Ovvero: le tre cose che muovono il mondo!

Come ebbe infatti a dire Rudyard Kipling in tempi non sospetti: "Tre sono le cose che muovono il mondo: Donne, Cavalli e Guerra" il che, tradotto in termini moderni vuol dire: Donne, Motori e Armi da fuoco!

WELCOME TO THE MAYEM!

sabato 5 gennaio 2013

L'importanza di essere un "figlio di mignotta"...


La "neo-mamma" ripresa all'uscita dai famigerati bagni del Mac...
Sto aspettando che un po' di gente, che mi ha dato del profeta de'noantri, mi presenti le sue scuse, anche se ammetto che avrei dato un braccio pur di avere torto, perché quando succedono certe cose, in tutta sincerità mi viene da domandarmi come accidenti abbiamo fatto a ridurci in questo stato di assoluta inciviltà, salvo poi ricordare che le madri che abbandonano – o peggio, che ammazzano – i propri figli, neonati e non, ci sono sempre state, dai tempi della Bibbia in poi, passando per i vari miti e le leggende rese immortali dalle tragedie greche.

Vi vedo un po' confusi, perciò ripartiamo dal principio.

La storia è abbastanza nota ed almeno qui a Roma ha fatto piuttosto scalpore, soprattutto perché è avvenuta a ridosso della festa dedicata ai bambini per antonomasia: il Santo Natale.

Circa otto giorni fa, le telecamere di sicurezza di un McDonald della zona Eur hanno ripreso una giovane donna bruna mentre entrava nei bagni del locale, dai quali sarebbe uscita una mezz'ora dopo.

L'immagine stessa della femminilità:
Donna e Madre... un'immagine deturpata
da notizie come questa.
All'uscita, alcuni testimoni l'hanno vista avvicinarsi al solito macchinone con dentro uno (o più, non è chiaro) tizio dalla faccia patibolare e l'accento dell'Est che se n'è andato poco dopo, mentre la giovane donna prendeva un bus – sul quale sono state poi rinvenute evidenti tracce di sangue – segno che era la stessa ragazza vista nel McDonald, probabilmente in preda ad una emorragia da parto.

Da parto, già... perché in quella mezz'ora la brunetta ha scodellato un bel frugoletto di circa 3 chili, abbandonandolo poi nel water!

È questo che ha fatto scalpore ed ha shoccato la cittadinanza, me compreso, lo ammetto.

Ma boia di un mondo cane, bisogna essere davvero delle troie senza scrupoli ovvero delle disperate alla canna del gas, per mettere al mondo un putto in questo modo barbaro, quando anche i sassi sanno che una delle poche cose buone di questo fottuto Paese è che per i bambini si fa di tutto, pur di salvarli; è per questo che esistono ancora oggi le ruote degli esposti – alcune installate anche presso ospedali ed ambulatori, specie al nord – e che ogni donna – qualunque sia la sua condizione – può partorire nella massima sicurezza ed anonimato negli ospedali pubblici, abbandonando il... frutto del peccato alle cure della società civile, se non lo vuole.

È sempre meglio avere un figlio di mignotta (vivo) in più al mondo, che l'ennesimo angioletto (morto) in una piccola bara bianca senza nome, specie in un Paese a natalità zero com'è diventato questo, dove già non si fanno figli e ci sono legioni di aspiranti genitori che non possono averne e che farebbero (e spesso fanno) carte false pur di avere un bimbo, magari proprio un neonato sano come il piccolo “figlio del Mac” per il quale, infatti, stanno fioccando le richieste.

O almeno io la penso così...

La versione moderna della soluzione più antica al problema dei figli
indesiderati... eppure c'è ancora chi li molla in giro...
tornando a noi, all'indomani della notizia, dissi immediatamente che – secondo me – la donna doveva essere una delle tante ragazze di strada che pascolano nella zona Eur-Torrino, mentre dal fisico e dalla fisionomia generale avevo dedotto che, con ogni probabilità, si trattava di una romena o di una moldava e che – terzo punto – delle due l'una: o era stata costretta a liberarsi del bambino da qualcuno che ha un qualche potere su di lei (mai sentito parlare di papponi e/o sfruttatori e di ragazze ridotte in schiavitù?) ovvero che voleva liberarsi di un inutile fardello in vista di un ritorno rapido ad una qualche attività... oltretutto col rischio, tutt'altro che remoto, di lasciarci la pelle per l'emorragia post-partum o qualche altra conseguenza dovuta ad un parto naturale privo di assistenza.

Tutti a prendere il sottoscritto per il culo, a chiedermi se avevo la sfera di cristallo etc... e com'è andata a finire la storia (almeno per ora)?

Guarda un po' il caso, le indagini avviate dalla Procura di Roma, hanno portato alle seguenti conclusioni: la ragazza è una prostituta romena ed è scappata in Romania, dopo che qualcuno (indovina chi?) l'ha aiutata a superare il trauma del parto.

Ma la notizia che mi ha spinto a scrivere di questa vicenda è un'altra.

Abbiamo un bambino abbandonato come un rifiuto addirittura nel cesso di un fast food, la madre è una puttana che se n'è tornata a casa sua senza guardarsi indietro e cosa fa a riguardo la famigerata italica (in)giustizia?

La cosa più bella che il buon Dio abbia mai messo
su questa terra: una giovane col pancino bene in
mostra, la promessa di una nuova vita.
La lascia al suo destino a pentirsi amaramente del suo insano gesto – se vi è stata costretta – ovvero a farsi impiccare dove meglio crede – se l'ha fatto di sua spontanea volontà?
Certo che no, che siamo matti?
Le stanno spedendo dietro i pulotti con una rogatoria internazionale per riportarla nel Belpaese per processarla per tentato infanticidio.

