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| Un classico del Sexploitation made in Japan: A Kite ovvero: sesso e pallottole! |
Forse a qualcuno l'argomento di oggi
sembrerà un po' strano,
viste le tematiche che tratto di solito ma è vero che – da
cinefilo appassionato quale io sono, soprattutto per quanto riguarda
produzioni di genere ovvero
di nicchia – nemmeno
io sono sfuggito al fascino degli anime
ovvero dei famigerati cartoni
animati giapponesi
che dalla fine degli anni '70 in poi hanno invaso anche le nostre
latitudini, con alterne fortune e scatenando valanghe
di polemiche
– le più delle quali assolutamente pretestuose – per i contenuti
ritenuti violenti e diseducativi di queste produzioni animate.
Questo
perché le tante, troppe associazioni di benpensanti, bacchettoni,
baciapile e di sociologi della domenica, ignorano (o fingono di
ignorare, il tutto rigorosamente Cicero
pro domo sua)
che solo in Itajia
le
produzioni animate sono considerate sempre
e solo prodotti
per bambini.
Negli
altri Paesi, specie in quelli un
tantino più civili del
nostro
(e non pervasi pervicacemente dalla nefasta influenza del Vaticano e
dei suoi scherani) invece si distingue benissimo ciò che è per
bambini da ciò che per bambini non è.
Perché
oggi come oggi, il 70% (diciamo pure l'80...) delle produzioni
animate made in
Japan
non sono
dedicate ad un pubblico di mocciosi, ma sono suddivise per
fasce d'età e
di genere (nel senso di maschile
e femminile)
non è tutto un calderone unico in cui gettare tutto e il suo
contrario.
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| Un tipico manga Yaoi. Non so cosa ci trovino le ragazze ma tant'è... |
È
così che abbiamo animazione per bambini, adolescenti, giovani adulti
e adulti tout court, per maschi (shounen)
e femmine (shoujo)
e per tutti i gusti: drammatico, commedia, fantascienza (un
classico), horror e hard
e
proprio a riguardo di quest'ultimo, la panoplia di produzioni in
animazione comprende veramente di
tutto
ivi compresi i famigerati Yaoi e
Yuri ovvero
storie scritte e prodotte da donne
e
rivolte ad un pubblico di donne
rigorosamente
a sfondo omosessuale...
e non crediate che siano produzioni poi così di nicchia; nei miei
trascorsi ho conosciuto frotte di ragazze che – più o meno
esplicitamente – seguivano questi due generi con una passione ed
una dedizione che – se si fosse trattato di un maschietto nei
riguardi delle classiche produzioni XXX
– avrebbero fatto gridare al pervertito!
Col
senno di poi, essendo uno che è cresciuto fino ad una certa età a
pane e film di
guerra,
tanto per citare un altro genere tanto blasonato quanto malvisto nel
Belpaese dai soliti noti di cui sopra, in quanto assolutamente
diseducativo per
i teneri virgulti nazionali, posso tranquillamente affermare che le
tante boiate che si sono lette e sentite in proposito sono appunto
queste: boiate, non suffragate da alcuna prova se non da articoli di
(pseudo) giornalisti prezzolati in cerca di facili scoop quando –
sempre i soliti noti e gli aventi
interesse –
ricollegavano, dopo estenuanti
ricerche le
origini del comportamento deviante o criminale a questa o quella
causa, quasi sempre cartoni animati violenti, film violenti,
videogiochi violenti ovvero la causa
prima
di tutti i mali: la pornografia.
Mai
che abbiano relazionato i comportamenti psicopatologici e/o
delinquenziali con cause come: noia, mancanza di valori o di ideali,
malattie mentali e disturbi pregressi, famiglie disfunzionali o
altro.
No,
perché altrimenti la cosa si che si farebbe seria e pericolosa,
perché di frustrati, spostati, scoppiati e disadattati nella nostra
civilissima e cattolicissima società ce ne sono a
mucchi
e sarebbe impossibile individuarli tutti e tenerli sotto controllo.
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| Già questo lo trovo più accettabile... e comunque è un'altra cosa per la quale stravede il gentil sesso... in questo caso parliamo di Yuri... |
Meglio
quindi dare la colpa a qualcos'altro, qualcosa di già
individuato
come immorale, turpe o sconveniente, secondo i dettami della
(pseudo)moralità imperante, quella del si
fa ma non si dice e
del tutto va bene,
basta che non si venga a sapere, quella
cioè dove si censurano e castigano i comportamenti lesivi della
moralità purché il contravventore non appartenga alla cricca dei
ricchi e dei potenti; quelli possono impunemente sodomizzare bambini
e stuprare prostitute minorenni che nessuno
gli
dirà mai niente, men che meno gli inappuntabili tutori del
(dis)ordine costituito.
Dicevo
dunque che leggere, vedere o ascoltare opere
di fantasia
per quanto condite di sesso e/o violenza, non
trasforma
il fruitore delle stesse in un criminale
sociopatico.
Se
così non fosse, sempre per restare dalle mie parti, invece di
scrivere in questo blog o sbattermi alla ricerca dell'ultimo cult
movie di
serie B, in questo momento sarei altrimenti impegnato, che so io, a
massacrare donne e bambini come mercenario al soldo di qualche
multinazionale nel terzo mondo o del classico governo da repubblica
delle banane ovvero a commettere violenze, stupri ed omicidi in giro
per la città o per il Paese.
E
invece, guarda un po', pur possedendo una cultura
enciclopedica su
armi, mezzi ed esplosivi ovvero essendo appassionato di film a base
di sex &
violence,
non ho mai in
vita mia ammazzato o violentato nessuno, né tanto meno ho mai
imbracciato un'arma se non in difesa della Patria, quando indossavo
l'uniforme.
