...e stramaledica nel contempo tutti i
grassatori che vorrebbero lucrare
(e che purtroppo qualche volta ci riescono...) alle nostre spalle!
Forse
non s'è capito ovvero non ricordo se l'ho mai detto esplicitamente,
ma ho una sola, vera perversione
e no, non ha a vedere con il fatto che sia un patito di armi da
fuoco, di cinema e/o letteratura di genere oppure un maniaco
sessuale sempre
sull'attenti e pronto a far sfoggio delle proprie prodezze...
atletiche, chiamiamole così per amor di patria, va'...
La
mia bestia nera si
chiama collezionismo
e fa si che – qualunque sia il mio oggetto del desiderio – io non
trovi pace fino a che non
ce l'ho tra le mani.
In
pratica, quando vi parlo di qualcosa, sia esso un film, un libro o un
gadget (magari potessi annoverare tra questi ultimi anche i miei
amati giocattoli
semoventi
ovvero i simpatici scoppiamortaretti
che tanto mi appassionano) con i dovuti limiti imposti da decenza e
budget, al 90% vuol dire che l'oggetto in questione è
effettivamente
in mio possesso.
Non
mi piace parlare di cose così, per sentito dire, così come non mi
azzardo a scrivere nulla se l'argomento non l'ho testato in
prima persona...
è così che i pochi metri quadrati in cui abito scoppiano
letteralmente
di roba, scritta, filmata o altro non importa.
![]() |
| Una delle "bestie nere" del collezionista di film di genere: l'introvabile (almeno nella lingua di Dante) Ilsa, La Tigre del Sesso |
A
meno che non ci sia costretto, io pretendo
di
avere in mano il real
MacCoy come
usano dire dall'altra parte dello Stagno Atlantico, in versione
integrale e
non censurata
così com'è stata realizzata dall'autore.
Niente
copie pirata
(le odio cordialmente, le considero una truffa
vera
e propria), doppiaggi o riversaggi (a meno che non siano
assolutamente
necessari
e soprattutto non li abbia fatti io
con
le mie mani) e quando mi riduco ad accontentarmi di una copia
digitale
è solo perché delle due l'una: o l'originale è fuori
mercato e
perciò altrimenti irreperibile ovvero ha un prezzo talmente
elevato che
non potrei permettermelo manco volendo.
Questo
discorso è ancor più vero se vediamo alla terza
delle
famigerate 3 Gi di
questo blog, già, proprio le splendide creature che il buon Dio,
nella sua infinita saggezza (e per la nostra dannazione eterna quando
non le abbiamo a portata di mano), ha voluto disseminare in questa
valle di lacrime per il nostro piacere e per nostra compagnia, salvo
poi veder stravolta tutta la storia con un'entrata a gamba tesa dei
preti di
ogni credo e religione, venuti a porre veti e definire peccaminosa
qualunque
attività tra quelle che si svolgono tra uomo
e
donna.
Tornando
a bomba, dicevo che – nonostante la supposta abbondanza di
materiale presente sulla rete – di solito preferisco attingere
direttamente alla
fonte
per le mie esigenze in video, anche
quando
si tratta di film del genere Tripla-X
per
capirci; ho sempre acquistato, finché mi è stato possibile, i DVD
originali ovvero negli ultimi tempi di magra, ho scaricato roba
direttamente dai siti dei maggiori produttori/distributori su
abbonamento.
![]() |
| La copertina della famigerata Perfect Collection dell'anime sexploitation par excellence: UROTSUKIDOJI |
Solo
quando sono alla canna del gas mi abbasso a cercare quello che mi
interessa sui vari canali di file sharing (qualcuno ha nominato
eMule?) cosa che in realtà mi stressa l'esistenza, vista la massa di
morchia
inguardabile che
legioni di stronzi senza ritegno né dignità spacciano sulla rete,
camuffandola il più delle volte, cosa che costringe l'utente a ore
e ore di
connessione buttate nel cesso per scaricare qualcosa che poi, alla
fine, si rivela 8 volte su 10 un fake
o
fatta talmente a cazzo di cane da essere inutilizzabile.
C'è
un'altra fonte, meno utilizzata ma non per questo meno valida, anzi,
decisamente più
valida dei
vari sistemi peer-to-peer
altrimenti
in uso: il protocollo BitTorrent che
per sua natura intrinseca fa si che le teste di cazzo che amano tanto
fare scherzi
sul web vadano a pascolare su altri lidi, dal momento che i server
che condividono il materiale sono i
computer stessi degli
utenti che li postano e/o li scaricano.
A
meno di essere dei deficienti integrali o ricchi di famiglia,
difficilmente qualcuno lascia il proprio PC acceso a fare da server
per giorni interi e consumare banda passante e spazio fisico sul
proprio disco rigido solo per spacciare gratuitamente morchia.