Eh si che stiamo scarsi a fetenti in questo cazzo di Paese; non bastavano quelli nostrani: ne abbiamo a strafottere anche d'importazione, tant'è che l'unica cosa che ci manca è solo di andarceli a riprendere a casa loro, per poi spedirli al fresco, in Italia, a spese della comunità.

A casa mia si usa dire che “a nemico che fugge, ponti d'oro...” e a meno che non abbiano ammazzato qualcuno, specie un nostro connazionale, per me questa feccia sta bene ovunque fuorché qui da noi, sicché una volta che ce li siamo tolti dai coglioni, o meglio, che si sono tolti di culo da soli, che facciamo noi, che non abbiamo più risorse nemmeno per perseguire i delinquenti nostrani?

Li riportiamo qui, a respirare la nostra aria e ad insudiciare le nostre vie.

MA ANNATEVENE A'FANCULO!!!

mercoledì 2 gennaio 2013

Anche questo è un segno di civiltà


Anno nuovo e per una volta, nessuna rogna all'orizzonte, anzi: ho appena ricevuto, complice il rilassamento di tutti i servizi di spedizione, anche quelli privati, dovuto alle recenti festività, l'ultimo incauto acquisto effettuato sul web poco prima di natale.

Niente film, questa volta, né libri, né altri gadget “strani”... un acquisto utilitaristico che più utilitarista non si può... diciamo dei consumabili (nel senso che di solito, si usano e poi si gettano, possibilmente non nel water né nel lavandino ma nell'immondizia non riciclabile) di uso non proprio quotidiano (anche se la speranza è sempre l'ultima a morire) ma che sono indispensabili per il benessere continuato di due individui che abbiano voglia di... conoscersi meglio e da vicino ma non abbiano ancora manifestato l'intenzione di vivere fianco a fianco sotto lo stesso tetto finché morte non li separi come si usava dire ai bei tempi.

Ormai penso che anche i più naif tra di voi avranno capito di cosa sto parlando; già, proprio dell'invenzione attribuita al signore della cittadina francese di Condom dalla quale l'oggetto, nella sua forma moderna, ha preso il nome.

Il profilattico o preservativo che dir si voglia, oggetto che nel Belpaese si usa (secondo me mai abbastanza) ma non si menziona, che è peccato e la gente poi chissà cosa pensa!
A parte che di quello che del sottoscritto pensa la gente non me ne può fregare di meno, ho sempre pensato che fosse meglio essere additato da bacchettoni e benpensanti come un cattivo ragazzo piuttosto che finire i miei giorni a combattere contro piacevolezze come la sifilide e la gonorrea (per non parlare della new entry più pericolosa di tutte: l'HIV) ovvero seminare figli non voluti in giro per il mondo con tutte le conseguenze del caso.

Ma si sa che viviamo in un Paese Cattolico (o presunto tale), dove più che il buonsenso impera la morale, anzi, il moralismo più becero di matrice pretesca.
Perché se davvero a questa gente importasse della moralità, intesa soprattutto come pubblica decenza, invece che delle attività... ricreative (e riproduttive) degli altri, dovrebbe preoccuparsi più e meglio di chi il popolo se lo fotte da mane a sera, intrallazzando e rubando a mani basse dalle tasche dei cittadini.

E oltretutto senza usare il preservativo, così anche al popolo si appiccicano le stesse malattie della disonestà e del malaffare.

Ma si sa che è più facile rompere i coglioni alla gente comune, quella che non ha potere, inteso come economico e/o politico, piuttosto che andare a prendere per il bavero i veri depravati che insudiciano la Nazione, sicché...

Tornando a bomba, dicevo che ho ordinato una scorta di goldoni assortiti per tutti i gusti e tutte le esigenze, non certo – care le mie malelingue – per metter su un nuovo racket di prostitute ma per mettermi al sicuro, una volta per tutte, da sguardi di disapprovazione e/o curiosità malcelata da parte di avventori e commessi di farmacie e supermercati, che ti guardano (quasi) sempre come se fossi un alieno, ogni volta che poni la fatidica richiesta.

Ci sono sempre i distributori automatici, direte voi... certo, vero.
Peccato che nemmeno quelli mettano al sicuro dalle linguacce della gentaglia, a meno di appropinquarvisi di notte come un ladro.
Ed io, fino a prova contraria, non sono un delinquente né ho nulla da nascondere: sono un adulto consapevole e vaccinato; quello che non mi va è essere esposto al pubblico indice e soprattutto pagare un prezzo spropositato per una confezione da 3 profilattici!

A parte il fatto che il preservativo è considerato un presidio medico e come tale non dico che dovrebbe essere distribuito gratis ma pagando, che so, un semplice ticket, invece, anche quando servivo la Patria, se volevo farmi una sana ciullata mi toccava aspettare la libera uscita, recarmi in farmacia e sottostare all'odiosa tiritera da parte del farmacista – che ci faceva alla grande, evidentemente era anche lui un obiettore di coscienza cattolico contrario alla contraccezione – davanti a brave signore scandalizzate e ragazzotte che avvampavano come se gli avessero dato fuoco.