Lo
stesso dicasi per i tanto bistrattati cartoni
japanzi
che tanti dolori di panza fanno venire, per esempio, alle esimie
teste di minchia del MOIGE,
quell'efferato consesso di cerebrolesi sempre pronto a strillare allo
scandalo per qualunque cazzata, specie quando dietro le loro
affermazioni c'è il vuoto pneumatico (la stessa condizione esistente
nei loro crani bacati, ovviamente) e che – loro si! - finiscono
solamente per produrre pargoli esasperati e sessorepressi che con
ogni probabilità sono poi quelli che finiamo per ritrovare in
cronaca, strafatti, bevuti, fumati e coinvolti in ogni nefandezza,
ivi compresi stupri di gruppo, aggressioni brutali e gratuite e anche
qualche omicidio.
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| Altro cult-movie made in Japan a base di sesso, pallottole e violenza: MezzoForte |
Certe
produzioni, non mi stancherò mai di dirlo, non servono a sollazzare
le menti malate
di psicopatici, sociopatici ed assassini seriali; servono semmai ad
esorcizzare
e sublimare
gli istinti più bassi presenti in tutti
gli
appartenenti alla specie umana, in modo che il loro cervello possa
scaricarsi
per procura; servono in pratica a sedare, attraverso la
rappresentazione grafica ed esplicita di azioni volutamente esagerate
e sopra le righe, lo stress e la violenza che si accumulano
inevitabilmente nella vita – caotica e frenetica – di tutti i
giorni, evitando che possano esplodere
nel mondo reale
con gli effetti che tutti ben conosciamo.
Certo,
ci sono e ci sono sempre stati degli individui malati
di mente
o seriamente
disturbati
che possono prendere a pretesto (o che usano come scusante per i loro
comportamenti devianti) questo o quel film o libro o quel che volete,
ma sono appunto solo questo: psicopatici/sociopatici pericolosi che
anche senza aver visto/letto/sentito nulla prima o poi danno libero
sfogo ai loro istinti bestiali.
Chi
conosce benissimo
questo meccanismo sono proprio i nostri amici giapponesi che –
vivendo da sempre a strettissimo contatto di gomito in un territorio
risicatissimo in cui la possibilità di avere un po' di privacy o
starsene semplicemente per i cazzi propri è assai remota –
hanno da sempre sublimato istinti e comportamenti violenti o
antisociali attraverso la rappresentazione grafica degli stessi,
dapprima con i famigerati manga
e poi, con lo sviluppo del mezzo visivo/cinematografico, attraverso
film e anime.
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| Un classico tra i classici del genere: belle pupattole e tentacoli cazzuti e arrapati che s'infilano per ogni dove... c'è a chi piace.. |
Non
per niente i giapponesi sono famigerati anche per l'estrema violenza,
brutalità e perversione delle loro produzioni in video live
– quelle cioè con attori in carne ed ossa – che sono considerate
eccessive perfino
in ambiti e contesti considerati assai più permissivi e libertari (o
libertini) come p.es. in Germania o nei Paesi Scandinavi, che non
sono secondi a nessuno in quanto a perversioni in video, specie se
parliamo di pornografia in generale e di quella fetish/hardcore
in
particolare.
Eppure
il Giappone è uno dei paesi al mondo con il più basso tasso di
criminalità esistente, mentre, secondo l'illuminato (si, con la
220V!) parere dei tanti sociologi e psicologi de'noantri, dovrebbe
essere un'unica, grande bolgia infernale
dove stupratori, assassini, sodomiti, torturatori e pervertiti di
ogni genere e natura, commettono ogni genere di abominio contro il
prossimo!
Invece
niente. Nisba. Nada. Rién de rién...
Caso
strano, invece, la stragrande maggioranza di scoppiati, cerebrolesi e
violenti li vediamo proprio nel Belpaese, specialmente tra quei bravi
giovani
cresciuti a reality
show,
culto dell'apparenza, del soldo e di Berlusconi... di questi ne ho
conosciuti a pacchi, mentre tra le mie conoscenze, diciamo più nerd
e meno trendy,
non ce n'è uno che
sia uno che sia mai stato coinvolto in atti di violenza di alcuna
natura (se non come vittime
dei
summenzionati bravi
ragazzi di
cui sopra) o che si sia dato a comportamenti lesivi della dignità,
della legalità o della persona altrui.
Detto
questo, e accidenti a me e ai miei sproloqui, volevo con questo
informarvi che ho deciso di aggiungere – al già corposo calderone
di letteratura e cinematografia di genere e di nicchia – anche
queste... new
entry
diciamo così, per rendervi edotti e partecipi di quanto di buono (in
senso lato, ovviamente) il mercato ha da offrire anche da questo
punto di vista.
Sono
certo che, se siete appassionati come il sottoscritto delle
famigerate 3 G da
cui il titolo di questa pagina ed amate condire le vostre serate
anche con
un po' di sesso e
violenza –
e magari tanta artiglieria in azione – non potrete non apprezzare
alcune delle perle che ho intenzione di presentarvi che – benché
realizzate con disegni in movimento anziché con attrici in carne ed
ossa (degli attori in questo caso possiamo anche farne a meno,
nevvero!?) sono altrettanto coinvolgenti e divertenti
(si, certo, assolutamente) delle produzioni dal vero con il valore
aggiunto di essere spesso più
credibili (o
meglio recitate) rispetto a tanti film che presentano, si, tanta
carne alla vista ma che non si possono guardare o sentire per quanto
sono mal interpretati.






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