![]() |
| Altra bestia rara del cinema exploitation, il famigerato Ilsa, The Wicked Warden, in Italia: Greta, la Donna Bestia Ma alla fine, chi la dura... |
Purtroppo
per... certe cose il torrent ha i suoi limiti, senza considerare che
– almeno alle nostre latitudini – la quantità di materiale
distribuito in italiano è per il momento piuttosto scarsa.
Se
invece non avete
problemi con la lingua inglese (a anche spagnola e francese), di roba
ne potete trovare a
cataste
e – sempre per il discorso di cui sopra – di qualità
superiore.
È
stato solo grazie a questo programmino di file sharing che mi sono
potuto approvvigionare, p.es., delle perfect
collection (tanto
per restare in tema di animazione
per adulti)
della famigerata serie Urotsukidoji che
è altrimenti irreperibile a meno di voler cacciare dai 500
ai
750 dollari
per una copia usata!
O
meglio: in realtà se uno cerca sui maggiori siti di e-commerce
nazionali e non, di titoli ne trova a iosa ma non c'è
alcuna garanzia che
si tratti della versione che stiamo cercando, nel mio caso quella
uncut e
uncensored
dell'opera.
Stesso
dicasi, passando invece alle produzioni live,
siano
esse produzioni di genere ovvero film dedicati ad alcune delle
regine del hard
nostrane:
le case di distribuzione italiote (e diciamo la verità, anche
parecchie di quelle ameridiote)
spacciano sui loro siti DVD a prezzi che definire oltraggiosi
sarebbe
un eufemismo.
L'ultimo
esempio, per quanto mi riguarda, è avvenuto con il quarto
film (ancorché
considerato spurio
dalla critica) delle serie dedicata a Ilsa
il personaggio sadico e sessualmente predatorio interpretato
dall'attrice maggiorata americana Dyanne Thorne
negli
anni '70; di questo film, girato dal notorio regista e maestro del
exploitation Jess
(o
Jesus) Franco e
noto nel Belpaese col titolo di Greta, la donna
bestia
ne esistono attualmente sul mercato (in edizione rigorosamente
in lingua inglese come
al solito) almeno 4 o 5 edizioni e non c'è verso, nonostante giorni
di ricerche, di riuscire a sapere quale
delle
tante è la famigerata edizione integrale
e
non censurata.
Alla,
fine, come per il summenzionato Urutsukidoji
mi sono dovuto arrangiare e dopo giorni di paziente attesa alla fine
sono riuscito a scaricare quello che volevo e per di più con tracce
audio multiple tra cui
quella in italiano!
Il
problema, insomma, è che alcuni titoli (ed alcune protagoniste) sono
considerati ancora oggi dei must
assoluti,
dei veri e propri cult
per
i quali – evidentemente – c'è gente che è ancora disposta a
sborsare cifre
fuori mercato;
25-50 euro a disco (quando dice bene) non è commercio: è una rapina
bella
e buona, che andrebbe sanzionata con il carcere
a vita...
scherzi a parte (e chi cazzo stava scherzando!?), tornando per
esempio al caso dei film hard veri e propri, c'è poco da
scandalizzarsi se le produzioni estere – magari anche con
protagoniste di primo piano come la mia adorata Silvia
Saints o
la stupenda Sophie
Evans (dite
quel cavolo che vi pare, mi fa letteralmente svalvolare!) o la
bambolona supermaggiorata Rita
Faltoyano –
scavalcano sul mercato quelle nostrane.
Quella
roba la trovi tranquillamente a 3
euro a
disco anche sui
banchi dei mercati rionali; prova a cercare un film con protagoniste
Eva Henger,
Edelweiss o
l'altra bionda d'assalto Brigitte
Bui (un
tempo nota come Brigitta
Bulgari
prima della sentenza che ha proibito alla starlette di adoperare il
nome della nota famiglia di gioiellieri), ovvero dell'italianissima
Michelle Ferrari e
vedi che razza di cifre ti sparano, manco l'acquisto del video
intitolasse il possessore al diritto di passare (magari fosse!) una
notte di folle passione con la diva in questione!
Per
questo anche io mi
sono dovuto adeguare ed è con somma convinzione che affermo che –
in caso di ladrocini
autorizzati a
norma di legge come quelli che vi ho descritto – ben vanga il tanto
criminalizzato file-sharing... a condizione, ovvio, che per scambio
di file
non si intenda lo smercio di copie piratate al cinema o negli studi
di registrazione che oltre a fare
schifo violano
in modo palese qualunque legge sulla proprietà intellettuale.




Nessun commento:
Posta un commento