Il tutto perché anche servendo lo Stato – a differenza di quanto accade in tutti gli altri paesi civili – ai militari non venivano forniti in dotazione i gommoli... che tra parentesi, in ambito militare hanno anche altri usi, specie per chi è in servizio in ambienti umidi e malsani; io ho servito in Sardegna e sapete com'è: stando in riva al mare di salsedine nell'aria ce n'è quanta ne volete e non c'era niente di meglio, quando si andava a sparare, che trovarsi la volata o l'otturatore incrostati di acqua, sabbia e sale.

Tornando a bomba, mi sono reso conto che solo in questo moralissimo Paese i profilattici hanno un costo esagerato, manco fossero ancora fatti di seta, di papiro o di budello di pecora come quelli in uso – già migliaia di anni fa – presso i cinesi, gli egizi e i romani... eppure questi antichi popoli già allora comprendevano la necessità di proteggere i partner (e proteggersi) dalle malattie sessualmente trasmissibili e dalle gravidanze indesiderate.

Guarda un po', è solo con l'avvento delle cosiddette grandi religioni monoteiste (Islam e Cristianesimo in primis) che l'uso di sistemi contraccettivi e/o profilattici viene considerato un tabù, con tutte le conseguenze che ben conosciamo, come il diffondersi – a partire dal XVI secolo – delle grandi epidemie di sifilide e gonorrea, divenute in breve tempo un flagello che mieterà migliaia (se non milioni, mancano le statistiche a conforto) di vittime in tutto il mondo occidentale (e non solo).

E tutto perché un prete o un mullah dicono che è peccato evitare di ingravidare una donna ogni volta che ci fai all'amore?
Magari quando la donna in questione non è la tua donna ma solo una conoscenza occasionale o mercenaria?

Certo, è senz'altro molto più etico lasciare che la natura faccia il suo corso, sia che si tratti di mettere al mondo l'ennesimo, infelice bastardo o meglio ancora una bella cultura di germi patogeni con la quale impestare il prossimo.

Ma andate tutti a cagare!

Scusate lo sfogo, dicevo, dunque che ho scoperto questa cosa navigando proprio dove mai mi sarei aspettato di trovare questa roba, cioè sulla puritanissima piattaforma di e-commerce nota come eBay; c'era la possibilità di acquistare lotti da 50, 100 o anche 1000 profilattici, di tutti i tipi e di tutte le misure, per un prezzo unitario risibile; ovviamente, maggiore la quantità, maggiore lo sconto.


E non parliamo di robaccia, ma di prodotti made in England secondo gli standard imposti dalle normative UNI EN ISO con tanto di marchio CE... e dal momento che il 90% del mercato è in mano proprio alle multinazionali britoni, sappiamo già di cosa stiamo parlando.
Solo che invece di pagarli 1 euro l'uno (o più) li ho pagati alla fine si e no 15 centesimi anche considerando le spese di spedizione (risibili, meno di 4 euro) e il fatto che in omaggio mi hanno dato altri 5 condom e un flacone di lubrificante a base acquosa di cui faccio largo uso durante le mie... sessioni ricreative diciamo così... e chi usa questa roba sa quanto può costare un flaconcino da 30 ml figuriamoci uno da 250...


lunedì 31 dicembre 2012

E' stata una vera e propria mazzata nello stomaco...


...ma necessaria, per dare una bella sveglia alle troppe anime belle che preferiscono ignorare il problema o che – peggio ancora – quando vedono le tante ragazze di strada che passeggiano lungo i nostri viali, sulle consolari o in prossimità delle tangenziali, non sanno fare altro che storcere il naso o chiamare le guardie per allontanare questo spettacolo indecente da sotto i loro occhi.

Eppure è cronaca di tutti i giorni la scoperta di questo o quel racket, dello sfruttamento di giovani schiave che da tutto il resto del mondo vengono convogliate a forza nel civile mondo occidentale e capitalista.

Si, lo so, sembra quasi un chiodo fisso in molti dei miei interventi, ma credo fermamente che non è tappandosi occhi, orecchie e culo che si può risolvere il problema della tratta indecente che dai paesi dell'Est (e non solo, da ogni piccolo, sporco angolo di mondo dove regnano miseria, sopraffazione e violenza, con la complicità criminale delle autorità locali e non...) vede invadere le nostre strade da creature – il più delle volte così belle e tanto giovani da fare male agli occhi e al cuore (sempre se se ne ha uno) – gettate in pasto a gente che non si fa alcuno scrupolo a definirle puttane, sgualdrine, poco di buono, rovina famiglie, che chiamano i carabinieri o i poliziotti per farle sloggiare dai marciapiedi dei nostri bei viali illuminati e trafficati per eliminare questo “spettacolo indecente”, costringendo così quelle che magari sono già delle schiave a tutti gli effetti e per questo maltrattate (e qui mi fermo perché ho letto e sentito cose da far rizzare i capelli anche a un calvo), ad avventurarsi in altri luoghi più... appartati – diciamo pure deserti e bui – alla mercé, nel vero senso della parola, di chiunque voglia togliersi lo sfizio di sfogare i suoi istinti bestiali su una femmina al riparo da sguardi indiscreti.

La stessa gente, poi, che lasciata a casa la famiglia davanti alla TV, percorre in lungo e in largo quegli stessi viali sui loro cazzo di SUV o altro macchinone extralarge ed extralusso – meglio se lontani da casa propria e sotto le case altrui – alla ricerca di sesso a buon mercato da quelle stesse puttane che tanto disprezza e che magari liquida la notizia dell'ennesima ragazza trovata in fin di vita, quando non morta ammazzata, con un bel “che vuoi farci, se la vanno a cercare...” magari con tanto di parroco che da loro ragione tuonando dal pulpito contro le depravate corruttrici dei costumi, senza nemmeno rendersi conto che invece stanno solo facendo apologia di reato e avallando l'operato di delinquenti, maniaci e pazzi assassini.

