo su una mezza tresca con una ragazzotta italo-brasiliana
conosciuta ad una festa tempo prima; allora usciva con un tipo che
conoscevo e pur non essendo particolarmente amici, nonostante avessi
percepito dell'interesse da parte sua, mi ero ripromesso di...
farmi un nodo all'uccello onde
evitare la tentazione di farlo becco.
La
cosa vi shocca?
Pensavate
davvero che fossi un cinghiale impenitente sempre pronto a saltare su
con la baionetta inastata alla prima occasione propizia?
E
invece – sorpresa! - non
è
così: forse sono l'unico facocero sesso-dipendente sul pianeta ad
avere la sua commissione
di censura interna
che fa si che il sottoscritto non
prenda
mai in
considerazione relazioni, anche se passeggere, avventurose, da una
botta e via, insomma, con donne sposate ovvero con “amiche” o
fidanzate di parenti, amici e/o conoscenti.
Semplicemente
anche la scopata migliore del mondo non vale il vespaio nel quale si
rischia di infilarsi... oddio, nella vita non si può mai dire e c'è
sempre la possibilità di perdere la brocca per quella che potremmo
individuare come la donna della nostra vita ma fino ad ora la linea
di principio ha tenuto.
Ovviamente,
una volta che la supposta moglie, ragazza, fidanzata non è più...
accompagnata, ritorna automaticamente a far parte del parco della
cacciagione disponibile, sicché non ho nessuna remora, specie se
percepisco un qualche interesse, a farmi avanti.
Fu
questo il caso: lei lasciò lui (in malomodo, tra l'altro) e capitò
di rincontrarci; non mi va in questo momento di scendere nei
dettagli, vi basti sapere che lavoravamo entrambi in una certa zona
di Roma e di lì a poco, abbiamo cominciato ad uscire insieme, solo
durante il giorno, però, perché lei faceva parecchi turni e spesso
e volentieri lavorava di notte.
Dal
momento che eravamo entrambi adulti e vaccinati, nonché –
lasciatemelo dire – infoiati come due tigri in calore, non c'è
voluto molto perché si finisse a copulare come due ricci... tra
l'altro a casa di lei, visto che da me incombeva sempre e comunque
l'ingombrante presenza dei miei vecchi.
Dov'è
il problema? direte voi, mi sembra che le cose vadano divinamente.
Il
problema o meglio, l'elemento aggiuntivo dell'equazione che ha
mandato a puttane una situazione altrimenti molto promettente, è
un'altra lei...
la cuginetta, arrivata fresca fresca dal Brasile per passare un
periodo di vacanza-studio nel Belpaese.
Cuginetta
che – purtroppo – era parecchio
più giovane della
mia lei e soprattutto parecchio
più gnocca!!!
Fatidico
fu l'incontro – assolutamente inaspettato e a sorpresa – che ebbi
con la ragazza; avevamo appena finito di fare cose ed io, ignaro di
tutto ed in costume adamitico, sono uscito dalla camera da letto per
andare a cambiare l'acqua al pesce... ed è così che – entrato in
bagno – me la sono trovata là, nuda come mamma l'ha fatta, che si
accingeva a fare una doccia.
Una
situazione al limite del paradossale, quasi da filmetto hard di
quart'ordine... solo che era vero!
Purtroppo,
però, non è finita come in un film hard, non c'è stato un nuovo
corpo a corpo con
la bellezza esotica e sconosciuta sotto la doccia calda e
scrosciante... c'è stato solo un repentino, imbarazzante
alzabandiera da
parte del mio fratellino minore che – fino a due secondi prima –
era semplicemente kaputt...
una cosa che ha sorpreso tanto me quanto la fringuellina brasilera...
e che ha mandato su tutte le furie la mia lei, che ricordatasi
all'improvviso del fatto che la cuginetta era in casa, era partita al
mio inseguimento per dirmi quantomeno di mettermi qualcosa addosso.
Dire
che si sia incazzata sarebbe un eufemismo; la temperatura è scesa di
parecchi gradi sotto lo zero e mi sono ritrovato fuori di casa alla
velocità del lampo.
Dopotutto,
come dicono gli anglofoni, La
Furia degli Inferi scompare davanti all'Ira di una Donna Ferita...
e lei dell'Effetto Coolidge non aveva mai sentito parlare.



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