Non finirò mai di dirlo abbastanza, ma il caso di Mihaela, che ancora lotta in una stanza d'ospedale dopo che l'hanno macellata di botte e le hanno dato fuoco, non è un caso poi così isolato: basta spulciare tra le notizie di cronaca locale perché di quando in quando spunti fuori l'ennesima, sconosciuta vittima del maniaco di turno... quando non si tratta del risultato di una punizione inflitta dagli aguzzini ad una ragazza perché ha osato sgarrare.

Ed ecco qui che mi imbatto in questo libercolo (un centinaio di pagine appena) scritto da una giornalista americana che ci narra in forma di diario attraverso le vicissitudini della giovanissima protagonista, Elena, quello che con ogni probabilità, viste le estensive ricerche portate avanti dall'autrice prima della stesura del libro, è la cruda realtà di quanto accade prima, durante e dopo l'arrivo di un altro pezzo di... carne fresca sulle nostre strade.

Il libro è, purtroppo, solo un'opera di fiction ma ho voluto acquistarlo e leggerlo comunque in primo luogo perché è stato caldamente consigliato anche da organizzazioni per la difesa dei diritti umani come Human Rights Watch che seguo con estrema attenzione da anni e perché nella mia enciclopedica raccolta di brutture dal mondo, il capitolo della tratta delle schiave sessuali ancora mi mancava; credo sia cosa ormai acquisita il fatto che raccolgo informazioni – soprattutto a carattere storico-biografico – sulle esperienze ed i fatti, anche i più atroci, che specialmente a partire dal ventesimo secolo ad oggi, hanno plasmato il mondo che conosciamo; un mondo imbelle e rimbambito di pace e prosperità, una pace ed una prosperità pagate spesso e volentieri a carissimo prezzo in altre parti del mondo che, di fatto – anche se sono passati quasi 100 anni dagli exploit delle grandi potenze colonizzatrici europee (e non solo) – continua a predare, nell'incoscienza e nell'indifferenza generale, su quelle nazioni e quei popoli meno fortunati (o rapaci) dei nostri.

Un vero e proprio muro del pianto, fatto di esperienze vissute e di storiografia ufficiale (e ufficiosa) che sto costruendo da anni, da quando cioè ho capito che non c'è nulla di più inutile che parlare a vanvera di “ricordo” e “memoria”.
A che servono le giornate della memoria a imperituro ricordo di questo o quell'evento, quando, di fatto, non si conosce nulla (o quasi) di quanto è veramente accaduto (o accade tuttora, come in questo caso) e le informazioni pertinenti tendono a scomparire nel dimenticatoio?
Poi ci lamentiamo che le stesse atrocità si ripetono e si moltiplicano periodicamente, che la storia non insegna mai niente...

Tornando al libro, quel che mi ha colpito di più – in quanto italiano – è che la storia narrata ci tocca e ci riguarda molto da vicino, perché la protagonista è moldava (tra tutte le etnie presenti nel mercato clandestino della prostituzione forzata, forse la più numerosa in assoluto, specie alle nostre latitudini) e il primo teatro della vicenda è proprio il nostro Paese.

Un brutto, bruttissimo segno, a mio vedere, perché vuol dire che la situazione italica è divenuta così eclatante agli occhi del mondo, da essere presa (soprattutto) all'estero come esempio da additare... e non è la prima volta che questo accade: non c'è comportamento vizioso o viziato in cui gli italici cialtroni si dilettano che non ci esponga come paese al pubblico ludibrio internazionale: corruzione, ladrocini, connivenze tra organizzazioni criminali e politica, pagliacci, affaristi e faccendieri che siedono comodamente sugli scranni del potere, potentati economici e lobby di ogni tipo che saccheggiano e stuprano la nazione... l'elenco purtroppo è talmente lungo che tanto vale fermarsi qui e procedere con l'argomento del giorno.
Peggio ancora – anche se per me personalmente è tutt'altro che shoccante, viste le notizie che di quando in quando affiorano sui giornali e sul web – è scoprire come in buona parte questo scempio sia possibile grazie alla connivenza (spesso con connotati di vera e propria criminale complicità) da parte delle forze dell'ordine che troppo spesso vedono, sanno e tacciono, con la scusa che “se non c'è denuncia, non è possibile perseguire il reato”, come se fosse una cosa semplice o normale per una persona in stato di sudditanza fisica e psicologica (basta pensare all'ossessione che la protagonista ha riguardo il benessere continuato della figlioletta rimasta in Moldavia alla – presunta – mercé dei suoi aguzzini) denunciare liberamente agli agenti i propri aguzzini quando perquisizioni e retate avvengono regolarmente alla presenza di magnaccia, gregari e sfruttatori.

Dicevo che purtroppo questa è un'opera di fiction e come tale ha anche un lieto fine; nella realtà ciò che accade alla giovanissima protagonista di questo diario è un evento assai raro, tant'è che quando si viene a sapere che una schiava è stata salvata per amore o per compassione, dall'intervento di un cliente, la cosa fa ancora notizia e sensazione.

Dio solo sa se non preferirei che questa fosse la norma anziché l'eccezione.

Eppure, se non fossimo un paese di ipocriti, benpensanti e perbenisti pseudocattolici (perché mi piacerebbe tanto sapere se è cattolico o cristiano comportarsi come si comporta la maggior parte degli italiani rispetto alle ragazze che – schiave o libere che siano – svolgono il mestiere più antico del mondo) la soluzione ci sarebbe ed è volendo a portata di mano; no, non parlo dell'idea (meritevole ma tutt'altro che risolutiva del vero problema della prostituzione, cioè dello sfruttamento e della riduzione in schiavitù delle ragazze) del sindaco De Magistris di istituire dei parchi dell'amore dove le lucciole possano esercitare in tutta sicurezza e tranquillità, né della tanto discussa (ma mai applicata) abolizione della Legge Merlin con la riapertura delle case chiuse.

Sono tutti palliativi che non risolvono il problema, semmai rischiano paradossalmente di accentuarlo, se non si prevede a priori una qualche forma di controllo sull'attività di prostituzione: basta che il racket apra un bordello ovvero spedisca le sue protette a battere nella zona legalizzata e che cazzo abbiamo ottenuto?
Che papponi e trafficanti continuano ad ingrassare e le ragazze ad essere sfruttate, il tutto col placet della legge e delle forze dell'ordine a quel punto si, veramente impotenti.

Quel che ci vuole è una nuova legislazione laica e draconiana, che preveda semplicemente l'iscrizione di tutte le prostitute in appositi registri, presso le questure o le prefetture, con il conseguente rilascio di una apposita licenza di meretricio, se così vogliamo chiamarla e che si dia la possibilità – anche a dei liberi imprenditori, se lo desiderano, come accade dal 2002 in Germania – di avviare dei bordelli dove le ragazze possano appoggiarsi per esercitare la libera professione ovvero come dipendenti stipendiate con regolare contratto, come qualsiasi altro lavoratore, con ferie, cassa mutua e contributi pagati.

Il tutto, quindi, alla luce del sole, a norma di legge e con tanto di partita IVA e iscrizione all'INPS... per quanto riguarda la prostituzione di strada, poi, si può anche pensare ad aree protette (e pattugliate) dove le ragazze possano esercitare al sicuro con la loro licenza; per contro, la prostituzione clandestina, quella non registrata e regolamentata, andrebbe perseguita con ogni mezzo dalle forze dell'ordine, perché delle due l'una: o la ragazza che esercita senza licenza è una schiava oppure è una che lavora in nero ed evade il fisco e come tale finisce al gabbio senza neanche passare dal via e ritirare i 20 euro...
Vogliamo scommettere che una volta fatte sparire dalla circolazione le... puttane abusive, non passerà troppo tempo che verranno smantellate le organizzazioni di bestie che rapiscono, torturano, stuprano e gettano sulla strada le centinaia di migliaia di giovani donne (e non solo, sempre più spesso di parla di ragazzine e ragazzini!) che hanno invaso letteralmente i nostri lidi dalla caduta del muro di Berlino ad oggi, passando per le razzie avvenute all'indomani delle guerre etniche nella ex-Yugoslavia e la caduta dei vari regimi comunisti?

È un dato di fatto che sfruttatori e aguzzini si fanno grossi giocando sul terrore che incutono alle loro vittime ed è solo spezzando questo giogo che si risolve il problema, anche ricorrendo alle maniere forti, se necessario, facendo si che le vittime abbiano più paura delle conseguenze che l'arresto comporta che di quanto minacciano i papponi, perché parlino e conducano all'arresto in massa dei responsabili e allo smantellamento dei racket.

Perché la criminalità campa finché il gioco vale la candela ma quando le forze dell'ordine alitano costantemente sul collo dei delinquenti – com'è accaduto per i racket dell'usura e delle protezioni nel recente passato – ed ogni volta che spunta una ragazza i tutori dell'ordine la fanno sparire dalla circolazione (ovviamente mettendola al sicuro dalle rappresaglie, anche a costo di tenerla segregata in una camera di sicurezza...) anche il criminale più deficiente o incallito capisce l'antifona e va a cercarsi lidi ed attività più sicure.

Per finire, se vi capita di leggere la lingua di Shakespeare, di avere uno stomaco robusto e non essere dei depravati figli di puttana in cerca di emozioni forti (anche perché, vivaddio, non ci sono scene pruriginose da film hard ma solo tanta (in)sana brutalità accennata ma non graficamente mostrata), vi consiglio caldamente di leggere questo Trafficked: The diary of a Sex Slave... vi assicuro che ne vale la pena.


sabato 22 dicembre 2012

C'è gente che è davvero in grado di farti vergognare come un ladro delle tue passioni


Per me questa gente ha nome e cognome o meglio, una sigla che li distingue e li ha resi famigerati in tutto il mondo: NRA ovvero la (fottuta) National Rifle Association of America (lett. L'Associazione Nazionale Fucilieri) una lobby tra le più potenti in assoluto negli Stati (dis)Uniti d'America, alle cui spalle ci sono tutti i più importanti gruppi armieri del continente nordamericano.

Ci vuole infatti solo gente totalmente fuori di testa oppure con due dita di pelo sullo stomaco e la coscienza più nera di una fossa igienica per fare quello che questi signori hanno fatto ieri: tenere una conferenza stampa declamando stronzate assurde sul diritto dei bambini americani di difendersi magari armando le scuole (ma s'è sentita mai da qualche altra parte del mondo una cazzata altrettanto sesquipedale!?) mentre in tutto il resto del Paese le campane di ogni edificio pubblico e/o religioso rintoccavano a morto per ben 26 volte, tante quante sono state le vittime del bamboccio cerebroleso – ma armato fino ai denti – che ha fatto strage nella scuola elementare di Newtown nel Connecticut la settimana scorsa.

E questo, badate bene, lo dico io, un appassionato di oplologia!

Il fatto è che un conto è essere appassionato di armi e armamenti, magari essere anche un collezionista, un altro conto è mettere in grado chiunque e senza il minimo controllo di acquistare, detenere e portare sulla persona armi di qualunque tipo, a maggior ragione se semiautomatiche di piccolo calibro come quelle che vanno per la maggiore tra gli ameridioti proprio in questi giorni, all'indomani della peggiore strage per qualità e quantità che sia mai avvenuta negli States, dopo che il presidente Obama ha lanciato la sua campagna (che fu già di Clinton, badate bene) per la messa al bando di quelle che da quelle parti chiamano (abbastanza giustamente) armi d'assalto.

Già, perché carabine semiautomatiche di piccolo calibro ad alta velocità hanno solo uno scopo, anzi due ad esser buoni e voler spezzare una lancia a favore dei tanti appassionati di tutto il mondo che praticano il tiro sportivo: tirare al poligono, appunto e ammazzare cristiani.
Non hanno altro uso, perché per la caccia (e parlo di caccia seria non tirare a scoiattoli e castori, altro “sport” insulso e assolutamente discutibile in uso sempre tra gli americani) sono assolutamente inutili a meno di volersi arrischiare la pelle cacciando cervi, alci o cinghiali con pallottole pesanti pochi grammi di 5-6mm di calibro.

Per contro, c'è un solo tipo di bestia che si caccia agevolmente con questo tipo di munizioni ed è il bipede che nella sua forma più idiota infesta larghe parti dell'orbe terracqueo...

Che poi il vero problema non sono le armi da fuoco tout court, come tanti affermano in preda alla più pura isteria; il problema vero sono i cerebrolesi che le impugnano, proprio nella Terra delle Libertà (condizionali e limitate) dall'altra parte dello Stagno Atlantico.

Perché – con l'unica, notevole eccezione della strage di Oslo che è stata appunto un'eccezione a livello mondiale – queste cose succedono solo negli Stati Uniti d'America?
Wayne LaPierre, il demente apologo del diritto di pazzi e scoppiati di girare
indisturbati per le strade armati fino ai denti...

Eppure vi sono paesi che sono decisamente più (e meglio!) armati degli USA; no, non sto parlando di Israele dove girare armati è considerato quasi un credo, specie nelle zone di confine (che sono decisamente tante) e dove tutti vanno praticamente in giro con armi milspec (cioè armi vere, da guerra, automatiche) ma di paesi considerati tra i più civili al mondo e che soprattutto non si trovano in uno stato di guerra permanente con i propri vicini, come il Canada e la Finlandia.

In questi due paesi ci sono più armi pro-capite che negli Stati Uniti continentali, fatti i debiti raffronti, anche perché parliamo di armi legalmente detenute da gente che ha un regolare porto d'armi e non di una massa di barbari e delinquenti (veri o potenziali poco importa) dove buona parte del mercato delle armi leggere è dominato da armi trafficate clandestinamente nel paese da bande criminali.

Eppure non s'è mai registrato a memoria d'uomo un fatto di sangue come quelli che ormai quasi quotidianamente accadono nella Terra dei Coraggiosi (si, coraggiosissimi ma solo quando sono in tanti e armati fino ai denti); anzi, c'era questo aneddoto in Canada secondo il quale c'era stato – in questa città appena aldilà del confine statunitense – un solo morto ammazzato con armi da fuoco in dieci anni e indovinate un po' chi era lo sparatore omicida?

Un cazzo di americano.

Il che vuol dire che i primi responsabili sono sempre e solo LORO i discendenti dei puritani padri pellegrini gente che stava talmente sul culo ai loro stessi concittadini inglesi da spedirli a pascere le vacche all'ingrosso nel (allora) Nuovo Mondo purché si levassero dai coglioni!

...ed il suo assai più famoso predecessore... con la sparata che fece all'indomani
del massacro di Columbine, si guadagnò fama imperitura come uno dei
peggiori pezzi di merda mai partoriti su questo pianeta!
Ma la cosa che più mi fa specie, in una tragedia come questa, non è nemmeno tanto la cieca, stupida protervia della NRA e del suo presidente, Wayne LaPierre (con tutto il rispetto, spero che qualcuno gli spari presto, in bocca e coram populo, così da far vedere al mondo intero e soprattutto agli scherani dell'associazione cosa vuol dire essere ammazzati a colpi d'arma da fuoco da uno squilibrato) che all'indomani di una strage così fa apologia del diritto di pazzi e dementi ad andare in giro armati in barba a qualunque controllo – cosa per altro che il fu Chaltrone Heston fece in qualità di portavoce della NRA all'indomani della strage di Columbine, guadagnandosi istantaneamente il mio disprezzo sempiterno – quanto la corsa alle armi specie quelle messe... in pericolo dal preventivato bando presidenziale, da parte della gran massa di idioti a stelle e strisce che si sono precipitati nelle armerie di tutti e 50 gli stati dell'unione per acquistare cloni ed epigoni del fucile all american che più american non si può, cioè il derivato dal AR-15 (del quale il Bushmaster non è che una copia) progettato nei primi anni '60 da Eugene Stoner come arma d'assalto militare per le FF.AA. degli Stati Uniti allora coinvolti in Vietnam e poi adottato in buona parte del mondo occidentale come M-16.

A dire il vero, c'è stata un'unica, notevole eccezione: la catena WalMart nei cui punti vendita, capillarmente distribuiti in tutti gli stati dell'Unione, si vende di tutto ivi comprese armi e munizioni di ogni genere e calibro, ha già bandito tutte le armi della Bushmaster e i similari derivati del AR-15 dai propri scaffali.

È evidente che l'amara lezione loro impartita all'indomani della strage di Columbine a qualcosa è servita; non so se l'abbiano fatto per una crisi di coscienza ovvero per un bieco calcolo a tavolino, fatto sta che dopo la crisi che minacciò la compagnia dopo che venne dimostrato che i due squilibrati autori della strage nel liceo si erano approvvigionati senza colpo ferire e senza alcun controllo preventivo proprio al WalMart locale delle armi, delle munizioni e delle sostanze chimiche con le quali confezionarono le pipe bomb impiegate nella strage, adesso quando capitano di queste cose sono i primi a mettere le mani avanti!
NRA: da 136 anni orgogliosamente in prima linea per rendere in grado
schizzati e scoppiati di portare a termine le loro vendette a danno
della cittadinanza tutta... specie, aggiungo io, di quella che NON C'ENTRA
UN CAZZO con la loro oligofrenia violenta!

Che poi dico: non poteva esserci una migliore e più plateale dimostrazione d'idiozia collettiva più di questa, perché, nel caso in cui Obama e i Democratici dovessero per una volta tanto spuntarla rispetto all'ottuso oltranzismo Cicero pro domo industriae dei Repubblicani, secondo voi lo ATF – l'agenzia governativa per il controllo delle... sostanze nocive, ancorché legali, negli States (cioé alcool, tabacco e armi da fuoco) pensate proprio che permetterebbe a chicchessia di possedere o detenere in casa una delle armi bandite?

Io credo proprio di no... il problema è che – evidentemente – lo credono gli americani!

venerdì 21 dicembre 2012

Dio salvi il file-sharing...


...e stramaledica nel contempo tutti i grassatori che vorrebbero lucrare (e che purtroppo qualche volta ci riescono...) alle nostre spalle!

Forse non s'è capito ovvero non ricordo se l'ho mai detto esplicitamente, ma ho una sola, vera perversione e no, non ha a vedere con il fatto che sia un patito di armi da fuoco, di cinema e/o letteratura di genere oppure un maniaco sessuale sempre sull'attenti e pronto a far sfoggio delle proprie prodezze... atletiche, chiamiamole così per amor di patria, va'...

La mia bestia nera si chiama collezionismo e fa si che – qualunque sia il mio oggetto del desiderio – io non trovi pace fino a che non ce l'ho tra le mani.
In pratica, quando vi parlo di qualcosa, sia esso un film, un libro o un gadget (magari potessi annoverare tra questi ultimi anche i miei amati giocattoli semoventi ovvero i simpatici scoppiamortaretti che tanto mi appassionano) con i dovuti limiti imposti da decenza e budget, al 90% vuol dire che l'oggetto in questione è effettivamente in mio possesso.

Non mi piace parlare di cose così, per sentito dire, così come non mi azzardo a scrivere nulla se l'argomento non l'ho testato in prima persona... è così che i pochi metri quadrati in cui abito scoppiano letteralmente di roba, scritta, filmata o altro non importa.
Una delle "bestie nere" del collezionista di film di
genere: l'introvabile (almeno nella lingua di Dante)
Ilsa, La Tigre del Sesso
A meno che non ci sia costretto, io pretendo di avere in mano il real MacCoy come usano dire dall'altra parte dello Stagno Atlantico, in versione integrale e non censurata così com'è stata realizzata dall'autore.

Niente copie pirata (le odio cordialmente, le considero una truffa vera e propria), doppiaggi o riversaggi (a meno che non siano assolutamente necessari e soprattutto non li abbia fatti io con le mie mani) e quando mi riduco ad accontentarmi di una copia digitale è solo perché delle due l'una: o l'originale è fuori mercato e perciò altrimenti irreperibile ovvero ha un prezzo talmente elevato che non potrei permettermelo manco volendo.

Questo discorso è ancor più vero se vediamo alla terza delle famigerate 3 Gi di questo blog, già, proprio le splendide creature che il buon Dio, nella sua infinita saggezza (e per la nostra dannazione eterna quando non le abbiamo a portata di mano), ha voluto disseminare in questa valle di lacrime per il nostro piacere e per nostra compagnia, salvo poi veder stravolta tutta la storia con un'entrata a gamba tesa dei preti di ogni credo e religione, venuti a porre veti e definire peccaminosa qualunque attività tra quelle che si svolgono tra uomo e donna.

Tornando a bomba, dicevo che – nonostante la supposta abbondanza di materiale presente sulla rete – di solito preferisco attingere direttamente alla fonte per le mie esigenze in video, anche quando si tratta di film del genere Tripla-X per capirci; ho sempre acquistato, finché mi è stato possibile, i DVD originali ovvero negli ultimi tempi di magra, ho scaricato roba direttamente dai siti dei maggiori produttori/distributori su abbonamento.

La copertina della famigerata Perfect Collection
dell'anime sexploitation par excellence:
UROTSUKIDOJI
Solo quando sono alla canna del gas mi abbasso a cercare quello che mi interessa sui vari canali di file sharing (qualcuno ha nominato eMule?) cosa che in realtà mi stressa l'esistenza, vista la massa di morchia inguardabile che legioni di stronzi senza ritegno né dignità spacciano sulla rete, camuffandola il più delle volte, cosa che costringe l'utente a ore e ore di connessione buttate nel cesso per scaricare qualcosa che poi, alla fine, si rivela 8 volte su 10 un fake o fatta talmente a cazzo di cane da essere inutilizzabile.

C'è un'altra fonte, meno utilizzata ma non per questo meno valida, anzi, decisamente più valida dei vari sistemi peer-to-peer altrimenti in uso: il protocollo BitTorrent che per sua natura intrinseca fa si che le teste di cazzo che amano tanto fare scherzi sul web vadano a pascolare su altri lidi, dal momento che i server che condividono il materiale sono i computer stessi degli utenti che li postano e/o li scaricano.

A meno di essere dei deficienti integrali o ricchi di famiglia, difficilmente qualcuno lascia il proprio PC acceso a fare da server per giorni interi e consumare banda passante e spazio fisico sul proprio disco rigido solo per spacciare gratuitamente morchia.

Altra bestia rara del cinema exploitation, il famigerato
Ilsa, The Wicked Warden, in Italia: Greta, la Donna Bestia
Ma alla fine, chi la dura...
Purtroppo per... certe cose il torrent ha i suoi limiti, senza considerare che – almeno alle nostre latitudini – la quantità di materiale distribuito in italiano è per il momento piuttosto scarsa.
Se invece non avete problemi con la lingua inglese (a anche spagnola e francese), di roba ne potete trovare a cataste e – sempre per il discorso di cui sopra – di qualità superiore.

È stato solo grazie a questo programmino di file sharing che mi sono potuto approvvigionare, p.es., delle perfect collection (tanto per restare in tema di animazione per adulti) della famigerata serie Urotsukidoji che è altrimenti irreperibile a meno di voler cacciare dai 500 ai 750 dollari per una copia usata!
O meglio: in realtà se uno cerca sui maggiori siti di e-commerce nazionali e non, di titoli ne trova a iosa ma non c'è alcuna garanzia che si tratti della versione che stiamo cercando, nel mio caso quella uncut e uncensored dell'opera.

Stesso dicasi, passando invece alle produzioni live, siano esse produzioni di genere ovvero film dedicati ad alcune delle regine del hard nostrane: le case di distribuzione italiote (e diciamo la verità, anche parecchie di quelle ameridiote) spacciano sui loro siti DVD a prezzi che definire oltraggiosi sarebbe un eufemismo.

L'ultimo esempio, per quanto mi riguarda, è avvenuto con il quarto film (ancorché considerato spurio dalla critica) delle serie dedicata a Ilsa il personaggio sadico e sessualmente predatorio interpretato dall'attrice maggiorata americana Dyanne Thorne negli anni '70; di questo film, girato dal notorio regista e maestro del exploitation Jess (o Jesus) Franco e noto nel Belpaese col titolo di Greta, la donna bestia ne esistono attualmente sul mercato (in edizione rigorosamente in lingua inglese come al solito) almeno 4 o 5 edizioni e non c'è verso, nonostante giorni di ricerche, di riuscire a sapere quale delle tante è la famigerata edizione integrale e non censurata.

Alla, fine, come per il summenzionato Urutsukidoji mi sono dovuto arrangiare e dopo giorni di paziente attesa alla fine sono riuscito a scaricare quello che volevo e per di più con tracce audio multiple tra cui quella in italiano!

Una vera e propria "regina del proibito" nel senso che procurarsi un DVD con lei come protagonista ha COSTI PROIBITIVI: la splendida sosia in salsa italica della Hunziker internazionale, MICHELLE FERRARI
Il problema, insomma, è che alcuni titoli (ed alcune protagoniste) sono considerati ancora oggi dei must assoluti, dei veri e propri cult per i quali – evidentemente – c'è gente che è ancora disposta a sborsare cifre fuori mercato; 25-50 euro a disco (quando dice bene) non è commercio: è una rapina bella e buona, che andrebbe sanzionata con il carcere a vita... scherzi a parte (e chi cazzo stava scherzando!?), tornando per esempio al caso dei film hard veri e propri, c'è poco da scandalizzarsi se le produzioni estere – magari anche con protagoniste di primo piano come la mia adorata Silvia Saints o la stupenda Sophie Evans (dite quel cavolo che vi pare, mi fa letteralmente svalvolare!) o la bambolona supermaggiorata Rita Faltoyano – scavalcano sul mercato quelle nostrane.

Quella roba la trovi tranquillamente a 3 euro a disco anche sui banchi dei mercati rionali; prova a cercare un film con protagoniste Eva Henger, Edelweiss o l'altra bionda d'assalto Brigitte Bui (un tempo nota come Brigitta Bulgari prima della sentenza che ha proibito alla starlette di adoperare il nome della nota famiglia di gioiellieri), ovvero dell'italianissima Michelle Ferrari e vedi che razza di cifre ti sparano, manco l'acquisto del video intitolasse il possessore al diritto di passare (magari fosse!) una notte di folle passione con la diva in questione!

...e l'altrettanto ostica, in termini di reperibilità ad un prezzo decente, BRIGITTE BUI, come dire "dall'Est Europa con furore! Ancora oggi non si trova UN VIDEO della Pink'O con lei protagonista che non sfoghi MINIMO 20 euro... e questo nelle edicole!!!
Per questo anche io mi sono dovuto adeguare ed è con somma convinzione che affermo che – in caso di ladrocini autorizzati a norma di legge come quelli che vi ho descritto – ben vanga il tanto criminalizzato file-sharing... a condizione, ovvio, che per scambio di file non si intenda lo smercio di copie piratate al cinema o negli studi di registrazione che oltre a fare schifo violano in modo palese qualunque legge sulla proprietà intellettuale.